Magdalen Nabb.
...
.
...
La pazza e il maresciallo.
...
.
...
Titolo originale: The Marshal and the Madwoman.
Traduzione di: Antonia Gargiulo.
...
.
...
2003. Passigli Editori, FIRENZE-ANTELLA.

...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
Nel popolare quartiere fiorentino di San Frediano la chiamavano semplicemente "Clementina la pazza"; adesso giace senza vita sul pavimento della cucina del suo modesto appartamento. Pochi miserabili oggetti personali sono gli unici elementi a disposizione del maresciallo Guarnaccia per cercare di ricostruirne il passato. Non c' traccia neppure di una qualche foto di famiglia che possa offrire un punto di partenza. La scoperta che qualcuno  interessato a quella morte e una visita all'ospedale psichiatrico di Firenze sono per Guarnaccia solo i primi passi per addentrarsi nel misterioso passato della pazza, e conducono il maresciallo ad eventi risalenti a pi di un quarto di secolo prima che hanno cambiato per sempre la vita di molte persone...
COS SCRIVE ALLA NOSTRA AUTRICE Georges Simenon.
Cara amica e collega di scrittura, ... un altro successo nella tua attivit: La pazza e il maresciallo  altrettanto affascinante dei tuoi romanzi precedenti. Stai cominciando a rappresentare un caso' perch migliori costantemente senza sforzo. Non sarei sorpreso se a Firenze - una citt che adoro - ti erigessero una statua in una di quelle affascinanti piazzette....
Georges Simenon.
...
.
...
L'AUTRICE.
...
.
...
Magdalen Nabb, (Church, 16 gennaio 1947  Firenze, 18 agosto 2007) nata in Inghilterra, decise all'improvviso di trasferirsi in Italia nel 1975, a Firenze, dedicandosi completamente alla sua duplice attivit di scrittrice di storie per bambini e di romanzi gialli che definisce: "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono, tramite un'indagine, di ritrarre la citt e delineare la psicologia dei suoi abitanti".
.
Diede cos vita al personaggio del maresciallo Salvatore Guarnaccia, figura ormai entrata nel ristretto numero dei grandi investigatori ed i suoi romanzi, tradotti in pi lingue, sono stati pubblicati dai maggiori editori in tutto il mondo e dalle sue opere sono stati realizzati anche alcuni serials televisivi.
.
Incoraggiata e ammirata fin dagli esordi da Georges Simenon, con il quale ha intrattenuto una fitta corrispondenza, Magdalen Nabb fu una protagonista del panorama letterario mondiale. Al pari delle opere di Simenon, i suoi romanzi uniscono infatti gli ingredienti del thriller a una sottile analisi psicologica dei personaggi e a un'accuratissima ricostruzione di ambiente. Lo stesso Simenon ebbe a dire di Lei: "Quando lessi il suo primo libro, lei era una scrittrice esordiente e per questo sono onorato di potermi considerare il suo padrino. Ora lei non  pi una scrittrice baby, ma una scrittrice di una bravura stupefacente. E non finir qui".
...
.
...
LA PAZZA E IL MARESCIALLO.
...
.
...
1.
...
.
...
Senza pensarci, sostarono un attimo sull'orlo del marciapiede, prima di scendere dallo scalino di pietra. Non si vedevano auto in arrivo, non si sentiva neppure un motore in lontananza: un puro automatismo li aveva fatti esitare nell'attraversare la viuzza deserta, sconcertati dall'assenza di un nemico da affrontare. Volendo, avrebbero potuto percorrerla camminando nel bel mezzo della carreggiata, ma il caldo soverchiante dell'agosto fiorentino li teneva rasente i muri delle case, nella striscia di ombra assicurata dagli spioventi delle gronde, lass in alto.
Tutto sommato - disse il maresciallo Guarnaccia, quando furono dall'altra parte -, ci sono molti vantaggi. Sono contento che abbiamo deciso cos.
Il maresciallo e sua moglie erano andati in vacanza in luglio nel loro paese natale, in provincia di Siracusa; erano partiti insieme ai due ragazzi, lasciandoli poi affidati alla sorella del maresciallo per tutto agosto, quando Guarnaccia doveva tornare in servizio, al comando della stazione di palazzo Pitti. Era il primo pomeriggio, l'ora della siesta: quando diventava pi forte che mai la sensazione di essere le uniche due persone rimaste in citt.
Se tagliamo da questa parte avremo pi fresco.
Imboccarono un vicolo cupo, cos stretto che il sole non riusciva mai a penetrarlo. Risuonava l'eco dei loro passi.
Se almeno ci fossero pi negozi aperti..., mormor la moglie del maresciallo.
Finora ce la siamo cavata.
Vorrai dire che io me la sono cavata. Ieri mi  toccato attraversare tutta la citt per trovare un macellaio, e dicono che dopo il quindici sar peggio, perch allora chiuderanno anche quei pochi che sono rimasti aperti finora.
Andremo pi spesso a mangiar fuori, come abbiamo fatto oggi. A me  piaciuto.
Perch oggi era il tuo giorno libero. Quando sei in servizio non possiamo mica perdere delle ore a cercare un ristorante aperto.
 vero.
Senza contare la spesa. Credi a me, le uniche trattorie che lavorano sono quelle per i turisti, dove si mangia male e si spende un occhio della testa. No, no. Ce la caveremo. Dicono che sul giornale daranno gli elenchi di tutti i negozi aperti in ogni quartiere. E poi, mi restano ancora un po' di conserve. Non dobbiamo mica mangiare carne tutti i giorni. Quando c'era la guerra, la gente ce l'ha fatta lo stesso.
Non  che esageri un po'?.
Guarda che non  mica uno scherzo, fare tutta quella strada con quaranta gradi all'ombra, per cercare un negozio aperto... Senza contare i chilometri che mi tocca fare al ritorno, tutta carica di borse.
Se imparassi a guidare....
Ne abbiamo gi parlato. Qui in citt il traffico  un incubo, per non parlare dei viali di circonvallazione! Morirei di paura, alla mia et.
Adesso no, per.
Come, adesso no?.
Il traffico. Adesso non ce n'.
 vero....
Sbucarono, abbagliati dal riverbero, su una via principale, dove la morsa del caldo li afferr, togliendo loro la parola. Prima che la moglie del maresciallo riprendesse il discorso erano arrivati in cima alla salita davanti a palazzo Pitti, e svoltando a sinistra si avviavano ad attraversare il grande cancello in ferro battuto.  vero. Non ci avevo pensato....
Accanto alla macchina e al furgone di servizio era parcheggiata anche la loro piccola Fiat.
Per, alla mia et... E da chi potrei andare a lezione? Le scuole guida costano un capitale.

Salva!.
Mm?.
Dimmi qualcosa... o fa' qualcosa!.
Il maresciallo sbatt gli occhi e volse lo sguardo in giro, al riparo degli occhiali da sole.
Prendila con calma, sugger, dopo una breve pausa.
E smettila di dire che devo prendermela calma... T'immagini che cosa succederebbe in un giorno normale, con un chilometro di coda dietro a me, la gente che suona, e il vigile che arriva di corsa col fischietto? A quest'ora si sarebbe bloccata tutta la citt, e tutti darebbero la colpa a me. Se almeno non facesse tanto caldo! Su questo sedile sono in un bagno di sudore. Te l'avevo detto che dovevamo aspettare che venisse pi fresco.
Se aspettiamo che rinfreschi, viene buio, rispose il maresciallo, in tono ragionevole.
Ah, io quando  buio non guido, questo  certo.
No.
Allora, ho messo la marcia. L'ho messa? S. Frizione... no, freno a mano. Avrei dovuto guardare nello specchietto, ma... ecco, ora parte... no. Salva, per amor di Dio!.
Abbi un po' di pazienza.
Pazienza! Faresti perdere la pazienza anche ai santi, te ne stai l seduto come una statua, con le mani in grembo, neanche fossi davanti alla tiv. Come fai a insegnarmi a guidare se non dici mai niente?  mezz'ora che sono ferma a questo incrocio e non riesco a andare n avanti n indietro...  partita!.
Faresti meglio a fermarti.
E ricominciare tutto da principio? Io non mi voglio pi fermare finch non arrivo a casa, se ce la faccio.
S, ma... via Romana  a senso unico. Devi fermarti e fare marcia indietro. Avresti dovuto girare a destra.
Cosa? E perch non me l'hai detto? Il freno... Se sbattevo contro qualcosa... ci farai ammazzare tutti e due.
Devi solo andare un pochino indietro.
S, se riuscissi a trovare... C' una macchina che mi viene incontro! Salva!.
Aspetter.
Ci faremo ammazzare. Questa non  la marcia indietro. Se ci succede qualcosa, i bambini... Ecco, adesso sta facendo marcia indietro, e non gli posso certo dare torto. Se tu mi dessi una mano, invece di startene l seduto... ecco. Adesso, come faccio a muovere il volante mentre vado a marcia indietro? Vorrei non aver mai cominciato. Sei un uomo impossibile! Se ci vedesse qualcuno morirei di vergogna. Adesso, posso prendere di qua... oppure  vietato? La freccia, non mi sono ricordata della... Be', ormai  fatta. Per, avresti potuto dire qualcosa. Quello mi viene dietro. Perch viene dietro a me? L'avr fatto arrabbiare?.
Probabile che voglia andare da questa parte.
Be', io non accelero davvero. Devo accelerare?.
Fai come vuoi.
E non mi dire di prendermela calma.  vero quello che dicono, non si dovrebbe mai farsi dare lezioni di guida dal marito. Un marito non ha la pazienza che avrebbe un estraneo, si irrita sempre. Quello l  sempre dietro a me.
Non ti preoccupare.
Non mi devo preoccupare? Ricordati, l'idea  stata tua. Imparare a guidare  una cosa da giovani. Una donna della mia et, con i figli da badare, non pu... Salva, guarda tutta quella gente in strada! Che cosa faccio? Mi devo fermare... sono ferma. Non so parcheggiare, lo sai, se non si spostano dovrai farlo tu. Ma quella non  una delle tue macchine di servizio? Dove vai? Non mi vorrai mica lasciare qui!.
Aspettami.
Il maresciallo scese, riuscendo con fatica a districare la massiccia persona dalla piccola utilitaria. Si trovavano a un incrocio, e in effetti, il retro di un'automobile che sporgeva dalla viuzza sulla destra apparteneva a uno dei veicoli di servizio di cui disponeva la sua stazione. Il maresciallo si fece largo tra la folla vociante e buss al finestrino del guidatore. Dentro c'era Lorenzini, il giovane brigadiere, che parlava alla radio: alz lo sguardo e vedendo i grandi occhi del maresciallo che lo fissavano dietro le lenti scure abbass il finestrino.
Come ha fatto ad arrivare cos in fretta? Stavo chiamando adesso.
Che succede?.
Niente di serio, una lite fra vicine di casa.
Ma c' tutto il quartiere sceso in strada!.
Lo so. Bruno sta cercando di calmarli.
Non credevo che a Firenze ci fosse ancora tanta gente.
E meno male che non c' traffico. Mi pare che Bruno non riesca a combinare gran che.  ancora giovane, non ha molta autorit, e comunque da queste parti alla gente non piace troppo aver a che fare con i carabinieri.
Allora perch ci hanno chiamato?.
E infatti, non ci hanno chiamato. Eravamo di pattuglia, passando di qui abbiamo trovato la strada bloccata.
Il maresciallo si raddrizz. Lasciali perdere, tra poco si calmeranno.
Lorenzini sporse la testa dal finestrino. Il rumore era sempre pi assordante, e tra la gente che si accalcava non si riusciva a vedere Bruno.
 un problema. Ora se non sgombriamo la strada, non far una buona impressione... e poi c' quella donna nuda come un baco, questo guaio  praticamente colpa sua....
Cosa?.
 una un po' toccata..., e Lorenzini si batt due dita sulla tempia.
Dov'?.
Lass.
Buon Dio.... Facendosi largo tra la gente, il maresciallo avanz verso una casa che aveva la facciata coperta da una impalcatura, schermata nella parte inferiore da un telo verde di plastica a rete.
Fatemi passare.
Nessuno gli fece gran caso: la gente non si faceva da parte, ma neppure gli sbarrava la strada. Lui non era in divisa, nessuno sapeva chi fosse e nessuno se ne curava, visto che in ogni modo non era uno di loro. Mentre cercava, senza riuscirci, di vedere Bruno, si accorse che quelle che strillavano di pi erano le donne. Alcuni uomini in maniche di camicia facevano gruppo intorno al portone del palazzo, sotto l'impalcatura: uno di loro picchiava coi pugni sul battente.
Vaffanculo! - url da sopra una voce isterica -. Lasciatemi in pace!.
Non ti vergogni, a usare certe parole!, abbai una donnetta ben piantata, che teneva un gomito puntato contro il ventre del maresciallo: E poi copriti, insomma!.
Il maresciallo stava con gli occhi al cielo come tutti gli altri. La finestra del primo piano, bench non grande, arrivava fino al pavimento, protetta nella parte inferiore da una ringhiera. La donna in piedi lass, evidentemente quella che secondo Lorenzini non aveva la testa a posto, agitava con sfida la mano arrossata stretta a pugno, a volte minacciando la folla sottostante, ma per lo pi contro la finestra di fronte, che in un vicolo cos stretto era solo a qualche metro. Non era proprio nuda, portava una specie di vestaglia o di grembiule da casa, ma non essendo allacciato, l'abito continuava ad aprirsi: e cos, la donna metteva in mostra il proprio corpo grassoccio e roseo con l'inconsapevolezza di una bambina di due anni in preda a una crisi di capricci.
Clementina, falla finita! Chiudi le persiane, cos avremo un po' di pace.
A un certo punto, la pazza allung davvero le braccia verso le persiane, che avevano la vernice marrone tutta scrostata, e le chiuse di scatto verso di s; ma subito dopo le spalanc di nuovo, per vomitare una nuova salva di ingiurie.
Non si riusciva a capire che cosa avesse fatto scoppiare il litigio. La donna del palazzo di fronte, dalla voce ancor pi stridula di quella della pazza, si vedeva solo di scorcio, perch la sua finestra era pi piccola. Forse si teneva nascosta di proposito, perch fra la gente di sotto molti cominciavano a prendersela pi con lei che con la sua avversaria.
La fai soltanto arrabbiare di pi! Lasciala perdere!.
Una testa scura fece capolino al di sopra del davanzale; il maresciallo scorse uno scintillio di lenti e un viso congestionato dalla rabbia.
Ma perch non la rinchiudono... io non ne posso pi! E quelli che suonano al portone,  meglio che smettano, perch tanto io non apro a nessuno!.
Il maresciallo cerc di girare su se stesso e di avviarsi verso il portone di fronte, per vedere se fosse il giovane Bruno la persona che le suonava alla porta, ma si trov la strada sbarrata dall'ampia schiena di un uomo pi alto di lui. Una voce furibonda esclam: Chi accidenti  stato a chiamare i carabinieri?.
E chi lo sa....
La folla rivolse un nuovo appello generale alla pazza, invitandola a coprirsi: il risultato fu un ennesimo torrente di parolacce, pronunciate con la stessa aria di sfida infantile con cui la donna esponeva la propria innocente nudit.
Le grida e la calca si infittivano, mentre il caldo, certo, contribuiva a far innervosire tutti; ma il maresciallo capiva che la situazione non era alla fine pericolosa. Era una sorta di rito, di quelli che si ripetono a intervalli regolari, e si sarebbe concluso appena fosse venuto a noia a tutti i protagonisti. Purtroppo, in quel momento la voce di un uomo, che si trovava qualche passo avanti a lui, grid alla donna con gli occhiali di smetterla di fare la stronza, e lasciare in pace quella povera pazza.
E un'altra voce replic: A chi hai detto stronza'? Quella  mia moglie!. Il maresciallo si volt per vedere chi avesse parlato, e gli arriv un pugno in faccia.

L'unica cosa  l'acqua fredda, la tenga ferma l. Comunque le verr un bell'occhio nero. Ora le faccio un caff.
Il maresciallo era stato salvato dall'omone che gli impediva la vista e che si era rivelato il proprietario del bar dell'angolo, sull'altro lato della piazza rispetto alla casa della lite. Mentre era ancora stordito, l'omone lo aveva portato nel suo locale, piazzandolo a sedere a un tavolino di Formica marrone, per lasciargli il tempo di riprendersi. Il maresciallo non parlava, continuava a tenere l'impacco freddo appoggiato all'orbita: l'occhio, che gi al naturale, come l'altro, era piuttosto grosso e sporgente, si faceva sempre pi gonfio di minuto in minuto. Per fortuna il pugno aveva fatto saltar via gli occhiali da sole: se la lente si fosse rotta sotto il colpo, sarebbe stato molto peggio.
Tutti gli altri erano rimasti fuori, seduti ai tavolini davanti al locale. Celebravano la fine della lite, oppure cercavano di consolarsi del fatto che per quel giorno il divertimento era finito; ma la televisione accesa nel bar, bench nessuno la guardasse, soffocava i suoni della loro conversazione. I pochi che, a parte il maresciallo, si erano rifugiati nell'interno per sfuggire al caldo, stavano giocando a biliardino. L'aria era impregnata del fumo delle loro sigarette.
Ecco il suo caff. Come si sente?.
Mi passer presto.
Come ha fatto a trovarsi immischiato? Lei non abita da queste parti.
Il maresciallo si qualific.
Ah, scusi. Sa, siccome non  in divisa... Non riesco a immaginare chi possa avervi chiamato.
Nessuno. I miei ragazzi passavano di qua.
Facevano meglio a non fermarsi.
C'era la strada bloccata.
Eh gi,  vero. Insomma, cose che capitano. Non  successo mica niente... no, sa, non dicevo per lei. Peccato che lei si sia trovato in mezzo in quel modo. Di sicuro  stato un incidente.
Di sicuro. Cercare di andare a fondo della cosa non avrebbe avuto molto senso: Guarnaccia non aveva visto da dove gli era arrivato il pugno, e in ogni modo, in realt nessuno aveva mai avuto l'intenzione di colpire lui.
Le chiacchiere degli uomini seduti fuori furono interrotte da un risata femminile un po' chiocciante. Tutte le altre donne erano sparite dentro casa, ma la pazza, che si era vestita anche se portava ancora le ciabatte da casa, era scesa fino al bar, e si lasciava prendere in giro dagli uomini davanti al locale.
Forza... e' si vuole un bacio!.
Tieni le mani a posto. Chiss perch, si era portata dietro una scopa, e la brandiva minacciosamente.
Su, via, vieni a darci un bacino.
Il grosso barista si era seduto accanto al maresciallo. Poverina, non ci sta proprio con la testa spieg. Loro esagerano a tormentarla, ma il guaio  che lei continua a stuzzicarli. Le piace sentirsi al centro dell'attenzione.
Ma perch litigavano?.
I piccioni, come sempre.
Come, i piccioni?.
Perch lei gli d da mangiare. Proprio l sull'angolo, sotto la finestra di Maria Pia, e loro scachicchiano su tutto il terrazzino, sulle piante, sulla biancheria stesa. Ce ne sono centinaia.
Tutto qui?.
Ma s, pi o meno; solo che poi, sa com', una cosa tira l'altra. Toccava a Maria Pia di dare da mangiare a Clementina, e cos le aveva portato una zuppiera di minestrone. Poi, quando hanno cominciato a litigare per i piccioni, Clementina ha buttato la zuppiera dalla finestra e l'ha rotta... Oh, Madonna! Hanno bloccato di nuovo la strada e il 15 non passa.
Da fuori arrivava il suono insistente di un clacson.
In questa citt, chi fa l'autista di autobus si accorcia la vita comment il barista. Fra le strade strette e la gente che lascia le macchine nel mezzo... anche se oggi non c' tanto traffico, mi pareva... Ma dove va?.
Il maresciallo era balzato in piedi con agilit sorprendente per uno della sua mole, e l'impacco di acqua fredda era finito per terra.
Mia moglie....
La trov in lacrime. Prese lui il volante, cos, mentre tornavano a casa, lei pot dedicare per intero la sua attenzione a dirgli per filo e per segno tutto quel che pensava di lui. Erano arrivati a met strada quando finalmente si mise zitta, limitandosi ogni tanto a tirare su col naso e a passarsi il fazzoletto sugli occhi. Mentre imboccavano via Romana, dove le persiane erano tutte abbassate e la strada deserta, il maresciallo si arrischi ad aprire bocca:
Laggi le botteghe erano tutte aperte, hai notato?.

Il caldo proseguiva senza tregua, bench i meteorologi continuassero a pronosticare un temporale. I temporali arrivavano, ma soltanto nel nord: per tre sere di fila il maresciallo e la moglie, guardando il telegiornale mentre cenavano, videro campi allagati e citt paralizzate dalle violente e abbondanti piogge, con l'acqua alta che faceva mulinello intorno alle automobili abbandonate. Ma, nel cielo di Firenze, non si vedeva una sola nuvola. L'aria rovente si faceva sempre pi pesante e umida, come se il sole stesso sudasse per la fatica; il tremolio del calore che esalava dalle pietre di tutti i grandi palazzi, combinato con il bagliore accecante della luce, distorceva la vista di chiunque fosse cos sciocco da andare in giro senza occhiali da sole. Il maresciallo, che soffriva di un'allergia alla luce solare - il sole gli faceva lacrimare gli occhi come fontane - non usciva mai senza le lenti scure. Anzi, usciva pochissimo; per lo pi se ne stava buono buono nel suo ufficio, nella stazione dei carabinieri di palazzo Pitti, occupandosi di noiose scartoffie, bevendo acqua minerale che serviva soltanto a farlo sudare di pi, e cambiandosi due o tre volte al giorno la divisa.
Il 14, alla vigilia di Ferragosto, la temperatura era ancora pi alta. Al telegiornale non si vedevano pi le alluvioni del Norditalia, ma solo spiagge affollatissime e vedute aeree della fascia di mare lungo la costa, che appariva tutta punteggiata di teste. I traghetti, come al solito, all'arrivo della stagione di punta erano entrati in sciopero: gli inviati intervistavano persone stravolte e sudate, famiglie intere prigioniere nell'auto da ore, a volte da giorni, in lunghe code di veicoli in attesa, sotto un sole ardente, con i bambini che bisticciavano e piagnucolavano nel sedile posteriore.
Che senso avrebbe tornare indietro, ormai - urlava nel microfono un autista dalla faccia congestionata -. Abbiamo prenotato un albergo in Sardegna per quindici giorni. Sono quindici ore che stiamo qui fermi, e se vuole che le dica che cosa penso di quelli che scioperano, secondo me sono degli.... Prima che la parola fosse pronunciata in diretta, l'intervista fu troncata, e sullo schermo apparve una piazza deserta nel centro di Roma. Un'unica macchina la attravers e si ferm davanti alle telecamere.
Come riesce a sopravvivere a Roma in agosto?.
Con un po' di fatica, ma me la cavo abbastanza bene. Mia moglie e i bambini sono in montagna, devo preoccuparmi solo per me. Di solito, se vado un po' in giro riesco a trovare un ristorante aperto.
Domani  Ferragosto. Pensa di trovare qualcosa di aperto anche domani?.
Non credo, per ho la casa piena di scatolette prese al supermercato.
A sentirla, si direbbe che si diverta.
Be', ma si guardi intorno! Certi giorni prendo la macchina e mi metto a scorrazzare in citt da un capo all'altro a tutta velocit, e parcheggio in cinque o sei posti diversi solo per il gusto di farlo. Dopo aver passato un anno intero a lottare con il traffico, questa s che  una vacanza.
Il maresciallo ripens ai primi anni che stava a Firenze, quando sua moglie era costretta a rimanere gi nel sud con i bambini, a casa di sua madre, che era troppo vecchia e malata perch potessero lasciarla sola o farla viaggiare. Giocare a fare il vedovo allegro poteva essere divertente per un mese, ma non per anni.
Anche il film in programma dopo il telegiornale riprendeva lo stesso tema, con un celebre comico nella parte di un marito lasciato solo nella citt deserta, con i mobili protetti da teli antipolvere e una provvista di scatolame nella dispensa. Come l'uomo intervistato al telegiornale, anche il protagonista del film, rimasto solo, se la spassava allegramente, e ben presto si innamorava di una bella e giovane turista che non vedeva l'ora di imparare l'italiano. Ogni volta che la moglie gli telefonava dai monti, l'attore assumeva un'espressione tragica e gemeva con voce rotta: Se sapessi che malinconia, starsene tutte le sere in una casa vuota, non mi lasceresti cos.... Poi l'aria lamentosa si scioglieva in un sorriso furbo, e l'uomo si precipitava da una stanza all'altra, spruzzandosi del profumo addosso, rassettando il letto, in attesa che il campanello suonasse.
Il maresciallo e la moglie avevano gi visto il film pi di una volta, perch d'estate lo ritrasmettevano quasi tutti gli anni, ma lo guardarono lo stesso, perch avevano un debole per quel comico. Alla fine del film, quando cominci la pubblicit, la moglie del maresciallo and in cucina a finire di rigovernare, lasciando il marito nel salotto buio, dove la sola luce, a parte un piccolo abat-jour, veniva dallo sfarfallio delle immagini sullo schermo. Quando squill il telefono, fu lei che and ad accendere nell'ingresso per rispondere. Le sue pantofole di feltro frusciavano appena sul marmo lucido del pavimento. Guarnaccia continu a guardare la televisione, un poco infastidito dalla fessura di luce intensa sotto la porta che dava nell'ingresso, mentre sperava che non fosse uno dei suoi ragazzi di turno in servizio che lo chiamava a casa perch era successo qualcosa.
Ma quando la sent che diceva: Devi parlare un po' pi forte... ecco, va meglio... Loro come stanno?, le sue spalle si mossero appena, per abbandonarsi meglio sullo schienale del divano. Non aveva bisogno di ascoltare altro, sapeva gi chi era al telefono: sua sorella, che chiamava all'incirca una volta alla settimana per dare notizie dei ragazzi, sempre di sera perch costava meno.
Arriv il telegiornale della notte e ancora una volta, davanti alle immagini della spiaggia affollata, il maresciallo riflett che anche i criminali erano partiti per il mare insieme a tutti gli altri, e cos, nel suo mestiere, rimanere in citt a lavorare nel mese d'agosto aveva anche il vantaggio che il lavoro era scarso. Non avrebbe dovuto preoccuparsi che al telefono cercassero di lui: dalla fine di giugno non lo avevano pi chiamato di sera, e quella volta era stato per un falso allarme.
Tuttavia, la telefonata e la luce avevano interrotto la sua sonnolenta tranquillit; il maresciallo si tir su per andare ad accendere l'antizanzare in camera da letto.
Salva!.
Eh?.
Visto che ti alzi, accendi il fornellino.
L'ho gi fatto.
Si affacci in cucina. Che cosa prepari?.
Una camomilla. Ho un po' di mal di testa, mi serve per dormire meglio. Hai acceso il fornellino?.
Mmm.
Se aspetti a farlo quando andiamo a letto ce n' sempre una che riesce a beccarmi prima di morire.
Che cos'ha detto Nunziata?.
I ragazzi stanno bene. Spero che non la facciano troppo disperare. Lei si stanca troppo.
Ha detto cos?.
Si capisce che non l'ha detto, ma io so come possono essere discoli, e lei non ha figli suoi, e quindi non c' abituata. Hai bisogno di qualcosa?.
No. Scommetto che lei ci si diverte. Vieni a letto?.
Tra un momento. Quando il fornellino avr cominciato a funzionare; prima bevo questa.
Quando lei arriv in camera, l'aria era impregnata del forte odore dell'antizanzare e lui era gi a letto. Il maresciallo sbadigli e si passo sul viso la grossa mano.
Sono stanco, a dire la verit.
 il caldo che sfinisce. Sono sicura che  il caldo a farmi venire questi mal di testa.
Meno male che la telefonata non era per me. Per un momento ho pensato che fosse la Centrale.
A quest'ora di notte?. Erano sposati da quindici anni, ma avevano trascorso tanto tempo separati. Sua moglie era abituata agli aspetti pi consueti della vita militare, le divise, l'abitare in caserma; ma certe cose non mancavano mai di stupirla o di allarmarla: il fatto che Guarnaccia ogni tanto si irritasse con il capitano, e che non smettesse mai di preoccuparsi per i ragazzi in servizio di leva, e poi tutto quel che poteva turbare il tran tran quotidiano, come le telefonate improvvise la sera tardi, o un'indagine pi impegnativa.
Quindi fu un bene per lei che la telefonata per il maresciallo, arrivata verso le tre del mattino, fosse stata smistata invece al Comando di Borgo Ognissanti, di qua d'Arno: il carabiniere che aveva risposto al centralino non aveva voluto disturbarlo. Marito e moglie continuarono a dormire per tutta quell'afosa nottata, sia pure rivoltandosi ogni tanto nel letto, oppressi dal gran caldo, che faceva sembrare un fardello intollerabile perfino la tela sottile del lenzuolo bianco.
Se il carabiniere lo avesse svegliato, le cose sarebbero andate diversamente? Nei giorni che seguirono il maresciallo se lo chiese pi di una volta. La sua impressione era che con tutta probabilit non ci sarebbe stata nessuna differenza. Non si sarebbe alzato per andare dove lo chiamavano; avrebbe avuto la stessa identica reazione del giovane centralinista. E poi, quel che  giusto  giusto, la Centrale aveva mandato una macchina di pattuglia a dare un'occhiata. Loro avevano riferito che era tutto tranquillo. Quindi non era colpa di nessuno. E tuttavia, se il maresciallo continuava a ripetere al giovane: Non ti preoccupare, hai fatto il tuo dovere, non potevi sapere..., forse in realt era a se stesso che parlava.
Comunque, fino alla sera dopo nessuno venne a sapere che fosse successo davvero qualcosa di grave: il maresciallo dorm fino alla mattina e si svegli di buonumore fra i rintocchi delle campane. In cucina c'era la finestra aperta, il caff stava passando e si sentiva un caldo profumo di brioches ripiene di marmellata, le sue preferite.
Come hai fatto? Non mi dirai che stamani c'era un fornaio aperto?.
Le ho comprate ieri e le ho tenute avvolte in un panno umido. Cinque minuti nel forno e sembrano appena fatte. Ho pensato che, anche se devi andare a lavorare, per il giorno di festa un dolce ci stava bene.
Non ci sar gran lavoro da fare.
Pi tardi si sarebbe ricordato di aver detto quella frase, e anche del profumo dolce, fin quasi alla nausea, delle brioches, che avrebbe impregnato ogni cosa nel corso dell'intera indagine: infatti, avrebbe passato ore e ore nel bar dove il giorno prima era stato seduto per un po' con l'impacco freddo sull'occhio. Ma per il momento si godeva la colazione in cucina, senza fretta, alla luce della finestra aperta. Anche in soggiorno le finestre erano ancora aperte, e la luce del sole filtrava dalle tende di mussola. Eppure, i rettangoli di luce che si disegnavano sul pavimento erano gi tiepidi. Entro le dieci bisognava chiudere le imposte per non far entrare il caldo, e per il resto della giornata la casa sarebbe rimasta al buio.
Prepari qualcosa di buono anche per pranzo?.
Faccio il coniglio arrosto.
Non gli sarebbe dispiaciuto accomodarsi in poltrona per gustare un'altra tazza di caff, nell'atmosfera rilassata, domenicale, creata dalle chiazze tiepide di sole sul pavimento e dallo scampanio che risuonava in tutta la citt. Invece, dopo un'occhiata all'orologio, torn in camera da letto a prendere la giacca della divisa.
Arrivato nel suo ufficio fu salutato con un allegro buongiorno da Di Nuccio, il carabiniere di servizio. I ragazzi del turno di notte erano andati a dormire; la mattinata pass come tante altre, con la sola differenza che c'era meno da fare del solito. Il maresciallo lesse il rapporto relativo alla notte, in cui si parlava di una richiesta di intervento, che era stata trasmessa al Comando di Borgo Ognissanti e si era rivelata un falso allarme.
A mezzogiorno, sebbene si fosse levato la giacca prima di sedersi alla scrivania, la divisa gli si era ormai appiccicata addosso per il sudore. Non gli dispiacque lasciare da parte le noiose scartoffie - un mucchio che non sembrava diminuire mai, sebbene ultimamente non si fosse dedicato quasi a nient' altro - per fare una capatina dai ragazzi nella stanza del piantone. Trov soltanto Di Nuccio. Si era tirato su le maniche della camicia, ma anche a lui si era formata una grossa chiazza di sudore sotto le ascelle, e una ancor pi grossa sulla schiena, fra le scapole.
Sei solo?.
Il ragazzo  andato di sopra a preparare da mangiare.
Uno dei ragazzi aveva il compito di fare la spesa e cucinare per tutti. La tipica lamentela dei carabinieri in servizio permanente verso quelli di leva era che questi ultimi non sapevano cucinare, perch non erano mai usciti di casa e conoscevano solo la cucina della mamma. Se arrivavano in tavola degli spaghetti scotti, conditi con un sugo di pomodoro acido e bruciacchiato, il risentimento poteva raggiungere livelli inauditi, soprattutto la sera, quando i ragazzi potevano contare al massimo su un buon piatto di pasta da consumare nella sala mensa con annesso cucinino, davanti alla televisione accesa. Ma in questo caso il problema era costituito da un militare che si era appena arruolato. Le prime volte aveva preparato una specie di minestrone, gli spaghetti praticamente diventati colla nell'acqua di cottura, con una salsa dal sinistro color bruniccio, ottenuta lasciando bruciare il contenuto di una lattina di pelati. Avevano dovuto buttar via il tegame. Il maresciallo, che per anni era stato costretto a sopravvivere nutrendosi di quel che riusciva a cucinare, aveva preso il giovanotto da parte, gli aveva suggerito di leggere il tempo di cottura indicato sul pacco della pasta e aveva lasciato cadere qualche consiglio incoraggiante, seppur vago, circa il modo di dare un po' di sapore al sugo. Il giorno dopo, i fili di pasta giallina erano cos duri che non si riusciva ad arrotolarli sulla forchetta, mentre nel sugo, scuro e acido, galleggiavano i resti carbonizzati di una dozzina di spicchi d'aglio. Perci, quando Di Nuccio aggiunse il commento: Grazie a Dio da oggi il suo turno  finito, non ci fu bisogno di chiedere spiegazioni.
Imparer - si limit a osservare il maresciallo -. Tutto tranquillo?.
Una tomba.
Allora vado.
Entrando nel suo appartamento gli venne incontro l'intensa fragranza del coniglio arrosto al rosmarino: al pensiero dei ragazzi al piano di sopra, il maresciallo non pot fare a meno di sentirsi in colpa.
Sei tu?.
Mmm.
Le imposte della camera da letto erano chiuse. Guarnaccia accese la luce e si spogli. Avrebbe avuto bisogno di una doccia fredda, ma in quella stagione anche dal rubinetto dell'acqua fredda usciva acqua tiepida. Comunque, dopo la doccia si sent meglio, e quando attravers con passo pigro il soggiorno, gli bast vedere, nella luminosit morbida filtrata dalle imposte appena socchiuse, la tavola apparecchiata per due con una tovaglia di pizzo bianco, in onore della festa, per scrollarsi di dosso la noia della mattinata e sentirsi tornare il buonumore e l'appetito.
Salva, ti dispiace riempire la brocca dell'acqua?.
And in cucina e apr il frigo.
Che ne dici, se con il coniglio bevessimo una goccia di questo ros? Con il caldo che fa preferirei evitare il vino rosso.
Aprilo, se vuoi. Io non ne bevo.
Non ti  mica tornato il mal di testa?.
No, di solito mi prende nel pomeriggio, ma lo sai, se bevo il vino a pranzo poi mi viene sonno.
Nessuno ti impedisce di fare un sonnellino.
Ma lo sai, dopo mi sento peggio.
Be', sembra proprio un peccato...  bello fresco.... Stapp la bottiglia e la port in tavola con la brocca dell'acqua. L'atmosfera era proprio quella della domenica. Le campane non suonavano pi, quindi doveva essere solo il profumo dell'arrosto... Ma poi cap: era la tovaglia di pizzo, che di solito faceva la sua comparsa soltanto la domenica.
Il coniglio, accompagnato da una purea che sembrava crema, era squisito: il maresciallo non resistette e ne prese ancora.
Era tanto tempo che non si mangiava coniglio, mormor, tanto per trovare una scusa, dato che era un po' pi grasso del giusto, e lo era sempre stato.
Pensavo che ti avrebbe fatto piacere. Per non mi hai chiesto dove l'ho trovato.
Perch? Sei dovuta andare tanto lontano?.
No,  proprio questo il bello! L'ho trovato in San Frediano, dove ti hanno fatto quell'occhio nero. Avevi ragione, l i negozi erano aperti, e allora ci sono tornata. E non solo; a parte oggi, si capisce, restano tutti aperti fino a fine agosto, tranne la farmacia. Il verduraio chiude a settembre perch fa dei lavori nel negozio, mentre il macellaio  andato in ferie in luglio come noi. Dice che preferisce cos, perch al mare trova molto meno folla. Hanno un bambino, pi piccolo dei nostri, e la moglie gli d una mano in bottega.
A quanto pare, ormai sai tutto di questa gente.
 un quartiere dove chiacchierano volentieri. Certe persone sono un po' grezze, ma comunque... Quei due, marito e moglie, che hanno il negozio di alimentari, hanno detto che di solito chiudono nella seconda quindicina di agosto, ma quest'anno devono rifare la facciata del palazzo e gli coster un patrimonio - sono proprietari, abitano sopra la bottega - e cos non ce la fanno ad andare in vacanza.
Ti sei fermata a chiacchierare!.
Be', che c' di male? Quando ci sono i ragazzi  diverso, ma adesso ho cos poco da fare. Devo riconoscere che mi  piaciuto, mi ricordava i tempi di quando stavo gi al paese e conoscevo tutti....
Non era mica per criticare. Era vero, qualche volta doveva sentirsi un po' sola. Abitare in caserma in una citt che non  la tua non  il modo per farsi degli amici, e lei era stata abituata per anni ad avere la compagnia costante di Nunziata, la sorella del maresciallo.
Sono contento che hai trovato un posto buono per fare la spesa. Come mai non mi avevi ancora detto niente?.
Pensavo che fossi arrabbiato per l'occhio e per... tutta la faccenda. Non ne avevi pi parlato, e cos non ne ho parlato neanche io.
La verit  che anche lui aveva pensato che lei fosse ancora arrabbiata, e perfino in quel momento nessuno dei due arriv a riprendere l'argomento di quella che era stata la prima e l'ultima lezione di guida di sua moglie.
Comunque, adesso che il tuo occhio sta molto meglio... e visto che il coniglio ti  piaciuto tanto...  un buon macellaio. Potrei anche continuare a servirmi da lui.
E la pazza? Anche lei va dal macellaio?.
Ci passa in pratica tutta la mattina, ma non compra quasi niente. Dev'essere povera.  un quartiere povero, nell'insieme, ma lei dev'essere proprio ridotta male, secondo me. Quasi sempre passa le giornate seduta su quell'unica sedia e attacca discorso con tutti quelli che entrano, oppure li prende a male parole. Parla in un modo... per certi giorni si compra una salsiccia o un hamburger o addirittura una fettina di carne. Qualunque cosa compri, a quanto ho capito lui le fa pagare sempre mille lire, e allora lei spesso gli chiede un uovo, come una bambina che chiede una caramella.
E lui glielo d?.
Involtato in un pezzo di giornale. L'ho vista anche nel negozio di alimentari, comprava una fettina di mortadella fine come carta velina e un tozzo di pane, che non basterebbe neanche a un topo. Poi, ha indosso sempre lo stesso vestito, e io mi domando quando lo lava, dato che non sembra affatto una persona sudicia. Vuoi una pesca?.
Non so... s.
Oppure l'anguria, in frigo c' quella rimasta da ieri.
No, la pesca.
Il buffo  che passa tutto il tempo a fare pulizia.
Come tante donne.
Un momento! Non fa mica le pulizie in casa, non  quello che volevo dire. No, pulisce il mondo intero, o almeno quello che  il suo piccolo mondo. Spazza tutta la via - lo sai, in realt  una piazza, anche se sembra soltanto uno slargo della strada - e l'ho vista io, in ginocchio, a raccogliere le cartacce una per una e poi passare lo straccio sul marciapiede e perfino sulle macchine parcheggiate. Addirittura svuota il cestino della spazzatura alla fermata dell'autobus e cambia il sacchetto di plastica.
Risparmia lavoro agli spazzini.
Proprio! E guai se trova qualcuno che getta per terra qualcosa, anche solo un fiammifero spento. Li aggredisce con la scopa alla mano. Purtroppo davanti al bar ci sono sempre dei gruppi di uomini che la tormentano. Gettano roba sul marciapiede alle sue spalle, appena  passata, solo per stuzzicarla e vedere fin dove arriva.  una vergogna.
Li ho visti. Se ricordo bene, facevano anche finta di farle la corte.
S, e lei li prende sempre sul serio, ma quando buttano tutte le cartacce in giro diventa quasi violenta. Ma cosa vuoi, povera creatura, lei non  in s, la colpa  di quei mascalzoni. Sono uomini fatti e si comportano come ragazzini. Magari anche i bambini fanno la loro parte a stuzzicarla, ma cosa vuoi pretendere, con i grandi che gli danno l'esempio? Certo  proprio una zona particolare, anche se non mi posso lamentare davvero per come mi hanno trattato nei negozi. Via, vado a mettere su il caff....
Il maresciallo prese posto in una poltrona, con un senso di soddisfazione. Per c'era qualcosa che mancava...
Teresa! Dov' il giornale?.
Oggi non c' il giornale.
Ah, gi. Non ci pensavo.
A quest'ora trovi il telegiornale sul primo.
Il maresciallo accese la tv e torn a sedersi. Ma non riusciva a concentrarsi sulle notizie. Mentre guardava un dignitario straniero che scendeva da una grossa automobile, si chiedeva se dopo tutto sua moglie fosse davvero riuscita ad ambientarsi a Firenze, come diceva sempre. Questi continui trasferimenti erano un problema per tutti quanti, anche per i bambini. Ma la vita militare  cos. Non poteva farci niente. E tuttavia, prima di uscire, gi con la divisa indosso, si affacci in cucina: Allora, stasera  tutto chiuso, anche i cinema?.
Credo di s. Perch? Volevi andare al cinema?.
L'idea era insolita abbastanza da stupirla.
No, no... Pensavo solo che potevamo fare qualcosa, magari andar fuori. Visto che oggi sarebbe festa.
Be', possiamo sempre fare il giro grande.
Quello che chiamavano il giro grande era una loro passeggiata abituale: passavano il fiume sul Ponte Vecchio, proseguendo sul lungarno, sotto i lampioni di ghisa, fino al ponte successivo, e di nuovo attraversavano il fiume, facendo una sosta sulla via del ritorno nel giardinetto davanti alla chiesa evangelica, per chiacchierare un po' o per starsene fermi a guardare la torre merlata di Palazzo Vecchio. I palazzi illuminati dai fari e i nastri delle luci in fila, il tiepido cielo scuro, la grande luna d'agosto... la scena era cos teatrale che non veniva mai a noia: il maresciallo e la moglie la preferivano a qualunque film. E poi, se ne avevano voglia, mentre guardavano potevano anche chiacchierare. Teresa, sua moglie, si lamentava sempre perch lui non aveva nessun senso del posto in cui si trovava. Secondo lei, mentre erano al cinema lui era capace di uscirsene con una frase detta ad alta voce e del tutto fuori tema che suscitava gli irritati ssst! degli altri spettatori, mentre quando la famiglia era riunita e avrebbe dovuto partecipare alla conversazione se ne stava l seduto come un masso di piombo, con la testa mille miglia lontano.
Dal canto suo, lui si lamentava perch la moglie esagerava sempre.
Ma quella sera potevano senz'altro fare il loro giro grande e fermarsi al Ponte Vecchio a prendere un gelato. Avrebbero certo trovato una gelateria aperta anche per Ferragosto, con tutti i turisti in giro per il centro.
Non ebbe mai modo di saperlo. La chiamata arriv all'ora di cena, prima ancora che fosse riuscito a cambiarsi. Da principio ebbe difficolt a capire: l'uomo aveva una voce cos tranquilla, dal tono quasi disinvolto, che sul momento il maresciallo non si rese conto di quanto il suo appello fosse urgente.
Ho chiesto di parlare con lei di persona, anche sapendo che l'avrei disturbato mentre era a cena, ma ho pensato che era meglio cos. Noi ci conosciamo, ma forse lei non si ricorda.
Ma chi parla?.
Gianfranco.
Gianfranco? Ma io non conosco nessun....
Gianfranco Cini - prosegu con calma la voce -, ma quasi tutti mi conoscono solo come Franco. Si ricorda, le avevano fatto un occhio nero e era venuto nel mio bar....
Ah s, certo. Adesso riusciva a collegare la voce, solida e placida come il suo proprietario, al grosso barista. Mi ricordo....
Comunque, se potesse fare un salto o mandare qualcuno. Secondo me lei  morta gi da un po', e non so se abbiamo fatto bene o male a forzare la porta per entrare. In ogni modo, quel che  fatto  fatto, come avremmo potuto sapere... Magari, potevamo arrivare in tempo, non crede?.
Che cosa avrebbe dovuto credere? Non aveva la minima idea di quel che l'uomo andava farneticando, sempre con quel tono piano, come se parlasse del tempo.
Ha detto che c' stato un morto?. Forse aveva sentito male.
 morta di sicuro, non ci sono dubbi. Pippo non  un dottore, si capisce, ma in ogni modo... Abbiamo chiamato la Misericordia, ma io ho detto a Pippo, in un caso come questo magari non si pu portarla via e basta, ci dovranno essere delle formalit. A dirle la verit, nonostante le apparenze - e non credo proprio che ci possano essere dubbi - mi ha fatto un'impressione strana pensare che ieri sera l'abbia chiamata, capisce che cosa voglio dire?.
Mi ha chiamato? Ma.... Ma non c'era speranza di riuscire a interromperlo. La voce pacata proseguiva imperturbabile.
 probabile che sia solo una coincidenza, per a me ha fatto una strana impressione. Comunque, ho pensato che lei doveva essere informato. Ho sistemato tutte le altre cose....
Alla fine, in pratica il maresciallo dovette riattaccargli il telefono in faccia, senza essere riuscito a farsi ascoltare neppure dicendo: Arrivo tra cinque minuti.
Dove vai?. Sua moglie usc dalla cucina mentre lui si stava rinfilando la giacca.
Mi  arrivata una chiamata.
Per che cosa?.
Non ne ho la minima idea.
Anche andando a piedi avrebbe impiegato lo stesso tempo, ma ripensandoci prefer prendere la macchina, nell'eventualit che si rendesse necessario qualche ulteriore provvedimento. Ulteriore in che senso? Non lo sapeva. Ma che cosa voleva dire il barista, parlando di una chiamata per lui la sera prima? Nessuno lo aveva chiamato. In quel momento non si ricord subito della telefonata che era stata trasmessa alla Centrale, forse perch non ne era risultato niente. Ormai non c'era da preoccuparsene comunque, avrebbe saputo ogni cosa una volta arrivato l. L'unico fatto certo emerso da tutte le divagazioni del barista era che lei era morta.
Solo molto pi tardi si rese conto che non si era domandato chi fosse la donna morta, e del resto non l'aveva neppure chiesto al barista. Era come se tutto quel che era accaduto negli ultimi giorni fosse solo il preludio, come se si fosse aspettato di venire a sapere che era morta una pazza, di cui non riusciva neppure a ricordare il nome.

2.

La scena era la stessa della settimana prima, allestita di nuovo con gli stessi personaggi, con la stessa folla radunata sotto le finestre della casa sull'angolo, tutti che guardavano in su e lui che si faceva largo nella calca. Le differenze erano sottili. L'ora era quella del tramonto, la luce era attenuata, e anche la gente rumoreggiava in modo pi sommesso. E poi, stavolta lui era in divisa, e quindi la folla si apriva per lasciarlo passare. Quando alz gli occhi verso la finestra della pazza, invece di un busto nudo e grassoccio vide un uomo magro in camicia bianca. Dal mare di mormorii in cui Guarnaccia era immerso, si alz il richiamo rauco di una voce femminile:
Pippo! Apri,  arrivato il maresciallo.
L'uomo in camicia bianca guard gi, poi scomparve. Il maresciallo continu ad avanzare verso il portone, che si apr con uno scatto appena lui lo raggiunse. Le scale erano ripide e buie, l'unica luce veniva da debolissime lampadine nude, una a ogni svolta delle rampe. Sulla porta di un appartamento al primo pianerottolo si affacciava una donna giovane e carina, con le guance paffute: da dietro di lei giungeva una luce pi intensa, e si spandeva intorno un buon odore di cucina. Vedendo il maresciallo la donna si affrett a ritirarsi, ma mentre la porta si richiudeva lui la sent sussurrare: Buona sera.
Il maresciallo si limit a rivolgere un cenno del capo alla porta ormai chiusa, perch aveva bisogno del fiato per continuare ad arrampicarsi sulle scale, con il berretto in mano.
Pippo, l'uomo magro con la camicia bianca, aspettava sull'ultimo pianerottolo. Prima che il maresciallo lo avesse raggiunto cominci:
 stato Franco a chiamarla. Io ho pensato che era meglio rimanere qui con lei. Era un tipo dinoccolato, con il naso grosso e occhi grigi che saettavano in tutte le direzioni, senza lasciarsi sfuggire niente.
Il maresciallo, ormai col fiatone, non fece commenti, ma lo segu, oltre la porta nera dalla vernice scrostata, in un misero appartamentino.
 qui dentro.
Una stanza dove lo spazio bastava appena per un acquaio all'antica, una vetusta cucina a gas e un tavolino coperto con una tovaglia di plastica. Un finestrino grande quanto una mattonella era spalancato su una massa confusa di tegole rosse in direzione del tramonto, mentre una tendina a fiori copriva una minuscola nicchia a sinistra della cucina. Il maresciallo si rese conto di tutti questi particolari senza entrare nella stanza, perch si trov il passo ostruito da un corpo disteso a terra, subito oltre la soglia. Dopo un attimo lo scavalc per entrare. Pippo rimase dov'era, fuori della stanza.
Chi  stato a metterglielo addosso? Lei?. La testa era coperta da uno strofinaccio sbiadito, da cui sporgeva soltanto una ciocca grigia.
Non ho trovato nient'altro.
Il maresciallo lo tolse e guard il viso, che si torceva verso l'alto come per ricambiare il suo sguardo. Gli occhi erano semiaperti e la bocca tirata da una parte, dove sulla guancia si vedeva una macchia scura. Lui aggrott la fronte e si pieg sul corpo. Giaceva di fianco, coperto per met dal grembiule a fiori, nudo sul davanti, e il maresciallo si accorse che restava cos aperto perch non aveva bottoni. Ricord la figura nuda e grassoccia, piena di vita e vibrante di collera, il pugno paffutello agitato contro i vicini. Adesso le braccia carnose erano distese in fuori e all'indietro, in un modo curioso, come se fosse stato il loro movimento a tirare indietro il grembiule a fiori. Le ginocchia erano piegate e avevano la stessa macchia color vinaccia scuro visibile sulla guancia destra. Un segno analogo si vedeva su entrambi i seni flaccidi.
Il maresciallo si raddrizz e con un sospiro si pass la grossa mano sul viso. Dalla strada si stava avvicinando il suono di una sirena.
Dove l'avete trovata?.
Spero di non aver fatto niente di male.... Il campanello suon. Questa  la Misericordia....
Va bene. Li faccia entrare.
Pippo and a premere il bottone dell'apriporta in cima alle scale e torn dal maresciallo.
Allora, dove l'avete trovata? Non era mica qui distesa.
Poteva essere ancora viva. Come facevo a saperlo, io?.
Dove?.
Aveva la testa infilata nel forno a gas. Ecco perch....
Il forno a gas?.
Alle spalle di Pippo comparvero quattro fratelli della Misericordia, con la tunica nera.
Potete aspettare un momento?. Il maresciallo guard i fornelli e la finestra aperta, e si volt per osservare di nuovo le macchie color vinaccia sulla pelle chiara. Poi fece un cenno agli inservienti in attesa. Quando se ne furono andati disse a Pippo:  meglio che lei venga dentro. E vedendo che esitava a scavalcare il corpo dal viso rivolto verso l'alto, lo copr di nuovo con il canovaccio.
Non me la sento... Sa, sul momento era diverso, quando pensavo che forse era ancora viva.
Si sieda. C'era soltanto una seggiola di Formica traballante. Le passer subito.
Pippo era cos pallido che il maresciallo ebbe paura fosse sul punto di svenire o di vomitare. Vuole un bicchier d'acqua?.
No, no, niente. Non potrei.... Come se in quella stanza ogni cosa fosse stata contaminata dalla morte.
Mi racconti che cos' successo, cominci da principio.
Io non ci sarei nemmeno venuto quass, gliel'assicuro, se Franco non avesse detto....
Adesso lasci stare Franco. Cos'era, il barista, una specie di capotrib locale? Sembrava che fosse sempre lui a prendere le decisioni. Mi dica soltanto, nel modo pi semplice, tutti i fatti nell'ordine in cui sono accaduti. Nessuno dice che lei abbia fatto qualcosa di male; solo bisogna che io sappia per filo e per segno tutta la storia.
Anche se il maresciallo sapeva benissimo, meglio di chiunque altro, che raccontare tutta la storia per filo e per segno era proprio quel che non faceva mai nessuno.
Se non fosse stato perch oggi  festa qualcuno ci avrebbe pensato anche prima, ma oggi tanti erano fuori per pranzo, a casa dei parenti o altro, e si capisce, stamani Franco ha tenuto aperto solo per un paio d'ore, altrimenti....
Il maresciallo si mise seduto di sbieco su un angolo del tavolo, nella speranza che lo reggesse. La faccenda si presentava lunga; evidentemente era inutile cercare di chiedere a quest'uomo di attenersi ai fatti, perch in genere quando uno li interrompe, i tipi come lui divagano ancora di pi. Il loro scopo principale non  fare un resoconto coerente, ma giustificare il proprio comportamento.
In ogni modo, nessuno ci aveva fatto caso. Con i negozi chiusi, in piazza non c'era niente da fare e cos non  sembrato strano che lei non si facesse vedere per tutto il giorno, perch non comincia mai a pulire fino verso sera. Le prende cos. Lei.... Gett un'occhiata verso il corpo. Qui gatta ci cova, di certo. Io non mi sento gran che bene, a dire la verit. Dov'ero rimasto?.
Lei non si  fatta vedere per tutto il giorno.
Ecco, no... Per l'appunto anche noi s'era fuori, da mia cognata. Siamo tornati che saranno state all'incirca le sette. Entrati in casa, la prima cosa che ha pensato la mi' moglie  stata la cena di Clementina.
Clementina?  quello....
Clementina, s! Si parla di lei, no?.
Scusi, non mi ricordavo il nome. Vada avanti.
Le abbiamo sempre portato qualcosina, ma non  che ci si pensi solo noi. Qui, tutti ci si d una mano. Non dico che siamo dei santi, magari siamo gente un po' spiccia, non so se mi spiego, per se un vicino ha bisogno, noi ci si pensa, e non  per vantarmi, ma la mi' moglie la fa anche pi di tanti altri e io un c'ho mai trovato nulla da ridire.
E via di questo passo per un bel po': il maresciallo avrebbe volentieri canonizzato subito tutta la sua famiglia se solo Pippo si fosse deciso a venire al punto. E mentre parlava, lui continuava a tenere gli occhi fissi sulla tavola o sulle proprie mani, solo gettando di tanto in tanto un'occhiata fulminea al viso del maresciallo, anche se evitava di guardarlo negli occhi, per capire come la prendeva.
Il maresciallo, come sempre, aveva il volto impassibile. Gli occhi grandi e un poco sporgenti non si lasciavano sfuggire nulla, e nulla lasciavano trasparire.
Una cucchiaiata di minestrone e un boccon di pane... lei si compra un po' di pane tutti i giorni, ma quando  festa e bisogna fare la spesa per due giorni va sempre a finire che rimane senza nulla. Certo non era un gran che, un po' di minestra e un po' di pane - per ora che ci penso, mi ricordo, la mi' moglie l'ha detto che ni' cestino c'era anche una pesca - ma tanto, quando si comincia a invecchiare non s'ha voglia di mangiare pesante. In ogni modo, quando tutto era pronto lei ha chiamato dalla finestra ma non ha risposto nessuno.
E la luce fu. Quando uno cerca di nasconderti qualcosa, non  detto che voglia nascondere proprio la cosa che tu stai cercando, e questo  il guaio,  questo che provoca il massimo della confusione. Tutto quell'autoincensamento, quel darsi arie da cittadino virtuoso, e le occhiate nervose alla faccia del maresciallo, non avevano che una sola spiegazione: nella grande baruffa della settimana prima l'avversaria di Clementina era proprio la moglie di Pippo. In altre parole, era stato Pippo a fargli un occhio nero! E se il maresciallo gli avesse detto che lo sapeva gi, e che comunque non intendeva prendere nessun provvedimento, le cose sarebbero andate pi spedite? Neanche per sogno! Avrebbero impiegato un'altra mezz'ora a sviscerare i perch e i percome del problema dei piccioni. Il maresciallo si limit a chiedere: Quando sua moglie ha chiamato, la finestra era aperta?.
Spalancata. Anche le persiane. O non lo vede come l' piccino questo appartamento? Anche fosse stata a dormire non avrebbe potuto non sentire.
E per come il maresciallo ricordava la voce sguaiata della donna, doveva essere senz'altro vero.
Quando lei non ha risposto, che cosa avete pensato?.
Ho pensato subito che era meglio chiamare Franco.
Si capisce! Mica i carabinieri, o un'ambulanza, o qualsiasi altra autorit: Franco, che evidentemente in questa faccenda si prospettava come una potenza con cui bisognava fare i conti, per quanto placido e bonario fosse.
Franco  uscito con me, e insieme ci siamo messi sotto la finestra a chiamarla.  uscito anche qualcun altro, che ha provato a chiamare con noi, ma non siamo riusciti a farci sentire... be', si capisce che non era possibile, ma noi come si faceva a saperlo? La prima cosa che s' pensato  che, dopo ieri sera... lei sa come succede.
No. Cos' successo ieri sera?.
Il cenone. S' fatto una cena qui in piazza. Ci ha pensato Franco. L'idea era che, siccome a parte noi son tutti partiti per il mare, per Ferragosto si doveva inventare qualcosa per divertirci. S' deciso, ha deciso Franco, di farla la sera del 14, cos stamani si poteva dormire tutti. Qualcuno domani  ancora in ferie, io per esempio, ma non tutti, e quindi s' deciso cos. Tutte le settimane, per quattro settimane, s' messo un tanto per ognuno, e ieri sera ci siamo preparati un cenone davvero come si deve. Quattro portate. Una bella apparecchiatura, con le candele e tutto.
Mimmo suonava la fisarmonica, e dopo mangiato s' ballato un po'. Ha ballato anche Clementina. Si  divertita da morire.... Si interruppe, si ricord, e gett un'altra occhiata al corpo senza vita di Clementina.
Lei... lei ha alzato un po' il gomito e aveva il viso tutto rosso... per un pochino siamo perfino riusciti a farla smettere di pulire. Aveva abbassato la voce, quasi temesse che lei insorgesse per smentire quelle calunnie. La s' fatta ballare. I giovanotti dovevano litigare per decidere a chi toccava... sa, tutto per gioco, non c'era niente di male.
Non  che ogni tanto il gioco si spingeva un po' troppo in l?.
No, no, io direi di no.
Franco dice di s, disse il maresciallo utilizzando con prontezza il nome di Franco.
Ah s? Be', caso mai sono i ragazzi quelli che a volte possono esagerare un po', ma al cenone non c'erano, alla loro et hanno di meglio da fare che stare a mangiare con i vecchi. Quando sono ritornati sgassando i motorini, era mezzanotte passata. Magari l'avranno presa un po' per le mele, ma come sempre. Voglio dire, per telefonare a lei nel mezzo della notte in quel modo....
Di nuovo la faccenda della telefonata, di cui gli aveva parlato al telefono il famoso Franco. Per il momento il maresciallo non disse di non saperne niente. Meglio verificare prima con i suoi ragazzi.
Vada avanti a raccontare cos' successo stasera. Avete pensato che lei stesse smaltendo la sbornia, vero?.
Pi o meno. O magari che avesse un po' di indigestione. Ieri sera aveva mangiato come un porco e non c' abituata. In ogni modo, visto che la finestra era aperta e ci sono le impalcature....
Lei si  arrampicato su.
Ho fatto male? E se aveva bisogno di aiuto? Franco ha detto....
No, no, ha fatto benissimo, certo.
Franco sarebbe salito lui, ma  di quelli un po' pesi, mentre io, non per vantarmi, me la cavo meglio. Riesco ancora a dar qualche calcio a un pallone. In effetti....
Quindi lei  salito quass. Mi racconti con precisione cos'ha visto.
Ho guardato nel salotto e poi in camera - la porta era aperta - e poi....
Quando ha guardato in camera il letto era rifatto?.
No, era disfatto.
Lei l'ha toccato?.
No, non sono nemmeno entrato, visto che lei non c'era.
Ecco, per lo meno questo!
Che ne dice, lei sarebbe stata tipo da lasciare il letto disfatto tutto il giorno?.
Clementina? Ma che scherza!.
No, non scherzo, domando.
Lei la un la conosce!.
Infatti. Allora, se stamani fosse stata viva si sarebbe rifatto il letto?.
Lo credo! Ah... ora ho capito dove vuole arrivare. Lei pensa che per tutto quel tempo... voglio dire, gi da stanotte....
Vada avanti.
Dov'ero rimasto? Allora, sono entrato qui e l'ho vista. Era l, mezza distesa e mezza in ginocchio - e indic la cucina a gas -, con la testa dentro al forno e il gas aperto.
Il maresciallo guard la finestra piccola.
Quella era aperta?.
No, l'ho aperta io.  stata la prima cosa che ho fatto, per via dell'odore... no, prima di tutto sono andato a toccarla. Sembrava morta, ma io non me ne intendo, e non si sa mai. Cos, ho aperto la finestrina....
Non ha chiuso il gas?.
Pippo esit. Ha ragione, il gas, devo averlo chiuso senz'altro.... Guard i fornelli, come per sincerarsene. Devo averlo fatto... e poi ho aperto la finestra e sono tornato per toglierle la testa di l dentro.  stato allora che ho capito... cominciava a diventare rigida. Io non ho mai avuto molto a che fare con... capisce che cosa voglio dire. La mi' mamma  morta in casa, ma poi si manda a chiamare la donna che li prepara, e finch non  tutto finito non si... Una volta mi  capitato con un cane - lo dovevano avere investito - che stava diventando cos. Sono riuscito a tirarla via dal forno. Credo di aver pensato di metterla sul letto ma poi non ce l'ho fatta, perch lei... ma comunque, le ho coperto il viso e poi sono andato alla finestra sul davanti e ho gridato a Franco di salire. Gli ho aperto io.
Lui ha toccato qualcosa?.
Proprio nulla. Ha detto che non si doveva. Anzi, ha detto che non l'avrei dovuta spostare, ma io....
Non si preoccupi. Il maresciallo cominciava a pensare che Franco meritasse un po' pi di stima.
Capisce, se per caso si fosse potuto....
Lei ha fatto del suo meglio. Quanto tempo pensa di essere rimasto qui dentro, prima di andare a chiamare Franco?.
Quanto tempo...? Non lo saprei.
Cinque minuti? Un'ora?.
No... forse cinque minuti, magari saranno stati dieci.
E non si  sentito male? La stanza non era piena di gas?.
Penso di s.
Pensa?.
 vero che c'era un puzzo tremendo.
Ma non tanto da farle venire la nausea?.
Be', ho aperto la finestra.
Ma non  stata la prima cosa che ha pensato di fare. Per prima cosa  andato a guardare il corpo di Clementina, e quindi penso che fosse in grado di respirare bene.
Credo... Mi ricordo che per via del puzzo trattenevo un po' il respiro.
E non  assolutamente sicuro del momento in cui ha chiuso il gas.
Pero l'ho chiuso di certo.... Ma ancora esitava, aggrottando la fronte.
Il maresciallo scese dal bordo del tavolo e si avvicin ai fornelli per guardare.
Vede?  chiuso.
Vedo.
Guard dietro la cucina e poi tir la tendina a fiori l accanto, scoprendo tre mensole con piatti e tazze, un boccale con dentro qualche posata, e sotto, come aveva previsto, una bombola del gas dipinta di blu. Nel vecchio quartiere erano poche le case collegate all'impianto del gas di citt. Il maresciallo prese la bombola per i manici e la scosse.
Vuota.
Per doveva essercene ancora abbastanza per ammazzarla, poverina - osserv Pippo -. Ma perch avr fatto una cosa del genere? Certo, non aveva una lira....
Devo fare una telefonata.
Qui non c' telefono.
Non pensavo che ci fosse. E da quelli del piano di sotto?.
Forse ce l'hanno.
Il maresciallo si avvi alla porta.
E io che faccio?.
Resti dov'. Non tocchi niente. Anche se, pens il maresciallo scendendo con cautela le scale ripide, a questo punto era una raccomandazione inutile.
La porta dell'appartamento sottostante era ben chiusa, e il maresciallo rimase un po' sorpreso. Non erano dei ficcanaso. Suon il campanello. Doveva essere una casa piccola come quella del piano di sopra, dato che sentiva perfettamente le voci e il rumore di stoviglie, che cessarono al suono del campanello. Eppure pass un po' di tempo prima che sulla porta comparisse la giovane donna dalle guance paffute che aveva gi visto.
Desidera?.
Mi scusi il disturbo, ma ho bisogno di telefonare. Se non le dispiace....
A giudicare dalla sua espressione, le dispiaceva, ma la donna lo fece entrare.
Buona sera. Il maresciallo si girava il berretto fra le mani, e si scus di nuovo con il giovanotto seduto a tavola nella cucina alla sua sinistra. Nessuno si era affrettato a far sparire i piatti, e quindi Guarnaccia si chiese come mai avessero aperto con tanto ritardo.
Ha bisogno del telefono.
Prego. Il giovane si alz sorridendo.
Mi dispiace scomodarvi, continui pure a mangiare.
Le faccio solo vedere dov' il telefono. Magari in questi saloni rischia di perdersi. Pass davanti al maresciallo e accese la luce nella stanza accanto. Era un simpatico soggiorno, pieno di libri e con il pavimento coperto di tappeti a colori vivaci. Si accomodi. La lascio tranquillo.
Il maresciallo fece una sola chiamata, al Comando di Borgo Ognissanti. Sapeva che il suo diretto superiore era in licenza in montagna; gli passarono un giovane tenente che non conosceva. Dopo aver esposto i fatti nel modo pi conciso possibile, concluse: Rimango qui finch non arriva qualcuno dalla procura.
Bene. Allora, se crede di riuscire a sbrigare tutto... Non immagina quanti problemi abbiamo qui, con gli organici ridotti all'osso.
Ma certo. Non si preoccupi, me la caver.
Dopo aver riattaccato si guard intorno nella stanza, poi spense la luce. Mentre apriva la porta sent l'uomo che diceva sottovoce: Non ti preoccupare.
I due erano seduti a tavola ma non mangiavano. Il maresciallo insistette perch non si alzassero.
Grazie, trovo la strada da solo... ma purtroppo dovr disturbarvi di nuovo pi tardi, o forse domattina. Le solite domande di rito, capite bene.
Si capisce... se si potesse fare domani le sarei grato. Stasera pensavamo di uscire. Mentre parlava, la moglie lo teneva d'occhio, e poi guard il maresciallo, in attesa della risposta.
Vada per domani, allora. Era stupefacente. Non gli avevano fatto domande, addirittura non avevano neppure nominato la vicina morta.  vero che non l'aveva nominata neppure lui. Aveva le sue ragioni per preferire che non si sapesse ancora la verit. Uscendo chiuse piano la porta. I due giovani gli sembravano simpatici, intelligenti, ma era strano che non mostrassero nessuna curiosit.
Gli uscirono di mente quando sent delle voci al piano di sopra: aveva lasciato Pippo da solo, quindi doveva essere arrivato qualcuno. Difficile che fosse l'effetto immediato della sua telefonata. Un po' seccato, acceler il passo e arriv al pianerottolo senza fiato, con il berretto serrato al petto. La porta del minuscolo appartamento era aperta: dentro, chiacchiere e fumo di sigaretta.
Oh, Ges.... Non era stato via neppure cinque minuti!
Pippo, tutto infervorato, parlava con un uomo robusto in un abito blu scuro. Una donna anziana, che sembrava in attesa, era in camera da letto, seduta su una sedia a braccioli.
Che succede qui dentro?.
Pippo si interruppe, l'uomo si volt, la sigaretta in bocca, con un sorrisetto malizioso.
Galli!. Il maresciallo aveva riconosciuto il giornalista de La Nazione. Come diavolo ha fatto....
Ho i miei metodi. Galli tese la mano e il maresciallo fu costretto a stringergliela. Non che il giovane non gli piacesse, nel suo lavoro era onesto, cosa che non si poteva dire di tanti altri giornalisti. Per aveva questo vizio irritante di presentarsi troppo presto. Almeno, troppo presto per i gusti del maresciallo. E poi c'era stata quella volta, quando non solo si era trovato sulla scena del delitto prima che arrivassero i carabinieri, ma aveva trovato un testimone, mentre i poliziotti non c'erano riusciti, e invece di informarli aveva pubblicato le sue dichiarazioni sul giornale, sottolineando il fatto che le forze dell'ordine non... Oh, insomma. Eccolo di nuovo.
Se do noia, me ne vado, propose Galli.
Vuol dire che ha gi ottenuto quel che cercava. Ma non era possibile che ci fosse riuscito, si consol il maresciallo: almeno, non parlando con Pippo. Solo se avesse guardato bene il corpo; Galli non era uno stupido.
Da una storia come questa, non ricaver nemmeno un articolo di quattro righe, azzard; non era propriamente una bugia.
Vuole scherzare? In pieno agosto? Se si fosse suicidato il gatto di mia nonna, ne farei mezza pagina di giornale con tanto di foto!.
Il maresciallo si sent sollevato; ma volle lo stesso rispondere: Tra poco sar qui il sostituto procuratore, e preferirei che lei andasse via prima.
Ha proprio ragione. Se venisse fuori che aveva un sacco di diamanti in cima all'armadio o roba simile, oppure che era la figlia ripudiata di qualche principe forestiero, me lo faccia sapere.
Mmm.
O magari se avesse avuto un amore infelice, potremmo fare un'edizione straordinaria. Dio, che caldo. Lavorare in agosto  un disastro.
Allora vada in ferie.
Cos la lascio in pace, eh? Nossignore. Mi ci vedo proprio, strizzato in un palmo di spiaggia in mezzo a un sacco di gentaglia. Il mese scorso sono stato a Londra. Era cos freddo che ho dovuto tenere sempre il cappotto.
Certo, il caldo lo faceva soffrire. Il giornalista era pallido in viso, quasi grigio, con gli occhi pesti; si asciug la fronte con un fazzoletto.
Allora vado. Se posso esserle d'aiuto, basta chiamare.
Impossibile continuare ad avercela con lui, anche quando si dimostrava tanto sfacciato. Del resto, era la pura verit, era stato utile in molte occasioni.
Me lo ricorder.
Allora, a presto!.
Il maresciallo rivolse un'occhiataccia a Pippo, che avvamp.
Ho detto qualcosa che non dovevo?.
E come faccio a saperlo? Non so che cosa gli ha detto.
Solo quel che ho detto a lei. Non avrei mai pensato... Lei non mi ha detto di non far entrare nessuno.
Era proprio vero. Il maresciallo si arrese e si volse verso la camera da letto, dove la donna anziana era ancora seduta in uno stato di perfetta immobilit, lo sguardo fisso davanti a s, come nell'anticamera del dentista.
E lei chi ?.
L'ha mandata su Franco.
Ah, s? E ha mandato su anche il Galli?.
Chi?.
Quel giornalista.
No, non credo. Si trovava a passare. Dice che stava andando a cena con degli amici, e ha visto la folla fuori.
Capito.
Se non la vuole, pu mandarla via.
A quel punto anche il maresciallo estrasse un fazzoletto di tasca per asciugarsi la fronte. Forse avrebbe fatto meglio ad andarsene a casa e lasciare Franco a occuparsi di tutto. La donna continuava a fissare il vuoto davanti a s. Ma che cosa voleva? Entr per parlarle.
Allora? Voleva parlarmi?.
La vecchia lo guard come se fosse stato un po' tocco.
Mi dica solo se devo restare o andarmene, disse.
Lui non sapeva che cosa replicare, ma per fortuna dopo un minuto lei soggiunse: Non l'ho toccata. Franco ha detto che dovevo aspettare che lei mi desse il permesso.
Ho capito.  venuta a prepararla, vero?.
Naturale. Dato che non ha nessuno rester tutta la notte.
No, no. La porteranno via.
Capisco, Franco l'aveva detto, che forse ci sarebbero state delle formalit.
Formalit, giusto. Se non le dispiace, preferirei che andasse via.
Glielo avevo chiesto, no? Doveva solo dirmi se vuole che resti o che me ne vada. Visto che devo andarmene.... Si alz, minuscola e precisa.
Aspetti... La conosceva bene?.
Clementina? Certo. La conoscevano tutti.
Ma ci sar stato qualcuno che la conosceva meglio.
Lei rimase un momento a pensare, poi disse: No.
Come, no?.
Non c'era nessuno. Tutti la conoscevano allo stesso modo.
Be', mi lasci comunque il suo nome e l'indirizzo.
Non c' bisogno. Abito qui accanto, se mi vuole basta che lo dica a Franco e lui mi dar una voce.
E scomparve. Fu Pippo ad aprirle la porta. Si era acceso una sigaretta, forse per distrazione, e adesso incombeva sul pianerottolo, spostandosi da un piede all'altro, con l'aria di volersene andare anche lui.
Il maresciallo, che era rimasto nella camera da letto, lo chiam: La vuole qualcuno da gi.
Dalla strada proveniva un frastuono sempre pi forte; parecchie voci chiamavano Pippo. Lui si avvicin alla finestra, con la sigaretta che gli penzolava dalla bocca, e si affacci. Il maresciallo rimase indietro e lo osserv senza fare commenti. La camicia bianca, senza dubbio la migliore che avesse, indossata per la festa, gli si era appiccicata alla schiena per il sudore. I colori del tramonto erano ormai sbiaditi, ma faceva sempre caldo.
Che succede?.
Tua moglie dice che  tornata di sopra. I bambini devono cenare.
Va bene.
Come vanno le cose lass?.
Pippo alz le spalle e poi si sporse un po' di pi, mentre si udiva il clacson di un'auto e la folla si apriva per lasciarla passare. Qualcuno grid: Secondo piano!.
Pippo tir indietro la testa.
Arriva qualcuno. Non riesco a vedere bene, c' l'impalcatura.
Il maresciallo and alla porta. Sembrava che un esercito intero avanzasse in marcia sulle scale. Il sostituto procuratore fu il primo a comparire, saliva gli scalini a due a due e guardava in su verso il maresciallo.
Buonasera, dottore, esord il maresciallo.
Lei dov'?.
Di qua, nella cucina. Non credo che ci sia spazio per tutti, se entrate insieme. Infatti il procuratore era seguito dal cancelliere, e dietro di loro venivano quelli del laboratorio e il fotografo che portava tutta l'attrezzatura.
L dentro cosa c'?.
La camera da letto.
Dottore!.
Il medico proveniente dall'istituto di medicina legale emerse dal gruppo sulle scale e si fece avanti.
Qui dentro.
Il maresciallo fece appena in tempo a togliere il ridicolo strofinaccio posato sul cadavere che il procuratore ebbe uno scatto: Chi  stato a spostarla?.
L'uomo che l'ha trovata, rispose il maresciallo, tirandosi su lentamente. Il procuratore pensava forse che fosse stato lui? L'ha trovata con la testa nel forno a gas e ha pensato che forse faceva ancora in tempo a....
Il forno a gas? Dottore....
Il dottore si era fatto largo fino alla cucina, scavalcando il cadavere. Poi si chin sulla morta.
Chi  stato a spostarla?.
Il maresciallo si asciug la fronte e ricominci: L'uomo che l'ha trovata. Sembra....
L'ha trovata con la testa nel forno a gas, interloqu il procuratore.
Il dottore aggrott la fronte.
Be', sar meglio riparlarne dopo l'autopsia....
Il maresciallo era irritato, e non poco. Sapeva bene anche lui che i segni color vinaccia sul cadavere permettevano di capire in quale posizione fosse rimasto il corpo dopo la morte: se la donna fosse morta per avvelenamento da monossido di carbonio la pelle sarebbe stata rossa e le macchie molto pi chiare. Ma in sua presenza non ne avrebbero parlato. Avrebbero esaminato la cosa fra loro, in privato, e poi il procuratore gli avrebbe dato i suoi ordini. Era questa la loro maniera di fargli capire, se non lo avesse saputo, che era soltanto un sottufficiale. Ma dal suo capitano il maresciallo sapeva che i peggiori fra loro trattavano cos anche gli ufficiali. I migliori non lo facevano con nessuno. Questo sostituto sembrava uno dei peggiori, a giudicare da come si era precipitato in casa senza nemmeno dire buonasera, e men che meno presentarsi, dato che il maresciallo non l'aveva mai visto n conosciuto. Forse lo aveva seccato dover lasciare la cena a mezzo. E poi, pensava il maresciallo dando una valutazione complessiva dell'uomo, se l'indagine dovesse andar male, sar tutta colpa del sottoscritto.
La sua mente era attraversata da questi pensieri, ma il viso restava impassibile e gli occhi grandi e sporgenti rimanevano fissi sulla parete scrostata che aveva di fronte, come quelli di un bulldog in attesa di un comando del padrone.

Alle nove e mezza, in tutte le stanze dell'appartamentino c'era la luce accesa, emanata da deboli lampadine nude, e il maresciallo era rimasto solo. Il procuratore, il medico e tutti i tecnici avevano compiuto i vari riti che circondano la morte improvvisa e se n'erano andati. Pippo, dopo aver raccontato la sua storia al procuratore - gli era venuta meglio la seconda volta - era tornato a casa dalla moglie, alla sua cena e alla sua tv. Si doveva ancora portare via il corpo e mettere i sigilli a porte e finestre, ma nel frattempo il maresciallo era rimasto solo, il volto inespressivo, e guardava.
Per prima cosa guard nel frigo. Era abbastanza ordinato e pulito, ma talmente vecchio e graffiato da sembrare un po' trascurato, e ancor pi deprimente per il fatto di essere quasi vuoto. Nello sportello un piccolo cartone di latte, un uovo e una fettina di salame, sottile come un velo, su un piattino di latta.
Lei spesso gli chiede un uovo, come una bambina che chiede una caramella.
E lui glielo d?.
Involtato in un pezzo di giornale....
Una delle ultime cose che il procuratore aveva detto, mentre si domandava come mai l'avessero uccisa, era stata: Aveva soldi?.
E il taciturno maresciallo aveva spalancato gli occhi pi che mai, come a invitarlo a guardarsi intorno.
Be' non  mica detto.
Era vero, s'intende, per quanto se ne sapeva. Perfino Galli, il giornalista, aveva fatto la sua battuta: Se venisse fuori che aveva un sacco di diamanti in cima all'armadio....
Quel pensiero lo spinse nella camera da letto. Non stava svolgendo una perquisizione sistematica. Forse avrebbe dovuto, ma non ne aveva voglia. Si accontentava di annusare qua e l, senza uno scopo preciso. Avvicin l'unica sedia solida all'armadio tutto crepe e vi sal con cautela, non del tutto persuaso che potesse reggere il suo peso. La sedia scricchiol ma lo resse. Non c'erano sacchi di diamanti, anzi non c'era altro che uno spesso strato di polvere e lanugine. Nella sua smania di pulire, la pazza si dimostrava non meno discontinua di quanto lo era lui stesso nel perquisire. Il maresciallo scese dalla sedia e apr la porta dell'armadio.
Ma chi diavolo.... Se ci avesse trovato dentro qualcuno, non si sarebbe potuto meravigliare di pi. Il primo pensiero fu che qualcuno avesse portato via i vestiti di Clementina, ma chi poteva essere stato? Eppure, l'armadio era vuoto, a parte qualche attaccapanni di fil di ferro e, sul fondo, un fagotto involtato nella plastica: quest'ultimo, una volta aperto, rivel due vecchi vestiti di lana che puzzavano di naftalina. Rimise a posto l'involto e si tir su per guardarsi attorno. Appoggiato alla parete di fronte c'era un piccolo com: and ad aprirne i tre cassetti uno dopo l'altro e ne fece un inventario mentale. Non ci volle molto. Qualche capo di biancheria consunta, una giacca di lana pesante, con entrambe le maniche rammendate ai gomiti, un'altra pi leggera e in migliori condizioni, due paia di calze pesanti e un altro vestito di lana vecchio, anche questo avvolto nel polietilene e pieno di naftalina. Tutto qui. Non aveva neanche un cappotto? E le scarpe? Quelle, almeno, le trov sotto il letto. Clementina era morta scalza; anche le pantofole erano sotto il letto. Quindi, quando era accaduto doveva essere addormentata, e il vestito da casa senza bottoni le serviva da camicia da notte: cos si capiva come mai lo avesse indosso, quel giorno della settimana scorsa, quando era apparsa alla finestra nell'ora della siesta. Eppure, doveva pur aver avuto un vestito da estate. Non gliel'aveva detto, sua moglie, e anche che lo portava tutti i giorni? E allora, dov'era? Poteva essere in un solo posto, e tuttavia, con l'impalcatura... Si avvicin alla finestra e guard fuori. Eccolo l, appeso all'impalcatura stessa, lavato e asciugato, sotto la luce del lampione. L'impalcatura le impediva di usare il filo per stendere che si trovava sotto la finestra, con la carrucola, e anche di vedere bene fuori. Era stata lei a togliere le reti di plastica che avrebbero dovuto rivestirla tutta? Forse no, perch le assi non erano all'altezza della finestra, ma pi in basso. Strano, il lavoro rimasto a mezzo in quel modo e l'impalcatura lasciata l per tutto il mese d'agosto.
Si sporse per recuperare il vestito. Nelle case di faccia le luci erano accese, e da una finestra aperta si sentiva l'audio della televisione. Dalla strada gli giunse una voce, che chiamava nella notte afosa, alla luce dei fanali.
Marta!.
Che c'?.
Vado da Franco, se vuoi delle sigarette....
Allora prendimene due pacchetti, ti dispiace?.
Lei come sta?.
Sempre uguale. Non posso lasciarla sola. Se non fosse per questo caldo....
Il maresciallo si trasse indietro e chiuse la finestra. Guard il vestitino a fiori. Tutto quel che aveva. E un uovo e una fettina di salame in frigo. Se non ci fossero state le prove concrete a smentire l'ipotesi del suicidio, sarebbe stato cos facile credere che fosse andata in quel modo. Per quanto, c'era gente che viveva in uno stato anche peggiore, magari malata o con sofferenze atroci, senza mangiare, sola, e che si attaccava alla vita con tutte le forze. E poi, il maresciallo non poteva dimenticare il giorno dell'occhio nero, e Clementina come l'aveva vista poco dopo davanti al bar, chiassosa e arrogante, che minacciava tutti gli avventori con la sua scopa. Pazza, magari, ma certo era piena di vita, anche se non aveva che un solo vestito, e tutte le sere lo lavava e lo appendeva fuori dalla finestra. Ma di che cosa diamine viveva... una qualche pensioncina, la cosa pi probabile. Torn in cucina, fermandosi in mezzo alla stanza, si guard intorno e poi guard di nuovo dietro la tendina. In fondo a una delle mensole, in un angolo cos buio che prima non l'aveva visto, c'era un barattolo di latta da biscotti. Si sedette al tavolo e l'apr. Dentro c'erano un biglietto da mille lire e qualche moneta. Niente libretto della pensione, e neppure le ricevute dell'affitto, ma almeno, ecco la carta d'identit.

Anna Clementina Franci, nata il 14 maggio 1934 a Firenze. Cittadinanza: Italiana. Residenza: Firenze. Stato civile: Vedova Chiari. Professione: casalinga.

Il maresciallo si stup che non avesse neppure sessant'anni.
Nel barattolo non c'era altro. L'assenza del libretto della pensione lo preoccupava, perch forse significava che Clementina aveva un altro nascondiglio e lui non era riuscito a trovarlo. Meno strana la mancanza delle ricevute dell'affitto, anche se il maresciallo dubitava molto che la casa fosse sua. In citt la carenza di alloggi era tale che migliaia di persone prendevano in affitto la casa senza un contratto, al nero, spesso a prezzi esorbitanti. I proprietari avevano il coltello dalla parte del manico, e anche chi proponeva un regolare contratto d'affitto chiedeva spesso all'affittuario di pagare un sovrapprezzo a ogni rinnovo. Ma certo, Clementina la pazza non sarebbe stata una candidata plausibile per quel genere di proprietario... a meno che davvero non avesse avuto dei soldi nascosti chiss dove, e allora, qualcuno che lo sapeva...
Via, non mi convince, disse il maresciallo a voce alta, nel silenzio del tetro cucinino.
No, le ricevute non lo preoccupavano, ma qualcos'altro s. C'era qualcos'altro che mancava. Magari da qualche parte c'era un altro barattolo, oppure un cassetto. Si alz per accertarsene. In ogni casa c' un cassetto dove tutto finisce per accumularsi. Nelle case povere si trova sempre in cucina, in quelle pi benestanti pu essere nell'ingresso.  il posto dove si va a guardare quando si cerca lo spago per fare un pacco - anche se non si trovano mai le forbici, che pure dovrebbero essere l - oppure una candela quando salta la luce; l si trovano i biglietti natalizi dell'anno scorso lasciati ai bambini per farli giocare, o un paio di guanti dimenticati da un ospite chiss quando e mai reclamati. Ci si trovano sempre chiavi che non si adattano pi a nessuna serratura, vecchie ricevute delle bollette del gas, valvole di ricambio, gomitolini di fil di ferro. Non  mai difficile individuare quel tipo di cassetto, e il maresciallo infatti lo trov al primo tentativo, alzando la tovaglia di plastica che copriva il tavolo, perch nella stanza non esistevano altri mobili dotati di cassetti. Trov subito un mozzicone di candela e un paio di cartoline che qualcuno le aveva mandato dal mare, una di Franco, con la data dell'estate scorsa. Frug ancora e scopr alcuni avanzi di lane da lavorare ai ferri, una scatola di cioccolatini vuota, un certo numero di viti e di chiodi, una maniglia e un foglio di giornale ingiallito che forse un tempo era servito per foderare il cassetto ma ormai era stato sospinto sul fondo. Ma quel che cercava, non lo trov. Era vero che talvolta le donne hanno un altro cassetto dello stesso genere in camera da letto, in cui si ammucchiano frammenti di bigiotteria scadente, campioncini di profumo mai aperti e vecchi foulard, insieme con lettere preziose e libri di preghiere per bambini. Ma aveva gi guardato in tutti i cassetti della camera da letto di Clementina senza trovare niente.
Strano, mormor.
Suonarono alla porta e il maresciallo and ad aprire.
Abbiamo sentito che qui avete finito..., disse il primo inserviente apparso sulla porta.
Infatti. Potete portarla via.
Si dettero da fare. Mentre scendevano di nuovo le scale, a fatica, il maresciallo sent uno di loro che gridava irritato: Dritta! Tienila diritta, se no come si fa a passare da quest'angolo, accidenti alle scale vecchie!.
Aspett con pazienza che arrivasse qualcuno a mettere i sigilli, poi si infil in tasca le chiavi di casa e scese le rampe buie per andare a far visita a Franco.

3.

Nella luce soffusa e giallastra dei lampioni e con l'afa della notte agostana, la piazzetta che, come aveva detto la moglie del maresciallo, era poco pi che uno slargo, prendeva un'atmosfera da inferno. Gli uomini seduti ai tavolini davanti al bar di Franco chiacchieravano o giocavano a carte. In alto, le loro mogli si affacciavano alle finestre illuminate, facendosi vento con i fazzoletti, fumando, raccontandosi le novit o lamentandosi dell'afa. Da tutti i televisori di tutte le case si diffondeva stentorea la colonna sonora di uno stesso film. Franco, per conto suo, era in piedi sulla soglia del bar, la barba lunga, le mani incrociate comodamente sulla pancia. Il maresciallo si avvicin passando a stento fra i tavolini.
Lo sapevo che sarebbe venuto da me - disse il grosso barista -. Venga dentro a sedersi.
Il volume del suo televisore era al massimo, perch lo teneva rivolto verso la strada, in modo che i clienti potessero vederlo da fuori.
Il maresciallo si sedette allo stesso tavolo dove l'altra volta era rimasto a curarsi l'occhio nero, e Franco and dietro il banco a prendere due bicchieri e una bottiglia fresca dal frigo. Tenendo la bottiglia sollevata, disse qualcosa che il maresciallo non pot in nessun modo capire: la voce era soffocata dalla colonna sonora che dopo la musica era passata agli spari. Ma vedendo l'etichetta - Pinot Grigio - Guarnaccia fece segno di s con la testa. Per fortuna, dopo aver posato sul tavolo la bottiglia stappata, Franco sorrise e disse: Adesso abbasso un poco, cos riusciremo a parlare.
Appena il volume diminu, da fuori si levarono ululati di protesta, ma Franco usc e alz una mano.
Solo un momento di pazienza, devo parlare con il maresciallo. Le proteste si spensero. Teneva la disciplina come un maestro a scuola. Il maresciallo non poteva far a meno di ammirarlo, ma nello stesso tempo si rese conto che avrebbe potuto scoprire solo quel che Franco decideva che lui dovesse scoprire, e se il grosso barista si fosse messo in quel testone l'idea di proteggere qualcuno, lui non avrebbe potuto farci gran che. Rimaneva da vedere se Franco fosse disposto a collaborare.
Io la spegnerei proprio - osserv il barista mentre si sedeva e riempiva i bicchieri -, ma  meglio che loro continuino a guardare il film. Noi dobbiamo sentirci, ma non c' bisogno che tutti sentano quel che ci diciamo.
Vero.
Salute.
Alla sua.
Allora, come va?.
Mentre beveva, il maresciallo sgran gli occhi al di sopra del bicchiere appannato. Era Franco a fare le domande: logico! E quando non ricevette risposta non si scompose affatto. Prosegu tranquillo, con la sua voce pacata:
Quanto a me, lass non ho toccato niente. Non l'ho nemmeno guardata. Ho pensato che sarebbe stato un errore creare confusione inutile, lasciare altre impronte dappertutto e cos via.
Impronte?.
Questo rimane fra noi, lei capisce. Non che voglia insegnarle il suo mestiere, ma io conosco la gente di queste parti, e se posso darle un consiglio, lascerei credere a tutti che sia stato un suicidio, per il momento. Io non ho detto niente. Strizzatina d'occhio confidenziale.  la cosa migliore, immagino che lei sar d'accordo con me....
Il maresciallo era cos sbalordito da non riuscire a mettere ordine fra le domande che gli si accavallavano nella mente, ma ebbe il buon senso di stare zitto. Se Franco non l'aveva nemmeno guardata - e del resto, sarebbe stato assurdo immaginare che fosse un esperto di patologia anatomica - che cosa sapeva? Il maresciallo non sarebbe rimasto sorpreso se Franco avesse liquidato l'intera indagine l per l, scegliendo un assassino fra i suoi avventori e presentandoglielo con la stessa semplicit con cui aveva servito la bottiglia di bianco fresco.
Non c' bisogno di dirle che far tutto quel che posso per dare una mano. Sa, a essere sincero, mi sento un po' in colpa. Certo, mia moglie ha ragione a dire che nessun altro si sarebbe comportato diversamente: in fondo, era una pazza, non tanto pazza come certi credono, ma quando si tratta di certe cose... Lo sa che una volta ha cercato di telefonare al papa? Una domenica mattina, era qui, e si era tutta infervorata per qualcosa che il papa aveva detto parlando in tivv, e se fosse riuscita a trovare il numero non l'avrebbe fermata nessuno. Lei aveva gi fatto queste cose, perci pu capire perch non volevo che la disturbasse a quell'ora di notte, senza contare che con il suo comportamento i ragazzi si divertivano ancora di pi ad arrampicarsi sui ponteggi... voglio dire, gli tirava secchiate d'acqua, e per loro era solo un incoraggiamento. Sono sicuro che lei capisce.
Fino a quel momento, il maresciallo non aveva capito una parola, ma dal suo viso non traspariva nulla. Bevve un altro sorso di vino prima di decidere che forse, per cominciare, la cosa migliore era tornare un po' indietro.
Lei conosceva bene Clementina? Aveva sempre abitato qui?.
No, no.  dall'altra parte dell'Arno, di Santa Croce. Non  tanto che sta qui.
Ho capito. Peccato.
Dieci anni al massimo.
Cos poco?.
Forse soltanto nove e mezzo, ma insomma, non pi di dieci. Per esempio, noi, la mia famiglia, stiamo qui, in questo palazzo, da centotrentotto anni. Oggi la gente si muove di pi. Spesso  colpa della guerra. Noi siamo sempre rimasti qui dalla rivoluzione del 1848, ma nell'ultima guerra abbiamo avuto fortuna, e anche con l'alluvione... si capisce che abbiamo perso tutto il magazzino, ma abitiamo al piano di sopra e l'acqua da noi non  arrivata. Mi ricordo....
Ieri..., lo interruppe deciso il maresciallo: gli sembrava di avere il vago ricordo di qualcuno che aveva telefonato per chiedere un intervento ed era stato smistato al Comando, ma voleva andare per ordine, una cosa per volta. Ieri, ha visto Clementina? Come stava? Pi o meno come al solito?.
S e no... adesso le spiego. Vede, ieri abbiamo avuto la nostra grande festa.
Ho saputo.
Gliel'ha detto Pippo? Be', siamo stati impegnati tutto il giorno per i preparativi, soprattutto mia moglie, ha cucinato quasi tutto lei. Clementina  rimasta a girare qui intorno per tutta la giornata, eccitata come una bambina. Mangiava volentieri, e riusciva a mandar gi tanta roba tutta insieme che non so come abbia fatto a non sentirsi male. Non l'ho mai vista cos di buonumore com'era ieri sera, con la bocca piena di ravioli da scoppiare.
Il maresciallo rivide nella mente il frigo con un solo uovo e una fettina di salame. Non credo che le capitasse spesso di fare un pranzo come si deve.
Come quello di ieri sera, no. Ma da mangiare non gliene mancava mai. Non aveva un soldo... insomma, lei  stato su, avr visto come viveva, per tutti facevamo la nostra parte, e io credo che non passasse un giorno senza che i suoi vicini le portassero qualcosa. Anzi, ieri sera, quando Pippo  venuto a chiamarmi per dire che non rispondeva al campanello, mia moglie stava proprio preparandole un bel piatto con gli avanzi.
S, ma anche essere costretta a dipendere da quel che la gente decideva di regalarle... Il maresciallo cominciava a risentire gli effetti dell'aver saltato la cena, nonostante il troppo coniglio mangiato a pranzo.
E quanto a questo - prosegu Franco -, anche la moglie di Pippo aveva preparato qualcosa per lei, ed  cos che si sono accorti....
Lo so - disse il maresciallo -, Pippo me l'ha detto.
Dunque, ecco qua. Abbiamo fatto del nostro meglio. L'ultima sera della sua vita si  fatta una bella mangiata. Questo mi fa piacere, anche se, come ho detto, non sono tranquillo per quella faccenda della telefonata.
Mi parli di questa telefonata.
Ma lei sapr gi tutto, alla stazione gliel'avranno gi detto, si capisce.
Si capisce. Ma lei mi racconti com' andata dal suo punto di vista.
Be', dovevano essere circa le tre del mattino... o forse solo le due e mezza, diciamo le due e mezza.
Avete fatto cos tardi?.
Be', s e no... In realt la festa era finita, ma dopo, qualcuno dei giovanotti  rimasto a ciondolare in giro, e Clementina  una che... le donne erano gi tornate a casa, tutte a letto da un pezzo, ma lei era ancora l.
Con tutti gli uomini?.
Non si dimentichi che era una un po' toccata di testa. Quando loro cercavano di abbracciarla lei pensava che facessero sul serio, e si capisce che loro cercavano di fare in modo che lei lo credesse. A volte esageravano un po', ma quasi sempre era lei a cominciare. Le piaceva essere al centro dell'attenzione.
Erano loro quelli che andavano a darle noia arrampicandosi su per i ponteggi, come ha detto Pippo: ieri sera  successo cos?.
Succedeva quasi tutte le sere, ma erano i ragazzini, non i giovanotti. Fin da quando c' l'impalcatura....
Come mai d'agosto  ancora su?.
E che ne so? Me lo dica lei. Dovrebbero rifare la facciata, per ordine del comune, perch era pericolosa, venivano gi certi pezzi di intonaco... ma secondo me l mancano i soldi. Hanno tirato su i ponteggi ma non hanno mai cominciato i lavori, e intanto Clementina ha strappato tutta la rete per dar da mangiare ai piccioni.
 vero che gettava secchiate d'acqua sui ragazzini che si arrampicavano fin su da lei?.
S, un sacco di volte. Io uscivo e le dicevo: Chiudi la finestra, vattene a letto e vedrai che se ne andranno subito'. Ma dopo due minuti lei riapriva e ricominciava da capo a strillare e a gettargli l'acqua addosso. E a che serviva, strillare a quei ragazzi? Tanto, anche loro lo sapevano bene che lei ci si divertiva.
Per non doveva essere piacevole per quelli al piano di sotto.
Su questo ha ragione. E poi, certo, per il fatto che loro hanno....
Che cosa?.
Niente. Poverini. Lui studia, sa, e il rumore deve avergli dato noia parecchie volte. Sono due sposini giovani, carini, proprio per bene.
S. Be', ma se tutte le sere succedeva questa confusione, come mai ieri sera Clementina voleva farmi chiamare?.
Ci arrivo subito. Come dicevo, qui stavamo chiudendo. C'erano ancora le luci accese e la saracinesca era a met, se ricordo bene. Quando sono uscito per abbassarla fino in fondo, sotto casa sua c'era un fracasso da svegliare i morti, e c'era uno dei ragazzini - non ho visto chi era - che si dondolava appeso ai ponteggi. Gli ho gridato di piantarla, che tutti si voleva dormire. Ho aspettato che il ragazzo scendesse e tutto fosse tranquillo e poi sono rientrato. Ecco perch sono intervenuto quando lei ha cercato di telefonarle. Era tutto calmo ormai da una buona mezz'ora, quando lei viene a picchiare alla mia saracinesca per dire che vuole telefonare ai carabinieri. Capisce che cosa voglio dire?.
Il maresciallo cominciava a capire, ma aveva il dubbio che, se lo avesse detto, le cose avrebbero rischiato di complicarsi. Rimase un sacco di tempo a fissare il bicchiere, chiedendosi quale strada dovesse prendere; tanto che Franco prese la bottiglia e glielo riemp di nuovo. Ma vedendo che questo non scuoteva il suo ospite, ripet: Capisce? Aveva bevuto parecchio, anzi, per lei anche troppo. Ricordo che faccia rossa aveva, mentre ballava. Era un po' ubriaca; e del resto, perch no, per una volta? Si divertiva. Ma tutto era tranquillo da pi di mezz'ora, ormai. Io l'ho fatta passare sotto la saracinesca e nello stesso tempo ho dato un'occhiata in giro. Non c'era un'anima. Ma lo stesso, lei ha afferrato il telefono gridando che c'era qualcuno che cercava di entrarle in casa. Io cercavo di farla ragionare, ma gli altri che erano ancora qui la stuzzicavano come facevano sempre, tutte le volte che lei cominciava scene di quel genere. Uno di loro  arrivato addirittura a cercarle il numero della sua stazione. Be', lei sa bene com' andata dopo. Chi ha risposto le ha detto di chiamare in Borgo Ognissanti. Le ho detto che l'avrei fatto io e le ho tolto il telefono di mano. Lei non si  accorta che non stavo facendo davvero la telefonata, perch era andata alla porta a inveire contro quelli che secondo lei erano l fuori, gridava vaffanculo, che la lasciassero in pace. Diceva sempre tante parolacce, ma senza cattiveria, era il suo modo di fare.
Mmm.
Sapesse che fatica ho fatto per farla tornare a casa, perch era convinta che lei sarebbe arrivato di l a poco. Alla fine le ho detto che sarei rimasto io ad aspettare i carabinieri, e sono salito in casa con lei. Ho guardato per bene in tutte le stanze per convincerla che non c'era nessuno e quando me ne sono andato lei si era calmata. Mi dispiace per quel che  successo, ma anche adesso non riesco a immaginare che cosa potevo fare di pi. Quando una  pazza, come Clementina, non si riesce mai a capire se  davvero successo qualcosa di grave. Come facevo a sapere che doveva essere capitato sul serio qualcosa che l'aveva spaventata? Lei doveva essere sconvolta, e io ho pensato solo che fosse ubriaca. Ma pu darsi benissimo che fosse un po' di tutt'e due le cose. Capisce?.
Capisco.
Franco!.
Uno di quelli che giocavano a carte si era affacciato sulla porta, con un'espressione interrogativa sul viso.
Il grosso barista non si mosse dalla sedia, si limit a sollevare un dito grassoccio e a muoverlo appena, in segno di negazione. L'uomo sulla soglia scomparve. Il maresciallo aveva visto e capito la domanda e la risposta, ma ormai la sua decisione era presa: non doveva accorgersi di nulla. Se si metteva contro Franco non sarebbe mai riuscito a portare in fondo quella indagine. Si rese conto che Franco gli gettava un'occhiata per capire se si fosse accorto dell'accaduto, ma si limit a sorseggiare il vino, lo sguardo perduto nella notte, oltre la porta aperta, il viso inespressivo. Nel gruppo dei giocatori si alzarono delle voci a discutere brevemente, ma in tono amichevole. Da una delle finestre in alto una donna chiam: Io me ne vado a letto....
Per quanto si capiva dalla musica il film trasmesso dalla tv stava per finire. Nella piazza tutto aveva ripreso il ritmo consueto di una serata estiva: si faticava a credere che proprio qui potesse succedere un dramma, che un estraneo riuscisse a penetrare nel chiuso di un simile microcosmo per usargli violenza. Era un mondo che conosceva solo piccole tragedie familiari; la sirena dell'ambulanza quando la mamma di qualcuno era colpita da un ictus, e poi la routine quotidiana su e gi dall'ospedale finch tutto finiva. Nel peggiore dei casi, una madre disperata perch il figlio era stato colto in flagrante e arrestato per qualche reato minore. Perfino la pazzia di Clementina era diventata uno dei tanti fatti normali della vita quotidiana. Le preparavano un piatto di minestra, la prendevano in giro, la sgridavano quando andava troppo in l. In tutto il tempo da che il maresciallo era stato trasferito a Firenze, nessuno aveva mai chiesto il suo intervento in questo quartiere. Gli abitanti risolvevano da soli i loro contrasti, oppure li facevano risolvere a Franco. Era sempre andata cos, e sarebbe continuata cos per sempre. L'assassinio di Clementina era un'anomalia. Doveva essere opera di un estraneo, e chiunque fosse stato aveva avuto abbastanza intelligenza, o abbastanza intuito, da scegliere il forno a gas come il mezzo giusto per questo ambiente, anche se non era stato cos bravo da rendere convincente la messinscena. Forse non gliene importava, oppure dava per scontato che non importasse a nessuno. Una povera vecchia pazza, che non faceva male a nessuno e che nessuno avrebbe rimpianto.
In un certo senso, sentir la sua mancanza - disse Franco, lo sguardo fisso nel buio della notte, come il maresciallo -, anche se a volte era una peste. Sa, era come se facesse parte del paesaggio. Mi aspetto da un momento all'altro di vederla spuntar fuori con la sua scopa....
Fuori non spunt nessuno.
Sette di fiori.
 mia.
Tocca a te...
Una volta l'ha sbattuta in testa a uno degli spazzini.
Come?.
Aveva l'abitudine di minacciare la gente con la scopa, soprattutto se le venivano tra i piedi mentre puliva. Era fanatica, in questo.
Mia moglie me ne ha parlato, ha detto che spazzava tutta la piazza.
Spazzarla? La lavava e la lustrava. Era sempre in ginocchio a pulire. L'ho vista perfino uscire da un negozio e portare lo scontrino dritto ai cassonetti, faticando per sollevare i coperchi, che per lei erano troppo in alto, piccina com'era, e intanto continuava a tenere in mano la borsa con quel pochino di spesa, e la scopa che non si toglieva mai di sotto il braccio. Era proprio un bel soggetto. Quando cominciava a far buio, peggio ancora, era tutto uno spazzare e dare il cencio per terra come se fosse una questione di vita o di morte.
Franco?. Dal fondo della sala era emersa una donna.
Era di taglia grande, come Franco, e come lui placida e sorridente. Fumava una sigaretta, e il suo vestito era ornato da una grossa spilla appuntata sull'ampio seno.
Mia moglie, Pina, disse Franco. Era evidente che non aveva bisogno di dire a lei chi fosse il maresciallo.
Eh, povera creatura....
Il maresciallo intese la frase come un commento rivolto a Clementina, e non un saluto per lui.
Mi siedo un minuto - prosegu lei con un sospiro -, ho i piedi gonfi. Il dottore dice che dovrei camminare di pi, ma dove vuole che vada a camminare, e poi, lo sa lui come dovrei fare a trovare il tempo. Le dita cariche di anelli piazzarono sul piano di Formica il pacchetto di sigarette e un accendino di plastica; Pina si lasci cadere su una sedia che sembrava troppo fragile per lei. Franco fece per alzarsi.
Ti prendo un bicchiere.
No. Non voglio niente. Di che cosa parlavate? Di Clementina, immagino.
Di come stava sempre a pulire la piazza - disse Franco -, perfino di notte.
Certo era proprio strana.
Ha sempre avuto questa mania?, chiese il maresciallo.
Sempre, da quando  arrivata qui, e devono essere dieci anni... vero, Franco? Chiss, magari  diventata cos dopo aver perso il marito. A certe donne la vedovanza fa un effetto strano.
Quando  morto suo marito?.
Non saprei dirlo. Tiro a indovinare, dicendo che era vedova, perch portava la fede. A proposito,  buffo, lei era una che non stava mai zitta, a suo modo, per del suo passato non ha parlato mai. Pina aspir una lunga boccata dalla sigaretta, macchiata dal rossetto scarlatto. Vedi una persona tutti i giorni, e alla fine ti accorgi che sul suo conto sai ben poco. Quel che so  che fino a non molto tempo fa aveva una specie di impiego, anche se non so chi abbia avuto la carit di farla lavorare.
Che genere di lavoro?.
Pulizie, si capisce! Pina rise. Lo so, sembra il lavoro ideale per una cos, ma lei sulla pulizia aveva delle idee tutte sue, che magari a un altro potevano anche non andar bene. Io, per esempio, per pulire casa mia non l'avrei voluta.
Era vero che quando era stato da Clementina, il maresciallo aveva trovato la casa abbastanza in ordine, ma certo non fresca e splendente. Aveva pensato che dipendesse dal fatto che tutto l dentro era vecchio e logoro, ma forse non era neppure troppo pulita. Tutto quel laniccio in cima all'armadio...
Qualcuno che le aveva fatto un favore - sugger Pina -. Anche se non so chi era. Non aveva nessuno al mondo che si curasse di lei.
Ma dove andava a lavorare?.
Un ufficio, doveva essere, vero Franco?.
Gi. Poco lontano da qui, verso il lungarno. Non so il nome preciso.
Io lo dovrei sapere - disse Pina -, me l'ha detto tante volte, quando la incontravo mentre ci andava... Come diavolo si chiamava?.
Il maresciallo non le fece pressione, e neppure insistette sull'importanza della cosa, sapendo che in quel modo le sarebbe diventato ancor pi difficile ricordare. Del resto non era neppure certo che fosse importante, ma continuava ad avere l'impressione che il delitto fosse opera di qualcuno venuto da fuori, niente a che vedere con la gente di quella piazzetta, e riteneva che potesse essergli utile qualunque elemento capace di collegare Clementina con persone esterne al quartiere.
Pina cerc nella memoria ancora per qualche minuto, poi schiacci la sigaretta nel posacenere e si alz dalla seggiolina.
Lo so io chi pu ricordarsene. Maria Pia! La moglie di Pippo - spieg, rivolta al maresciallo -. Lei ha conosciuto Pippo.
S, l'ho conosciuto.
Be' se c' qualcuno che pu saperlo  lei. Non dimentica mai facce n nomi, vado a chiamarla.
Ora?.
Vedr che non  ancora andata a letto. Non va mai a dormire prima di mezzanotte.
E Pina veleggi con calma fino alla porta spalancata. Il maresciallo la vide arrestarsi un momento sul marciapiede. Uno degli uomini seduti fuori doveva averle detto qualcosa sottovoce. Chiunque fosse, dall'interno era impossibile vederlo. Pina alz le spalle e mormor qualcosa, di cui il maresciallo afferr soltanto la parola Franco. Gett un'occhiata al barista seduto di fronte a lui, che sorrise e disse: Non ci metter molto. Le dispiace se la lascio un momento e vado a lavare qualche bicchiere? Intanto possiamo parlare lo stesso.
Prego.
Da fuori giunse fino a loro la voce di Pina, che chiamava nel buio, verso le finestre in alto.
Maria Pia! Maria Pia!.
La persiana si apr di botto, cigolando e sbattendo sul muro.
Che c'?.
Ti ricordi come si chiamava il posto dove lavorava Clementina? Quell'ufficio?.
Perch?.
Il maresciallo  qui e vuole saperlo.
Ma  un po' che aveva smesso di andarci.
Non importa, lui vuole saperlo lo stesso.
Aspetta... ce l'ho sulla punta della lingua....
Come mai, guardando Franco dietro il bancone del bar, al maresciallo veniva in mente una specie di pupazzo meccanico? Era cos grosso, con la testa calva e talmente lucida... ecco, adesso si copriva la pancia con un immenso grembiale: ma non era la mole che gli dava quell'impressione... D'un tratto, il maresciallo cap. Ecco: sia che Franco parlasse o tacesse, lavorasse o rimanesse del tutto inattivo, il suo grosso testone continuava a dondolare lievemente su e gi, come se fosse fissato su una molla. Proprio questo, e il sorriso gentile che non lo lasciava mai, lo facevano sembrare un gigantesco giocattolo.
Ecco! Lo sapevo che bisognava chiederlo a lei. Pina rientr con il suo incedere pacato, un sorriso di trionfo rivolto al maresciallo. Si chiama Italmoda'. Dev'essere una ditta di confezioni o qualcosa di simile, ma non so di preciso.
Ha lavorato per molto tempo da loro?.
Da sempre, per quanto ne so io. Ha sempre lavorato l, vero Franco?.
Da quando si era trasferita qui. Per ci andava solo tre mattine per settimana. Franco sollev dall'acquaio un cestello di filo metallico pieno di bicchieri fumanti.
Amore, gi che ci sei, fammi una camomilla. E poi sar meglio chiudere, cosa dici?.
Franco si limit ad annuire sorridendo. Pos una bustina di camomilla in una tazza bianca e la tenne sotto il beccuccio dell'acqua bollente.
Non dovete chiudere prima solo perch ci sono qui io, disse tranquillo il maresciallo. Come riuscire a far capire a quei due che non intendeva sconvolgere le loro abitudini, senza per ammettere di averne indovinato la natura? Al contrario, era di essenziale importanza che tutto proseguisse come al solito, ma non c'era modo di riuscire a dirlo chiaro e tondo. Si arrischi soltanto a soggiungere: Sapete, non sono mica qui per tenervi d'occhio....
Se avessero cominciato a chiudere il locale prima del solito, a lui sarebbero venute a mancare le migliori sentinelle di cui potesse disporre. Forse non poteva fare altro che cercare di guadagnare la loro fiducia, offrendo a sua volta la propria. Non avrebbero spettegolato, in questo era quasi certo di potersi fidare di loro: comunque, Franco aveva gi detto di sapere che Clementina non si era uccisa. Lo persuadevano soprattutto per quella loro amabile solidit, per la fiducia di cui godevano nel quartiere. Anche dopo, quando la storia fu divulgata e ne derivarono conseguenze tragiche, non gli pass mai per la mente di dare la colpa a loro. Rimase convinto di aver fatto bene a dire: Avrei qualche cosa di cui parlare con tutti e due, in confidenza.
Aspett, mentre Franco si asciugava le mani e tornava al loro tavolo, portando la tazza per la moglie.
Si sieda un momento. Si guard intorno nel bar: ma lo schermo della tv ammiccava davanti a un gruppo di sedie vuote; nessuno giocava con il flipper, che faceva sentire i suoi bip da qualche recesso invisibile. Tutti gli avventori restavano ai tavolini esterni, sperando di cogliere un filo d'aria fresca che non arrivava mai.
A chi tocca?.
A me. Ancora una mano e poi me ne vado a letto....
Il maresciallo si sporse un poco in avanti, verso i due coniugi seduti di fronte a lui al tavolino tondo, ma intanto teneva d'occhio la porta, per assicurarsi che nessuno si affacciasse sulla soglia del locale per ascoltare i loro discorsi.
Clementina non si  suicidata. Ne sono certo.
Ecco! Proprio come avevi detto tu, Franco.
Il maresciallo sa che lo so. Gliel'ho detto.
Per, devo dire - sottoline il maresciallo -, che non ho la pi vaga idea di come sia riuscito a scoprirlo. Non l'ha neanche guardata.
Non ce n'era bisogno. L'ho capito appena Pippo mi ha detto di averla trovata con la testa nel forno. In quella bombola, di gas non ce n'era pi, non si sarebbe potuto ammazzare neanche un passerotto. Ieri avevo controllato io stesso. Lei restava sempre senza gas. Se si tratta di consegnare una bombola soltanto  difficile che vengano, e Clementina a volte non aveva i soldi per pagarne due. Ieri non ha fatto che tormentarmi, mentre eravamo pieni di lavoro fino agli occhi per preparare la cena. Pensava che avessi una bombola in pi, ma invece non l'avevo, e siccome ci sarebbero stati due giorni di ferie lei aveva paura di restare senza. A un certo punto sono riuscito a trovare il tempo di salire da lei a controllare, cos le ho detto che ne aveva abbastanza per farsi il caff, che la sera avrebbe cenato qui, e per questa sera ci avrei pensato io a farle avere degli avanzi o qualcosa per cena. Domani quelli del gas riaprono, e quindi ero sicuro che ce l'avrebbe fatta. Come vede, non c' niente di misterioso. Ma nemmeno Clementina era cos pazza da cercare di uccidersi col gas quando aveva finito la bombola.
No. Be',  proprio questo il punto. Il fatto che l'abbiano lasciata cos, con la testa nel forno, pu significare solo una cosa: qualcuno ha voluto farci credere che fosse un suicidio.
Oh, Franco, pensa....
Ma allora, come l'hanno ammazzata?.
Non lo so. Faranno l'autopsia. Adesso.... Si volt a guardarli dritto in faccia, prima l'uno, poi l'altra: Lei aveva ragione di pensare che era meglio non parlarne in giro. A voi due l'ho detto, non solo perch gi sospettavate qualcosa, ma anche perch penso che possiate darmi una mano, e voglio che non lo sappia nessun altro, qui intorno.
Non penser certo che qualcuno da queste parti....
No - il maresciallo rassicur subito Franco -. Non lo penso affatto. Ma se la voce comincia a spargersi, i giornali verranno a saperlo, eccetera eccetera. Preferisco che il colpevole, chiunque sia, pensi di essere riuscito a buttarci polvere negli occhi. In questo momento  l'unico vantaggio che abbiamo su di lui.
Franco rimase a rimuginare sulla cosa per qualche minuto, e mentre rifletteva, dondolava appena il suo testone luccicante. Pina lo guardava, sorseggiando con garbo la camomilla.
Se non  nessuno di qui - osserv Franco -, non capisco come possiamo aiutarla... non che noi non si voglia, mi capisca,  solo che....
Non si preoccupi, non le chiedo di fare proprio niente. Mi basta che tenga gli occhi aperti. Se mi mettessi io a fare domande in giro, dopo poco si verrebbe a sapere; invece lei con i suoi clienti pu chiacchierare quanto vuole,  naturale che tutti vogliano parlare di Clementina dopo quel che  successo. A voi potrebbe succedere di venire a sapere qualcosa, per esempio qualsiasi cosa un po' strana che le sia capitata nelle ultime settimane.
Tutto quel che riguardava Clementina era strano, intervenne Pina.
Ma forse negli ultimi tempi potrebbe essere venuto a trovarla qualcuno da fuori.
Nessuno, che io sappia, Franco aveva la fronte aggrottata.
Quando ha smesso di lavorare, lo sapete?.
Glielo posso dire io - disse Pina -, perch  stato il giorno del mio compleanno, il 15 luglio. Io le avevo offerto da bere per festeggiare... quando poteva, beveva volentieri un bicchiere... e lei ha detto: Alla faccia di quel bastardo, fortuna che non lo vedo pi', e io le ho risposto: Come? Hai smesso di lavorare?'. Io veramente pensavo piuttosto che l'avessero licenziata, magari perch aveva picchiato il principale con la scopa, per non ho detto niente. In ogni modo, lei non faceva che dire: Io li conosco i miei diritti, non  vero quel che dice lui! Io non me ne vado!'. E cos non so come sia andata davvero.
Lo scoprir.
Lo credo, ma non riesco a immaginare che uno possa... capisce... averlo fatto perch si trovava in difficolt a licenziare una donna delle pulizie. Insomma, lei ne sa di pi di me.
Per voi sarete pi bravi di me a tenere d'occhio la situazione da queste parti. Sono sicuro che vi rendete conto quanto me che qui, dove si conoscono tutti, non varrebbe la pena neppure di mandare qualcuno in borghese.
Lo riconoscerebbero da lontano - convenne Franco -. Capisco che cosa vuol dire, e ha ragione lei, sicuro. Una volta hanno davvero mandato un agente in borghese, non mi ricordo pi per che cosa, e tutti hanno capito subito chi era. Guard la moglie, poi di nuovo il maresciallo. Non crede per caso che quel tale possa ritornare?.
Allora non possiamo pi dormire tranquilli!, esclam Pina.
Ma no, sono certo che non c' nessun pericolo - la rassicur il maresciallo -. Non si allarmi.
Le dico la verit, mi viene la pelle d'oca - disse Pina -. In fondo, Clementina non ha potuto dormire tranquilla... pensa che dormisse quando  successo?.
Molto probabile.
Scommetto di s - disse Franco -, perch se avesse potuto fare anche solo uno strillo avrebbe svegliato tutta Firenze, con quella voce che aveva.
Sa - osserv Pina, pensierosa -, si rimane proprio scioccati. Voglio dire, uno non si aspetta che le persone che conosce muoiano assassinate, eppure credo che mi avrebbe meravigliato di pi venire a sapere che si era suicidata. Di lei si poteva dire tutto, ma non che stava l a compatirsi. Magari ti prendeva a botte con la scopa, tirava moccoli e parolacce come un facchino e addirittura criticava quel che le portavi da mangiare, neanche fosse stata al ristorante, per non voleva che la gente la compatisse e non si lamentava mai. Dal momento che si alzava la mattina fino al momento in cui riuscivamo a convincerla a tornare a casa e rimettersi a letto, stava sempre fuori a darsi da fare; a pulire, a bisticciare, a giocare a carte, a dire parolacce, a rispondere per le rime... Fosse campata mille anni, non si sarebbe suicidata mai, qualunque disgrazia le potesse capitare. Ho ragione, Franco?.
Credo proprio di s. E per come la vedo io, per lei era una fortuna essere pazza. Visto che era cos povera, che stava in quella casuccia miserabile, senza nessuno al mondo, se fosse stata normale sarebbe rimasta completamente sola e avrebbe avuto una vita anche pi disgraziata. Meglio cos.
Pu darsi che abbiate ragione disse il maresciallo. Comunque, lasciate parlare i vostri clienti, e se venisse fuori che qualcuno ha osservato qualcosa di diverso dal solito oppure ha visto qualche estraneo, fatemelo sapere.
Allora, la rivedremo ancora?, chiese Franco.
Fra un po'. Se non avessi l'occasione di farmi vivo, fra un paio di giorni telefono. E adesso me ne vado e vi lascio tranquilli. Si alz.
Conti pure su di noi, promise Franco.
Ormai, dei clienti ai tavoli esterni ne rimaneva soltanto circa la met. Il riverbero giallo del lampione cadeva sulla camicia bianca di Pippo, seduto fra gli altri.
Mentre dava le carte, si ferm un istante per dire, con una certa aria di importanza: Buonanotte, maresciallo. La rivedremo ancora? Immagino che ci sar una inchiesta giudiziaria.
Il maresciallo si limit a un grugnito indistinto, poi soggiunse: Buonanotte a tutti.

4.

Il cassetto era incastrato: per riuscire ad aprirlo dovette dare uno strattone.
Salva! Sei tu?.
Mmm.
Mi pareva di averti sentito entrare. Ma che cosa stai combinando?. Lei era gi a letto; il maresciallo non avrebbe voluto svegliarla, ma non aveva resistito alla voglia di dare un'occhiata nel cassetto dell'ingresso.
Vengo subito, le rispose.
Ecco... una scatoletta di bottoni, un'altra con quelli della divisa... la busta del pronto soccorso che non era entrata nell'armadietto del bagno, un ncessaire da cucito, le pinze... le pinze? Proprio l'altro giorno le aveva cercate per un'ora... Poco dopo riusc a scoprire quel che cercava, una scatola da scarpe piena di vecchie istantanee. Erano le foto messe da parte perch ritenute indegne di comparire nell'album di famiglia. Certe erano sfocate, altre sovraesposte, altre ancora erano state addirittura scattate dimenticando di far avanzare la pellicola, e quindi raffiguravano mostri a due teste o ectoplasmi sullo sfondo. In una riconobbe i ragazzi, fotografati sulla spiaggia gi al paese, e rest sbalordito di trovarli cos piccoli e grassocci e infantili. Non riusciva a ricordare che avessero mai avuto quell'aspetto. Certo, quando erano piccoli lui li aveva visti ben poco, essendo di stanza a Firenze. Proprio in fondo alla scatola c'erano delle foto vecchie e sbiadite, appartenute a sua madre. Non aveva idea di come avessero fatto ad arrivarci, ma erano l. Si direbbe che certi oggetti riescano a seguirti dappertutto, dovunque tu vada, anche se nessuno se ne cura, mentre ce ne sono altri, di maggiore importanza, che appena ti sposti vanno perduti. Succedeva cos in tutte le famiglie, il maresciallo ne era certo. Eppure, a casa di Clementina non aveva trovato una sola foto. Lei era sposata, ma non c'era neanche una fotografia delle nozze. E anche se non aveva avuto figli, lei stessa era pure stata figlia di qualcuno, aveva avuto un passato, una famiglia, come chiunque altro. Com'era possibile che in casa sua non ci fosse neppure uno straccio di istantanea? Richiuse con cura la scatola e con qualche sforzo il cassetto.
Salva! Ma che diamine...?.
Arrivo.
Lei era seduta sul letto, appoggiata ai guanciali, con la luce sul comodino accesa. L'aria era impregnata dell'odore di antizanzare e in un angolo ronzava il ventilatore, per quanto il suo unico effetto, a quanto pareva, fosse quello di distribuire pi equamente l'aria calda.
Ti ho svegliata?. Cominci a sbottonarsi la camicia.
Mi avresti svegliata se fossi stata gi addormentata, con tutto quel fracasso. Ma che cosa stavi facendo?.
Guardavo delle vecchie foto.
Le nostre? E come mai? Che foto?.
Quelle della scatola nel cassetto.
A quest'ora di notte? Tanto, sono tutte venute male. Sarebbero da buttar via.
Ma non si riesce mai a buttarle via, questo  il punto.
Non capisco che cosa vuoi dire. Uno di questi giorni le guarder per bene, ma  vero che continuano ad accumularsi, da un anno all'altro.
Proprio cos.
Mi piacerebbe capire a che cosa ti riferivi.
A Clementina, penso.
Quella pazza?
Esatto.  morta.
No!.
S. E in casa sua non c'era neanche una fotografia, neppure una.
Ma...  per quello che ti hanno chiamato?.
S. Vado a prendermi un bicchier d'acqua, vuoi qualcosa?.
No, ma tu hai mangiato?.
Se ne era dimenticato. No... magari mi faccio un panino.
Te lo faccio io.
No, no. Resta dove sei.
Solo, in pigiama, seduto al tavolo di cucina con un panino davanti, aveva una sensazione strana, che non riusc subito a identificare perch aveva la mente altrove. Cercava di ricordare se in vita sua gli fosse mai capitato di trovarsi in una casa dove non ci fossero almeno un paio di fotografie, ma non ne trovava. Gi al paese, quand'era piccolo, conosceva delle famiglie di contadini che non avevano abbastanza da mangiare, e certo non avevano mai avuto una macchina fotografica, ma perfino loro possedevano qualche foto delle prime comunioni e dei matrimoni. Clementina poteva essere pazza, ma questo, per il suo modo di ragionare, non spiegava nulla. Il guaio era che quando una persona  etichettata come pazza, qualunque cosa faccia o dica, si pensa che dipenda da questo. Quante volte lo aveva sentito dire fino a quel momento? Si capisce, era matta. Tutto quel che riguardava lei era strambo. Deve tener conto che lei non era in s. Be', lui non era convinto. Non era convinto, perch qualcuno l'aveva uccisa. Nessuno uccide una donna perch  un po' toccata e ha la mania di pulire le strade appena viene buio: ma se qualcuno la uccide, deve avere qualche buon motivo, che probabilmente con la pazzia non c'entra affatto.
L'orologio posato sulla mensola accompagnava con un sommesso ticchettio il ritmico segare delle cicale nel giardino di Boboli, alle spalle del palazzo: e infine, d'un tratto, il maresciallo cap che starsene l seduto in pigiama con davanti un panino gli riportava alla mente il periodo della sua temporanea vedovanza. Non era un ricordo sgradevole, perch lo faceva sentire ancor pi soddisfatto del presente. E ancor meglio sarebbe andata al ritorno dei ragazzi. Ma com'erano, in quella foto, sembravano proprio dei bimbetti grassocci... Si alz per risciacquare il piatto. Nonostante l'ora tarda non aveva sonno, e aveva voglia di fare due chiacchiere con Teresa, se lei non dormiva gi. Spense la luce della cucina e osserv con piacere che in camera la luce era ancora accesa, sebbene la moglie tenesse gli occhi chiusi. Ferm il ventilatore.
Dormi?.
Quasi... che ore sono?.
Tardi, ma domani puoi anche restare a letto un po' di pi.
Non ci riesco mai. Lo sai benissimo, una volta che mi sveglio....
Lui entr nel letto e prese in mano la sveglia.
L'ho gi messa. Che cosa  successo a quella povera vecchia?. Aveva gli occhi ben aperti, adesso. O per caso non vuoi dirmelo?.
Ora ti racconto... ma non devi dire una parola fuori da queste quattro mura, perch per adesso non voglio che si sappia. L'hanno uccisa, ma hanno fatto in modo che sembrasse un suicidio.
Uccisa? Quella vecchia che non faceva male a nessuno? Ma se non doveva avere neanche un soldo!.
E che cosa c'entra?.
Be'... non lo so. Solo, avevo pensato... non so.
Per quanto ne so non aveva una lira, per qualcuno l'ha ammazzata lo stesso. Bada, non devi dirlo a nessuno!.
Non dir niente. Guarda che non eri mica obbligato a parlarmene, se non volevi. Non c' mica bisogno di arrabbiarsi.
Non sono arrabbiato. Ma invece era davvero irritato, e si sentiva dal suo tono di voce. Ce l'aveva con se stesso, perch questa storia della foto e il fatto che lei fosse pazza lo avevano talmente distratto da impedire che gli venisse in mente un'idea ovvia, ossia che fosse stata uccisa per una questione di soldi. E poi, in definitiva, che cosa sapevano di Clementina, lui o chiunque altro? Magari lei era una specie di Arpagone, e teneva un mucchio di denaro nascosto da qualche parte, dove nessuno era riuscito a trovarlo, per quanto incredibile potesse sembrare. Il passato di Clementina era un mistero, e questo lo riportava al problema delle fotografie. Chi era? Dov'era vissuta fino a dieci anni prima? Ecco che cosa aveva bisogno di scoprire.
Be', se preferisci non parlarne spengo la luce.
Come? No... stavo solo pensando, ecco. Ma spegni, spegni pure. Tutt'a un tratto si sent stanco. Era stata una giornata lunga, e quella di domani si prospettava ancora peggiore.
In agosto la mattina  la parte migliore della giornata, le uniche ore in cui si ha il fisico abbastanza riposato e fresco da poter essere attivi, e il cervello abbastanza limpido da poter prendere le decisioni richieste dal momento. Il maresciallo era nel proprio ufficio gi da un'ora buona quando scesero i ragazzi del turno di giorno. Aveva avuto modo di sentirli mentre al piano di sopra si alzavano e si facevano la doccia, rivolgendo l'un l'altro qualche frase con voci ancora impastate di sonno. Fuori dalla finestra l'aria era ferma, e tra le siepi di alloro cinguettavano gli uccellini. Sent arrivare i custodi del giardino al pianoterra: avevano un ufficio proprio sotto il suo. In una mattinata come questa sarebbe stato bello abitare fuori e venire al lavoro a piedi, attraversando il giardino di Boboli. Si alz e apr la finestra. Il sole aveva appena cominciato a riscaldare l'aria mattutina, che odorava di alberi e non di macchine, come accadeva per il resto dell'anno, quando il traffico era congestionato. Si sporse un po' fuori, in modo da scorgere uno scorcio della rossa cupola della cattedrale e del campanile di marmo bianco, sullo sfondo di un cielo azzurro chiaro, un poco velato. Una veduta che gli era sempre gradita. La divisa appena stirata gli dava una sensazione piacevole sulla pelle. Avrebbe dato chiss cosa per poter uscire dall'ufficio a quell'ora, ma aveva parecchio da fare, e prima che potesse lasciarlo l'aria esterna si sarebbe saturata di caldo e di umidit, come la sua divisa. Perci rimase un momento davanti alla finestra aperta, cercando di goderne il pi possibile, finch senti i ragazzi scendere rumorosamente le scale.
'Giorno, maresciallo.
'Giorno, figlioli. Sedetevi un momento, tutti e due. Tutto bene?. La domanda era rivolta a quello di sinistra, un pezzo di ragazzo sempre allegro, in servizio di leva.
Signors!. Aveva la mania di dire sempre signors e nei momenti pi impensati capitava che facesse il saluto sbattendo i tacchi. Il maresciallo lo giudicava un atteggiamento irrimediabilmente anche troppo militare, i suoi compagni ridevano di lui: in quello stesso momento, Di Nuccio ghignava un po', mentre il maresciallo conservava un'espressione impassibile, con l'occhio sbarrato.
Qualcuno buss alla porta, e quasi subito la spalanc.
Maresciallo, andiamo a prendere la posta.
Aspettate. Il maresciallo infil in una grossa busta il rapporto preliminare sui fatti accaduti la sera prima. Per prima cosa lasciate questo in Procura: e poi, stamani vedete di darvi una mossa, perch appena sarete tornati ho bisogno di far uscire Di Nuccio, qui.
Aveva le sue ragioni per dire loro di far presto. Andare a ritirare la posta al comando era l'incombenza preferita da tutti, perch offriva l'occasione di incontrare i vecchi amici di passaggio, e poi ci scappava sempre il tempo per un caff e qualche minuto di chiacchiere. Il maresciallo lo sapeva e fingeva di ignorarlo.
Quando gli altri due furono partiti volle fare un discorsetto al ragazzo in servizio di leva, che si chiamava Bruno, cercando al tempo stesso di evitare i sorrisini ironici di Di Nuccio. Non si poteva far a meno di trovarlo simpatico, questo ragazzo, anche se era cos eccentrico. Nei primi tempi, quando era appena arrivato, sembrava un fanatico della forma fisica, e impiegava ogni attimo libero per esercitarsi con i pesi e gli estensori. Tre settimane dopo era passato alla pittura ad acquerello e i pesi erano spariti. Non che si potesse accusarlo di prendere le cose in modo superficiale: finch durava l'entusiasmo, ci si dedicava anima e corpo, e otteneva buoni risultati. I ragazzi non facevano che prenderlo in giro, ma lui aveva una muscolatura ragguardevole, non si poteva negarlo, e solo la settimana prima, un suo acquerello aveva ricevuto una specie di premio. Dal canto suo, il maresciallo non poteva lamentarsi. Volendo, il ragazzo sarebbe potuto andare all'universit, e rimandare di anni il servizio militare: invece aveva accettato immediatamente la chiamata, precipitandosi a mettere la divisa, pieno di entusiasmo anche per questo. Fra quanti ne aveva conosciuto il maresciallo, era l'unico che desse l'idea di vivere la naia come un'esperienza piacevole, perfino quando si trattava solo di starsene immobile in mezzo agli spifferi per il servizio di guardia. Non c'era niente che riuscisse a scoraggiarlo o a sgomentarlo.
Posso farle una domanda, signor maresciallo?, chiese Bruno, sempre entusiasta, appena il maresciallo fece una breve pausa nella sua paternale.
Non chiamarmi signore'.
Nossignore... Maresciallo, lei pu mangiare con noi?.
Come....
Possiamo invitarla a mensa da noi, signor maresciallo?.
Non...!.
Scusi.
Ora si d alla cucina!, intervenne Di Nuccio, soffocando uno scoppio di risa.
Cucina cinese - lo corresse Bruno, serio -. Sono sempre stato bravo a cucinare. Ora vorrei fare una cena speciale... Non subito, perch se non riaprono tutti i negozi non riesco a trovare gli ingredienti che mi servono. Per volevo invitare anche lei.
Vedremo... - mormor il maresciallo, un po' imbarazzato -. Adesso vai a fare il tuo lavoro. Devo parlare con Di Nuccio.
Bruno balz in piedi, fece un impeccabile saluto e usc a passo di marcia come se fosse stato di guardia, sbattendosi la porta alle spalle.
Quel ragazzo..., cominci il maresciallo, ma si interruppe, perch gli mancavano le parole.
Si  preso tutta la responsabilit della cucina, tutta! - esclam Di Nuccio, lasciandosi andare all'ilarit -. Siamo a cavallo!.
Non  che vi siete scambiati le incombenze senza....
No, no. Lui fa tutte le cose che deve fare, e per di pi cucina anche. Ci conviene godercela, finch dura.
Penso di s... Che cosa vuol dire, che ha smesso di dipingere?.
A quanto pare.
Mmm. Be', mettiamoci al lavoro. Prima cosa, sai niente di una chiamata, l'altro ieri notte, per qualche problema nel quartiere di San Frediano?.
Mi ricordo di averlo visto ieri mattina scritto nel rapporto... ma non era niente di speciale. Il ragazzo di servizio ha suggerito di telefonare in Borgo Ognissanti e poi ha chiamato lui stesso il Comando per informare la macchina di pattuglia pi vicina. Sembra che loro siano passati a vedere, ma hanno trovato tutto tranquillo, e comunque la persona che aveva chiamato non ha mai telefonato in Borgo Ognissanti, perci la cosa  finita l.
Ho paura che non sia finita, disse il maresciallo, e gli spieg.
Quando ebbe finito, Di Nuccio chiese: Pensa che ci sar un reclamo per negligenza?.
No, no.  stato giusto dire alla persona che chiamava di telefonare al pronto intervento, e comunque il ragazzo ha avuto il buon senso di mandare lui stesso la pattuglia a dare un'occhiata. Non so che cos'altro avrebbe potuto fare, anche se avesse saputo quel che stava per succedere.
 vero.
Adesso, quello che voglio da te sono delle informazioni, e le voglio per vie non ufficiali. Come si chiama quel tuo amico che sta in Borgo Ognissanti? Quello che si  rotto una gamba l'inverno scorso a sciare?.
Mario?.
Ecco, lui. Era un tuo vicino di casa gi a Napoli, no?.
Stessa strada.
Allora, visto che siete vecchi amici e vicini di casa, napoletani tutti e due, immagino che riuscirai a farti dire da lui quello che mi serve. Se dovessi farlo io di persona bisognerebbe per forza procedere per vie ufficiali e questa  l'ultima cosa che voglio. Nella piazzetta, proprio di fronte alla casa dove stava la morta, c' un bar. Secondo me, l c' un giro di gioco d'azzardo: roba da poco, fra amici, niente di preoccupante... comunque, passata l'ora di chiusura, si mettono a giocare e a volte vanno avanti fino alle ore piccole.
Capito. Be', Mario lo sa sicuramente, perch di notte  quella la loro zona.
Devi solo fare un controllo. Bada, per, non voglio che nessuno si metta a ficcare il naso.
Allora, non vuole che li facciamo smettere?.
No, no. Al contrario, voglio che continui cos, se  vero che lo fanno, perch finch le cose restano come stanno ci saranno le saracinesche abbassate, per dare l'impressione che il locale sia chiuso, e ci sar qualcuno da qualche parte che rimane a fare da sentinella.
Ho capito che cosa intende dire. Potrebbe esserci utile... basta che siano disposti a raccontarci tutto quel che gli capiter di vedere.
Sicuro, che sono disposti. Non fa piacere a nessuno avere un assassino in giro nel quartiere. Per bisogna che possano andare avanti cos senza essere disturbati. Ho bisogno del loro aiuto. Quindi, voglio sapere solo pi o meno fino a che ora vanno avanti, e se dall'esterno una persona estranea, non informata, possa indovinare che nel locale c' ancora gente.
Ne dubito. Allora, con Mario far in modo che sembri un discorso cos, tanto per parlare.
Non c' bisogno di farla tanto difficile. Se vuoi, puoi anche dirgli le cose come stanno. Basta che non sia io a muovermi in via ufficiale, cos nessuno ha l'obbligo di fare niente. Capito?.
D'accordo. Ma Di Nuccio sembrava deluso. Gli piaceva quel pizzico di intrigo che rende la vita interessante, mentre il maresciallo preferiva che questi suoi gusti restassero confinati all'ambito dei rapporti con le donne: nel quale del resto, a quanto lo stesso Guarnaccia aveva capito dai brandelli di conversazione raccolti qua e l, Di Nuccio doveva trovare materia sufficiente per tutti i maneggi che si potevano desiderare.
Quando il giovane se ne fu andato, il maresciallo sospir. In una faccenda come questa avrebbe voluto avere con s Lorenzini, un giovane brigadiere onesto e anche intelligente. Ma il giorno prima Lorenzini era partito per il mare con la moglie e la figlia neonata. Doveva accontentarsi di Di Nuccio, di una mezza dozzina di militari in servizio permanente che per avevano pochissima esperienza, e infine - che Dio ci aiuti! - di Bruno, l'artista... o piuttosto, il cuoco.
E si rese conto, sgomento, che la temperatura era gi risalita; il sudore gli scorreva a rivoli lungo la schiena. Perch diavolo una cosa simile doveva succedere proprio in agosto?

Sa bene come vanno le cose in agosto, disse la voce all'altro capo del filo, in tono di scusa.
Si capisce, rispose il maresciallo, faticando a mantenere la calma. Io mi trovo nelle stesse condizioni, con tanti uomini in licenza, ma....
Allora mi capir. A questo punto non posso dirle quanto tempo occorrer, ma ci sono altre tre autopsie che hanno la precedenza, e quindi....
S, mi rendo conto, me l'aveva detto quando ho chiamato l'altra volta, ma il fatto  che ho bisogno di tutti i dati che si possono ottenere prima che si venga a sapere che non  stato un suicidio. Se no, non sarebbe cos importante.
Be', a essere sinceri, ho gi sentito il sostituto su questo caso e devo dire che lui non mi  sembrato preoccupato quanto lei.
Cos stavano le cose, allora. Un sostituto procuratore n carne n pesce, il tipo che se le cose si mettono male ti rovescia addosso tutte le colpe.
Ha parlato di questo direttamente con lui?, prosegu l'altro.
No....
Be', se davvero crede che sia tanto importante le conviene farlo. Se riesce a convincerlo, magari lui pu intervenire per accelerare le cose qui da noi. Lo sa, io non posso fare gran che.
Immagino.
Se vuole sentire dal medico che cos'ha scoperto con la visita preliminare....
No, non c' bisogno. Ero presente anch'io. Non sono queste le cose che voglio sapere.
Ma quali erano, allora, le cose che voleva sapere? pens, mentre riagganciava. Sapeva la cosa pi importante: che Clementina non si era uccisa con il gas.
Voglio sapere chi , rispose a se stesso ad alta voce. E poi avrebbe voluto sapere se aveva avuto dei figli o no. Continuava a pensare a quella storia delle fotografie, anche se, inutile dirlo, nel rapporto preliminare mandato la mattina al sostituto procuratore non ne aveva affatto parlato. Valeva la pena di cercare di insistere con lui per avere l'autopsia? Non c'era niente di male a provarci. A quest'ora poteva gi aver letto il rapporto. Il maresciallo si asciug la fronte col fazzoletto e fece il numero. Il procuratore non aveva letto il suo rapporto: secondo il cancelliere, che rispose alla chiamata, doveva trovarsi ancora intatto sulla sua scrivania. Per il momento, il sostituto era in tribunale, ma avrebbe ricevuto il messaggio del maresciallo appena fosse stato libero. Ha un carico di lavoro enorme, e con il fatto che siamo in agosto....
Con il caldo  della massima importanza non perdere la calma. Se ci si lascia prendere dai nervi, si arriva alla crisi e si sta male per tutto il resto della giornata. Per distogliere la mente dal procuratore e dall'autopsia, il maresciallo si applic con tenacia a scorrere l'elenco di cose che si era proposto di fare, cerc nella guida il numero dell'Italmoda e chiam. Ma appena sent il telefono squillare fu invaso da una marea montante di rabbia verso l'ufficio della procura e tutti coloro che vi si trovavano, in particolare i sostituti che invece di dirigere l'inchiesta si limitavano a covarla, spostandosi un poco di tanto in tanto in modo da mandarla fuori strada proprio quando le cose andavano benissimo senza il loro contributo. Tutte primedonne, ecco che cos'erano, capaci di giocarti certi scherzetti da ragazzini come quello di chiamare la polizia su un'indagine, per fare un dispetto ai carabinieri, oppure il contrario.  per tenerli sulla corda: aveva udito con le sue orecchie uno di loro che diceva cos. Bene, se questo voleva una scenata, l'avrebbe accontentato... ma no, non poteva. Doveva mantenere la massima calma, ecco che cosa doveva fare. Accidenti a lui... e accidenti alla gente di quest'ufficio che non si degna di rispondere al telefono. Bel modo di gestire un'azienda. Non c' da stupirsi se il paese va a ramengo.
All'altro capo del filo il telefono continuava a squillare e il maresciallo si sentiva scoppiare la testa. Sbatt gi il ricevitore e si abbandon sullo schienale della poltrona, passando un dito all'interno del colletto della camicia, impregnato di sudore. Si capisce che nessuno rispondeva. Chi mai avrebbe potuto tenere aperto in agosto. Chiuse gli occhi e cerc di respirare con calma, ma il cuore gli batteva troppo in fretta, e chiss perch anche il respiro non riusciva a calmarsi. Ecco, si era lasciato prendere dalla crisi. Invece avrebbe dovuto avere il buon senso di proseguire pian piano con la routine normale e tenere in sospeso l'indagine su Clementina fino a settembre, quando sarebbe stato di nuovo possibile lavorare come si deve perch il mondo ricomincia a funzionare. S'intende che se avesse provato a farlo davvero, il sostituto procuratore gli sarebbe stato addosso e non gli avrebbe dato pace. And a chiudere la finestra e accese il ventilatore. Poi lo spense e prese la giacca appesa all'attaccapanni dietro la porta. Doveva ancora occuparsi di una voce sul suo elenco, e visto che la giornata si annunciava in quel modo, tanto valeva darsi da fare. Perch tirare in lungo questo tormento per altri due o tre giorni? Nell'andar via si affacci un momento nella stanza del piantone. Bruno faceva la lezione a tutti.
Il wok, ignoranti che siete,  una padella speciale, molto profonda e svasata....
S, s, va bene, ma noi non ce l'abbiamo, diceva Di Nuccio, infilando una spina nel quadro.
No, ma appena i negozi riaprono lo compro.
Io esco, interloqu il maresciallo, e richiuse la porta.
Gi all'ingresso, socchiuse gli occhi per la fitta di dolore provocata dalla luce abbagliante, e subito estrasse di tasca gli occhiali da sole. Nel piazzale in discesa davanti a palazzo Pitti erano parcheggiate pochissime automobili; i turisti avevano tutto lo spazio per andare in giro, nei loro sgargianti abiti nuovi da vacanzieri. Un gelato lasciato cadere per terra aveva formato una pozzanghera vischiosa di rosa e marrone intorno a un cono inzuppato. Le strade sembravano sudare, e dalla pietra color ocra con cui sono costruiti i palazzi esalavano miraggi di calore. Attravers piazza Santo Spirito, che senza i banchi del mercato gli faceva un effetto deprimente. C'era solo un contadino venuto dalla campagna, che esponeva su un tavolino pochi ortaggi avvizziti. Una vecchia se li rigirava fra le mani brontolando.
Lo rincuor vedere che il bar di Franco era aperto. Il macellaio e il fruttivendolo avrebbero riaperto soltanto l'indomani. Il maresciallo pass sotto l'impalcatura davanti alla casa di Clementina e suon il primo campanello. Un rivolo di sudore gli col pian piano fra le scapole, arrivando fino alla cintura; un altro si stava formando sul naso, dove appoggiavano gli occhiali da sole. Lo tampon con il fazzoletto, si rimise gli occhiali, suon di nuovo e arretr un poco nella strada.
Sono fuori, disse una voce alle sue spalle. Si volse. La moglie di Pippo, Maria Pia, si sporgeva dalla finestra, reggendo una camicia bianca sgocciolante. Credo che siano andati a trovare la madre di lei.
Ah s? E dove sarebbe?.
Arezzo.
Arezzo.... Se erano andati cos lontano sarebbero rimasti fuori tutto il giorno. Eppure, quando aveva detto loro che sarebbe tornato il giovanotto aveva risposto: Domani sarebbe meglio. Molto meglio. Sarebbero stati fuori! Be', doveva aspettarselo, per come andavano le cose oggi.
Non sa quando torneranno?, chiese.
La moglie di Pippo aveva fissato la camicia con le mollette sul filo steso sotto la sua finestra, che fece scorrere sulla carrucola cigolante per lasciare spazio a un'altra camicia.
Mah..., rispose alzando le spalle, e la seconda camicia spruzz di goccioline fredde il viso del maresciallo rivolto verso la finestra. Oddio... stia attento!.
Buongiorno a lei, disse il maresciallo, e si volt per andarsene.
Arrivederci, rispose lei, e poi, come ripensandoci, lo richiam: Forse Franco lo sa!.
Forse s. Ma se loro erano via, erano via; e il maresciallo in realt aveva bisogno di una doccia, come gli avevano ricordato quelle poche gocce d'acqua. E magari anche di un caff. Il caldo ormai gli era salito alla testa, al punto che non gli importava affatto che quei due disgraziati sposini non fossero in casa. Non chiedeva altro che togliersi dall'afa della strada e rifugiarsi sotto una doccia fredda. Era tutto quel che desiderava.
Quel che gli tocc fu una sala d'aspetto affollata di turisti, fra i quali una signora attempata che piangeva silenziosamente in un fazzolettino di carta.
Grazie al cielo  tornato. Di Nuccio, con l'aria esausta, si affacci dalla porta dell'ufficio, dove il maresciallo intravide di scorcio, alle sue spalle, altri due turisti. Abbiamo avuto un borsaiolo al lavoro nelle gallerie, e questi sono tutti stranieri, non capiscono quello che gli dico: non finiremo pi.
L'anziana turista continuava a piangere sommessamente; tutti gli altri turisti del gruppo rivolsero al maresciallo uno sguardo di rimprovero, come se la brutta piega presa tutt'a un tratto dalla loro vacanza fosse stata colpa sua. Quanto a lui, prima di tutto pens che avendo la camicia zuppa di sudore, non avrebbe potuto togliersi la giacca mentre si occupava di loro. Il secondo pensiero fu che anche con quel caldo c'era almeno un altro che lavorava: e a giudicare dalle facce abbattute che Guarnaccia aveva di fronte, per il ladro la mattinata doveva essere stata pi fruttuosa.

Non hai neanche dato un'occhiata al giornale.
 tardi.... Fin di abbottonarsi il colletto e prese la giacca.
Be', sei tornato a mangiare cos tardi, non capisco perch non ti puoi riposare per dieci minuti. C' un articolo su Clementina....
Hmm.
Prende quasi mezza pagina.
Come...? Non dir mica qualcosa....
No, no. Nel titolo parlano di suicidio. Si vede che non sapevano di che cosa parlare, e allora....
Be', non ho il tempo di guardarlo.
Pensavo solo che ti interessasse. Era rimasta male. Lui sapeva che quanto pi si prolungava l'assenza dei ragazzi, tanto pi sua moglie si sentiva smarrita, e la cosa cominciava a opprimerlo quanto il clima.
Proprio pensando a questo disse: Dopo cena andiamo fuori per un'oretta, ricordando che era stato a causa di Clementina se la sera avanti avevano dovuto rinunciare alla loro passeggiata. In seguito avrebbe osservato che si trattava di una logica concatenazione di idee; ci voleva la mente contorta di una donna per interpretarlo come un affronto. La cosa venne a galla verso le nove di sera, dopo aver rassettato, a cena finita, quando stavano per uscire. Gli era venuta l'idea di portarsi dietro il giornale, dato che pensavano di trovare un bar non troppo costoso per sedersi a un tavolino all'esterno, privilegio che comportava il raddoppio del costo della consumazione.
Come sarebbe a dire, l'hai buttato via? Non lo butti mai via il giorno stesso.
Be', oggi l'ho buttato replic tranquilla lei.
Il che non gli imped di mettersi a tempestare per tutta la casa, borbottando a mezza voce, come se ancora lo stesse cercando.
Che diamine stai facendo? Hai detto che non volevi leggerlo, e io l'ho buttato via.
Ho detto che non avevo il tempo di leggere quel preciso articolo in quel preciso momento!.
Allora, usciamo?.
Uscire? Che cosa usciamo a fare?.
Abituata com'era a quello che in privato chiamava il suo fare l'orso scorbutico, la moglie del maresciallo and in camera da letto per aggiustarsi i capelli e mettersi un po' di rossetto. Mentre prendeva nell'armadio una giacca bianca di cotone lo sentiva ancora, poco lontano, che brontolava fra s e s:
Queste cose non succederebbero se tutti facessero quel che devono fare....
I ragazzi del piano di sopra sentivano ripetere spesso un commento del genere: ogni tanto il maresciallo dimenticava che sua moglie non era una di loro. Appena pronta, lei raccolse la borsetta e uscirono in un pacato silenzio.
Alle nove e venti, mentre attraversavano il ponte, si accesero i lampioni, gettando una luce scenografica sui lungarni e facendo scintillare l'acqua. Secondo una loro abitudine, si fermarono un momento a guardare il fiume sotto la spalletta.
Quel ragazzo..., cominci lui d'improvviso.
Vuoi dire Bruno, immagino. Non so perch te la prendi tanto per lui. Secondo me  un amore di ragazzo, e sempre di buonumore.
Ora si  dato alla cucina. Quale sar la prossima?.
Be', perch no?  un ragazzo cos simpatico.
E chi dice che non sia simpatico, non  questo il punto.... Come sempre, non riusc a finire la frase, perplesso.
E in quel momento, mentre riprendevano a camminare, sua moglie si sent di nuovo abbastanza sicura da poter dire: Mi dispiace per il giornale.
Hmm.
Anche nella fotografia era venuta bene, poverina.
Come?. Si ferm di botto e rimase a guardarla fisso.
Ho detto che nella foto era venuta bene. La foto sul giornale. Era molto somigliante.
Cammina!.
Ma dove corri?.
La larga strada che collegava il ponte al duomo era ben illuminata; i turisti che sciamavano dagli alberghi dopo la cena diffondevano nell'aria un aroma pesante, misto di profumi e di crema doposole. Il maresciallo e la moglie rischiarono di urtare una coppia di stranieri corpulenti e ben vestiti che si voltarono a guardarli.
Scusate..., borbott il maresciallo, quando gi erano troppo lontani per sentirlo.
Ma dove andiamo cos di corsa? Salva!.
Nel primo bar aperto. Voglio vedere quel giornale.
Ma i locali della zona servivano soprattutto i turisti e non si curavano di offrire in lettura il quotidiano cittadino. Il maresciallo guard in cagnesco un vassoio di bibite che un cameriere stava portando a un tavolino esterno: bibite dai colori sgargianti, in bicchieri smisurati, con delle bandierine di carta infilate nella ciliegina che galleggiava sul liquido. Gesummaria!....
Possiamo provare nelle traverse, sugger la moglie.
In una stradina senza uscita, poco lontana, trovarono finalmente un bar del tipo giusto.
Ha La Nazione' di oggi?.
Sicuro. Mi pare sia nel retro, adesso gliela prendo.
Bene. Allora, prima ci dia una bibita.
Sul banco, una brocca di sangria aveva l'aria allettante. Marito e moglie ne stavano ancora sorseggiando un bicchiere quando il barista torn dicendo in tono di scusa: Mi dispiace, mia moglie deve averlo portato a casa....
Non ti preoccupare - gli disse Teresa venti minuti dopo -, in fondo domani mattina basta che telefoni al giornale e te ne fai dare una copia.
Era vero. Ma la curiosit lo divorava lo stesso. Dove avevano scovato quella foto, mentre lui non ne aveva trovato nessuna? Di solito in questi casi erano i giornalisti a chiedere in prestito ai carabinieri una delle foto rinvenute in casa. Se quel Galli ne aveva vista una mentre era nell'appartamento, durante l'assenza del maresciallo, e se l'era portata via, l'avrebbe pagata cara!
Ma insomma, com'era la foto? - domand alla moglie -. Sembrava recente?.
Doveva esserlo di certo. Io l'ho riconosciuta subito.
La passeggiata era finita male. Il maresciallo non ricordava pi che avevano deciso di fermarsi a sedere da qualche parte per un po': sua moglie era quasi costretta a correre per tener dietro alle sue decise falcate.
Tuttavia, per abitudine, seguirono il percorso consueto, e quando furono di nuovo sul loro lato del fiume, passando davanti al giardinetto dove spesso si sedevano per guardare il panorama, il maresciallo scorse un tale in maniche di camicia, seduto su quella che consideravano la loro panchina, intento a leggere il giornale alla luce del lampione. Il maresciallo imbocc il vialetto del giardino.
Salva - sussurr la moglie -, non vorrai mica....
L'uomo rimase un po' sorpreso, ma non sembrava seccato.
Prego.  nel giornale proprio o nella cronaca locale?.
La cronaca, penso.
Sua moglie si teneva a distanza, e per nascondere l'imbarazzo guardava altrove.
Quando il maresciallo torn da lei ripresero a camminare in silenzio, finch lei, esasperata, sbott: Ma sei proprio impossibile!.
Come?.
Mi trascini per tutta la citt a cercare una foto sul giornale come se fosse la sola cosa che conta al mondo, e quando la trovi non dici neanche una parola!.
E continuava a non dirla. Non aveva nulla da dire. Di certo era una fotografia recente, e anche buonissima, di qualit professionale, invece che sfocata e informe come succede di solito con gli ingrandimenti delle istantanee che si usano spesso in casi simili. Ma la cosa che soprattutto lo lasciava senza parole era la convinzione di averla gi vista.
Prima che lei facesse un secondo tentativo, erano di nuovo a palazzo Pitti, e imboccavano l'arco a sinistra dell'entrata, verso la caserma.
E l'articolo? L'hai guardato?.
No. Come facevo? Domani telefoner a Galli.
Lei emise uno dei suoi sospiri ostentati e cominci:  proprio come diceva sempre tua madre....
Mentre salivano le scale lui si frug in tasca per prendere le chiavi.
Da bambino facevi uguale. Una volta mi ha raccontato....
Con l'accompagnamento consolante di un discorso ben noto, il maresciallo continu a frugare nella memoria. Dove aveva gi visto quella foto?

5.

Non c' nessun mistero, l'avevamo in archivio... se vuole richiamare oggi pomeriggio, Galli dovrebbe esserci.  fuori per un servizio, ma verso le tre sar qui.
Non importa, se pu dirmi lei.
Non so se posso esserle gran che utile. Galli mi ha raccontato tutto l'altra sera... io abito nella stessa via di Clementina, un po' pi gi, e lui stava venendo a cena da me quella sera. La cena  andata a monte, ma Galli  riuscito a fare il suo scoop... certo, me l'ha detto solo il giorno dopo, carogna che non  altro, ma cos vanno le cose nel giornalismo.
Un suicidio non  poi un grosso scoop.
In agosto? Vuole scherzare? Ieri ho dato due colonne alla tragedia degli animali abbandonati in citt! Sa come succede... la gente si prende in casa un cane o un gatto e appena arrivano le ferie non sa che cosa fame, cos lo butta fuori di casa e diventa un randagio. Comunque, quanto a Galli, era ben deciso a spremerlo al massimo, il suo scoop:  perfino andato a vedere in archivio se per caso avevamo qualcosa su di lei, ha trovato la fotografia e l'ha piazzata come riempitivo. Se le sembra di averla gi vista  perch due estati fa, quando avevamo avuto lo stesso problema, troppo spazio e poche notizie, avevamo fatto una serie di articoli - era luglio, se mi ricordo bene, non agosto - e li avevamo chiamati Personaggi di Firenze'. Tipi strani, personaggi pittoreschi di quartiere, roba del genere. Ciascuno di noi aveva fatto un paio di pezzi brevi ricavati dalla zona dove abitiamo. Io veramente ne ho scritti tre, perch San Frediano  pieno di tipi di quel genere. Ho preso il vecchio fioraio che una volta stava sull'angolo di piazza Santo Spirito... adesso  morto, l'ha investito un autobus... e poi Torquato, che vende le verdure, ma soprattutto fa un sacco di chiacchiere, l nel mercato. C' ancora, ha capito chi voglio dire?.
Oh, s. Era in piazza ieri, quando sono passato.
Ecco, e poi ho preso Clementina, veramente un po' per ridere, e perch sapevo che si sarebbe divertita un sacco a farsi fotografare. Le piaceva essere al centro dell'attenzione.
Me l'hanno detto. E si  divertita?.
Direi. C'era tutta la piazzetta in subbuglio. Ridevano come matti per come si metteva in posa per noi, e lei ha insistito tanto che abbiamo finito col farle il doppio di fotografie rispetto a quante ce ne servivano. Per quella che abbiamo usato non  male, vero? Deve ammettere che  fotogenica... era, voglio dire.
Non gliene avete dato una copia?.
Non so se ne abbia ordinata una o no... sa, bisogna ordinarle, e pagarle. Noi ci serviamo da una ditta esterna, anche se hanno la sede qui nello stesso palazzo, e quindi se uno vuole la copia di una fotografia deve riempire un loro modulo e pagare per la stampa, e cos via. Immagino che la nostra Clementina abbia tenuto quella del giornale e basta.
Gi, penso di s. Non sa dirmi nient'altro su di lei, visto che abita cos vicino?.
Veramente no, solo che adesso di notte c' molta pi calma, da quando non c' pi. Lei strillava e faceva baccano fino a ore impossibili. Dovrebbe chiedere a quelli che abitano nel quartiere da pi tempo. Quando ho fatto il pezzo ci abitavo solo da un paio di mesi.
Ma per scriverlo avr dovuto parlarle, chiederle di raccontare qualcosa di s.
Il giovane cronista scoppi a ridere. Ho provato! Ma per quello che ci ho ricavato, tanto valeva lasciar perdere. Lei inventava una quantit di sciocchezze. Una delle cose che ha detto, mi ricordo, era che per le vacanze estive sarebbe andata in crociera. Uno di quelli del quartiere le ha gridato: S, in crociera sull'Arno!'. Eravamo fuori, sulla piazza, e quindi erano tutti l intorno, ognuno voleva dire la sua e la prendevano in giro. Per quello che ha fatto la battuta sull'Arno le ha prese da lei, perch Clementina gli ha sbattuto la scopa sulla testa: non la posava mai, nemmeno per il fotografo. Un altro le ha gridato: Ma chi ti paga la crociera? Il papa? Era per questo che gli telefonavi?'. No, il papa no, per uno di questi giorni potrei anche andare a trovarlo. La crociera me la paga uno che conosco'. Eh, Clementina, se te ne vai con un altro fra noi finisce tutto'. Quest'altro tipo cercava di abbracciarla e lei lottava come una matta per liberare la mano con la scopa e dargliela in testa. Ma era tutta rossa in faccia e si vedeva benissimo che le piaceva un sacco essere al centro dell'attenzione. Poi ha smesso di lottare e si  messa a ridacchiare. Va bene, allora forse non ci vado'. Vai, Clementina, vai, che veniamo tutti con te'. E poi hanno cominciato a cantarle una serenata. Capir quanto materiale utile avevo per il mio pezzo. Dopo, ci siamo fermati a bere in quel bar l vicino, e ho parlato con un certo Franco... non so se lo ha conosciuto.
L'ho conosciuto.
Be', tutto quel che mi  tornato utile l'ho avuto da lui, ed  stato lui a uscire e a farli stare tutti zitti quando cominciavano a esagerare. Ecco qua, allora... Come le ho detto, non posso esserle di grande aiuto.
Grazie lo stesso.
Se ci fosse Galli....
Non importa. Veramente, era proprio la fotografia che mi interessava, per certi motivi particolari. Adesso la lascio al suo lavoro.
Il giovane rise di nuovo. Se proprio vuole saperlo, cerco di ingannare il tempo mettendo ordine nei cassetti della mia scrivania. Incredibile quante cose si riescono a trovare quando non si cercano.
Dopo aver riattaccato, il maresciallo rimase seduto a contemplare la fotografia nel giornale del giorno prima, che poco prima si era fatto dare dal guardiano dei giardini, al piano di sotto. Aveva la mente vuota. Appena una quindicina di giorni dopo, quando il primo lieve venticello avrebbe cominciato a rinfrescare l'aria settembrina, si sarebbe stupito di se stesso. Era colpa della sua stupidit congenita, oppure era il caldo, che faceva sembrare enorme ogni minimo sforzo fisico o mentale? Dopo tutto, che cosa gli sarebbe costato rispondere con un s invece che con un no al consiglio del giovane cronista, di parlare con Galli? Con il senno di poi, niente. E avrebbe salvato la vita di un uomo. Ma sul momento, gli sembrava di avere un cavolfiore sfatto al posto del cervello, che del resto non era mai stato troppo dotato. I fatti entravano, ma rimanevano l a ristagnare, finch non era troppo tardi. Cos, se ne stette l seduto, fissando gli occhi brillanti ed eccitati di Clementina che lo sbirciavano sopra il manico della scopa; e intanto la sua mente, se si poteva chiamarla cos, girava in tondo sempre sullo stesso binario. Perch in casa sua non c'erano fotografie? Perch sembrava che non avesse un passato? Non che non fossero le domande giuste: anzi, erano proprio quelle giuste, ma lui non riusciva a far altro che ripeterle, senza trovare risposta. Aveva caldo, era sfinito e irritato con se stesso. E fin l si poteva capire: ma che fosse rimasto per tanto tempo come imbambolato, a fissare la foto di Clementina, senza mai leggere l'articolo che c'era sotto, aveva dell'incredibile perfino da parte di un uomo come lui, che tanto spesso, come diceva sua madre, sembrava dormire in piedi.
La sua unica fortuna, se si pu chiamarla cos, fu di aver lasciato quel maledetto giornale sulla scrivania mentre si occupava di sbrigare un po' di faccende burocratiche. In questo modo riusc a salvare la faccia quando squill il telefono, mezz'ora pi tardi.
Il sostituto procuratore chiede di lei, maresciallo.
Passamelo.
Guarnaccia? Ho appena finito di leggere il suo rapporto.
Il maresciallo toss e si agit sulla sedia. Purtroppo per il momento non abbiamo niente d'importante.
Me ne sono accorto - replic tagliente il procuratore -. Potremmo evitare di fare certe figuracce se fossimo noi a fornire le notizie ai giornalisti invece che il contrario. Ho capito come stanno le cose vedendo che nel suo rapporto non si parla affatto di San Salvi. Se lei ne era gi informato avrei gradito che ne avesse dato conto a me prima che alla stampa, poco importava che lo credesse importante o no!  ancora l?.
S.... Il maresciallo faceva scivolare il giornale verso di s, cercando di aprirlo senza che il fruscio della carta lo tradisse. Non gli era mai accaduto di ringraziare il cielo per una sparata di rimproveri tirata tanto per le lunghe, e che comunque gli entrava da un orecchio e dall'altro gli usciva, mentre i suoi occhi sporgenti scrutavano l'articolo finch gli balzarono incontro le parole San Salvi, il nome dell'ospedale psichiatrico cittadino. Continu a leggere mentre il sostituto procuratore esauriva tutto il fiato, e poi disse:  stato il giornalista a scoprirlo. Avevano del materiale in archivio, ed  l che hanno trovato la fotografia. Ho gi telefonato al giornale.
Allora avrebbe potuto avere la bont di telefonare anche a me, prima che l'articolo uscisse.
Le ho telefonato ieri, ma lei non c'era, rispose il maresciallo, sperando che il sostituto non si mettesse a investigare pi a fondo la sequenza degli eventi.
Capisco. Be', allora poteva almeno chiamarmi oggi, di prima mattina.
Ho pensato che era meglio verificare le cose, prima. Come fonte di notizie, un giornale non  troppo attendibile. Mica male, per uno che dormiva in piedi, e intanto continuava a leggere.
Dieci anni a San Salvi... dimessa in seguito alla nuova legge... non seguita a sufficienza... povert... suicidio...  cos che il ministero della Sanit di un paese civile....
Allora pensa di andare all'ospedale?.
Subito. Be', sperava di poter contare sul fatto che almeno loro non avessero chiuso per l'agosto.
In tal caso, si faccia sentire appena torna.
Senz'altro.
Insister perch l'autopsia sia fatta domani. Non capisco perch agosto debba diventare la scusa per battere la fiacca, come si vede fare dappertutto. Era evidente che il sostituto intendeva criticare le deficienze dello stesso maresciallo. Ma almeno sembrava un poco interessato, cosa del tutto inaspettata.
Domani potrei anche decidere di rendere noto che si tratta di un assassinio. Potrebbe servire a farci ottenere pi informazioni.
Non so.... Il maresciallo si interruppe, incerto.
Che c'?.
Pensavo che forse, se aspettassimo....
Aspettare che cosa? Il giornale ha gi dato fin troppa importanza alla faccenda, e il procuratore capo vuole che sia chiarita senza lasciare niente in sospeso. Il 4 settembre parto per le vacanze, quindi gradirei che da parte sua ci fosse un certo impegno.
Ecco spiegata in poche e dense parole la ragione del suo improvviso interesse per l'indagine.
Far del mio meglio - rispose il maresciallo -, e le far sapere appena riesco a trovare qualcosa all'ospedale.
Questa volta, dopo aver riappeso, lesse l'articolo di Galli con la massima attenzione.

Alle undici era pronto per la visita a San Salvi, ma era appena arrivato alle scale quando Di Nuccio lo chiam.
Maresciallo, la vogliono al telefono. Dicono che  urgente.
Torn in ufficio e alz il ricevitore.
 lei, maresciallo? Ci sono novit.
Non c'era bisogno di chiedere chi fosse. Impossibile sbagliarsi: era la voce calma e lenta di Franco; e come se lo sapesse, il barista non aveva neppure detto il proprio nome.
 successo qualcosa?, domand il maresciallo.
No, ma chiacchierando con i miei clienti, come diceva lei, ho scoperto che qualche tempo fa era venuto un tale a trovare Clementina, una persona di fuori.
Quanto tempo fa?.
Non saprei dirlo di preciso, ma dev'essere passato quasi un mese. Immagino che sia troppo in l nel tempo per avere qualcosa a che fare con quel che  successo. Per ho pensato di parlargliene lo stesso, perch non era mai venuto nessuno a trovarla.
Ha fatto bene. Chi  stato a dirglielo?.
Quella sposina che abita sotto di lei,  venuta stamani a comprare una bottiglia di vino.
Ho capito. Allora sono tornati da Arezzo?.
Ieri sera tardi. Lo sapeva, vero, che erano andati da sua madre?.
S, l'ho saputo. E il maresciallo prov un certo senso di soddisfazione per il fatto di aver appreso qualcosa senza che fosse stato Franco a dirgliela. Ma subito dopo Franco recuper il solito vantaggio, dicendo:
Giusto. Si capisce, ieri lei era passato e aveva suonato da loro, mi ricordo che Maria Pia me l'ha detto.
Hmm... Ha una descrizione di questo tizio?.
Che cosa vuol dire di preciso?.
Questa sposina... come si chiama?.
La signora Rossi.
Questa signora Rossi. Le ha raccontato che aspetto aveva, quell'uomo?.
Oh, s. In ogni particolare. Capisce, lo ha visto sulle scale, che andava su, e poi lo ha tenuto d'occhio mentre scendeva e ha potuto vederlo bene.
Come mai tanto interesse, perch  rimasta a guardarlo mentre scendeva?. Era un'abitudine dei vecchi, che non avevano niente di meglio da fare che seguire quel che facevano i vicini, ma in una donna giovane sembrava curioso. Era vero per che la prima volta, quando il maresciallo era salito in casa di Clementina, l'aveva sorpresa a tenere d'occhio chi passava.  un po' un'impicciona, questa signora?.
No, non direi.
Allora, perch ha aspettato che scendesse per guardarlo meglio?.
Non saprei dirglielo....
Non me lo vuoi dire, pens il maresciallo, ma io lo scoprir.
E allora, che aspetto aveva?.
Be', lei dice che non era alto, ma grosso, tarchiato, diciamo, con una specie di collo taurino. Aveva i capelli un po' radi, ma non era vecchio. Dice che sembrava proprio una bestia... ah, e poi zoppicava.
Nient'altro? Com'era vestito?.
Pioveva, aveva una specie di impermeabile scuro. Aspetti... mi ha detto anche che aveva un grosso anello, con una pietra enorme, come un tirapugni. Lei dice che le ha fatto paura.
Perch? Andava da Clementina, no?.
S, ma comunque era l per le scale e sembrava un soggetto pericoloso. Be', ecco qua. Tutto qui. Nessun altro l'ha visto, a quanto sembra.
Che ora era quando  venuto?.
Ora di pranzo. Sar per quello che nessun altro lo ha visto, perch qui intorno tutti mangiano pi o meno alla stessa ora.
Capito. Le sono molto grato.
Pensa che possa essere stato lui?.
Che cosa intende dire?.
Lui. Capisce... - e Franco abbass la voce, gi sommessa, fino a un sussurro -, potrebbe essere stato lui... a farlo? Non si preoccupi, la sto chiamando da casa, non dal bar. Non volevo che qualcuno potesse origliare.
Ha fatto bene. Mi far sentire. E il maresciallo riattacc, senza rispondere alla domanda di Franco.
Non c'era modo di dire se fosse o no lui. Il maresciallo riteneva altrettanto interessante scoprire quale fosse il problema della giovane coppia che occupava l'appartamento di sotto. Ebbene, per quello bisognava aspettare. Prima doveva sbrigare la faccenda di San Salvi, per placare un sostituto procuratore irritabile. Si avvi di nuovo gi per le scale, cercando gli occhiali da sole mentre scendeva, e stavolta nessuno lo richiam. Quando il suo telefono ricominci a squillare, era gi troppo tardi: lui era in macchina, sul lungarno. Se avesse potuto rispondere, gli sarebbe comunque toccato di fare lo stesso viaggio, e senza sapere, anche in quel caso, di avviarsi verso un vicolo cieco.

Il cancello del manicomio era aperto, e il viale alberato deserto e silenzioso, tranne che per il cinguettio degli uccelli. Passando con l'auto, il maresciallo super sul lato sinistro una villa dalle finestre chiuse e sbarrate, e si chiese se, essendo agosto, non rischiava anche qui di non trovare nessuno. Non gli era ancora mai capitata l'occasione di venire a San Salvi, ma sapeva, come sapevano tutti, che pi o meno dieci anni prima l'ospedale avrebbe dovuto chiudere, secondo una nuova legge che aveva abolito i manicomi. Ma sapeva anche, e questo non tutti lo sapevano, che era ancora in funzione per quei pazienti cronici che non avrebbero saputo dove andare.
Oltrepass un ennesimo edificio deserto. Forse i pazienti erano stati parcheggiati per un mese da qualche altra parte? Vide con sollievo che accanto al padiglione successivo erano parcheggiate alcune auto, e qualcuno stava entrando dalla porta principale. Posteggi vicino agli altri veicoli, sospinse gli occhiali scuri sotto il cruscotto, poi usc e chiuse l'auto.
Ciao.
Il maresciallo si guard intorno, strizzando gli occhi, ma in un primo momento non riusc a vedere nessuno, sorpreso dal bagliore improvviso.
Ciao.
Alla sua destra, un uomo alto e grasso stava in piedi sul prato, all'ombra di una grossa magnolia. L'uomo era vestito con una sudicia maglietta bianca di cotone e dei pantaloni di cotone che gli lasciavano scoperto il ventre enorme: era cos immobile che sul momento era stato difficile accorgersi di lui.
Ciao, ripet.
Buon giorno, rispose il maresciallo.
Ciao. Ciao. Il grassone, con aria soddisfatta, si volt e si abbass i pantaloni, accoccolandosi per fare i suoi bisogni nell'erba.
Il maresciallo si mise in tasca le chiavi ed entr nell'edificio. L'atrio era spoglio, i muri imbiancati a calce tutti scorticati. Sulla destra c'era la guardiola del portiere; il maresciallo si affacci al finestrino e lo vide sprofondato nel suo giornale. Invece di bussare al vetro, prefer bussare alla porta ed entrare.
Buon giorno. Sono il maresciallo Guarnaccia. Vorrei parlare con....
Ma il portiere era gi balzato in piedi per prendere il telefono, e mentre faceva il numero diceva: Le chiamo subito l'archivista.
L'archivista?. Il maresciallo aggrott la fronte, Veramente, io volevo parlare con il direttore.
Direttore? Qui non c' nessun direttore... pronto? Mannucci? I carabinieri hanno mandato qualcuno. Te lo mando subito su, va bene? S... d'accordo. Riappese. Mannucci scende a prenderla lui stesso. Io non posso lasciare la guardiola incustodita. Siete stati rapidissimi, devo dire.
Che cosa vuol dire?.
Mannucci l'ha mandata a chiamare, no?.
Nessuno mi ha mandato a chiamare, per quel che ne so.
Be', allora  proprio una bella combinazione. Eccolo qui.
Un uomo dai capelli grigi e con l'aria indaffarata comparve sulla porta della guardiola. Aveva una faccia simpatica e uno sguardo intelligente, ma l'espressione era ansiosa.
Ah, maresciallo, buon giorno. Una rapida stretta di mano. Siete stati velocissimi. Venga di qua, prego.
Il maresciallo non protest, limitandosi a seguire l'archivista lungo una serie di corridoi, fino al suo ufficio, dove gli venne offerta una poltroncina davanti alla scrivania. Lo spazio tutto intorno formava una isoletta di colore e di buonumore in un mare di grigio. Alle pareti erano appese riproduzioni di quadri, mentre il piano della scrivania era affollato da una profusione di fotografie e di effetti personali che ravvivavano con un po' di calore la monotonia della stanza, per il resto occupata da squallidi classificatori metallici.
Per me  una specie di hobby - disse Mannucci, seguendo lo sguardo del maresciallo -. Qui sono registrate tutte le morti avvenute nel manicomio fin da quando  stato aperto. Sono arrivato all'anno 1919. Sto mettendo insieme uno studio storico completo su questo posto, prima che sparisca del tutto. Ma se non la smetto di chiacchierare delle mie manie, rischio di tenerla qui per tutta la giornata. Vi avevo chiamato, non so se ho fatto bene....
Aspetti un attimo - lo interruppe il maresciallo -. Prima che continui, devo dirle che io non so chi lei abbia chiamato e perch, ma non  per questo che sono qui. Sono venuto per conto mio, per delle indagini riguardanti un caso di cui mi sto occupando al momento. Chiunque lei abbia chiamato si presenter senz'altro, a tempo debito, ma se non le dispiace....
Squill il telefono.
Mi scusi... Sono io. Passamelo... S, s,  qui. Glielo passo.  per lei.
Il maresciallo prese il telefono, perplesso. Era il tenente con cui aveva parlato la notte che avevano trovato Clementina.
Le avevo telefonato a Pitti, e mi hanno detto che lei stava proprio andando l, anche se non capisco come abbia fatto ad arrivare a questa storia da solo.
Il maresciallo era sempre pi perplesso. Sono venuto qui per via di quel... suicidio. Sembra che la morta sia stato ricoverata qui per alcuni anni, cos pensavo che potessero darmi qualche notizia su di lei.
Capito. Be', loro si sono rivolti a noi per la stessa cosa, e quindi io volevo che se ne occupasse lei. Sembra che da loro sia gi venuto a indagare qualcun altro, e cos si sono insospettiti.
Quando  successo?.
Ieri pomeriggio. A quanto pare, l'archivista che  li con lei ha avuto qualche sospetto, e ha detto a quell'uomo di tornare stamani, spiegandogli che doveva avere il tempo di consultare i colleghi. Ma quando il tizio non si  fatto vivo, si  allarmato e ha chiamato noi. Lascio che si occupi lei della cosa, per immagino che sar meglio telefonare al sostituto procuratore per metterlo al corrente.
Non ne sar troppo contento.
Crede? E come mai?.
Si  gi irritato perch il giornale era meglio informato di noi, e adesso, a quanto pare, se almeno avessi letto subito l'articolo, appena  uscito, sarei arrivato qui prima di questo misterioso visitatore. No, non sar affatto contento.
Hmm. Be', ora le dir una cosa che forse la far sentire meglio: anch'io non avevo letto l'articolo prima che arrivasse la chiamata dal manicomio. Non si preoccupi. Veda di risolvere la faccenda l, e al sostituto penser io. Mi  gi capitato di lavorare con lui e non  un uomo facile, lo so.
Grazie.
Il maresciallo riattacc e si riappoggi allo schienale, guardando Mannucci.
Allora, mi racconti tutto.
 stato ieri pomeriggio - cominci Mannucci -. Dovevano essere circa le tre, penso, ma non posso essere preciso al minuto.
Non importa. Vada avanti.
Hanno bussato da me... insomma, non voglio farle perdere tempo con tutti i perch e i percome e i se e i ma: il tizio voleva la cartella medica di Anna Clementina Franci.
Ma lei non gliel'ha data, vero?.
No di certo. Non si d mica in giro una cartella clinica, cos al primo venuto. In certi casi il medico di famiglia del paziente pu chiedere di esaminarla, e ancora pi di rado si pu permettere agli studenti di medicina di consultare il nostro archivio per una ricerca. Invece possiamo dare una fotocopia della cartella al paziente che  stato dimesso e ne fa richiesta scritta. Questo tizio pretendeva di essere un parente, autorizzato ad agire per conto di Anna Clementina Franci, e aveva la richiesta scritta firmata da lei... non si preoccupi, non gli ho dato niente lo stesso. Si d il caso che avessi saputo che era morta ancora prima che il giornale ne parlasse, perch ho degli amici in San Frediano e li ho incontrati proprio quella sera, eravamo a passeggio in centro. Di solito dopo cena mia moglie e io usciamo a fare due passi. Lei guarda volentieri le vetrine, e tanto fa troppo caldo per dormire... Allora, come dicevo, abbiamo trovato questi nostri amici e loro ci hanno raccontato che mentre uscivano avevano visto una gran folla radunata davanti a un palazzo, e quando avevano domandato che cosa era successo, avevano saputo che Clementina la pazza si era suicidata.
La conoscevano?.
No. Abitano nella stessa zona, ma due piazze pi in l. Anche dalle loro parti c' una specie di Clementina la pazza che imbratta i muri del loro palazzo con slogan e parolacce, come un teppista minorenne, eppure ha quasi ottant'anni. Comunque, io ero quasi certo che questa Clementina la pazza' fosse Anna Clementina Franci, e allora appena sono tornato a casa ho telefonato al giornale. Era tardi, ma mi hanno passato il giornalista che stava scrivendo il suo pezzo in gran fretta per farlo andare in stampa quella notte.
Mi scusi, ma perch ha telefonato al giornale?.
Per avere un po' di pubblicit. A lei sembrer strano, ma cerco in tutti i modi l'occasione di far parlare di questo posto sui giornali o in tv, perch cos non possiamo tirare avanti ancora per molto, gliel'assicuro... Scusi... anche questa  un po' una mia fissazione. Cerco di tornare al punto. Le basti sapere che il giornalista  stato molto disponibile. Anche se aveva gi raccolto il materiale e l'articolo era ormai mezzo finito, si  lasciato convincere a dare una versione diversa, dando il massimo risalto ai problemi dei malati mentali e della situazione qui da noi. Non c' problema' mi ha detto. Le dico la verit, non m'importa di che cosa parlo, pur di arrivare a riempire lo spazio previsto. Lasci fare a me'. Si capisce, so benissimo, per esperienza, che d'estate sono avvantaggiato, perch ci sono poche notizie, ecco perch appena l'ho saputo ho colto l'occasione al volo. Per cui, quando mi  arrivato quel tizio con il modulo della richiesta scritta per avere la cartella clinica, io sapevo gi che la donna era morta, lo sapevo dalla sera prima.
Pensa che la firma fosse falsa?.
Non  detto. La data era di prima della morte. Non che sia una prova, per io conoscevo Anna Clementina Franci e conoscevo la sua firma - lei era gi ricoverata qui dentro quando io sono venuto a lavorare in ospedale - e quindi la prima cosa che ho fatto  stata di guardare subito nella sua cartella e confrontare le firme. Certo, non sono un esperto di grafologia, ma ho avuto l'impressione che non fosse autentica, anche se era abbastanza somigliante, e forse se non avessi saputo che lei era morta mi avrebbe convinto.
Lei aveva la sua firma?.
Sui fogli per il trasferimento... adesso le spiego.
Era sempre cos pieno di energia e di entusiasmo, o era solo stimolato dalla novit? A giudicare dalle sue manie', era vera la prima ipotesi, pens il maresciallo. In un ambiente simile, dove un carattere meno esuberante sarebbe piombato nella disperazione, lui era riuscito a non perdersi di coraggio.
Dunque, ecco quel che ho fatto dopo, perch non so come, anche se la data e la firma erano plausibili, non ero del tutto persuaso....
Ma perch, di preciso?.
Be', dal punto di vista legale, la fotocopia avrei potuto dargliela, ma in fondo, la paziente era morta, e dunque lui non intendeva consegnarla a lei. E se era stata lei a scrivere la richiesta, perch lo aveva fatto? Voglio dire, se pensava di uccidersi... si capisce, non si pu sapere, ma la mia impressione  che era lui a volere la cartella. Mi  venuto in mente che se io dovessi suicidarmi dopo essere stato per anni in manicomio, forse i miei parenti non vorrebbero farlo sapere in giro. Ma in questo caso era gi di dominio pubblico. Non aveva senso. A lei non sarebbe sembrato strano? Cos, mi sono detto, voglio arrivarci in fondo, perch in questa cosa c' del marcio. Allora gli ho detto, usando l'astuzia, che non c'erano difficolt, che avrei inoltrato la richiesta, avrei fatto fare la copia e lui poteva venire a prenderla stamattina.
E lui non si  fatto vivo, giusto?.
Neanche l'ombra. Cos ho mandato a chiamare voi, per restare sul sicuro.
Sono proprio contento che ci abbia telefonato. Forse dunque il sostituto aveva ragione di pensare che sarebbe stato meglio far conoscere la verit? Per fortuna l'archivista era uno sveglio e insieme prudente, ma se avesse saputo che si trattava di un omicidio magari sarebbe riuscito a tenere l'uomo in attesa con una scusa e intanto a chiamare subito i carabinieri... Ma che cosa andava a pensare? Chiunque fosse quel tizio, non si sarebbe azzardato a farsi vedere qui se non avesse pensato di essere riuscito a farlo passare come un suicidio. Comincio a perdere colpi, pens, irritato con se stesso. Se non cerco di mantenere la calma, fra il sostituto che ha fretta e questo maledetto caldo finir col fare un grande pasticcio di tutto quanto.
Gli avevo perfino dato appuntamento per le nove e mezza - disse Mannucci -, perch sembrasse pi convincente.
La cartella c' ancora?.
Sicuro. ... non penser mica che lui abbia....
Se non  tornato - rispose il maresciallo -, forse  stato perch si  accorto che lei si era insospettito, per la cosa pi probabile  che avesse gi ottenuto quel che voleva.
No!. Mannucci salt su per andare a vedere nell'armadio. No, sono sicuro che quando se n' andato ho chiuso il cassetto e c'era... s. Eccola qui.
Mi permette di vederla?.
Be', ecco....
A questo punto, tanto vale che glielo dica - per la prego, tenga la cosa per s - la donna non si  suicidata,  stata assassinata. E quel tale con cui lei ha parlato ieri potrebbe benissimo essere l'assassino.
In tal caso.... Mannucci torn a sedersi al suo posto e apr la cartella. La notizia non sembrava averlo turbato n sorpreso. Senza dubbio, dopo aver lavorato per tanti anni in un posto come quello, niente riusciva a sconvolgerlo.
Se pensa di dover consultare il suo superiore..., cominci il maresciallo.
Maresciallo, qui non c' rimasto nessuno da consultare. La struttura va avanti da sola, come pu. Lei sapr che ufficialmente il manicomio  chiuso.
Ma ci sar pure qualcuno a dirigere. Non c' almeno qualche amministratore?.
Certo che c'. L'amministratore tiene conto di quante fette di carne consumiamo e di quanto spendiamo per la lavanderia.
Capisco. Allora forse il primario.
Non ci sono neppure medici. Non residenti, almeno. C' un certo numero di medici che fanno dei brevi turni di lavoro tutte le settimane. Abbiamo qualche infermiera e qualche suora, le poche rimaste... una volta avevano un convento qui, ma da quando il manicomio  stato chiuso quelle che restano si possono contare sulle dita di una mano. Maresciallo, una volta avevamo circa tremila pazienti, molti erano cronici e molti altri non avevano nessuno che si curasse di loro, finch non  arrivato un intelligentone con un sacco di belle idee nuove, e ha fatto fare una legge che ha chiuso i manicomi. Sulla carta, tutto bene. Se i posti come questo non esistono pi diventa molto pi facile far finta che anche la gente che c'era dentro abbia smesso di esistere!.
Tremila... Ma dove sono finiti tutti quanti?.
La leggenda popolare  che sono tornati a casa dai loro affezionati parenti che li aspettavano a braccia aperte. In realt, siamo riusciti a trovare una casa soltanto a pochi di loro, a pochissimi. Molti sono stati trasferiti dalle famiglie in un manicomio privato gestito dalla chiesa, e quelli che sapevano come arrangiarsi sono riusciti a farsi pagare la retta dal sistema sanitario nazionale. I pazienti che capitavano qui solo una volta nella vita, oppure che entravano e uscivano quando ce n'era bisogno, adesso vanno nei reparti di psichiatria annessi agli ospedali ordinari... e anche questi reparti ufficialmente non dovrebbero esistere, secondo la nuova legge. Si presume che i pazienti psichiatrici stiano fianco a fianco con quelli ricoverati per malattie fisiche, ma mi dica lei come si pu fare. I pazienti che vede qui adesso sono i cronici che non hanno nessuno, nessuno che venga a ricuperarli per parcheggiarli da qualche altra parte. Resteranno qui fino alla morte, senza un direttore, un medico o uno psichiatra interno all'ospedale, e pochissimi soldi comunque, anche solo per tenere i locali un minimo decenti, perch tanto, a spendere per un manicomio che tutti vogliono credere non esista pi, nessun politico pensa di guadagnare voti. Ecco come tiriamo avanti qui, maresciallo, e se vuole sapere che cosa significa in concreto le far un esempio: la settimana scorsa un medico di turno  stato cos gentile da rimanere qui fino alla mattina dopo, perch in un reparto mancava un'infermiera che facesse il turno di notte. Tanto per darle un'idea.
Capisco - rispose il maresciallo -. Certo io non immaginavo....
No. Nessuno riesce a immaginarlo, e pu star sicuro che quasi nessuno vuole farlo. Mi scusi. Non dovrei sfogarmi cos con lei, ma se sapesse la fatica che facciamo per tirare avanti un giorno dopo l'altro... se questo fosse un canile comunale sarebbe molto pi facile farci capire e aiutare. Ecco perch ho chiamato il giornale, e continuer a chiamare i giornalisti e chiunque altro voglia ascoltarmi, perch qualcuno deve pur prendere le parti di questa gente. Adesso la smetto e diamo un'occhiata a questa cartella. Era proprio un personaggio, questa Clementina. Lei l'ha conosciuta, per caso?.
Una volta l'ho vista.
Vediamo che cosa c' nella sua cartella... Ecco la documentazione del trasferimento: significano che in base a una legge approvata nel '68 era diventata una paziente volontaria, mentre prima il suo era un ricovero obbligatorio... risalente al '67. Ecco la sua firma. Tutto risalente a molto prima che io arrivassi. Io l'ho conosciuta solo negli ultimi anni che  stata qui, quando si era abbastanza stabilizzata. Ecco un referto medico compilato subito prima che ci lasciasse. Non aveva niente, sana come un pesce. E le avevano tolto i tranquillanti che prendeva la sera. Verso il tramonto tendeva ad agitarsi un po'....
Quando era qui faceva molte pulizie?.
Sicuro... ma non so se si possano chiamare pulizie. Io l'ho sempre vista con la scopa in mano, e lei spazzava, spazzava sempre, perfino l'erba l fuori. Bastava che potesse darsi da fare con la sua scopa e non dava noia a nessuno. Per mi ricordo che qualche problema c'era stato... qui c' un appunto.... Alz lo sguardo verso il maresciallo.  una cosa da considerare nel suo contesto, altrimenti uno si pu fare un'idea sbagliata. Un eterno problema di queste strutture  il rischio delle gravidanze. Lei pu bene immaginare che per quanto uno voglia disperatamente adottare un figlio, difficilmente sar disposto a prenderne uno che sia nato qui. Nonostante tutte le nostre precauzioni, nel manicomio sono nati parecchi bambini.
I reparti sono misti?.
Le sezioni sono separate, ma i pazienti non sono rinchiusi. Hanno bisogno di uscire in giardino, devono prendere aria e fare moto. Si fa di tutto per tenerli d'occhio, ma si capisce... A un certo punto abbiamo provato a usare la pillola, ma non c' stato niente da fare. Allora il lavoro di infermeria e di sorveglianza era affidato per lo pi alle suore - e non mi fraintenda, ora che non ce ne sono quasi pi ci troviamo molto peggio - ma per una cosa come somministrare la pillola alle pazienti... era inutile che il medico le prescrivesse, anche se i parenti acconsentivano, perch le suore semplicemente non gliele davano, e che cosa potevamo farci? Comunque, questo  solo per spiegarle la situazione generale.  un problema costante, e si capisce bene. Clementina era una di quelle che correvano dietro agli uomini. Le piaceva ricevere attenzione, e se non gliela davano se la inventava, e diceva che questo o quell'uomo le stava dietro.
Il maresciallo stava per dire Lo fa ancora, prima di ricordarsi che Clementina era morta. Per, gli si present alla mente una nuova associazione di idee.
Non  che ha avuto un bambino mentre era qui?.
No, non ne ha avuti.
Ma ha detto che era gi ricoverata qui da prima che lei arrivasse.
 vero, ma nella cartella ci sarebbe scritto.
Capisco.
C' nient' altro che posso dirle?.
Non so. Il maresciallo rimase in silenzio per un attimo, poi riprese: A quanto pare, mentre era qui non sembra che le sia accaduto niente di particolare... Ha detto che molti pazienti sono stati dimessi in base alla nuova legge;  stato allora che  uscita?.
S.
Be', io cerco di immaginare che motivo potessero avere per ucciderla. Per quanto riusciamo a capire, non aveva denaro, niente che valesse la pena di rubare. Era innocua, e non sembrava avere contatti esterni, se non con i vicini di casa....
Lei sta cercando di dire che forse potrebbe essere stato un altro ricoverato, o un ex ricoverato, una specie di maniaco omicida.
Presumo di s.
Ma questo non  un manicomio criminale, maresciallo, e per quanto la nuova legge sia stata un disastro, non  che abbiamo liberato per le strade una banda di pazzi assassini.
No, si capisce.
Non voglio dire che possiamo escluderlo in modo assoluto. Del resto, una persona sana di mente un bel giorno pu prendere e ammazzare qualcuno, e allo stesso modo anche un pazzo pu fare lo stesso. Ma anche cos, ci dev'essere sempre una ragione.
La settimana scorsa qualcuno era venuto a trovarla. Un uomo tarchiato, un po' calvo e che zoppicava. Non le dice niente?.
Purtroppo no.
Non corrisponde alla descrizione dell'uomo che  stato qui?.
Per niente. Quello era un tipo anonimo... Pi o meno della mia et, per, e vestito molto bene. Non zoppicava.
Qualcuno veniva a trovare Clementina, quando era ricoverata?.
Non che mi ricordi, per forse succedeva senza che io lo sapessi. Consideri che avevamo tremila ricoverati, e il mio lavoro non mi portava ad avere contatti diretti con loro; il mio tempo lo passavo qui. Quello che le posso dire su Clementina  soprattutto quel che si trova nella sua cartella, anche se mi ricordo di averla vista in giro con la sua scopa, e ogni tanto sentivo parlare delle sue imprese da altri colleghi.
Capisco. Ma lei aveva un marito. Sulla carta d'identit  scritto che era vedova.
Non mi ricordo di nessun marito... aspetti un momento! Se non mi sbaglio, era stato un lutto a scatenare la sua malattia, quindi forse aveva perso il marito prima di arrivare da noi. Si capisce, sono cose di molto prima che io arrivassi, per nella sua cartella dovrebbe esserci la descrizione delle circostanze che hanno richiesto il ricovero. Se ricominciassimo a guardare tutto da principio?.
 stato tanto tempo fa - mormor il maresciallo -, ma forse ha ragione. Se Clementina fosse appena uscita dal manicomio, e qualcuno avesse voluto toglierla di mezzo, la cosa si sarebbe presentata meglio; invece lei aveva abitato tutti quegli anni nella stessa casa senza che le succedesse niente. Doveva essere successo qualcosa di nuovo, risalire tanto indietro nel tempo sembrava inutile. Bene - disse -, mi trovi tutto quello che pu aiutarmi a conoscere meglio Clementina, e se possibile, i suoi parenti: non  possibile che il ricovero sia stato illegittimo?.
Non sarebbe una cosa facile - rispose l'archivista -, perch ci sono troppe verifiche. Nessuno arriva qui in prima istanza, o dovrei dire arrivava, perch ormai non ricoveriamo pi nessuno. Le spiego com'era la procedura allora, quando  entrata Clementina. Per prima cosa ci voleva un certificato in cui si diceva che la persona era considerata pericolosa per s e per gli altri. Doveva essere la polizia a rilasciarlo, ma in certi casi lo faceva il sindaco. Sia come sia, noi non ne abbiamo una copia. Il certificato era conservato negli archivi della polizia o nell'ufficio del sindaco. Cos il paziente poteva essere ricoverato in osservazione, in un ospedale normale, mettiamo a Santa Maria Nuova. Dopo di che, o veniva dimesso o si faceva un ordine di ricovero, e il paziente veniva mandato qui... ma anche allora, non sarebbe stato un ricovero definitivo. Sarebbe stato ricoverato nella clinica, che era una clinica universitaria... avr visto quel grande edificio a sinistra, appena passato il cancello. A quel punto entrava in gioco una scadenza precisa: i pazienti potevano restare nella clinica per non pi di trenta giorni, passati i trenta giorni bisognava o dimetterli, o ricoverarli nel vero e proprio manicomio, qui da noi. Converr che sarebbe stato impossibile ottenere un ricovero ingiustificato, bisognava superare troppe verifiche.
S,  vero. In quei certificati si specifica mai la ragione precisa... Voglio dire, la causa della sua malattia?.
No, nei certificati, no. Ora le faccio vedere. Quello sulla pericolosit, come le ho detto, noi non l'abbiamo. Quello che abbiamo  l'ordine di ricovero, quello con cui  stata mandata in clinica, e poi la richiesta di ricovero definitivo... dove si  cacciato... che buffo, dovrebbe essere qui, proprio all'inizio... forse ho fatto confusione.
Il maresciallo osserv Mannucci ripassare tutti i fogli della cartella, dal primo all'ultimo, ma era sicuro che non avrebbe trovato quel che cercava. Poi disse: Presumo che siano in pochi ad andare alla polizia per dichiarare di essere pericolosi?.
A volte capita - rispose Mannucci, continuando a esaminare le pagine una per una, stavolta all'indietro -. Anzi, di questi tempi succede abbastanza spesso, da quando non ricoveriamo pi nessuno. Moltissimi ex pazienti, che si sono accorti di non riuscire a farcela fuori, hanno cercato di tornare dentro. Si interruppe e alz gli occhi. La settimana scorsa c' stato uno che ha dato fuoco alla casa e poi  andato dai carabinieri a dire che dovevano farlo di nuovo rinchiudere in ospedale perch era ancora pazzo. Quando lo hanno mandato a casa  andato nel paese vicino, ha fracassato una macchina parcheggiata nella piazza centrale e ha provato con il comando dei carabinieri di l. Non  servito a niente, allora si  preso un fucile e ha ucciso la prima persona che  passata vicino a casa sua. Quando sono venuti a prenderlo ha detto Adesso ci credete che sono pazzo?'. E non  affatto il solo, per niente. C' stato un altro caso....
Ma - il maresciallo lo interruppe con decisione -, se Clementina non si  presentata lei alla polizia, deve averlo fatto qualcun altro.
S - disse Mannucci -, il nome e l'indirizzo sarebbero sul... lei non creder ancora che l'abbiano fatta rinchiudere illegalmente?.
No. Cerco solo di capire perch un tizio debba presentarsi qui e togliere da quella cartella il proprio nome e indirizzo.
Mannucci rinunci a cercare. Ha ragione. Non c' pi... e non solo quello, dovrebbe esserci la relazione della clinica che l'ha tenuta in osservazione....
Quanto tempo lo ha lasciato da solo qui dentro?.
Ma no! No... ha ragione, sono uscito. Era appena arrivato e mi aveva consegnato il modulo. Come le avevo detto, mi  subito sembrato strano, con il fatto che Clementina era morta.
Cerchi di ricordare con precisione i suoi movimenti.
Be', per prima cosa ho guardato la data, ovvio.
E poi?.
E poi, la firma. Ho pensato di cercare la firma di Clementina nella sua cartella. Non avevo un'idea precisa in mente, poteva essere tutto perfettamente legittimo. Dev'essere stato un fatto istintivo.
Quindi ha tirato fuori la cartella di Clementina e poi, per qualche motivo....
No. Niente del genere. Ho pensato di controllare la firma, ma prima che potessi tirar fuori la cartella la mia assistente mi ha chiamato dalla porta. Sta nella stanza di fronte, nel corridoio, e aveva bisogno di me... Non posso essere stato via per pi di cinque minuti.
Se aveva pensato di prendere la cartella, probabilmente si  mosso verso il classificatore.
Pu darsi, s.
Be', allora a lui sarebbe bastato qualche secondo per trovarla. Sono in ordine alfabetico, immagino.
S. Gli armadi hanno tutti le loro etichette.
Manca qualcos'altro?.
Non credo.
Quello che manca, dunque, non riguarda affatto gli anni che lei ha passato qui, ma la sua vita passata, e chi  stato a farla ricoverare e perch. Be',  un peccato. Ma  anche un aiuto.
Un aiuto? Io sono mortificato.  evidente che non sono stato abbastanza diffidente... Aspetti! Forse lui non sapeva niente del primo certificato, quello che noi non abbiamo, e anche se lo sa, dovrebbe sudare parecchio per procurarselo. Lei potr trovarlo nell'archivio di qualche commissariato di polizia. Non ci saranno scritte molte cose, per di certo ci sar l'indirizzo di casa di Clementina all'epoca in cui l'hanno ricoverata per la prima volta.
In tal caso - rispose il maresciallo -, mi ci metto subito.

6.

Mannucci accompagn il maresciallo all'automobile. Il grassone non c'era pi, ma sulla soglia dell'edificio accanto comparve una donna di mezz'et, nuda, che si strascicava dietro una specie di vestito. Si affacci una suorina, che sull'abito indossava un grembiulone di gomma, e cerc di convincerla a rientrare. La donna si lasci ricondurre dentro. Rideva con una voce sguaiata e senza controllo, che risuonava ancora di pi nel silenzio desolato del parco.
Presumo - disse il maresciallo -, che non si possa pi trovare qualche ricoverato che abbia conosciuto Clementina....
Mannucci scosse il capo. Una volta, quando c'erano i pazienti con ricoveri brevi... Con quelle povere creature che ci sono rimaste, ormai... Per, aspetti: c' Angelo. Mi pare che Clementina avesse l'abitudine di tenergli compagnia nel parco.
Come mai?  invalido?.
No, non  invalido. Lo vedr da s.  abbastanza ragionevole quando non gli prendono le sue crisi; ma non si aspetti troppo,  molto regredito all'infanzia. Non credo che abbia molto da raccontarle.
Se devo dirle la verit - rispose il maresciallo -, io non saprei nemmeno che cosa voglio farmi raccontare.
Percorsero insieme la striscia di asfalto tra le due file di alberi scapitozzati, mentre il maresciallo metteva mano al taschino per prendere gli occhiali scuri, ma senza trovarli.
Solo che di lei so talmente poco. Sembra che non avesse rapporti con nessuno, tranne che i vicini di casa, eppure c' stato qualcuno... Nella sua vita, prima che venisse qui, dovevano esserci altre persone. Parenti, amici... secondo lei, il fatto che sia rimasta qui dentro tanto a lungo potrebbe spiegare il fatto che in casa sua non c'era neppure una foto risalente alla sua vita passata?  una cosa che mi disturba.
Potrebbe essere una spiegazione - rispose Mannucci -. In effetti capita, ma di solito proprio nei casi pi gravi, quando le persone non hanno nessun contatto con la realt, per esempio con un grave ritardo mentale dalla nascita. Io invece avrei pensato che una come Clementina avesse la sua scatolina di tesori. Ce l'ha perfino Angelo, che pure sta molto peggio di come stava Clementina, altrimenti non sarebbe ancora qui. Eccolo l, sulla sua panchina. Tutto pulito per benino e buono come il pane... Angelo!.
Era davvero pulitissimo, e se ne stava seduto a piedi uniti e a braccia conserte strette sul petto; con gli occhi scuri e lucenti seguiva i due che si avvicinavano. Di viso sarebbe stato piacevole, se non avesse avuto una fronte troppo ampia e, dietro, il cranio troppo appiattito. Quando gli furono vicini, il maresciallo pens che non poteva avere pi di quarantacinque anni.
Non ho fatto niente di male, vero? - chiese subito Angelo a Mannucci -. Perch non mi pare, non credo.
No - rispose Mannucci, con grande gentilezza -.  venuto a trovarmi il maresciallo, qui, e voleva sapere di Clementina. Ti ricordi di Clementina?.
S, oh s. Una volta se ne stava con me e mi teneva compagnia, una volta....
Be', il maresciallo vorrebbe parlare di Clementina con te.
Star a farmi compagnia, vero?.
Certo. Si sieda, maresciallo. Faccio un salto dentro a spiegare all'infermiera di turno come stanno le cose.
Il maresciallo rimase un po' interdetto all'idea di restare solo con Angelo. E dato che con un malato di mente non sapeva proprio come dovesse comportarsi, si comport come sempre.
Scusami se ti ho disturbato, cominci.
Di niente. Di niente. Sono molto malato, sa, molto malato, ecco perch devo rimanere qui dentro, per adesso mi sento benissimo. Sono stato benissimo tutta la mattina. Sono....
Ti ricordi di Clementina?.
Oh s. S. Di solito mi teneva compagnia. Clementina mi piaceva. Capisce, lei si teneva pulita. Si teneva.... Guard il maresciallo dritto negli occhi, con uno sguardo intenso e colmo di disperazione.  terribile qui dentro, terribile. Ci sono persone sporche, sudice... che non si vergognano di... qui fuori sull'erba, dovunque. E certi sono anche pericolosi, io lo so. Lo so! Io divento pericoloso quando mi prende la crisi, lo so. Ma per lo pi ho tanta paura, per lo pi... lei capisce....
Capisco - rispose il maresciallo -. Ma di Clementina non avevi paura?.
No, Clementina no. Clementina... ritorner qui?.
No, non ritorna.
 andata a casa.
S.
Io... io potevo andare a casa anch'io, solo che sto troppo male. Troppo, troppo male... quando mi prende la crisi... Mia madre  a casa che mi aspetta. Una volta mi hanno lasciato andare a casa, ma mi ha preso la crisi. Mi spavento... mi spavento, e allora mi va tutto alla testa e allora mi prende la crisi, ecco perch  successo. Io non volevo farle male, non volevo....
Hai fatto del male a tua madre?.
S. E lei mi ha picchiato. Mi ha picchiato... Mi va tutto alla testa e non riesco... Io devo restare qui, lo so. Devo... Sto molto male. Nessuno mi costringe, lo capisco che sto molto male. Nessuno....
Clementina stava molto male?.
Clementina non si spaventava come me. Stava con me a farmi compagnia per era molto occupata. Era... Clementina aveva da fare le sue pulizie. Aveva un sacco di pulizie da fare e allora non stava a farmi compagnia.
Parlavi con lei?.
S. S. Angelo teneva le braccia incrociate cos strette al corpo che dovevano fargli male. Un merlo arriv saltellando vicino a loro e lui fece un balzo in avanti per osservarne i movimenti, con gli occhi accesi. Poi, con mossa altrettanto subitanea, si riappoggi allo schienale e sorrise al maresciallo, il viso tutto illuminato.
Un uccello..., sussurr.
Da quanto tempo ti trovi qui?, gli chiese il maresciallo.
Tanto tempo. Tanto... forse da quando avevo vent'anni. Prima stavo in un altro posto ma non riesco a ricordarmelo. Io devo restare qui.
Capisco. Tu stai qui da prima che arrivasse Clementina, vero? C'eri gi quando lei  arrivata qui?.
S. Io devo....
Capisco. Di che cosa ti parlava Clementina?.
Non parlava. Per un sacco di tempo non ha parlato mai. Per anni e anni... Poi... forse allora era spaventata. Ma quando ha cominciato a gridare gridava parole cattive. Sudice... gridava.
Ma quando stava con te per tenerti compagnia non gridava? Ti piaceva che ti tenesse compagnia, vero?.
Ah s, per lei voleva sposarmi, voleva. Aveva la sua pensione, diceva. Aveva... Ce l'ho anch'io e mia madre... No... non  vero. Non si arrabbi con me.
Non sono arrabbiato.
Non si arrabbi con... Lo so che non devo dire le bugie. Forse ce l'ho la pensione ma non mi ricordo. A volte, quando mi spavento non riesco a ricordare le cose. Clementina per aveva la pensione e gliela facevano avere e lei teneva dei soldi nel grembiule.
Chi gliela faceva avere?.
Se uno non pu andare a prenderla ci va un altro al suo posto. Me l'ha detto lei.
Chi andava al suo posto? Veniva qualcuno a trovarla?.
Sua sorella. A volte veniva sua sorella.
Clementina aveva una sorella? Come si chiamava?.
Non lo so.
Cerca di ricordare.
Non lo so. Non ti arrabbiare con me. Non ti... A volte non mi ricordo le cose perch sono malato.
Non importa. Fa lo stesso.
Non importa?.
Ma certo. Non ti preoccupare.
Non ci riesco.
No, no... Fa lo stesso, davvero. Ti ringrazio molto di avermi detto che Clementina aveva una sorella. Non lo sapevo.
Aveva anche una casa. Ecco perch poteva andare a casa sua, ma io non posso perch non sto ancora bene.
 stata sposata, te lo ha detto?.
No. Per aveva la fede e io l'ho vista. Tutti dicevano che suo marito era morto, e la bambina, ma lei non lo diceva. Forse non si ricordava delle cose, come me, perch era malata.
Penso che sia questa la ragione.
Vorrei che ritornasse.... Rivolse al maresciallo il suo sguardo implorante. Sono tanto solo. Respirava a fatica. Sono cos solo che potrei... Mi spaventa stare da solo, loro lo sanno. Se ho qualcuno vicino sto bene. Adesso sto bene perch c' lei, oppure se c' qualche uccellino... Stamani sono stato bene, sono.... Liber un braccio, continuando a tenere l'altro stretto al corpo. Me ne sono stato qui a sedere e mi sentivo solo qui dentro, in petto, per me ne sono stato fermo, seduto fermo, e l'ho tenuto stretto qui nel petto perch quando mi va alla testa....
Si prese la grossa fronte con la mano libera, poi alz gli occhi: era stato pi pronto del maresciallo a cogliere il suono di passi che si avvicinavano.
Torna il signor Mannucci. Scrut l'archivista con uno sguardo serio e intenso. Stamani sono stato bene.
Me l'ha detto l'infermiera. Ha detto che ti teneva d'occhio dalla finestra e ha visto come sei stato sempre tranquillo.
Adesso scender e verr a tenermi compagnia?.
Non pu, Angelo. Lo sai, deve seguire tante persone. Non ti senti di andare dentro per un po'?.
Non posso. L'odore... il rumore  cos tremendo, tremendo. Ho bisogno di stare tranquillo.
D'accordo, d'accordo. Resta qui seduto e stai tranquillo. Adesso ce ne andiamo... lei ha finito, maresciallo?.
Il maresciallo si alz. Aveva appreso pi di quanto sperasse, e aveva paura che il povero Angelo cominciasse ad agitarsi troppo.
Adesso dobbiamo andare.
Ma stavamo parlando di Clementina. Mi ricorder come si chiama la sorella, mi ricorder. Aspetti... lasciatemi pensare, devo pensare. Aspetti.... Ammutolito d'un tratto, pieg il capo sulle ginocchia appoggiando i pugni alle tempie e cominci a dondolarsi lievemente.
Mannucci tocc il maresciallo sulla spalla. Tanto vale andarcene, adesso - disse piano -.  capace di restare cos per due o tre ore di fila.
Il maresciallo si lasci condurre via. Quando si furono allontanati un po' lungo il viale si volt indietro per guardare. Angelo stava rannicchiato sulla panchina, nella stessa posizione in cui lo avevano lasciato.
Temo che lei sia rimasto turbato, maresciallo - osserv Mannucci con una punta di curiosit nella voce -. Immagino che quando non si  abituati....
No, no, rispose il maresciallo, un po' imbarazzato perch si rese conto che Mannucci fissava i suoi occhi lacrimanti. Estrasse il fazzoletto. Sono allergico alla luce troppo forte. Ho lasciato gli occhiali da sole in macchina, mi pare.
Ma era sicuro che Mannucci non gli credesse fino in fondo.
Povero Angelo. Si trovava molto meglio quando fra i ricoverati c'erano anche pazienti meno gravi o che restavano per periodi brevi. Aveva pi compagnia. C'era un vecchio che passava ore e ore seduto accanto a lui. Non ha bisogno d'altro. Quando la paura arriva a toccare certi livelli diventa violento. Passa tutto il giorno e tutti i giorni a combattere le sue paure, ed  felice quando arriva all'ora di dormire, con la sua pillola di sonnifero, senza aver avuto neanche una crisi. Quando c'erano le suore si preoccupavano che non restasse mai solo, ma ormai non abbiamo pi il personale sufficiente e i ricoverati rimasti lo spaventano. Eh, maresciallo... io posso continuare quanto voglio a insistere, a bussare a tutte le porte: giornali, autorit... ma uno come Angelo non fa notizia e non porta voti. Le  servito parlare con lui?.
S, credo di s. Secondo lui Clementina aveva perduto non solo il marito ma anche una figlia, ma lei non ne ha mai parlato. Ha detto anche che aveva una sorella.  possibile che la sorella riscuotesse la sua pensione e gliela portasse qui o gliela mandasse?.
 pi che probabile. Con i ricoverati di lunga data  quasi sempre cos. Vorrei solo che qui ci fosse qualcuno dei tempi di Clementina per poterle essere utile. Ma sembra che gli unici superstiti siamo Angelo e io.
Quando arrivarono all'auto, per prima cosa il maresciallo l'apr e cerc i suoi occhiali da sole, inforcandoli con gesto piuttosto ostentato. Solo allora disse: La ringrazio moltissimo per l'aiuto che mi ha dato.
Mi dispiace solo che sia cos poco. Vorrei averla chiamata subito, quando quel tipo si  presentato qui. Devo dire che da un bel po' di tempo non ci capitava di dover chiamare la forza pubblica.
In passato succedeva spesso?.
Ogni tanto, quando un paziente diventava del tutto incontenibile. Oggi per tenerli a bada si usano le medicine, ma io mi ricordo di uno - pesava quasi centosessanta chili - che quando dava in escandescenze non bastavano cinque o sei uomini a tenerlo. Spesso andava a finire che lo chiudevano dentro, in qualunque locale si trovasse, e chiamavano la polizia, che sparava lacrimogeni dalle finestre. Era l'unico modo. Anche se all'epoca c'era un dottore che riusciva a tenerlo sotto controllo gettandogli addosso un lenzuolo bagnato. Un vecchio trucco, che per funzionava sempre. Bene, la lascio alle sue faccende. Se quel tale si facesse vivo....
Purtroppo non succeder - disse il maresciallo, salendo in auto -, ma se per caso dovesse tornare, lo faccia aspettare e mi telefoni subito. Ecco il mio numero.
A palazzo Pitti? Non sapevo che ci fosse una stazione dei carabinieri. Bene, d'accordo. Far quello che posso, ma sono dell'idea che lei abbia ragione. Deve aver ottenuto quel che cercava e non si far rivedere pi.
Il maresciallo avvi l'auto verso l'uscita. Sentiva il sedile scottare perfino attraverso la stoffa dei pantaloni, e anche il volante era rovente. L'ampio parco era pieno di alberi, e lui come uno stupido aveva parcheggiato in uno spiazzo scoperto. Abbass il finestrino, sperando di cogliere un alito di brezza mentre costeggiava il fiume. A casa le persiane erano sicuramente chiuse e le stanze piuttosto fresche. Avrebbe trovato pronto da mangiare, e la bottiglia di vino bianco appena uscita dal frigorifero, con il vetro tutto appannato. Sospirando, super palazzo Pitti, lasciandosi tutto alle spalle, e svolt a destra verso la casa di Clementina. Per un attimo si domand se avesse portato con s le chiavi, ma poi le trov, nel taschino in alto, chiuso da un bottone. Rinunci tuttavia a usarle, preferendo suonare al campanello del portone. Non intendeva davvero spaventare i giovani sposi comparendo sulle scale senza preavviso. Gli sembravano gi spaventati abbastanza, per qualche motivo che ancora gli sfuggiva. Certo, chiunque sarebbe rimasto scosso da un suicidio avvenuto nello stesso palazzo, ma non era convinto che fosse quella l'unica ragione. Suon di nuovo e attese, sperando che non gli fossero sfuggiti una seconda volta. Al di sopra della sua testa, una finestra si apr e un viso scrut verso il basso, attraverso le impalcature. Il portone si apr con uno scatto.
Il maresciallo entr e cominci a salire gli scalini di pietra, reggendo fra le mani il berretto e gli occhiali. Era stata la donna ad affacciarsi per guardare, ma fu il marito a farlo entrare in casa. Guarnaccia ansimava un po' per la salita ripida e da principio non parl, limitandosi a guardarsi intorno. Tutto era in perfetto ordine, i giovani sposi, che gli erano sembrati una coppia perbene la prima volta che li aveva visti, gli parvero ancor pi ammodo. Lei indossava un grembiule appena stirato e probabilmente era sul punto di portare in tavola il pranzo. Il maresciallo not due macchioline umide sul bustino del vestito di cotone che indossava, ai due lati della pettorina del grembiule. Il marito doveva aver apparecchiato e aveva ancora in mano le posate. Forse il fatto che il maresciallo non dicesse nulla gli fece pensare che fosse di malumore, perch si affrett a dire:
Mi dispiace, ma ieri... Lei aveva detto che sarebbe passato, e noi non l'avevamo dimenticato, ma siamo dovuti andare a trovare mia suocera con una certa urgenza.
Vi disturbo all'ora di mangiare - disse il maresciallo appena ebbe ripreso fiato, ignorando le scuse -, ma non vi tratterr a lungo.
Non importa - rispose la giovane donna -, il pranzo pu aspettare.
Marito e moglie si scambiarono uno sguardo incerto, poi Rossi disse: Non vuole sedersi? Si accomodi.
Grazie. Le vostre scale sono un po' ripide.
S. Noi ci siamo abituati, si capisce.
Da quanto tempo abitate qui?.
Sono da poco tre anni. Era sempre Rossi a rispondere. Tutti e due erano tesi come corde di violino.
Allora immagino che saprete dirmi qualcosa di Clementina, visto che l'avete avuta come vicina per tre anni.
Appena ebbe formulato la sua richiesta, sent che si rilassavano un poco. Addirittura, Rossi si mise a sedere di fronte al maresciallo, anche se la moglie restava in piedi. Dev'essere stata un bel fastidio, con tutto il fracasso che faceva.
Clementina? Be', durante il giorno non tanto, ma spesso la sera diventava piuttosto scalmanata. Noi non le dicevamo mai niente, perch serviva soltanto a provocare ancora pi fracasso. Quando diventava cos chiassosa era anche molto litigiosa. Rossi gett un'occhiata alla moglie e lei, cogliendo il messaggio, si accomod sul bracciolo della sua poltrona e cerc di sorridere.
Quello che mi domandavo - cominci il maresciallo con cautela -, era se ultimamente fosse venuto a trovarla qualcuno. Vedete, tutto sommato era un tipo piuttosto allegro, anche se era un po' fuori di testa. Cos io mi chiedo se qualcuno o qualcosa possa averla sconvolta o spaventata al punto da portarla a uccidersi. Capisce che cosa intendo?.
S... - disse Rossi -, secondo me ha ragione. Di solito era piuttosto di buonumore.
Ultimamente non c' stato qualcuno che sia venuto a darle noia, che lei sappia?.
No. Lo aveva detto troppo in fretta ed era arrossito. Anche sua moglie. Non erano capaci di dire bene le bugie, e questo glieli rendeva pi simpatici, perch era evidente che non avevano l'abitudine di mentire. Non era un pensiero piacevole per lui, in realt, perch quei due credevano a ogni sua parola, mentre il vero bugiardo era il maresciallo, che parlava di suicidio e fingeva di non sapere niente dell'uomo che era stato a trovare Clementina. Sapeva mentire meglio di loro: vizio del mestiere, forse.
Provate a tornare indietro con la memoria - insistette -. Chiss, potrebbe tornarvi in mente qualcosa che finora vi  sfuggito e io vi sarei molto grato. Capite, durante una mia indagine... non in questi paraggi, si d il caso... - non aveva intenzione di bruciare l'informatore migliore che avesse -, mi  capitato per le mani un tale che conosce Clementina e dice di essere venuto da queste parti qualche settimana fa. Preferisco non fare il suo nome; si capisce che non abbiamo la prova che abbia fatto o detto qualcosa per infastidire Clementina, ma nel nostro lavoro dobbiamo verificare tutto, sono sicuro che mi capite.
Annuirono entrambi, continuando a fissarlo come se il maresciallo li avesse ipnotizzati.
Questo tale - prosegu -,  piuttosto grosso, non alto ma massiccio, e zoppica... e sta di fatto che ha detto di aver visto la signora, qui.... E gli occhioni sporgenti di Guarnaccia si spalancarono sulla signora Rossi. E questo mi ha fatto pensare che se avevo fortuna, poteva darsi che lei si ricordasse di averlo visto a sua volta.
Segu un silenzio. I due sapevano di essere in trappola, certo, e lui era sicuro che sarebbe stata la donna a parlare per prima, perch era molto pi agitata.
Quel che accadde poi fu talmente inatteso che il maresciallo balz in piedi, allarmato e sgomento.
Invece di parlare, la giovane scoppi in lacrime, piegando il capo sulle ginocchia e coprendolo con entrambe le mani, mentre violenti singhiozzi la scuotevano. I due uomini, entrambi in piedi, erano chini su di lei. Il marito le pos una mano sui capelli e lei alz di scatto la testa e grid: Diglielo! Per amor di Dio, diglielo! Non me ne importa pi, sono stufa di tutta questa storia. Andremo a stare da mia madre, qualsiasi cosa! Diglielo.... E si abbatt di nuovo fra i singhiozzi.
Rossi la tir su prendendola per le spalle e la rimise in piedi. La donna teneva la testa bassa, ma con le mani si copriva il petto.
Vai a rassettarti un po' - disse piano il marito -, e cerca di calmarti. Lascia fare a me. Lei si scroll di dosso le sue mani e usc dalla stanza, sempre piangendo.
I due uomini tornarono a sedersi.
Dov' il bambino... o  una bambina?, chiese il maresciallo.
 una bambina, ed  da sua madre... non le abbiamo spiegato il perch, perch sta male di cuore e non bisogna farla agitare, sicch....
Ma dove diamine era, l'ultima volta che sono venuto qui? Non era n qui, n nella stanza dove ho telefonato.
Ho portato la culla del passeggino in bagno prima di far entrare lei.
Ecco perch mi avevate fatto aspettare tanto.
C'era anche altra roba qua e l che dovevamo nascondere... Ma lei come ha fatto a indovinare?.
Sul momento non avevo capito.  stato proprio adesso, il vestito di sua moglie... Ho due figli anch'io... Non le fa bene, sa; se finora ha allattato lei la bambina potrebbe venirle la febbre. Non fa bene neanche alla piccola.
Non sapevamo che altro fare.  stabilito nel contratto che non possiamo....
Lo capisco. Ma tutto questo non ha niente a che vedere con me. Non avrete mica pensato che stessi indagando su di voi?.
No di certo, ma che differenza fa? Se dovessimo testimoniare... o anche se qualche giornalista pubblica il nostro nome sul giornale... Non  solo per la bambina. Il contratto per questa casa  a nome di mia moglie, che l'aveva presa prima che ci sposassimo, ed  previsto che qui ci sia un solo inquilino. Sono quasi due anni che cerchiamo un altro alloggio, ma ogni volta che andiamo a vedere una casa loro affittano solo agli stranieri, che dopo poco se ne vanno, e cos si pu continuare ad aumentare gli affitti senza problemi, oppure ti accettano come inquilino solo se gli paghi cifre enormi come extra. Le case peggiori sono quelle cosiddette a equo canone: non solo ti tocca pagare un extra, ma devi dargli il doppio della cifra legale e naturalmente al nero.  una giungla. Se riescono a sfrattarci da qui finiremo sotto i ponti.
E sua suocera?.
Lei sta ad Arezzo. Io devo ancora laurearmi all'universit di Firenze, e in pi lavoro. Non posso fare avanti e indietro da Arezzo tutti i giorni, e l non c' lavoro.
Lei che cosa fa?.
Faccio il disegnatore e studio da architetto.
Il maresciallo sospir. Non c'era niente che potesse fare.
Avete sentito all'associazione degli inquilini?.
Ci siamo andati subito, appena ci  arrivato l'avviso di sfratto.
E che cosa vi hanno consigliato?.
Secondo loro, se diciamo la verit riguardo alla bambina abbiamo qualche possibilit in pi, anche se siamo in torto rispetto al contratto, perch sfrattare una famiglia richiede sempre molto pi tempo che sfrattare una persona sola. Per  un rischio, dipende molto dalle simpatie personali del giudice. Tra poco ci sar l'udienza e noi non abbiamo ancora deciso quale posizione prendere. Poi c' stato quel bandito che  venuto a ronzare qui intorno.
Lo zoppo?.
S.
Allora non era venuto per Clementina?.
Oh, sicuro,  salito anche da lei. Mia moglie lo ha visto. Sta sempre sul chi vive, perch l'agenzia che ha fatto da intermediaria per affittare la casa potrebbe mandare qualcuno in qualsiasi momento per controllare. Sono cose che fanno spesso.
Ma lei avrebbe potuto rifiutarsi di lasciarlo entrare, lo sa.
Si  presentato sotto falso nome. Il guaio  che Linda, mia moglie, era talmente terrorizzata, convinta che fosse venuto per la casa, che quando lui ha detto che doveva verificare l'abbonamento alla tv si  sentita talmente sollevata che l'ha fatto entrare senza pensarci, e poi  andata a prendere il libretto dell'abbonamento nel cassetto della cucina. Quando  tornata l'ha trovato che si guardava intorno in un modo che le ha dato noia. Gli ha fatto vedere l'abbonamento e lui ha fatto una specie di sogghigno, e poi le ha detto:
Sapete dove andare quando vi butteranno fuori da qui?'.
Ma lei chi ? Allora non  venuto per la televisione'.
Mi piace scherzare. Carina questa casa, ma per una persona sola, non per una coppia con una figlia'.
Che cosa poteva fare, Linda? Se almeno ci fossi stato io, ma ero al lavoro. E quel bastardo doveva saperlo benissimo!.
Deve pure aver dato qualche spiegazione, deve aver detto chi era.
Oh, ha detto un nome - Bianchi - immagino che sia falso. Ha detto che per noi le cose si sarebbero messe male se qualcuno avesse saputo della bambina, ma che lui poteva aiutarci. Ha detto che era stato mandato dall'agenzia per controllarci, ma che poteva sempre tenere la bocca chiusa. Ha detto che sapeva di altri due o tre casi come il nostro.
Quanto vi ha chiesto?.
Tre milioni.
Avete pagato?.
Con quello che guadagno facendo il disegnatore? Non ci avanzano davvero, i soldi. Avevamo pensato di chiederli a mia suocera, ma con il suo mal di cuore non ci siamo sentiti di raccontarle la verit. Avremmo dovuto inventare qualche scusa, e non  neanche detto che lei se lo possa permettere. Alla fine la sola cosa che abbiamo pensato di fare  stato di tornare dalla signora dell'associazione inquilini e raccontarle tutto.
E lei che cos'ha detto?.
Prima ha detto che era un peccato che non avessimo le prove di quel che era successo, perch in questo modo i proprietari si erano messi dalla parte del torto e per noi sarebbe stato un vantaggio. Ma si capisce, noi non abbiamo nessuna prova, c' solo la nostra parola. Allora lei ha pensato di telefonare all'agenzia al nostro posto, senza dire chi era. Cos, se loro si fossero lasciati sfuggire qualcosa, lei avrebbe potuto testimoniare.
Ma loro sono stati pi furbi?.
Niente affatto. Lei ha chiesto solo del signor Bianchi, dicendo di avere del denaro da dargli e che voleva prendere un appuntamento nell'ufficio, per venire a consegnarglielo. Non ha dato il proprio nome, ma ha fatto in modo di dire l'indirizzo, il nostro, in modo che loro potessero pensare che fosse Linda. La ragazza che ha preso la telefonata ha solo risposto: Qui non c' nessun Bianchi. Deve avere sbagliato numero'.
Allora lei ha insistito, ha detto che forse aveva capito male il cognome, ma la ragazza ha risposto che oltre a lei nell'agenzia lavorava soltanto un'altra impiegata, a parte la proprietaria.
Ha detto che lavorava da noi? Prego, attenda in linea un momento.  meglio che vada a raccontare tutto alla mia titolare'.
Alla fine  venuta al telefono la proprietaria dell'agenzia in persona e quando ha saputo tutta la storia si  infuriata e voleva chiamare la polizia, anche se poi non l'ha fatto.
Hmm - osserv il maresciallo -, allora a quanto pare il nostro amico Bianchi  venuto qui di propria iniziativa. Con le persone in una situazione come la vostra uno pu ricavare un bel po' di soldi. Basta solo avere le informazioni giuste.
Ma come ha fatto? Come ha fatto a sapere che ci avevano dato lo sfratto?.
Non lo so. Forse lavora in un posto dove riesce ad avere notizie sui casi che vengono portati davanti al giudice. Non sarebbe poi tanto difficile. Per caso, non sa che cos'ha detto a Clementina?.
No. Linda ha cercato... aspetti, glielo chiedo.
Usc per qualche minuto, poi rientr con la moglie, che si era rifugiata in camera da letto e si era cambiata d'abito.  tutto a posto - le diceva intanto -. Gli ho raccontato tutto. Non ti preoccupare. Vuole sapere di Clementina.
Si misero a sedere vicini e lui continu a tenerle la mano.
Veramente non ho molto da dirle - disse Linda -. Per sapevo che era stato di sopra perch quando  uscito di qui l'ho visto che saliva le scale. Ho aspettato dietro la porta finch non l'ho sentito scendere... credo che sia stato allora che mi sono accorta che zoppicava. Strascicava un piede. Quando se n' andato sono salita e ho bussato alla porta di Clementina. Lei mi ha aperto ed era quasi nuda. Era poco dopo pranzo, lei aveva spesso l'abitudine di fare un riposino con addosso un vecchio grembiule di cotone senza pi bottoni sul davanti. Se era una bella giornata calda poteva anche lavarsi il vestito per averlo pulito la sera. Poi, la notte lo lavava di nuovo. La gente pensava che fosse pazza del tutto ma non  vero... oh,  vero che aveva la mania di pulire la piazza e quando veniva buio la sua mania si aggravava, ed  anche vero che le piaceva flirtare con gli uomini. Per quasi tutti la vedevano solo nei suoi momenti peggiori, quando era gi in strada e gridava e faceva scenate. Invece negli altri momenti lei per lo pi si comportava in modo del tutto normale, tirava avanti come poteva ma era abbastanza organizzata. Era molto povera.
Lo so - rispose il maresciallo -. Sono stato in casa sua.
Allora si sar accorto che non c' nessun tipo di riscaldamento, neanche una stufetta.
Non l'aveva notato. Faceva tanto caldo...
D'inverno se ne stava tutto il giorno nel bar di Franco a guardare la tv, perch l c' caldo. Io ho sempre pensato - si capisce che non me ne intendo,  solo una mia idea - ma ho sempre pensato che fosse molto pi normale di quanto lasciava credere, a parte quella sua smania di pulire tutto: quella davvero non riusciva a dominarla.
Che cosa glielo fa credere?.
Non lo so, ma... s, delle volte, quando la vedevo durante il giorno, quando era tranquilla, mi guardava in quel certo modo - aveva degli occhi azzurri molto penetranti - e sembrava mi volesse dire: Sai, non sono cos pazza come loro credono, ma devo reggere la parte'. In quei momenti sembrava perfettamente lucida, e mi ha fatto pensare che il fatto di reggere la parte della pazza fosse diventata per lei una maniera di sopravvivere. Non so se le sembra sensato...?.
Credo di s. Comincio a capire. Tanto pi che se fosse stata davvero tanto grave non l'avrebbero lasciata uscire da San Salvi per vivere da sola.
Non sapevo che fosse stata a San Salvi, l'ho saputo leggendo il giornale. Non parlava mai del suo passato. Ma in fondo, pensi quante ce ne sono, di vecchie donne che tirano avanti alla meglio, senza avere abbastanza soldi per mangiare come si deve o per pagare il riscaldamento. Se non hanno parenti, spesso vengono abbandonate a se stesse, perch non chiedono niente a nessuno, sono troppo orgogliose, e quindi nessuno si cura di loro. Tutti dicevano sempre che Clementina voleva essere al centro dell'attenzione, soprattutto quando girava intorno agli uomini: ma se non si fosse comportata cos non avrebbe avuto nessun aiuto, o pochissimo. Siccome era cos svitata, era diventata un'istituzione.
E lei pensa che abbia potuto inventarsi da sola tutto questo?. Nel momento stesso in cui sembrava mettere in dubbio la sua opinione, il maresciallo le credeva: pensava ad Angelo che se ne stava l seduto, un'ora dopo l'altra, nel terrore, sforzandosi di stare buono, mentre i pazienti chiassosi e disordinati ottenevano tutta l'attenzione possibile. Clementina aveva avuto una buona scuola, aveva osservato tutto in silenzio prima di fabbricarsi una nuova personalit per sopravvivere. Dieci anni...
L'ho detto,  solo una mia opinione - riprese Linda Rossi, scambiando per dissenso il silenzio di Guarnaccia -. E non era una cosa fatta a freddo, perch  vero che a volte andava proprio di fuori. Credo solo che negli altri momenti cercasse di continuare a corrispondere al personaggio, ecco tutto, perch le serviva. E a parte questo, chi pu dire che non fosse intelligente? Succede anche alle persone intelligenti di impazzire, forse anzi  pi facile che succeda a loro che agli stupidi. Comunque, lei vuol sapere com' andata quel giorno, quando sono salita di sopra. Si capisce, quell'uomo spaventoso mi aveva sconvolta, ma ero anche curiosa, perch a quanto ne sapevo, Clementina non era in affitto.
Lo diceva lei?.
Non proprio apertamente. Aveva detto qualcosa del genere, ma non allora, molto tempo fa, circa un anno e mezzo fa. Ci avevano aumentato l'affitto, e io ricordo di aver pensato: povera Clementina, anche lei con la posta di stamani avr avuto la stessa brutta notizia. Le porto su qualcosa. Lei non c'era, e sono rimasta sbalordita quando sono riuscita a trovarla, alla fine: era davanti al portone, strusciava lo scalino con un vecchio straccio sudicio, come sempre, pi cinguettante che mai.
Ti ho fatto un po' di minestra', le ho detto.
C' anche un boccone di pane? Perch io non ne ho'.
Non si mostrava mai umile, non sembrava riconoscente, anzi a volte poteva perfino lamentarsi se non le piaceva la tua cucina. Io le dissi che l'affitto era salito e che se non aveva gi avuto la lettera, le sarebbe arrivata presto.
A me no', rispose lei. Io non lo pago, l'affitto'.
Poteva anche essere una sua invenzione, per giurerei che diceva la verit.
Be' - osserv il maresciallo -, in casa sua non ho trovato nessuna ricevuta di nessun genere, e neppure un contratto di affitto. Non le ha spiegato perch non lo pagava?.
No. Ma io non ho voluto sembrare troppo entrante, anche se ero curiosa. C' un'altra cosa: spesso ho avuto l'impressione che lei tenesse molto ai suoi segreti, e fingersi pi pazza di quel che fosse le servisse a tenere la gente alla larga. Tutti sapevano che era pazza, ma nessuno la conosceva davvero. Credo che fino a ieri nessuno avesse mai saputo che era stata a San Salvi. Si rivolse al marito, che durante tutta la conversazione aveva continuato ad accarezzarle la mano. Hai detto che anche tu avevi la stessa impressione, che fosse molto riservata.
Riguardo alla casa?.
Riguardo a tutto! Ti ricordi, ne avevamo parlato!.
Lo so, ma noi non siamo mica psichiatri. Se lei  rimasta a San Salvi tutti quegli anni.... Rivolse al maresciallo una di quelle occhiate da uomo a uomo', quasi volesse chiedergli di tener conto delle particolari condizioni emotive della moglie. Il maresciallo, per conto suo, avrebbe preferito che Rossi fosse andato a prendersi un caff da qualche altra parte. Fino a quel momento, la sola persona che gli avesse detto qualcosa di utile su Clementina era il povero Angelo. E adesso, questa sposina sembrava in imbarazzo e di sicuro non avrebbe pi detto nulla.
Evitando di incontrare lo sguardo del marito, Guarnaccia rispose: Neanch'io sono uno psichiatra, ma sarei portato a pensare che in quel che lei dice c' molto di vero. Una delle cose che mi preoccupano su Clementina  il fatto che non sembra avere un passato. Per esempio, in casa sua non c'era neanche una vecchia foto, e mi  sembrata una cosa curiosa.
Sul serio?  curioso davvero.... Linda aggrott le ciglia. Per aveva quella foto che aveva ritagliato dal giornale. Non riguardava il suo passato, certo, era un articolo che avevano pubblicato l'anno scorso o l'anno avanti, non mi ricordo. Per questo dimostra che una sua foto ce l'aveva, anche se l'aveva solo ritagliata dal giornale. Una volta me l'ha fatta vedere.
Dove la teneva?.
In un cassetto della cucina, in mezzo a un sacco di cianfrusaglie. Non l'ha vista, quando  stato di sopra a perquisire la casa?.
No, non l'ho vista... a meno che.... Nel cassetto c'era un foglio di giornale stropicciato, ma era vecchio e ingiallito, e sembrava fosse servito a foderare il cassetto. Era un foglio intero, o addirittura un foglio doppio?.
No no, era solo una piccola foto, con sotto un breve articolo. L'aveva ritagliata con molta cura.
Allora non c'era. Deve averla gettata via.
C'era ancora quel giorno che sono salita, dopo che era venuto lo zoppo.
Come fa a esserne tanto sicura?.
Il cassetto era aperto. Gliel'ho detto, Clementina era spogliata. Cercava per tutto il cassetto un bottone da cucire sul vestito che aveva appena lavato - non aveva quasi niente da mettersi addosso - e il ritaglio era proprio l, nel cassetto aperto. Mi ha colpito perch nella foto lei portava lo stesso vestito. Dio solo sa da quanto tempo ce l'aveva. Mi ricordo di aver pensato che mi sarebbe piaciuto regalarle qualcosa che potesse portare, ma era molto pi piccola di me e pi rotondetta.
Be', se mi dice che quando  salita l'ha trovata che si dava da fare con il vestito eccetera, immagino che la visita di quell'uomo non l'avesse turbata molto, pi o meno com'era successo quando lei le aveva detto dell'aumento dell'affitto.
Oh, no. La seconda volta era proprio scombussolata: quando qualcosa le dava fastidio diventava subito pi attiva. Era l, mezza nuda, a frugare nel cassetto per cercare un bottone; aveva messo il vestito a lavare in una vaschettina di acqua saponata nell'acquaio, che sgocciolava per terra perch era mezzo dentro e mezzo fuori, e aveva la faccia tutta rossa. Parlava da sola, gridava bestemmie e parolacce, e quando ho bussato non ha risposto, cos sono entrata, dato che la porta era socchiusa.
Clementina, sono io'.
Lei non mi ha risposto, ha continuato a parlare da sola.
Che cosa diceva? Cerchi di ricordare, potrebbe essere utile.
Sembravano discorsi sconnessi. Mi dispiace, non sono riuscita a capirci niente. Ah... per ha ripetuto diverse volte: Non me ne vado... Qualsiasi cosa succeda non me ne vado, e loro non possono obbligarmi!'.  la sola frase che ricordo di aver inteso con chiarezza. Ho capito che quel Bianchi, come aveva detto di chiamarsi, doveva averla minacciata in qualche modo, cos come aveva minacciato noi. Sapevo che lei non aveva soldi e non avrebbe potuto metterlo a tacere pagandolo. Per non ho capito che tipo di minaccia lui potesse farle: Clementina viveva sola, non aveva il nostro problema. Certo, c'era questa storia di lei che non pagava l'affitto, e io mi sono chiesta se non si fosse trattato del fatto che lei semplicemente non pagava: capisce, sempre facendo la parte della povera vecchia pazza, convinta di poterla passare liscia.
Clementina non le ha dato spiegazioni?.
No. Diventava sempre pi eccitata e stava arrivando all'isterismo. Ogni tanto le succedeva: cominciava a lanciare ingiurie e bestemmie senza senso, nient'altro che un rosario di parolacce senza nessun nesso. Alla fine anche lei piangeva. Io ho cercato di spiegarle che l'uomo aveva minacciato anche me, ma lei non mi badava. In quel momento non stava facendo la solita parte della pazza, maresciallo, era spaventata sul serio, e sono sicura che  quello il motivo per cui si  uccisa. Perfino io -  vero che i soldi ci bastano appena e l'idea dello sfratto ci ha portati quasi alla disperazione - ma perfino io non sono sola al mondo, e non cos povera come lei. Quel che  successo dopo per me non  stata una sorpresa.
 sicura - chiese il maresciallo -, che anche a lei fosse arrivato un ordine di sfratto? Non  una cosa che si butta via, e invece non l'ho trovato....
No, non sono sicura, dato che lei non me ne ha mai parlato. Ha detto solo questo, che lei non pagava l'affitto: e dato che Bianchi  salito anche da lei....
S, ma se lui cercava di fare qualche buon affare per conto suo, potrebbe aver tirato a indovinare e basta.
E allora perch lei si  spaventata? E perch si  uccisa?.
Il maresciallo consider la possibilit di dirle come stavano davvero le cose, ma poi non lo fece. A quel punto, a che cosa sarebbe servito? Soltanto a spaventarla, visto che rimaneva sola in casa tutto il giorno. Alla fine disse: Riporti a casa la bambina... quanto ha?.
Due mesi e mezzo. Lei ha figli?.
Due. Tutti e due maschi. Guard Rossi. Se quel tale dovesse tornare, non dategli soldi.
Non ci pensiamo neanche.
Vi ha dato una scadenza?.
Rossi guard la moglie.
No... Io davo per scontato che sarebbe tornato di nuovo, ma non l'ha fatto, e ormai sar gi passato un mese... Ora che me lo dice, in effetti  stata una cosa un po' strana. Sul momento, ero troppo sconvolta per capirlo, ma adesso riesco a spiegarmi meglio il suo comportamento. Tutta la faccenda aveva un'aria... come di improvvisazione. Ripensandoci adesso, credo che lui avrebbe voluto ottenere quel che poteva estorcermi sul momento.
Via, Linda - intervenne il marito, stringendole la mano -. Come avrebbe potuto pensare che tu potessi tirar fuori dal portafogli tre milioni e metterglieli davanti?.
Ascolta me!. Liber la mano da quella del marito e riprese: Maresciallo, sono convinta che stava improvvisando, e voleva i soldi subito, o ne aveva bisogno subito. In fondo, se avessi avuto il denaro in banca avrei potuto fargli un assegno... e come le ho detto, l'ho sorpreso a guardarsi in giro in un una maniera che mi disturbava. Scommetto che stava facendoci i conti in tasca per decidere quanto chiedere.
Be, allora ha deciso male - disse Rossi -, visto che noi non abbiamo una lira.
Ma  lo stesso, sono sicura che ho ragione. Maresciallo, si guardi intorno. L'appartamento  minuscolo, ma  arredato con cose di buona qualit. Perch quando sua madre  morta abbiamo ereditato qualche bel pezzo di arredamento. Mio marito ha un fratello e una sorella, e quindi, dovendo dividere in tre, quello che ci  toccato non era molto, per, vede quel servizio da caff?  d'argento, e i due tappeti sono persiani veri. Le poche cose che abbiamo comprato noi sono roba da grandi magazzini, da poco prezzo, ma nell'insieme la casa d un'impressione di ricchezza pi di quanto sia in realt.
 vero.... Il maresciallo non se ne intendeva molto. La prima volta che era stato a casa loro aveva solo notato quanto l'ambiente fosse gradevole e allegro, soprattutto dopo essere stato da Clementina, ma certo Bianchi si guardava intorno con occhi diversi.
Giurerei - disse Linda Rossi -, che se gli avessi regalato quel servizio da caff se ne sarebbe andato contento, e solo perch ero troppo terrorizzata per via del contratto di affitto e della bambina, eccetera, per rendermi conto:  stato quello che gli ha impedito di ottenere quel che voleva.
Sembrava disperato?.
No, quello no... no, perch era fin troppo allegro, nel senso di sarcastico, insinuante. Non disperato, per come se improvvisasse e senz'altro molto di fretta.  vero, in quel momento ho pensato che sarebbe tornato, altrimenti non saremmo andati all'associazione degli inquilini, ma non riuscivo a ragionare lucidamente, perch ero spaventata, non solo da lui, ma per l'udienza che si avvicinava, per tutto.
Non sa se abbia chiesto dei soldi a Clementina?.
Lei non me lo ha detto, per, come le ripeto, non era molto coerente. Il giorno dopo le ho detto che andavamo all'associazione degli inquilini e le ho chiesto se voleva che la portassimo con noi. Lei a quel punto si era calmata e come sempre stava nel portone a passare il cencio sullo scalino.
Se voglio andarci, ci vado! Sono capace di trovare la strada da me!'.
Era in ginocchio e i suoi occhi azzurri mi hanno guardato con quell'espressione decisa che voleva dire che era lucida, e se gridava era soltanto per curare le apparenze. Mi domando se ci sia andata....
Controller, rispose il maresciallo. Si alz e prese un biglietto dal taschino. Ecco il mio numero. Se le torna in mente qualcos'altro, o se Bianchi dovesse tornare....
Ma - osserv Linda Rossi -, se lei ha gi parlato con lui e lui ha ammesso di essere stato da me... Non lo pu arrestare?.
Il maresciallo fu colto dall'imbarazzo: a dire il vero aveva dimenticato, fino a quel momento, lo stratagemma che aveva usato; pot dire soltanto: Preferisco continuare a tenerlo d'occhio finch non avr qualcos'altro per procedere. Non posso ancora arrestarlo, altrimenti lo farei.
Be', almeno quella era la verit, pens mentre scendeva le scale con passo pesante. Marito e moglie gli avevano promesso di chiamarlo se fosse successo qualcosa, ma a che serviva lasciare in giro una quantit di biglietti da visita solo nella speranza che due uomini, sui quali non sapeva nulla, fossero cos gentili da farsi vivi una seconda volta, tanto per fargli piacere? Una sola cosa sapeva con certezza, pens mentre di nuovo si calava con precauzione sul sedile rovente dell'auto: che aveva bisogno di una doccia fredda e di un pranzo, e poi, se fosse stato umanamente possibile, di un po' di riposo.
Riusc soltanto a farsi la doccia. Aveva appena avuto il tempo di indossare una divisa pulita, quando fu convocato dal procuratore.

7.

Alle quattro del pomeriggio il caldo era ormai talmente afoso che si faceva fatica a respirare. Per la strada, quasi tutti portavano gli occhiali da sole come il maresciallo, perch il bianco e accecante bagliore del sole, velato dall'umidit, faceva male agli occhi. Guarnaccia aveva un mal di testa che andava sempre peggiorando. La causa poteva essere la fame, o il malumore provocato dal sostituto procuratore, ma la cosa pi probabile era che fosse colpa del tempo: guardandosi intorno, il maresciallo aveva l'impressione che tutti avessero la stessa espressione abbattuta. Attravers a passo lento il ponte di Santa Trinita. Nelle giornate come questa non serviva affrettarsi, perch tutto quel che si cercava di fare riusciva male, e quindi, meno cose si cercavano di fare, tanto meglio. Ci sono situazioni contro le quali si pu combattere, ma l'agosto no: in agosto, l'unica cosa da fare  aspettare che finisca. Il maresciallo era arrivato a questa conclusione alle due e mezza, quando si disponeva, a stomaco vuoto, ad andare all'appuntamento con il sostituto, e una volta salito in automobile si era accorto che il motore non partiva. La macchina era la sua, non una di quelle di servizio, ma in tempi normali le avrebbe fatto dare un'occhiata da uno dei meccanici dell'officina del Comando. Ma a che serviva telefonare: tanto, gli avrebbero detto sicuramente che siccome era agosto...
Tutta la rabbia e il senso di impotenza che gli erano montati dentro quando la macchina non era partita lo abbandonarono, lasciandolo in una sorta di opaco letargo. Avrebbe potuto prendere il furgone, parcheggiato accanto alla sua cinquecento, ma si limit a scendere e ad allontanarsi a piedi, forse per fare un dispetto a se sesso o forse per farlo al sostituto procuratore, che a sua volta si sarebbe irritato vedendolo arrivare tardi.
Il sostituto procuratore si era irritato. Non perch il maresciallo era in ritardo, perch addirittura lo aveva lasciato a fare anticamera per un quarto d'ora; in primo luogo era irritato per la faccenda di San Salvi, e per il rapporto che ne aveva fatto il maresciallo stesso: impossibile nascondere il fatto che se ci fosse arrivato il giorno prima si sarebbe potuto imbattere nel misterioso visitatore, e la cosa non poteva non alimentare la sua irritazione. Inoltre, lo irritava quella che il procuratore chiamava l'apatia del maresciallo, il fatto che non reagisse alle critiche. Ma non capiva che faceva troppo caldo per darsi la pena di reagire? Quanto a lui, il maresciallo comprendeva benissimo che il procuratore era spossato dalla stagione non meno di chiunque altro. Aveva il viso pallido e sudato, gli occhi cerchiati di scuro; e oltre alla prostrazione dovuta al caldo, sentiva pesare su di s la minaccia che la vacanza tanto a lungo attesa dovesse essere rimandata. In coscienza, il maresciallo non si sentiva di biasimarlo, ma neppure riusciva a raccogliere energie sufficienti per mostrare una qualche reazione. L'incontro fra i due non fu gradevole, e il sostituto lo concluse dicendo:
Se ha con s le chiavi dell'appartamento, le lasci qui.
Certo. Il maresciallo le prese dal taschino della giacca e le pos sulla scrivania.
L'agenzia che si occupa degli affitti si  messa in contatto con me e a questo punto io non vedo motivi validi per farli aspettare. Oggi far togliere i sigilli e domani gli restituir le chiavi.
Lei non crede....
Credo cosa?.
L'uomo di cui le ho parlato....
E allora? Non ho motivo di credere che abbia qualcosa a che fare con questo caso.
Ma quelli dell'agenzia, non hanno detto se c'erano dei problemi per il fatto che Clementina non pagava affitto? Oppure se le era stato notificato lo sfratto?.
Niente di tutto questo. A me sembra che questa gente del piano di sotto... come ha detto che si chiamano?.
Rossi.
Rossi. Questa gente cerca soltanto di attirare la sua attenzione sul loro problemino facendole credere che in qualche modo c'entrasse anche la Franci del piano di sopra. Se lei si concentra sull'indagine e sugli elementi davvero pertinenti forse riusciremo ad arrivare a qualcosa.
Il maresciallo pens ai due sposini, che a causa di quel loro problemino' rischiavano di finire per la strada con la bambina di due mesi in braccio alla madre e i mobili accatastati sul marciapiede tutto intorno. Teneva lo sguardo fisso verso il basso, sulle manone posate sulle ginocchia, e poi lo alz oltre la scrivania; il procuratore giocherellava con una penna che gli macchiava di rosso la punta delle dita sottili. Che cosa lo faceva agitare tanto, adesso?
Li informer questa sera. Non vedo che cosa ci sia da guadagnare....
Continuava a ripetere le stesse cose, osserv il maresciallo. Non ne vedo l'utilit... Non ho motivo di credere... Non vedo motivi validi....
Be', senz'altro aveva ragione. Probabilmente non c'era niente da guadagnare a trovare l'assassino di Clementina. Nessun motivo... Nessun motivo valido... Bastava seguire le mosse prestabilite e la vita continuava come prima. Una volta qualcuno aveva pensato che ci fosse un motivo valido per chiudere i manicomi e adesso gli stessi pazienti stavano nei manicomi privati a spese dello stato e tutto andava avanti come prima. Che motivo c'era, quale motivo valido, per prendersi cura dei relitti umani come Angelo? O per abbandonarli?
Mi segue?.
Il maresciallo ebbe un lieve sobbalzo e i suoi occhi sporgenti incontrarono quelli del procuratore con un'espressione preoccupata. Era proprio come a scuola quando d'un tratto il professore esclamava con voce aspra:
Guarnaccia! Non stai attento?
S, professore.
Ripetimi che cosa ho appena detto.
Che... che...
Non ne hai idea, vero, Guarnaccia?
No, professore.
Il sostituto procuratore non poteva arrivare a dirgli: Mi ripeta quel che ho appena detto: essere adulti comportava qualche privilegio. Si limitava a continuare il discorso, mentre il maresciallo componeva i tratti del viso in una espressione attenta e faceva del suo meglio per raccogliere i vari fili. Era evidente che il sostituto intendeva informare i giornali che la morte di Clementina era dovuta a un assassinio, non a un suicidio. Ebbene, cos sia. I giornalisti sarebbero stati contenti: meglio dei cani abbandonati. Quando il sostituto si alz, si alz anche lui; a quanto pareva, il colloquio era finito.
Arrivato a met del corridoio, sent alle sue spalle il sostituto che parlava al cancelliere sulla soglia della stanza.
Quando non si capisce niente...!.
Forse l'aveva detto apposta, perch il maresciallo lo sentisse.
Poco dopo, mentre arrivava all'altra estremit del ponte, vide due coniugi di mezz'et che bisticciavano per sfinimento sull'interpretazione di una pianta della citt. Il maresciallo non capiva la loro lingua, ma non ne aveva bisogno. Li vide allontanarsi, la donna per prima, camminando a grandi falcate, le labbra strette, mentre il marito si trascinava con aria spossata a dieci passi da lei, cercando di ripiegare la piantina stampata a colori vivaci, che non si lasciava domare. Il maresciallo cap tuttavia la singola parola che sfugg all'uomo quando la cartina si lacer in due pezzi. A guardar bene, perfino lavorare era meglio che affaticarsi in giro per Firenze, turisti in una citt sconosciuta. Sull'angolo del lungarno c'era un bar aperto: Guarnaccia stava per entrare a farsi fare un panino, quando l'occhio gli cadde su una targa di ottone fissata al muro accanto al portone attiguo. Italmoda, Agenzia di esportazione. Primo piano. Valeva la pena di salire e suonare il campanello? Non aveva forse stabilito che, per quel giorno, meno cercava di fare meglio era? Alla fine si decise per un compromesso: avrebbe preso il panino, finch ne aveva la possibilit, e dopo, che male c'era a provare a suonare il campanello? Tanto, non c'era da sperare di trovare qualcuno, e quindi non poteva rimanere deluso.
Scelse una grossa fetta di pane condita con pomodoro fresco, foglie di basilico e uno schizzo di olio d'oliva, quindi ordin un caff.
Peggio di cos non pu andare, borbott il barista. Non c'era bisogno di specificare.
No, convenne il maresciallo, masticando. Aveva tanta fame che ne chiese un altro.
Sempre col pomodoro?.
S.
 una settimana che fa cos tutti i pomeriggi e ogni giorno mi convinco che sta per arrivare il temporale, ma non arriva mai. A me piace il caldo, ma quando c' un'umidit come questa... Ho gi preso tre aspirine, ho la testa che mi scoppia.
A me fa lo stesso effetto - disse il maresciallo -, e immagino che per trovare una farmacia aperta bisogna fare chilometri.
Ecco qui - rispose il barista, passandogli sul banco la scatola di compresse -, anche se farebbe meglio a non prenderle se pensa di bere il caff. Non  meglio un t freddo?.
Forse ha proprio ragione.
Ecco, le riempio un bicchiere... non si preoccupi del caff. Per come la vedo io, l'agosto bisogna considerarlo come tempo di guerra. Dobbiamo darci una mano per superarlo. Si ricorda l'alluvione?.
Non ero qui....
Allora era uguale. Ci si aiutava gli uni con gli altri. Mi ricordo di essere andato in giro in barca a distribuire tutta l'acqua minerale che avevo in magazzino. Acqua dovunque, e neanche una goccia da bere. Tremila lire; non le ho messo in conto il caff.
La ringrazio molto.
Non c' di che.
Italmoda, Agenzia di esportazione. Primo piano.
Un palazzo di lusso, con la guida che copriva la zona centrale della scalinata di marmo e lucide targhe di ottone su tutte le porte. Suon il campanello al primo piano a sinistra e attese solo qualche secondo prima di voltarsi, pronto a rifare le scale in discesa. Si ferm a met passo sentendo scattare la serratura della porta.
Questa s che  una sorpresa, mormor, e spinse la porta. Gli avevano aperto, e tuttavia non si sentiva nessun rumore e il posto sembrava deserto. Percorse un breve e largo corridoio, dove lungo un lato si allineavano numerosi scatoloni, sovrapposti in modo da occupare met di tutta la parete, tra pavimento e soffitto.
C' nessuno?.
Chi ?, chiam una voce femminile in tono sorpreso. A sinistra si apr una porta, e il maresciallo si volt.
Oh!.
L'ho spaventata, vero? - disse il maresciallo -. Ma lei mi ha aperto.
Pensavo che fosse un altro. Devono venire a prendere questa roba. Indic le scatole ammonticchiate. Era piccola e graziosa, con un lieve accento straniero. E inoltre piangeva, senza darsi la pena di nasconderlo, anche se si soffi il naso prima di chiedergli: Che cosa vuole?.
C' lei soltanto, qui?.
Come vede.
Allora vorrei parlarle, se mi pu dedicare un minuto.
Venga di qua.
Appena oltrepassata la soglia dell'ufficio si vedevano altri scatoloni, uno dei quali era posato sul pavimento: era aperto, e dall'apertura sporgeva una gonna di cotone. La ragazza si sedette a una scrivania e prese un altro fazzoletto di carta da una scatola posata accanto alla macchina da scrivere.
Se vuole, si sieda pure.
Il maresciallo se la prese comoda, e si guard intorno. Era una stanza grande, con il pavimento coperto di moquette e due grandi finestre affacciate sul fiume. C'erano altre due scrivanie, con macchine da scrivere protette dalle fodere.
I suoi colleghi sono tutti in ferie?.
Sono tutti via tranne me, perch io tratto con la Germania e ai clienti tedeschi non va gi il fatto che qui in agosto non si combini niente. In luglio ho preso dieci giorni di vacanza e a settembre prender ancora ferie, a meno che non mi licenzino prima.
Era davvero molto strana. Parlava in modo normale, senza che la voce le si spezzasse mai, eppure le lacrime continuavano a scorrerle gi per le guance. E continuava a parlare senza farci caso.
Che cosa voleva?.
 solo... mi scusi se glielo chiedo, ma ha qualche disturbo agli occhi? Glielo domando solo perch io....
No. Sono stravolta.
Capisco. Le chiedo scusa. Sono qui perch devo svolgere alcune indagini di routine. Non c' motivo di preoccuparsi.
Se  vero,  la prima volta che in questo ufficio succede qualcosa per cui non c' da preoccuparsi. Che cosa vuole sapere?. Finalmente sembrava essersi accorta delle lacrime che continuavano a scorrere - non c'era da stupirsene, perch cominciavano a gocciolare dentro il colletto della camicetta di cotone - e le asciug con il fazzoletto di carta.
Lei  qui da molto tempo?.
No. Nessuno sta qui per molto tempo.
Da quanto di preciso?.
Meno di due mesi.
Allora, si ricorda di una donna delle pulizie che ha lavorato qui fino a circa un mese fa?.
Non abbiamo nessuno che fa le pulizie, e se quella stronza crede che io mi metta a passare l'aspirapolvere sulla moquette se lo sogna. Gi pretende che le faccia il caff tutte le volte che si fa vedere qui... non che mi dispiaccia di preparare un caff, ma per prima cosa non  il mio lavoro, e secondo, non sopporto le donne volgari che credono di avere classe mentre non hanno altro che soldi e maleducazione. Be', lei come si sentirebbe al mio posto?.
Io... Si ricorda della donna che faceva le pulizie qui fino a circa un mese fa?.
Vuol dire quella pazza?.
Esatto.
Che cosa vuol sapere?.
La conosceva?.
Le donne delle pulizie se ne vanno prima che arrivi il personale, ma quella una volta l'ho vista e mi  bastato... voglio dire, a capire che era pazza. Badi bene, per lavorare qui bisogna proprio essere pazzi, ma in ogni modo il giorno che l'ho vista la stavano licenziando. Era la prima volta che vedevo licenziare qualcuno, perch avevo appena cominciato a lavorare qui, ma in questo mese ne sono stati licenziati altri due. Poi toccher a me.
Chi  che fa tutti questi licenziamenti? Il proprietario, oppure c' un direttore?.
Tutti e due. E dato che il direttore  il marito della proprietaria  la stessa cosa. Lei  la vera mela marcia, ma grazie a Dio non la vediamo spesso. Ma lui sta peggiorando di giorno in giorno, non fa che dare in escandescenze per ogni minima cosa.
E la donna? Chi  stato a licenziarla?.
 stato lui, ma scommetto che dietro le quinte c' sempre lei.
Perch l'hanno licenziata?.
Forse non faceva bene il suo lavoro... non che in questo posto conti molto fare bene il proprio lavoro, dato che nessuno qui pu mai fare niente di buono. Aveva ridotto il fazzolettino di carta a una pallottola lacera, e con l'altra mano lo strappava in coriandoli.
Se si trova tanto male - osserv il maresciallo -, perch rimane qui?.
La ragazza cambi subito tono. Immagino che sia perch non  peggio degli altri posti di lavoro, tutto considerato. Perch vuole sapere di quella donna?.
 morta.
Oh....
Si pensa che si sia suicidata.... A che serviva? L'indomani, comunque, l'avrebbero letto sul giornale. Ma in realt l'hanno assassinata.
La ragazza sbarr gli occhi e prese un altro fazzolettino. Per lei non faceva differenza: fossero buone o cattive notizie, continuava a piangere lo stesso.
Ha qualche problema?, le chiese Guarnaccia con gentilezza. Non aveva mai visto un pianto cos inarrestabile.
No! S... Voglio dire, con lui s. Prima mi urla in faccia perch non prendo iniziative, e poi, quando lo faccio, dice che non ho il diritto di prendere decisioni senza consultarlo!.
Capisco. Be', forse si trover meglio quando avr acquistato pi esperienza.  ancora cos giovane.
Ho ventisei anni. E come faccio a fare esperienza se non riesco a tenermi l'impiego? Non immagina quanto  difficile trovare lavoro qui.
Da dove viene?.
Dalla Germania. Ho un accento tremendo?.
No, no... leggerissimo. Ma non le sarebbe pi facile trovare lavoro in Germania?.
Non posso tornare... i miei genitori... Oh be', non voglio seccarla con quelle storie. Non ho molto da dire su questa donna, a parte che era pazza.
Questo lo so, ma che cosa gliel'ha fatto pensare?.
La maniera in cui strillava e le parolacce che diceva - gli sta bene, pensavo io - gli dava pan per focaccia. Da come lui la faceva lunga, che nessun altro le avrebbe mai dato un impiego come aveva fatto lui, e che si sarebbe pentita, uno poteva pensare che fosse una manager superpagata. Non sono sicura che non gli sia saltata alla gola, a giudicare da tutto il fracasso che abbiamo sentito, e poi lei  uscita urlando e nel corridoio sbraitava: Non me ne vado! Non me ne andr mai!'. Ma naturalmente se n' dovuta andare, e quella  stata l'ultima volta che l'abbiamo vista. Non mi sorprenderebbe sapere che l'aveva licenziata perch era troppo carogna per pagarla. Noi abbiamo avuto lo stipendio di luglio solo la settimana scorsa.
Il maresciallo si guard di nuovo intorno e poi osserv: Un posto un po' troppo di lusso per impiegare una vecchia pazza a fare le pulizie.
Non so se  tanto facile trovare del personale per le pulizie. Forse io potrei trovare un lavoro cos, se le cose dovessero mettersi proprio male.
Se il suo principale la stima tanto poco, come mai l'ha lasciata qui da sola con la responsabilit di tutto?.
Perch lei dev'essere portata in vacanza, qualunque cosa succeda, e lui non  il tipo che si fidi a lasciare la moglie al mare da sola, come fanno tanti altri industriali. Lei  un bel po' pi giovane di lui e per di pi vistosa. Lui deve stare a sua disposizione ventiquattr'ore su ventiquattro e guai se lei non ottiene subito tutto quello che vuole.
Dove sono andati in vacanza?.
Hanno una casa sul mare in Maremma. Da un momento all'altro lui telefoner e se tutta questa roba sar ancora qui sar sempre colpa mia, come tutto il resto.  gi tardi, e se la merce ordinata viene consegnata in ritardo il cliente pu anche respingerla. E se succede, loro mi licenzieranno, lo so. Ma  colpa mia se in agosto qui non si riesce a combinare niente?  colpa mia?.
No, no, per tutti  la stessa cosa.
Ma non  vero! Provi un po' a far capire a chiunque vive nel nord Europa quel che significa l'agosto in Italia. Non vogliono sapere niente, e come si pu fargliene una colpa? Ecco perch ho fatto quel che ho fatto... guardi un po' questa gonna! Le sembra che abbia qualcosa che non va?. Si alz e afferr la gonna che penzolava sul pavimento, mezza fuori dalla scatola.
Il maresciallo la osservava, mentre la ragazza gliela metteva sotto il naso: Be'... non m'intendo molto di queste cose....
Ma la guardi!.
Il maresciallo sospir. Dovunque andasse, a quanto pare, finiva oberato dai problemini della gente, come li chiamava il sostituto procuratore. Il manicomio fatiscente, lo sfratto dei Rossi e adesso questo. La ragazza disponeva di una riserva di lacrime inesauribile. Non sapeva cosa dire. La vide ricacciare la gonna nella scatola senza tante cerimonie.
Lo sa che cosa avrei dovuto fare? Fare cambiare il bottone in vita con un altro di un blu un po' pi scuro. Capito? Non sarei riuscita a farlo fare prima di settembre, e la merce doveva essere consegnata entro il 20 agosto... e c'erano ancora le nostre etichette da applicare sulle gonne. Lui mi ha detto tante volte di farmi forza e di mostrare un po' d'iniziativa, che ho deciso di far cucire le etichette e di mandar via le gonne cos com'erano. L'ordine non specificava che i bottoni dovessero essere di una particolare tonalit di blu, e a me sembravano perfetti cos com'erano. Non  vero forse?.
Immagino....
La verit era che dovevano consegnarci le gonne senza bottoni, ma visto che non era andata cos, a che serviva ritardare la consegna? Lui ha perso completamente la testa, al telefono urlava come un pazzo: Non avevi il diritto di fare di testa tua! Non sai quello che fai! Recupera quella merce prima che passi la dogana, e se succede un'altra volta sei licenziata, mi senti? Licenziata!'.
Si sedette di nuovo al suo posto e cominci a stropicciare un altro fazzolettino senza pi asciugarsi le lacrime.
Adesso bisogna portarle a far cambiare i bottoni e l'autista non si vede. Comunque arriveranno in Germania in ritardo, e quando i clienti le respingeranno lui dar la colpa a me.
Mi dispiace - azzard il maresciallo, chiedendosi come poteva congedarsi con garbo dalla disgraziata ragazza -. Sono sempre propenso a credere che farebbe bene a cercarsi un altro impiego. Si era fatto una certa idea di quel che era davvero in gioco, mentre era chiaro che lei non ne aveva affatto. Era anche possibile che la ragazza sarebbe stata gi da qualche altra parte prima che lui facesse rapporto sulla faccenda, come era tenuto a fare, anche se non aveva nessuna fretta. Nel mondo succedevano cose peggiori di quelle a cui si dedicava il suo principale.
Le dispiacerebbe darmi un biglietto da visita della sua ditta?.
Sono nel mio cassetto. Prego, ne prenda qualcuno.
Me ne basta uno, se c' il nome del suo capo.
Eccolo qui. Antonella Masolini.  lui che gestisce tutto, ammesso che si possa parlare di gestione, per la ditta  di lei.
Grazie. E non mi sa dire altro a proposito di Clementina?.
Clementina?.
La donna delle pulizie.
Ah, quella pazza. Non sapevo come si chiamava. No. Non le ho mai parlato, neppure quell'unica volta che l'ho vista. L'unica cosa che mi ricordo di lei sono le parolacce che diceva.
Magari aveva gi dimenticato anche che Clementina era stata assassinata, tanto era presa dai suoi problemi.
Le lascio il mio biglietto da visita, se le venisse in mente qualcos'altro. Quando torna il suo principale?.
Il 1 settembre. Vuole che gli dica che lei  stato qui?.
Se vuole. Tanto, ritorner. Dalla strada, guard in alto e la vide alla finestra, mentre si soffiava il naso: senz'altro stava di vedetta, in attesa che arrivasse l'autista per portare via quel mucchio di scatoloni.

L'aria era talmente carica di umidit che le pietre dei palazzi cominciavano a sembrare bagnate, e le poche automobili che attraversavano piazza Pitti facevano un fruscio morbido, come quando passano su una strada bagnata. Forse l'umidit faceva depositare la polvere sull'asfalto, o forse era solo uno scherzo dell'immaginazione, ma il maresciallo aveva l'impressione che tutto, i rumori, gli odori, la luce, fossero quelli di una giornata di pioggia. Mancava soltanto la pioggia. Attravers la strada e cominci a salire il pendio del piazzale, diretto verso il palazzo. Arrivato in cima svolt a destra, si tolse gli occhiali scuri e si volt per dare un'occhiata al cielo.
Il primo scoppio del tuono lacer l'aria e si allontan in ondate sussultorie. Le colline a sud, che si sarebbero dovute vedere oltre i tetti, erano sparite. Il maresciallo ne ebbe lo stesso sollievo che avrebbe provato se quella prima esplosione si fosse prodotta all'interno del suo cranio. Il grosso gocciolone di pioggia che gli schizz sulla mano non serv a mettergli fretta; il mal di capo che l'aspirina aveva a lungo tenuto a bada era sparito d'un tratto: mentre passava sotto la grossa lanterna di ferro battuto appesa alla volta di pietra, il maresciallo vide con piacere altre grosse gocce di pioggia cadere sui vialetti di ghiaia e piegare le foglie delle siepi di alloro. Sal le scale con passo pi rapido di quanto facesse ormai da mesi.
Giusto in tempo, maresciallo, disse Di Nuccio, affacciandosi dalla sua stanza.
In tempo per che cosa?  successo qualcosa?.
Si  messo a piovere!.
Ah. Il maresciallo si tolse la giacca e and nel suo ufficio per appenderla all'attaccapanni. Una seconda esplosione di tuono fece tremare i vetri; poi cominci a piovere sul serio, a scroscio. Guarnaccia si sedette alla scrivania, guardando fuori con soddisfazione. Di solito il maltempo gli piaceva quanto pu piacere a un gatto, ma quel giorno vedere piovere lo rallegrava. E quanto pi violenta la pioggia, tanto pi si sentiva soddisfatto. Niente avrebbe potuto spingerlo a fare la sciocchezza di uscire sotto l'acqua, ma gli piaceva pensare alla citt, accaldata e sudicia, che il diluvio avrebbe lavato a fondo, impregnando le rosse tegole dei tetti, gorgogliando nelle fognature, inondando le statue di marmo. Sentiva la pioggia picchiettare sul tetto del furgone parcheggiato sotto la finestra e anche su quello della sua utilitaria che non era partita. Di tanto in tanto la stanza era illuminata da un lampo verdastro.
Bene... - mormorava tra s -, giusto... senza comunque alludere a niente di specifico. Squill il telefono, e prese il ricevitore.
Guarnaccia.
Salva.
Oh, sei tu.
Non sei venuto a pranzo, e allora mi chiedevo....
Scusa, non sono riuscito ad avvisarti. Ero con il sostituto procuratore.
Basta che tutto vada bene. Non ti sei bagnato con questa pioggia?.
No.
Be', ringraziamo Iddio. Che temporale! Oggi pomeriggio non mi muovo di casa. Tirer fuori la roba d'inverno dei bambini e la ripasser tutta.
Di gi?.
Be', con questo tempo viene voglia di fare qualcosa. E quando saranno tornati e ricomincer la scuola non avr pi neanche un minuto.
Guarnaccia cap che la moglie aveva le sue stesse sensazioni e il fatto che il tempo si fosse guastato le dava altrettanto sollievo, anche se diceva che era una cosa terribile.
Ci vediamo dopo.
Non devi mica uscire di nuovo?.
No, no.
Invece di rimettere a posto il ricevitore, cerc nella rubrica il numero della questura; l'aveva appena trovato quando Di Nuccio buss e si affacci alla porta.
Ho parlato con Mario... la disturbo?.
No. Raccontami tutto.
Non c' molto da raccontare. Pi o meno,  come lei aveva immaginato. Il bar chiude alle undici, o anche prima, e dopo, i clienti abituali si mettono a giocare a carte per soldi. Il venerd e il sabato sera giocano anche a tombola, e portano anche le mogli. Una volta, anni fa, li avevano fatti smettere, ma poi, si capisce, loro hanno subito ricominciato, e ormai nessuno li disturba pi, tanto si tratta di un giro limitato e locale, e non  che il proprietario del bar ci guadagni sopra.
Fino a che ora vanno avanti?.
Dipende. Nei giorni feriali fino all'una o poco pi, ma di venerd e di sabato capita che gli uomini restino fino alle tre e mezza-quattro.
Dall'esterno si pu capire qualcosa?.
No, non si vede niente, salvo quando se ne vanno.
E ci dev'essere qualcuno che sta di guardia. Bene. Grazie. Oh... prima che mi dimentichi, Clementina Franci aveva una sorella, o cos credo. Domani mattina devi andare all'anagrafe e vedi se riesci a trovare il suo certificato di residenza.
Senza dubbio, la pioggia gli stava schiarendo le idee! Quando Di Nuccio ebbe chiuso la porta fece il numero della questura. Era una faccenda delicata, perch non era probabile che la polizia si desse troppo da fare per favorire la concorrenza.
Questura. Buonasera.
Forza, proviamoci, pens il maresciallo, e cominci a spiegare che cosa gli occorreva. Gli passarono due uffici diversi prima che qualcuno gli dicesse che la cosa migliore era telefonare al commissariato di San Giovanni, il pi centrale di tutti.
Se non sa di preciso quale commissariato si  occupato della cosa, le conviene fare cos, perch quello di San Giovanni  il pi vicino all'ospedale di Santa Maria Nuova, ed  li che di solito vengono portate le persone in quello stato.
Grazie.
Al commissariato di San Giovanni, l'uomo che rispose al telefono era siciliano, originario della stessa provincia del maresciallo, a giudicare dall'accento, perci la cosa si metteva nel modo migliore.
Ha detto Guarnaccia?.
Esatto.
Laggi a palazzo Pitti? Questa s che  una sorpresa! Il ragazzo di mio cugino andava a scuola al paese con i suoi due... aspetti, non me lo dica... Giovanni e... Tot! Giusto?.
Giustissimo.
Sono andati via l'anno scorso... adesso stanno l con lei?.
S... o meglio, in questo momento sono gi al paese per le vacanze, con mia sorella.
La mia bambina lo stesso, e anche mia moglie. Non  uno scherzo rimanere a lavorare per tutto agosto. Ha sentito quel tuono! Non si riesce neanche a parlare. Per questa pioggia  un sollievo.
Eh, s.
Allora, che cosa posso fare per lei?.
Devo rintracciare una certificazione di pericolosit... anche se non sono sicuro che sia stata fatta da voi,  solo una mia ipotesi perch siete i pi vicini a Santa Maria Nuova. Spieg le circostanze nel modo pi conciso possibile.
Quanti anni fa, ha detto?.
1967... almeno,  allora che l'hanno portata a San Salvi.
Esatto, dovr andare in archivio dove mi diranno che non hanno abbastanza personale per fare le ricerche, ma lei non si preoccupi, lasci fare a me. Se c', gliela trovo.
La ringrazio tanto.
Le telefono subito, appena trovo il documento: e anche se salta fuori che non  nostro, lasci che me ne occupi io comunque. Basteranno un paio di telefonate, e se le faccio io  meglio. Lei mi capisce....
Ma certo. Non so come ringraziarla.
Non ci pensi neanche.
Benissimo, ripet a se stesso il maresciallo mentre riagganciava, e stavolta con buona ragione. Le cose non sarebbero potute andare pi lisce: forse perch tutti e due erano originari dello stesso paese, o perch anche l'altro si sentiva risollevato per il cambiamento del tempo, o magari per l'uno e l'altro motivo.
Di Nuccio buss di nuovo ed entr, portando una grossa busta.
 appena arrivata dall'ufficio del procuratore.
Grazie.
Nella busta c'era una copia del referto autoptico. Stupefacente che il procuratore avesse avuto la gentilezza di mandarglielo, invece che obbligarlo ad andare a prenderlo. Doveva averne abbastanza di vedersi con il maresciallo... oppure anche lui si sentiva pi di buonumore, grazie alla pioggia ristoratrice?
Il maresciallo apr la busta e cominci a leggere.
Dopo mezz'ora, la sola cosa che aveva appreso era che Clementina aveva ricevuto un colpo alla base del cranio, un colpo di estrema efficacia, senza spargimento di sangue, che probabilmente aveva lo scopo di stordirla prima di infilarle la testa nel forno a gas, ma che invece l'aveva subito uccisa. Nei suoi polmoni non c'era traccia di monossido di carbonio. Ma del resto, quasi non ce n'era affatto neppure in quella bombola, ormai quasi vuota. L'aggressore, pens il maresciallo, aveva pi muscoli che cervello. Il fatto che Clementina avesse partorito gli era gi stato rivelato, anche se soltanto da Angelo. Non c'era nient'altro che potesse interessarlo. Le condizioni di salute della vittima erano abbastanza buone; la morte era avvenuta nelle prime ore del mattino, fra le tre e le cinque secondo la stima del medico legale. Tutto qui. E se anche il patologo avesse fornito al maresciallo un'analisi di ciascuna cellula del corpo di Clementina, non gli avrebbe detto quel che voleva sapere. Si alz e si avvicin alla finestra. Sul vialetto che collegava i giardini allo spiazzo cosparso di ghiaia, pi in basso, si era formato un rivolo, su cui la pioggia violenta produceva grossi schizzi. Un tempo, Clementina era stata una giovane moglie con una bambina da accudire. Che cosa era accaduto al marito e alla figlia, tanto da farla restare in manicomio per dieci anni, per essere poi scaraventata di nuovo nel mondo a recitare la parte dello scemo del villaggio? E se fosse stato qualcosa di drammatico? Li aveva forse visti morire di morte violenta sotto i suoi occhi? Una testimone con la mente sconvolta e rinchiusa in un manicomio non rappresentava un pericolo per nessuno - tanto pi se per anni non aveva pi parlato - ma quando usciva...
No, no. Il maresciallo aggrott la fronte. Era uscita da anni, e dunque, perch ucciderla proprio adesso? Perch adesso? E che cosa diavolo era accaduto al marito e alla figlia? Be', se si trattava di un crimine sarebbe riuscito a scoprirlo. Torn alla scrivania, e senza neppure sedersi telefon in Borgo Ognissanti chiedendo che gli passassero l'archivio. Dapprima chiese di verificare l'anno 1967, ma poi ci ripens e soggiunse:
Prova anche il '66. Per quanto ne sapeva, la sua malattia poteva essersi manifestata alla fine del '66 o nei primissimi mesi del '67... accidenti a quell'uomo che si era portato via i documenti. E non avrebbe dovuto tenerne conto, quando aveva chiesto di cercare il certificato di pericolosit?
Telefon di nuovo al commissariato di San Giovanni e fu colto dall'imbarazzo rendendosi conto che non aveva pensato di farsi dire il nome di quel poliziotto cos disponibile. Per sua fortuna, il ragazzo del centralino non lo lasci neppure parlare. Quando sent il suo nome disse subito:
Vuole di nuovo l'interno 12?.
S. Grazie. Ed ecco, all'altro capo del filo di nuovo la voce dall'accento familiare, e in pi un tono di sorpresa.
Non ho mica ancora niente per lei.
No, no, era solo che mi  venuto in mente che dovrebbe controllare anche il 1966, oltre al '67, perch non so in che mese sia arrivata a San Salvi, e se per esempio fosse stato in gennaio....
Ho capito. Allora guarder la seconda met del '66.
E poi c'era un'altra cosa. Non dovrei pretendere tanto da lei.... Per la verit, non c'era motivo per non pretenderlo, ma forse era meglio esprimersi cos.
Chieda pure tutto quel che le serve - rispose il poliziotto, costretto a quel punto a mostrarsi ancor pi generoso di prima -. Di che si tratta?.
Sto cercando di rintracciare, in quello stesso periodo, un eventuale episodio di violenza che riguardi la morte di un uomo e di una bambina. Ho soltanto il cognome, Chiari, e si tratta dei familiari di Clementina Franci.
Non pu specificare il tipo di delitto? Per l'archivio potrebbe essere un aiuto.
Non so nemmeno se ci sia davvero stato un delitto, figuriamoci di quale genere. So soltanto che il marito e la figlia sono morti. Anche il fatto che siano morti insieme, e in circostanze insolite, o violente tanto da far impazzire questa donna,  solo una mia ipotesi. Tutto quel che pu fare lei  un controllo per quel periodo e per quel cognome.
Mmm. Allora potrebbe essere stato un incidente stradale, no? Oppure il gas che scoppia. Qualsiasi cosa.
Di solito la gente non impazzisce dopo una cosa del genere. Ma lei ha ragione, si capisce, potrebbe essere stata qualsiasi cosa, per, lo stesso, credo che valga la pena di controllare, se non le dispiace.
Non mi dispiace. Qualunque cosa le faccia piacere. A questo punto mi ha messo curiosit... Voglio dire, ho letto sul giornale che parlavano di questa Franci. Si  suicidata, no?.
Ma le pare che mi darei tutto questo da fare per un suicidio? Mi scusi, avrei potuto dirglielo prima, perch a questo punto il procuratore che dirige l'inchiesta lo avr gi fatto sapere ai giornali.  stata assassinata.
Ho capito. Cercavate di tenere la cosa coperta, vero?.
C'era tutta una messinscena per far credere che fosse un suicidio, e per il momento mi pareva meglio lasciare che l'assassino pensasse di averla fatta franca.
Vuol dire che forse poteva credere di essere al sicuro e si sarebbe tradito? Secondo me era una buona idea. Come mai avete deciso di farlo sapere?.
Non sono stato io.  stato il procuratore.
Basta, ho capito. Chi ?.
Il maresciallo disse il nome.
Cristo.
Gi.
Non  proprio il suo genere di inchiesta. Non ne parleranno altro che sulla cronaca locale, e lui  un tipo ambizioso. Immagino che il caso sia stato assegnato a lui perch essendo agosto non c'era nessun altro.
Non  forse capitato lo stesso anche a noi?.
Me compreso, eh? Be', far tutto quel che posso.
Grazie davvero.
E il maresciallo riattacc, sempre senza essersi ricordato di chiedergli come si chiamava. Almeno aveva il numero dell'interno: lo scrisse sulla rubrica, e pens che se aveva fortuna, forse sua moglie avrebbe saputo dirgli chi era.

Dev'essere Spicuzza, il figlio.
Lo conosci?.
Non l'ho mai visto... Vuoi un'altra fetta di prosciutto?.
Non mi dispiacerebbe.
Tanto vale che lo finisci.  un cugino di Annamaria Rizza, prima di sposarsi era Annamaria La Rosa. Te li ricordi, i La Rosa? Il maggiore dei ragazzi a un certo punto gli aveva dato un sacco di preoccupazioni. Finisci anche il melone, tanto non dura.
Che genere di preoccupazioni?.
Il padre faceva il fornaio - aveva la bottega sull'angolo di via Gramsci, accanto a quello che vende la roba da pesca, sai chi - e il figlio... aspetta, come si chiamava... Corrado, ecco, non voleva continuare il suo mestiere. Voleva fare il meccanico. Aveva la passione delle macchine e riusciva a riparare qualsiasi cosa, fin da bambino. Sua madre ne faceva una malattia. Se avessero dovuto rinunciare al forno sarebbe stata la fine del mondo: gliel'aveva lasciato suo padre. Comunque, alla fine ha conosciuto una brava ragazza e ha messo la testa a posto. Adesso che il padre  in pensione il forno lo tiene lui, ma credo che la domenica continui ancora a riparare le auto. La sorella ha un ragazzo che era nella classe di Giovanni. Quando i bambini erano piccoli ogni tanto facevamo quattro chiacchiere davanti alla scuola. Mi ricordo che una volta mi ha detto che aveva un cugino nella polizia, su al nord. Penso che ne abbiamo parlato per via di te che stavi qui. Che cosa volevi sapere di lui?.
Soltanto come si chiama. Ma non poteva far a meno di pensare che nel paese dove era nato non sarebbe stata possibile l'esistenza di una Clementina, con un vuoto totale nel proprio passato. I fiorentini hanno la memoria lunga, ma ciascun quartiere  come un paese a s, e questo complicava tutto. Clementina non era di San Frediano.
Ho fatto una torta - disse la moglie del maresciallo, interrompendo il corso dei suoi pensieri svagati -. Dopo tante settimane,  la prima volta che mi azzardo a usare il forno per una cosa che non  indispensabile. Ce n' una anche per i ragazzi di sopra.
Non c' bisogno che tu lo faccia - rugg il maresciallo, tutto contento -. Sono grandi abbastanza per badare a se stessi.
Una piccola sorpresa ogni tanto non gli fa male. Sono bravi ragazzi.
Non sono qui per farsi viziare. Gi li viziano abbastanza a casa loro, e mi ci vuole tutto il mio tempo per raddrizzarli un po'.
Be', non credo proprio che una fetta di torta gli guaster il carattere - rispose tranquilla sua moglie, sapendo che lui era contento ma permettendogli di fingere di non esserlo -. E poi quel Bruno non cucina pi, cos sono di nuovo a spaghetti e pomodoro tutte le sere.
Non cucina pi?.
L'ho visto stamani mentre andavo a far la spesa. Ha detto che il suo genio non riusciva a esprimersi perch tutti i negozi sono chiusi... almeno quelli di lusso, dove hanno quelle cose strane che servono a lui. Vorrei tanto che si rimettesse a dipingere. Nel loro ingresso aveva appeso un suo omaggio.
Vorrei che si occupasse del suo lavoro e basta.
Hai sempre detto che sotto quell'aspetto non potevi lamentarti di lui.
Non mi lamento. Ma ....
Come?.
Non lo so. Imprevedibile. Ecco com',  imprevedibile. Non so mai come parlargli.
Perch lui  un temperamento artistico e tu no.
Hmpf.
E poi, di' pure quello che vuoi, ma io gli sono affezionata.  cos allegro, pieno di entusiasmo per tutto.
Non ho detto che non gli sono affezionato - borbott il maresciallo -. Solo che mi fa un po' disperare, ecco.
Be', ancora pochi mesi e poi se ne andr. Vado a prendere la torta.
Il temporale era finito da un po', lasciando il posto a un tramonto cos luminoso che le stanze si erano riempite del suo riverbero rosso come se fosse stata una illuminazione artificiale.
Stanotte dormiremo meglio - osserv la moglie del maresciallo mentre riordinava dopo la cena -. Quel temporale ha ripulito l'aria che  una bellezza.
Si addormentarono con facilit, pi di quanto accadesse negli ultimi tempi, ma il maresciallo ebbe ugualmente un sonno agitato, e a un certo punto si trov a lottare con una situazione che gli sembrava orrenda, anche se non capiva con precisione di che cosa si trattasse. L'unica cosa di cui era certo era che non voleva rispondere al telefono, perch sapeva che all'altro capo c'era il procuratore, schiumante di rabbia. La cosa peggiore era che anche senza alzare il ricevitore, gli arrivava addosso in pieno tutta la sua furia.
Ha visto i suoi vestiti? Ma li guardi, su, li guardi!.
E il maresciallo passava di nuovo in rivista la patetica selezione di vestiti di Clementina, e si accorgeva con orrore che tutti i bottoni erano di un colore blu brillante. Per di pi, al suo unico abito di cotone mancava ancora un bottone, e mentre lui lo raccoglieva, Linda Rossi gli diceva all'orecchio: Vede, gliel'avevo detto.
Com'era possibile che fino a quel momento i bottoni blu elettrico gli fossero sfuggiti? Credeva di aver esaminato tutto con tanta cura. Cominci a sudare per l'imbarazzo di essere stato tanto stupido, e intanto il dottore lo guardava con tristezza e diceva:
Non possiamo spostare il cadavere, sa.
Il maresciallo sudava ancora di pi. Che il corpo fosse rimasto nella casa per tutto quel tempo perch lui non si era accorto dei bottoni... e per di pi con questo caldo, anche se c'era stato il temporale...
Dormir meglio, disse sua moglie.
Clementina era nel proprio letto. Lui si sent sollevato che la donna non fosse morta, ma soltanto addormentata. Adesso si trattava solo di tenerla in vita, altrimenti lui avrebbe perso il lavoro.
Il telefono continuava a suonare, dunque in casa sua esisteva il telefono, ma lui non voleva rispondere finch non fossero state portate via tutte le scatole di vestiti.
Potreste cucire gli altri bottoni sul suo vestito? Io devo stare qui seduto a tenerle compagnia, altrimenti morir.  molto spaventata. Implorava Linda Rossi e la ragazza tedesca, ma loro non capivano. La ragazza continuava a piangere, Linda Rossi si limitava a fissarlo con gli occhi sbarrati e diceva: Perch non rispondi al telefono?.
Non posso.
Il telefono, insisteva lei, afferrandolo per il braccio.
Non posso!.
Salva!.
Apr gli occhi, perfettamente sveglio.
Il telefono, Salva. Vuoi che risponda io?. Lei aveva gi acceso la luce sul comodino.
No, no. Allung la mano e prese il ricevitore, gettando un'occhiata alla sveglia. Erano le tre meno un quarto del mattino.

8.

Guarnaccia. Era ancora cos preso dal sogno che sentendo all'altro capo del filo la voce di Bruno, e non quella del procuratore, rimase sorpreso oltre che sollevato.
Maresciallo, una telefonata per lei. Un certo Franco, dice che  urgente... che lei gli ha lasciato questo numero e....
Passamelo.
Maresciallo? Sono io. Dovrebbe venire subito qui. La voce del grosso barista era sommessa e tranquilla come sempre, nonostante l'urgenza del messaggio.
Che cos' successo?.
Un uomo sta cercando di entrare nella casa di Clementina... anzi ormai sar dentro. L'ho visto che si arrampicava sui ponteggi, e dato che erano venuti a togliere quei sigilli....
Arrivo subito.
Che cosa devo fare?.
Niente; non si faccia vedere e continui a tenerlo d'occhio.
Bene. E se cerca di andarsene lo fermo.
A che sarebbe servito dirgli che quel tale poteva essere pericoloso? Da anni Franco gestiva le situazioni del quartiere a modo suo, e non c'era tempo di discutere con lui. Il maresciallo riappese e si affrett a infilarsi qualcosa addosso.
Dove vai?. Sua moglie era in allarme.
Fuori. Non ti preoccupare.
Fermandosi nel suo ufficio per prendere la pistola, trov Bruno, vestito di tutto punto: aveva svegliato anche Di Nuccio, che a sua volta stava arrivando dalle camerate al piano di sopra, e intanto bestemmiava con voce assonnata.
Non pu andare da solo, maresciallo, disse Bruno, serio, come se fosse stato il maresciallo ad avere solo diciott'anni, e non lui. Ho pensato che facevo bene a svegliare anche Di Nuccio.
Hmpf. Andiamo.
Imprevedibile come sempre, per il ragazzo aveva ragione. Presero il pulmino.
Prima che arriviamo troppo a ridosso della piazza, svolta in una traversa qualsiasi, ordin il maresciallo.
Fecero a piedi l'ultimo breve tratto; non era facile evitare che i loro passi risuonassero nella via, e quindi mentre si avvicinavano alla casa di Clementina dovettero rallentare l'andatura.
La persona che si era arrampicata sull'impalcatura, chiunque fosse, c'era ancora. Videro il fievole bagliore di una torcia elettrica attraversare il vano della finestra e spegnersi. Poi, dalle tenebre emerse la mole massiccia di Franco.
 ancora lass, mormor.
Torni a casa.
Ma, maresciallo....
Torni a casa, e faccia piano. Non c'era bisogno di aggiungere questa raccomandazione. Franco si ritir senza il minimo rumore, come un grosso felino nella giungla.
Comincio a salire?, sussurr Bruno.
No. Un ragazzo di leva che si facesse male era l'ultima cosa che voleva. Ma che cosa poteva fare? Grazie al procuratore, non aveva pi le chiavi dell'appartamento, e anche se sarebbe stato abbastanza facile catturare il loro uomo aspettando di sotto, nascosti nell'ombra, il maresciallo voleva soprattutto sapere che cosa stesse facendo di preciso lo sconosciuto in quella casa, dove non v'era niente da rubare e dove tutti gli oggetti che potevano avere valore indiziario, per quel poco che c'era, erano gi stati portati via. Quanto a lui, non era proprio la persona ideale per dondolarsi appeso a un ponteggio. Prima che riuscisse a prendere una decisione, il portone si apr e Guarnaccia si mosse di scatto per afferrare il braccio che ne usciva.
Sono io. Nel buio, la faccia del giovane Rossi appariva come sbiancata. Di sopra c' qualcuno. Ho appena chiamato il vostro numero ma mi hanno detto....
Zitto. Torni su in casa e ci resti... e non faccia rumore salendo le scale.
Ma Rossi aveva delle pantofole di panno, e scomparve senza il minimo rumore, come aveva fatto Franco, lasciando il portone socchiuso. Il maresciallo cominciava a temere che prima o poi qualche piccolo rumore facesse scendere in strada l'intero vicinato, radunando un nuovo assembramento sotto la finestra di Clementina: nella confusione l'uomo sarebbe sfuggito ancor pi facilmente. Quasi a confermare i suoi timori, nella casa di Pippo, di fronte, si accese una luce. Fece segno ai ragazzi di rimanere fermi e di non emettere un suono, sperando che l'ombra dell'impalcatura li rendesse invisibili. Rimasero a guardare la finestra illuminata, ma nessuno vi si affacci. Sentirono un accesso di tosse, dell'acqua che scorreva e la luce si spense.
Il maresciallo tocc il braccio di Di Nuccio e accenn in su.
Per cerca di prenderlo di sorpresa - sussurr -. Voglio sapere che cosa sta facendo.
Di Nuccio cominci a salire e dalla rete strappata cadde una pioggia di goccioline. Il maresciallo lo seguiva con occhi ansiosi, sapendo che le assi di legno sarebbero state bagnate e scivolose, ma Di Nuccio era prudente, ed evit l'assito imbevuto d'acqua dove in altre circostanze gli sarebbe stato pi facile arrampicarsi. Non faceva nessun rumore.
Il maresciallo percepiva bene la delusione di Bruno, sebbene riuscisse appena a scorgerne il viso. Mand il ragazzo dietro l'angolo, all'altro capo dell'edificio, ad aspettare senza essere visto, per evitare che l'intruso sfuggisse alla loro presa. Poi entr a sua volta nel portone e rimase in attesa, sperando che Di Nuccio non dovesse sparare un colpo svegliando cos tutti i vicini.
L'attesa sembrava prolungarsi oltre ogni misura. Le vie erano cos silenziose che dalla stazione centrale, sull'altra riva del fiume, gli giunse il fischio di un treno e lo stridio della frenata. Sbirci verso le scale, nel buio pesto. Sembrava fosse passata mezz'ora, mentre non potevano essere pi di tre o quattro minuti, quando le luci si accesero e si ud la voce di Di Nuccio, due piani pi su. Dunque non c'era stata lotta, niente di drammatico. Di Nuccio era riuscito a prenderlo di sorpresa, proprio il genere di lavoretto che gli piaceva. Quando sent i loro passi che si avviavano gi per le scale cominci a respirare pi liberamente e prese a sua volta a salire. La rampa era cos ripida che doveva andare piano... ma come mai gli altri scendevano ancor pi lentamente? Troppo lentamente, senz'altro. Sent un mormorio iroso di Di Nuccio e un'esclamazione di protesta dell'arrestato. Si ferm per ascoltare e subito si rese conto che la lentezza e il fruscio di un passo pi strascicato dell'altro indicavano come fosse stato catturato il ricattatore zoppo. Il secondo pensiero, che l'uomo esagerasse di proposito la lentezza di movimenti, non gli venne con sufficiente prontezza. Prima che i due comparissero sulle scale, scatt l'interruttore automatico, e mentre il maresciallo cercava a tentoni sull'intonaco scrostato il bottone per riaccendere la luce, sent un tonfo seguito da un colpo di pistola, assordante in uno spazio tanto ristretto.
Maresciallo!.
Guarnaccia gi saliva a balzi per le scale, dopo aver trovato l'interruttore.
Di Nuccio si rialzava lentamente, reggendosi una spalla con la mano insanguinata.
La finestra.... Era grigio in volto. Il maresciallo lo oltrepass, estraendo la Beretta dal fodero mentre raggiungeva la porta di Clementina. Ma l'uomo era gi fuori, sui ponteggi. In tutte le case della strada si accendevano le luci, la gente spalancava di scatto le finestre, si affacciava per chiamare: Che  successo?.
Accidenti!. Se cominciava a sparare nel buio rischiava di colpire qualcuno degli astanti. L'uomo si dondolava appeso alle impalcature, diretto all'assito in basso, alla sua destra.
Bruno!. Tutto dipendeva da lui. Era un ragazzone robusto e sapeva difendersi, ma l'uomo appeso ai pali del ponteggio sembrava piuttosto un gorilla che un essere umano. Non riusciva a vedere Bruno a causa delle assi e della rete, ma lo sent arrivare di corsa, e anche il fuggiasco lo sent: spicc una corsa zoppicante lungo l'assito e non fu la gamba zoppa a tradirlo, ma le pozzanghere lasciate dal temporale. Scivol e cadde di schianto sull'anca. Con la testa urt una giunzione dei pali metallici: la violenza del cozzo avrebbe spaccato il cranio di una persona normale, ma lui non rimase neppure stordito. Fu il suo stesso slancio a trascinarlo oltre l'orlo dell'assito: gett un grido, cercando fino all'ultimo di salvarsi, ma la mano non riusc ad afferrarsi al bordo del legno viscido, e l'uomo cadde, facendo sollevare la rete di protezione e abbattendosi sulla testa di Bruno, che era appena arrivato e guardava in su.

Il maresciallo era seduto, le mani appoggiate ben salde sulle ginocchia, e i grossi occhi sporgenti fissavano con espressione turbata il muro bianco di fronte. Il berretto era posato sulla sedia di Formica accanto a lui. Le altre sedie del corridoio erano tutte vuote, salvo una all'altro capo, dove era seduta una donna dai capelli grigi, che piangeva sommessamente e ogni tanto si asciugava le guance con un fazzoletto appallottolato. Le luci del corridoio erano basse; una frase detta ad alta voce da qualche infermiera invisibile, che si sentiva ogni tanto, stonava in un'atmosfera cos ovattata. Il corridoio finiva con una porta doppia in cui si aprivano due finestrini rotondi, con la scritta: Sala operatoria. Vietato l'ingresso alle persone non autorizzate.
Era quello il luogo in cui si trovava Bruno? Non ne aveva idea. Quando era arrivata l'ambulanza, il ragazzo era vivo, ma cos immobile, disteso sotto la coperta portata dalla moglie di Pippo, che non sembrava possibile che potesse mai riprendere a muoversi.
Franco era rimasto fermo a guardare la figura raggomitolata sotto la coperta e aveva detto: Povero figliolo. Si mette male. Poi, con la sua caratteristica disinvoltura aveva soggiunto: Non le converrebbe chiamare dei rinforzi per portare via quel tipo? Lei vorr andare all'ospedale con questo ragazzo.
 scappato, aveva ruggito il maresciallo.
Col cavolo  scappato - rispose tranquillo l'altro -. L'ho chiuso a chiave nel gabinetto sul retro del bar e due miei clienti sono l che fanno la guardia. Oh, non si preoccupi, non  mica armato, ho controllato. Ma pensavo che lei volesse sbarazzarsi di lui prima che arrivi l'ambulanza.
Nel corridoio si avvicinava a passo svelto un'infermiera, e il maresciallo si alz. Ma lei lo super senza badargli e parl con la donna in lacrime, che si alz e la segu. Anche nel suo dolore, la donna mostrava un visibile imbarazzo per non aver avuto il tempo di vestirsi come si deve. Il maresciallo si accorse che era senza calze e si teneva il golf di lana chiuso sul petto con le mani, forse per nascondere un grembiule insudiciato che le serviva per lavorare in casa. Il marito aveva avuto un attacco di cuore? Probabile. E forse adesso era morto. L'infermiera l'aveva accompagnata in una stanzetta dalle luci forti e aveva chiuso la porta, ma Guarnaccia ud un mormorio di spiegazioni interrotto dalla donna con un alto lamento di dolore e paura. Poi tutto si calm e nel corridoio torn il silenzio. A un certo punto gli sembr di sentire il cigolio di una lettiga a rotelle e fece per alzarsi, ma poi non la vide arrivare.
Nell'ambulanza avevano messo Bruno sotto ossigeno. Che cosa significava? Qualcuno aveva detto: Non si preoccupi. Ho visto gente in condizioni peggiori delle sue che se l' cavata. Era curioso che gli addetti alle ambulanze, che davano sempre un'impressione di solidit e affidabilit, nella maggior parte dei casi sembravano sempre di buonumore. Perch? Non sembrava probabile che li scegliessero proprio con queste caratteristiche, ma era strano lo stesso. Anche i postini avevano un po' la stessa aria, eppure il loro lavoro era del tutto diverso...
Il maresciallo alz la testa con uno scatto improvviso. Si stava addormentando? Lungo il corridoio si avvicinava Di Nuccio, con il braccio appeso al collo. Era ancora pallidissimo, ma per il resto sembrava in buona salute.
Come ti senti?.
Benissimo. Era solo una ferita superficiale. Poteva andare peggio, da come mi si era buttato addosso quel gorilla appena si sono spente le luci. Comunque, ci sar poco da divertirsi a dover riconoscere che sono stato io a spararmi nella spalla, quali che fossero le circostanze. Bruno come va?.
Non lo so.
Di Nuccio si sedette accanto al maresciallo.
Che cosa fai? Prendi un tass e vattene a dormire.
Non me ne posso andare finch non si sa niente di Bruno.
Faresti meglio ad andartene a letto. Ci sta che durino tutta la notte. Ma lasci che Di Nuccio rimanesse, perch altrimenti sarebbe rimasto da solo, in attesa che l'infermiera venisse da lui, come era andata dalla donna che piangeva, per dirgli... No! Bruno era giovane e sano e pieno di vita. Ce l'avrebbe fatta.
Bruno ce la far - disse Di Nuccio, quasi leggesse nel pensiero del maresciallo -.  sano come un pesce. Mi aveva prestato i suoi pesi, quando aveva la mania del body-building e io non riuscivo a fare neanche un decimo di quel che sapeva fare lui.
Ma il maresciallo pensava fra s: a che ti servono i muscoli se hai una lesione al cervello? Non parlava, continuava a fissare il muro di fronte. Nella mente gli passavano tantissime cose, ma lui restava muto. Lo sforzo di parlare gli dava sui nervi. Avrebbe voluto che Di Nuccio continuasse a parlare, per riempire il silenzio, ma non di Bruno. Avrebbe voluto - e non era la prima volta da quando era cominciato questo caso - che Lorenzini fosse l con lui. Il giovane brigadiere Lorenzini aveva la stessa et di Di Nuccio, eppure in qualche modo aveva una maggiore solidit.
Pensa che ci sia un posto dove trovare un caff?, chiese Di Nuccio.
Che cosa...?.
Un caff. O anche un bicchier d'acqua. Mi sento un po' gi.
Il maresciallo si volse a guardarlo e fu preso dal rimorso. Il ragazzo era alle corde. Anche se era rimasto ferito non gravemente, aveva perso un bel po' di sangue e sarebbe dovuto essere a letto a riposare, e invece eccolo seduto l, ad aspettare notizie di Bruno e a tenere compagnia al maresciallo. E lui non sapeva far altro che desiderare che al suo posto ci fosse Lorenzini.
Resta dove sei - gli disse -. Nella sala d'aspetto laggi c' una specie di macchinetta automatica. Ti prendo qualcosa da bere.
Vado io.
Stai fermo.
Dopo il chiarore artificiale del corridoio privo di finestre, scoprire che era gi l'alba fu quasi uno choc. La sala d'attesa, tutta a vetri, era invasa da una luce rosata che faceva sembrare squallide, per contrasto, le file di sedie vuote. Grazie al temporale del giorno avanti il cielo sembrava molto pi alto e limpido.
Il maresciallo si cerc in tasca gli spiccioli. La macchina offriva la scelta fra il caff e la cioccolata calda e lui aveva l'impressione che nel suo stato per Di Nuccio ci volesse proprio una cioccolata calda, con tanto zucchero. Ma aveva anche la sensazione che Di Nuccio non gli sarebbe stato grato, e quindi spinse il tasto del caff.
Tornando indietro, su per il corridoio, vide che Di Nuccio si era accasciato all'indietro sulla sedia, come se dormisse, ma quando lo raggiunse si accorse che il ragazzo aveva gli occhi aperti.
Avanti, bevi. Gli porse un bicchierino di carta e a sua volta bevve un sorso dal proprio. Soltanto allora gli venne in mente di domandare: Che cosa stava facendo quando sei arrivato dentro l'appartamento? Sei riuscito a prenderlo di sorpresa?.
Il nostro amico gorilla? S, ma avrei dovuto arrivare due minuti prima, anche un minuto sarebbe bastato.
Che cosa stava facendo?.
Bruciava della roba.
Che cosa bruciava?.
Carta. E non serve chiedermi che carta, perch non c' speranza di riuscire a scoprirlo. Quando mi sono arrampicato nella finestra della camera da letto, che aveva forzato e lasciato aperta, lui era in cucina, e ho subito sentito l'odore di bruciato. Ma qualunque cosa fosse, l'aveva gi lasciata bruciare nell'acquaio e aveva aperto il rubinetto.  probabile che non mi abbia sentito arrivare proprio perch scorreva l'acqua. Io ho guardato nell'acquaio, e non c'era pi niente, solo un po' d'acqua tutta nera.
E allora come fai a sapere che era carta?.
Dall'odore del fumo, come quando si accende il fuoco con la carta di giornale. C'era ancora fumo nella cucina... e poi, non so che cos'altro si sarebbe bruciato con tanta facilit e fino in fondo.
Gi, dev'essere cos. Ma quali carte? Io non avevo trovato niente.
Be', dovevano essere state ben nascoste, perch pensi quanto tempo  rimasto lass. Noi abbiamo avuto tutto il tempo di arrivare e di coglierlo sul fatto, quindi lui deve aver frugato dappertutto.
Non ha detto niente?.
Neanche una parola. Dopo il primo choc, quando si  sentito la canna della mia Beretta nella schiena, ha gettato un'occhiata intorno come una belva in trappola e poi mi ha fatto una specie di sogghigno, come per dire: e allora? Ormai non ci puoi far pi niente.
Questo si vedr.
Per il furto con scasso non ci sono dubbi, ma secondo lei pu reggere l'accusa di estorsione?.
Non lo so. Non ci sono lettere, nessuna prova concreta. Soltanto la parola dei Rossi contro la sua. Per, da come mi dici che ha reagito alla cattura, scommetterei che non  la prima volta che lo arrestano.
In un corridoio adiacente si avvicinavano dei passi rapidi. Sull'angolo comparve un'infermiera, che si diresse verso di loro. Aveva riconosciuto le divise.
Senza preamboli, rivolse loro una domanda brusca: I genitori di questo ragazzo sono stati informati?. Guardava con occhio malevolo i bicchierini del caff, come se avesse colto i due mentre si davano a chiss quali orge.
Io... se ne occupavano quelli del Comando....
E allora, come mai non sono qui?.
Di Nuccio intervenne: Non saranno riusciti a trovarli. Bruno mi aveva detto che erano in vacanza all'estero, e quindi....
L'infermiera non gli rispose, ma fulmin con lo sguardo il maresciallo: Questo paziente dovrebbe essere a casa e a letto!. Era evidente che secondo lei, se i due ragazzi erano in quello stato la colpa era del maresciallo, e lui, che per conto suo aveva pi o meno la stessa impressione, si azzard a domandare con un farfuglio umile:
Come... come sta?.
Sempre uguale, non ha ripreso conoscenza.  inutile che restiate qui ad aspettare. Fareste meglio ad andarvene tutti e due.
Gir sui tacchi e se ne and, ciabattando con gli zoccoli bianchi sulle piastrelle del corridoio. Il maresciallo rimase dov'era, seguendola con lo sguardo, come incerto sul da farsi. Tocc a Di Nuccio prendere la decisione.
Andiamo. Possiamo tornare domattina.
 gi mattina.
Si avviarono fianco a fianco per il corridoio. Quando oltrepassarono la porta che si apriva sulla sala d'aspetto i loro occhi stanchi rimasero abbagliati dai raggi del sole, e il maresciallo si ferm per mettersi gli occhiali scuri.
Chiamo un tass.
Durante il tragitto fino a palazzo Pitti tutti e due erano troppo sfiniti e depressi per parlare; rimasero ad occhi chiusi, con la testa abbandonata sullo schienale, tanto che all'arrivo l'autista, convinto che si fossero addormentati, dopo aver fermato la macchina, li chiam ad alta voce: Siamo arrivati!.
Arrivati in cima alle scale, mentre apriva la porta, il maresciallo disse: Vai di filato a letto. E restaci per tutto il giorno.
Ma siamo cos pochi....
Vai a letto.
Dal canto suo, non aveva intenzione di andare a dormire. Per un paio d'ore di sonno, o anche meno, non valeva la pena. Il suo primo pensiero fu di andare in cucina per farsi un caff decente, e togliersi dalla bocca il sapore di quella brodaglia amara bevuta in ospedale, o anche il sapore stesso dell'ospedale. Apr le imposte e la finestra della cucina e si prepar il caff cercando di non far rumore. Ma a un certo punto apparve sulla soglia sua moglie, con la camicia da notte di cotone, i capelli spettinati e il viso pallido e assonnato.
Non volevo svegliarti.
Non ero proprio addormentata. Dopo che sei andato via ho continuato a svegliarmi a tutte le ore. Che cosa  successo?. Prese due tazzine dalla credenza. Hai un'aria tremenda.
Bruno  stato ferito.
Bruno... Oh, no!.
Ti racconto fra un attimo, ma prima lasciami prendere il caff.
Almeno dimmi se  grave.
S. Almeno credo.
E i suoi genitori?.
Di Nuccio dice che sono in viaggio all'estero.
Quando il caff sal gorgogliando nella macchinetta l'aroma si diffuse nell'aria tiepida, mentre fuori gli uccellini cinguettavano sull'erba; non sembrava possibile che fosse successo qualcosa di tragico.
Raccontami, Salva.
Le raccont. Non si erano seduti al tavolo, stavano in piedi accanto all'acquaio, guardavano dalla finestra aperta sorseggiando il caff. Il sole ardente e luminoso era un sollievo per la faccia stanca del maresciallo, anche se gli faceva lacrimare gli occhi.
Alla fine del racconto, lei disse: Dovresti cercare di dormire un po'.
No, no. A questo punto... Fra un'ora penso di telefonare in ospedale.
Non ci sar un modo di rintracciare i suoi genitori?.
Sono all'estero, non ho idea dove. Perci, finch Bruno non riprende conoscenza....
 ferito anche da altre parti, oltre che alla testa?.
Non lo so. Perch non lo aveva chiesto? Avrebbe dovuto insistere per parlare con il medico di turno, invece di lasciarsi maltrattare da un'infermiera bisbetica. Dopo, per telefono, avrebbe domandato notizie pi dettagliate.
Ma quando telefon, il medico che aveva fatto il turno di notte non c'era pi. Gli dissero che Bruno era in terapia intensiva e non c'era nessuna novit. Era ancora privo di conoscenza.
E in qualche modo bisognava far passare la giornata.
Se non altro, il suo stato di ottundimento, quasi di trance, causato dalla mancanza di sonno, gli toglieva ogni preoccupazione al pensiero di dover avere a che fare con il procuratore. Il Comando doveva averlo gi informato, dopo che erano venuti a portare via lo zoppo. Forse lui era gi andato a interrogarlo nelle camere di sicurezza laggi. Il maresciallo decise che avrebbe lasciato che le cose facessero il loro corso, aspettando di essere chiamato dal procuratore, e nel frattempo avrebbe scritto il suo rapporto. Prese posto alla scrivania, e ogni tanto gettava un'occhiata al telefono. Alle nove in punto lo sent squillare. Cos presto? Respir a fondo un paio di volte, poi sollev il ricevitore.
 il maresciallo Guarnaccia?.
Sono io.
Non vorrei disturbarla, ma....
Chi parla?.
Linda Rossi.
Ah. Buon giorno.
Buon giorno. Spero di non... Come sta quel povero ragazzo?.
Non bene, purtroppo. Non ha ancora ripreso conoscenza. Che cosa posso fare per lei?.
Volevo solo... Ma  vero, di Clementina?.
S,  vero. Mi dispiace di non averglielo potuto dire prima... per non deve preoccuparsi. L'uomo che  penetrato in casa ieri notte  agli arresti. Non correte nessun pericolo.
Quando ho aperto il giornale  stato un colpo. Lei penser male di me, che vengo a disturbarla in un momento simile, ma... L'avevamo chiamata ieri sera, sa, o meglio, mio marito le aveva telefonato, ma lei era gi andato via. Franco ha detto....
S. Lo so.
Cercavamo di dare una mano.
Vi sono molto grato. Se non era lui a darle lo spunto, avrebbero continuato cos per delle ore. C' qualche problema? Ha bisogno del mio aiuto?.
Ah, maresciallo, lei non sa quanto le saremmo grati se... mio marito... Lo abbiamo saputo soltanto ieri, andando all'associazione degli inquilini.  stata confermata la data dell'udienza. Roba da non credere, quel che fa certa gente per sbatterti fuori di casa... c'erano due, marito e moglie, hanno avuto l'udienza ieri, avevano una casa che cadeva a pezzi, letteralmente a pezzi, e da anni chiedevano ai proprietari di farla riparare. Un pezzo d'intonaco era caduto addosso al loro figlio, sulla testa, e i pavimenti stavano per sprofondare... e sa che cosa ha detto l'avvocato del padrone di casa? Che avevano mandato tante volte gli operai per fare le riparazione, ma gli inquilini non li avevano mai lasciati entrare. Tutte bugie, cos, non si vergognano nemmeno! E loro sono rimasti talmente sbalorditi, a sentirsi fare accuse cos inaspettate e inaudite, che non hanno saputo come difendersi. Se sei onesto non riesci a immaginare che ci sia qualcuno capace di farti un tiro simile. E si capisce, i proprietari sono sempre pi ricchi degli inquilini e hanno pi appoggi. Hanno amici influenti. Uno si ritrova completamente disarmato. E quello che gli avvocati dicono di noi sono tutte bugie, ma se non riusciamo a....
Aspetti un attimo - la interruppe il maresciallo -. Che cosa dicono?.
 questo il guaio. Se avessero parlato del fatto che mi ero sposata e avevo avuto una bambina restando in quella casa noi avremmo saputo che cosa replicare. Ma evidentemente hanno pensato che se tiravano fuori la faccenda della bambina le cose sarebbero andate pi alla lunga, perch ci avrebbero concesso pi tempo per trovare un altro alloggio. Cos hanno inventato questa storia, che io ho subaffittato, che ospito delle persone a pagamento. Non  vero affatto, ma come facciamo a dimostrarlo?.
Loro come fanno a dimostrarlo?.
Dicono di avere un testimone, ma anche se il loro testimone  bugiardo, che cosa possiamo fare?  la nostra parola contro la loro. Le giuro che non  vero! Non abbiamo nemmeno mai potuto tenere qualche amico a passare la notte da noi. Non c' posto!.
Le credo. Me che cosa vuole che faccia?.
Lei  la nostra sola speranza. La signora dell'associazione ci ha chiesto se potevamo chiamare un testimone, qualcuno che avesse una posizione ufficiale, non un amico o un vicino, qualcuno che potesse essere creduto.
Ho capito. Ma che cosa dovrei testimoniare, di preciso?.
Noi le abbiamo raccontato che cos'era successo - di Clementina - ed  stata lei ad avere l'idea, altrimenti io non avrei... Vede, lei  stato da noi un paio di volte, senza avvisare prima, e quindi, se volesse dichiarare che non ha visto nessuna traccia di persone accampate in casa nostra, per cos dire....
Ho capito - ripet il maresciallo -. Bene,  possibile che possa farlo.
Devo dare il suo nome - insistette Linda Rossi, con tono ansioso -. Oggi devo passare da loro e consegnare un elenco di testimoni che dovranno presentarsi....
Benissimo. Metta pure il mio nome.
Mi dispiace, ma dovrebbe... Io non so come si chiama, noi la conosciamo soltanto come il maresciallo'....
Guarnaccia. Salvatore Guarnaccia.
Grazie. Oh, maresciallo, le sono tanto riconoscente. Disturbarla in un momento simile, quando lei sar tanto preoccupato per quel ragazzo.
Quel ragazzo... Il maresciallo aveva riattaccato, ma aveva ancora la mano posata sul telefono. Era troppo presto per chiamare di nuovo l'ospedale? Quel ragazzo... Quante volte aveva detto le stesse parole scrollando la testa?
 imprevedibile... ecco com'....
Non riusciva a ricordare di preciso quanto tempo fosse passato dall'ultima volta che aveva telefonato. Ma certo doveva essere pi di un'ora. In un'ora poteva succedere di tutto. O niente. Nessuna novit. A volte la gente resta in coma per anni. Ma non avevano detto che era proprio in coma, avevano detto che era privo di conoscenza e non era la stessa cosa. Non era abbastanza esperto di queste faccende per sapere che cosa chiedere, e si era lasciato ingannare da frasi che non volevano dire niente. Be', non potevano impedirgli di telefonare, anche se questo li irritava.
Ma il telefono si mise a squillare sotto la sua mano. Quasi si scordava del procuratore. Be', tanto valeva finirla al pi presto possibile.
Guarnaccia?.
Sono io.
Buon giorno. Ho delle novit per lei... spero solo che non pensi che ci abbiamo messo troppo tempo.
Di sicuro non era il procuratore, ma ci volle qualche secondo prima che il maresciallo si rendesse conto che l'interlocutore era Spicuzza, dal commissariato di San Giovanni. L'incidente di Bruno aveva cancellato dalla sua mente tutto quel genere di ragionamenti. Per fortuna, Spicuzza continu a chiacchierare, tutto soddisfatto di se stesso, e il maresciallo ebbe il tempo di riprendere il filo.
Prima le cattive notizie... se si pu dire cos. Non riesco a trovare traccia di qualche delitto che possa riguardare il marito e la figlia di questa donna... fra l'altro, ho visto che tutta la storia  uscita sul giornale di stamani.
E invece, naturalmente, il maresciallo non l'aveva vista. Se non fosse stato cos lento! Doveva riconoscerlo, il procuratore non aveva torto nel giudicarlo male.
Comunque - prosegu Spicuzza -, in quella direzione non ho trovato niente, per ho il certificato di pericolosit.  stato emesso qui da noi, il 28 dicembre 1966.
Quindi c' l'indirizzo di dove abitava allora?.
S, stava in Santa Croce... non si preoccupi, le stanno portando una fotocopia del certificato. Le arriver da un momento all'altro. Ma c' un'altra cosa....
Aspetti... dice anche chi ha richiesto il certificato?.
S, ma purtroppo  l'ospedale. Non le serve molto, vero? A quanto pare, lei doveva gi essere ricoverata in ospedale quando ha perso la bussola. In effetti, c' un appunto allegato al certificato... solo un fogliettino scritto a mano, in cui si dice che nonostante il certificato di pericolosit, doveva rimanere dove si trovava finch le sue condizioni fisiche fossero migliorate tanto da permettere di trasferirla nel reparto psichiatrico dello stesso ospedale, Santa Maria Nuova, per osservazione.
Le sue condizioni fisiche?.
Esatto. E l'appunto ha una firma illeggibile, ma  di un dermatologo. Ci ho messo un po' per capirlo, ma  questo che dice. Lei ha visto il suo corpo? Aveva delle cicatrici di scottature, di trapianti di pelle? Se si ricorda, avevo detto che poteva trattarsi di un incidente.
Io non ho visto nessuna cicatrice, e anche nella relazione del perito settore non c' niente del genere.
Forse all'ospedale possono darle qualche informazione.
 vero, anche se sono passati vent'anni. Per il momento, mi sembra pi interessante quell'indirizzo. Comunque grazie, lei  stato davvero disponibile.
Non c' di che. Qui non c' niente da fare. Stamani abbiamo beccato un borsaiolo: in duomo, pensi un po'. Il brivido della settimana. Faceva il giro delle chiese e dei musei dietro ai turisti. Il tipo dell'intellettuale.
Ah, ho capito che borsaiolo era.
Passato anche da palazzo Pitti, vero? Un imbecille... si era vestito da turista, con la macchina fotografica e una guida, beninteso anche quelle le aveva prese a qualcuno, ma  inutile, quell'aria l non si pu fingere: la pelle scottata dopo tre giorni di giri in citt e quell'espressione sbalordita dopo aver fatto indigestione di musei. Appena abbiamo saputo che era in azione non c' voluto molto a beccarlo, e a coglierlo sul fatto.
I miei complimenti - si congratul il maresciallo -. E ancora grazie.
Un colpetto alla porta, ed entr Di Nuccio. Maresciallo?.
Perch non sei a letto?.
Mi sento benissimo, davvero. E non si ricorda, mi aveva detto di telefonare all'anagrafe per vedere se riuscivo a rintracciare la sorella della pazza. Non  servito, per. Senza il nome di battesimo e l'indirizzo il computer non funziona.
Ma ci deve pur essere un modo di arrivarci! Se sapessi il nome e l'indirizzo non avrei bisogno di chiedere niente.
Cos gli ho detto io, ma loro mi hanno risposto piuttosto sgarbatamente che non sono mica un registro di polizia. Io credo ancora che ci sia un modo di arrivare a ottenere queste informazioni, per il capufficio  in ferie....
E allora dovremo aspettare fino al 1 di settembre. Non mi dire.
Ho paura di s. Ci sono novit?.
Niente. L'ultima volta che ho telefonato non aveva ancora ripreso conoscenza.
Quanto tempo fa?.
Sar un'ora.
Non potrebbe chiamare di nuovo?.
Ora telefono.
Mi chiami se ci fosse qualcosa... oh, dimenticavo quasi perch ero venuto. Hanno portato questo per lei, a mano.
Dieci minuti dopo il maresciallo prendeva il berretto e la giacca appesi dietro la porta. Prima di andarsene si ferm nella stanza del piantone.
Come va la spalla?.
Benissimo. Preferisco stare alzato, davvero, maresciallo....
Riesci a battere a macchina con una mano sola?.
Penso di s. Si tratter di usare un dito solo invece di due.
Be', se non ci riesci, fatti aiutare da uno degli altri ragazzi e finite di battere a macchina gli appunti del rapporto che ho lasciato sulla mia scrivania. Il grosso l'ho gi fatto, e quando torno lo riguarder. Non disse che non era in grado di starsene seduto fermo e di concentrarsi. Qualsiasi scusa era buona pur di uscire dall'ufficio e camminare, per scrollarsi di dosso il panico che lo attanagliava.
Ha chiamato....
Sempre uguale.
Ma non dicono nient'altro?.
S. Dicono che ha un grumo di sangue nel cervello e probabilmente oggi lo operano.
Cristo... Maresciallo, sul suo armadietto ho trovato questa.
Era una cartolina dei genitori di Bruno. Erano a Vienna e partivano per Amsterdam. L'ultima frase diceva: Ci vediamo il 1 settembre. Baci.
Devo informare il Comando? Chiss, magari loro potrebbero....
S. Chiamali.
Lei esce?.
Torno all'ora di pranzo. Se no telefono.
Usc a piedi. Gli sembrava che se avesse camminato abbastanza e con sufficiente determinazione, sarebbe riuscito chiss come a togliersi quel peso che gli gravava sul petto, e a respirare di nuovo. Camminava con passo fermo, senza guardare n a destra n a sinistra: vedeva solo un miscuglio di colori velato di scuro, sentiva solo un ronzio attutito di rumori privi di senso, come quando si viaggia in treno mezzi addormentati. A volte si scontrava con gruppi di turisti che procedevano con passo incerto, lo sguardo perso verso gli alti palazzi, e che gli impedivano il cammino. Si rendeva conto che si fermavano a guardarlo quando passava, ma non si gir mai per scusarsi. Gli occhiali scuri lo isolavano da loro e dal loro mondo. Pass sull'altra riva del fiume e si avvi per il lungarno.
Nei momenti di maggiore lucidit, durante le indagini pi difficili gli accadeva di arrabbiarsi con se stesso perch non aveva abbastanza cervello ed efficienza. A volte gli era addirittura successo di preparare elenchi e progetti, di elaborare diagrammi, che poi restava a contemplare per ore senza che riuscissero a suggerirgli altra idea che quella della sua stessa stupidit. Poi, a un certo punto, li lasciava da parte e se ne andava per conto suo, assorto, inesorabile, seguendo l'istinto. Gli era successo in quasi tutte le indagini a cui aveva partecipato e dopo non si era mai soffermato a rifletterci sopra, perch si vergognava un po' per quel suo modo di comportarsi, e appena la faccenda era conclusa preferiva dimenticare tutto.
Questa volta non stava cercando di ingannare se stesso compilando elenchi, aveva rinunciato all'inane sforzo di costringere la sua limitata intelligenza a cimentarsi con una massa di fatti contraddittori. Questa volta, probabilmente a causa di Bruno, non c'era niente del genere. Soltanto compassione per una povera vecchia aggredita nel proprio letto, che nel suo sogno aveva creduto di poter tenere in vita tendendole compagnia.
Vuole sedersi qui a farmi compagnia?.
Era stato Angelo il primo a suscitare quella compassione. Angelo, che si illuminava in viso appena vedeva un uccellino.
E Bruno. Non sarebbe riuscito a tenere Bruno in vita restando seduto accanto a lui a tenergli compagnia, anche se Dio sa che sarebbe stato disposto a starci notte e giorno. Ma non lo lasciavano nemmeno entrare. Gli avrebbero rasato la testa? E i suoi genitori che si godevano la vacanza, senza sapere quel che li aspettava al ritorno. I suoi due ragazzi... Aveva sempre dato per scontato che avrebbero fatto il servizio di leva nei carabinieri...
Attenzione!.
Una fila indiana di turisti giapponesi lo aveva spinto gi dal marciapiede proprio davanti a un tass di passaggio. L'autista aveva appena fatto in tempo a frenare e lo guardava furibondo. Il maresciallo si strinse nelle spalle e fece un passo indietro. Doveva scuotersi. Aveva gi fatto troppa strada lungo il fiume; attravers e torn indietro di pochi metri. Sa Iddio quanto avrebbe continuato a camminare se non fosse stato per quel tass. Si diresse verso Santa Croce e davanti alla facciata di marmo della chiesa si ferm per frugarsi in tasca alla ricerca dell'indirizzo. La strada che cercava era un vicoletto, una traversa della piazza. Quando ci arriv, trov il lastricato sconvolto, una serie di assi che facevano da passerelle su enormi buche, ma nessuno al lavoro. Un uomo con i capelli grigi e grossi baffi era fermo sulla porta di una bottega, con una scopa in mano. Vedendo il maresciallo che esitava e scrutava i numeri sui portoni, gli sorrise:
Bella roba, eh?, disse.
Il maresciallo guard nel negozio alle spalle dell'uomo. A quanto pare, lo ristrutturavano approfittando della chiusura estiva.
Dicevo la strada - prosegu l'uomo -, e sa Iddio quando finiranno. Le nuove tubature del gas. Basta che vengano un paio di temporali come quello di ieri e finiremo tutti in barca come nel '66.
Lei c'era?, chiese il maresciallo, riscuotendosi al pensiero di aver forse trovato qualcuno che poteva aver conosciuto Clementina.
E dove dovevo essere? Vede questo bancone?. Era un oggetto massiccio, di marmo, con intarsi colorati. Oggi non se ne trovano pi come questo, ma tutto questo pezzo davanti era chiuso da una vetrata. Tutto a pezzi. E aveva visto due guerre mondiali senza neanche un graffio! Per scendere a ripulire tutto abbiamo dovuto metterci le maschere antigas. Io spero di non dover mai pi rivedere una cosa simile.
Lo credo... Chiss se pu darmi una mano. Se era qui tanto tempo fa, magari ha conosciuto una signora - allora avrebbe avuto una trentina d'anni - che abitava laggi al numero 5.
Come si chiamava?.
Di solito la chiamavano Clementina.
Clementina, Clementina... no, non mi torna in mente niente. E di cognome?.
Franci. Anna Clementina Franci. E il marito si chiamava Chiari.
Non mi dica altro! Ho capito tutto. Era questo Clementina' che mi suonava strano, non avevo mai saputo che si chiamasse cos. Lei vuol dire Anna Chiari.
Che strano effetto sentirglielo dire: ora s che era diventata una persona reale. Anna Chiari, non Clementina la pazza.
La conosceva?.
Sicuro che la conoscevo. Chiari aveva un negozio di pelletterie proprio l a pianterreno e lei era una mia cliente, poverina. Dopo che l'hanno portata via non  mai pi tornata.
Dino!, chiam una voce dal fondo della bottega.
Un momento! Perch la cercava?.
Non ha visto sul giornale che  morta?.
Morta?.
Dino!.
Ora vengo! Be', non l'ho letto, ma sa, io non sono uno che legge molto, guardo il telegiornale in tv. Allora era guarita? Non mi sorprende tanto che sia morta, piuttosto che fosse ancora viva. Dicevano che stava cos male....
Dino! C' il camioncino che aspetta e blocca la strada!.
Devo andare.
Aspetti! Che cosa le era successo? Ho bisogno di saperlo.
Dino!.
Ora devo andare, per pu chiedere a chiunque, qui intorno... chieda alla signora Santoli, al numero 5, primo piano.  una storia lunga, ma lei  sempre contenta di avere compagnia... S... s! Arrivo!.
Lasci cadere la scopa e si precipit all'interno della bottega, lasciando il maresciallo a fissare il numero 5, sull'altro lato della strada.

9.

Chi ?.
Carabinieri. La porta aveva uno spioncino: il maresciallo era sicuro che un occhio lo stesse osservando cercando di verificare l'autenticit della divisa. Si fece un po' indietro per lasciarsi esaminare meglio e poi attese, mentre dall'interno qualcuno manovrava una quantit di chiavistelli e un catenaccio. Infine la porta si apr e una donna lo guard con espressione interrogativa. Aveva passato da un pezzo la mezz'et, ma era robusta ed eretta sulla persona, e vestita con cura, come se aspettasse visite.
Sono il maresciallo Guarnaccia. Mi scusi se la disturbo, ma vorrei parlarle per qualche minuto. Accorgendosi che sul viso di lei passava un'ombra di ansia, soggiunse: Non si preoccupi, non c' nessun problema. Soltanto, forse lei pu darmi qualche informazione che mi sarebbe utile per una indagine che sto facendo.
Ho capito. Solo, mi domandavo, perch a volte mia suocera.... Gett un'occhiata alle sue spalle e poi oltre lui, verso la porta di faccia. Entri,  meglio. I vicini penseranno....
La segu nell'ingresso, piccolo ma scintillante di pulizia.
Venga in salotto, staremo pi comodi.
Il salotto era pulito e tirato a lucido come l'ingresso, ma tutt'altro che comodo. Il pavimento lucente e le poltrone e sedie disposte in modo simmetrico lo facevano assomigliare piuttosto alla sala d'attesa di un dentista di lusso. C'era perfino una pila di riviste ben ordinata, posata su un tavolinetto basso, a intagli.
Prego, si accomodi.
Se non altro, c'era fresco, e il maresciallo fu abbastanza contento di sedersi su una delle poltrone di pelle, piuttosto fredde, posando con attenzione sulle ginocchia il berretto rovesciato, con dentro gli occhiali da sole. La donna si sedette ben diritta su una sedia rigida, di fronte a lui, e attese che cominciasse a parlare.
Si tratta di una donna che una volta abitava in questo palazzo. Ormai  passato tanto tempo, ma forse lei se ne ricorda. Si chiamava Anna Clementina Franci. Il marito era un certo Chiari, e credo che avesse un negozio di pelletterie a pianterreno, qui sotto.
Anna...?. Il viso di lei si anim. Ma... stamani ho letto sul giornale....
Che era stata assassinata. S. Io cerco di scoprire qualcosa sul suo passato, e dato che eravate vicine di casa....
Ho capito. Per  passato tanto tempo, come dice lei. Leggendo l'articolo mi era sembrato di capire che erano stati i ladri. O meglio, era quella l'impressione che si ricavava, e quindi non so bene... Mi perdoni, sono sicura che lei conosce il suo mestiere meglio di me. Sono solo un po' sorpresa, ecco.
Succede che la gente venga assassinata - rispose il maresciallo -, e a volte si tratta di persone che conosciamo.
Non  questo. Capisco che cosa vuol dire, ma francamente, quel che mi ha sorpreso, leggendo l'articolo, non  il fatto che sia morta, ma che avesse continuato a vivere tutti questi anni, anche se a quanto capisco non era normale.
No, non era normale.  rimasta a San Salvi parecchi anni, fino a che l'ospedale non ha dimesso quasi tutti.
Oh, ma io sapevo che era stata a San Salvi.
Lo sapeva?.
Certo. Sono andata anche a trovarla.
Davvero? Eravate molto amiche, allora?. Non riusciva a immaginare questa signora gentile ma piuttosto contegnosa in mezzo ai ricoverati di San Salvi. Tuttavia, sembrava una persona dal carattere forte, il tipo che avrebbe fatto con calma le cose che riteneva fosse suo dovere fare, per quanto spiacevoli fossero.
Non direi proprio molto amiche... Ma mi scusi, sono distratta. In una giornata cos calda lei avr certo piacere di bere qualcosa per ristorarsi. Dalla rapida occhiata che gett alla sua divisa chiazzata di sudore il maresciallo si rese conto dell'aspetto che doveva avere dopo aver camminato cos a lungo sotto il sole e con tanta agitazione interiore. La signora sembrava appartenere alla categoria di coloro che rimangono distaccati e composti a qualsiasi temperatura, e in qualsiasi condizione emotiva. La vide attraversare la stanza per andare ad aprire una credenza scura e massiccia. Dentro c'erano tre o quattro bottiglie e una fila ordinata di bicchierini, ma al maresciallo balenarono visioni di qualche vinsanto liquoroso, rimasto aperto chiss quanto tempo. Non era una casa che vedesse molti visitatori, di questo era sicuro.
Lei  molto gentile - si affrett a dire -, ma quel che vorrei pi di tutto  solo un bicchiere di acqua fresca.
Lei si raddrizz. Ma certo. Glielo porto subito.
Durante la sua assenza, si affacci sulla soglia una vecchina minuscola, che si appoggiava a un bastone: rimase ferma l a fissare il maresciallo, con la stessa spontaneit dei bambini piccoli che si incantano a guardare un estraneo.
Buon giorno. Il maresciallo fece per alzarsi, ma al suono dei passi che si avvicinavano alle sue spalle, la vecchia signora scomparve. Una voce sommessa disse: Vai in camera tua.
Voglio la colazione.
L'hai gi fatta. Non ti ricordi pi? Adesso vai in camera tua.
Una porta si chiuse. La signora Santoli entr, con in mano un bicchiere d'acqua. Il maresciallo era ancora in piedi.
La prego, sieda. Non faccia caso a mia suocera.  venuta qui?.
Si  solo affacciata alla porta. Immagino che fosse curiosa di sapere chi c'era.
Non faccia caso a lei, la prego.  come ritornata bambina.
Ha avuto un ictus?.
No,  l'arteriosclerosi. Non posso lamentarmi,  abbastanza docile. Soltanto, non posso mai uscire, perch anche se chiudo la porta a doppia mandata, qualche volta riesce ad aprirla, e poi se ne va in giro e non ha idea di dove si trova e non sa come tornare a casa, povera creatura. Quando era ancora vivo mio marito era pi facile, anche se, certo, non c' paragone con sette anni fa rispetto a come sta adesso.
Sette anni. Sette anni intrappolata in questa casa, a cercare di mantenere le apparenze pur vivendo una vita che doveva essere quasi del tutto priva anche dei pi piccoli piaceri. Certe donne sono delle sante.
Come se gli avesse letto nel pensiero, la signora Santoli prosegu: Per fortuna, mi piace tanto la musica e mi sono regalata uno stereo, non  di altissima qualit ma  abbastanza buono. Il suo sguardo si pos sull'angolo opposto della stanza, dove era collocato un apparecchio stereo evidentemente nuovo, la sola nota moderna in una stanza piuttosto cupa e antiquata. Mi piace anche guardare la televisione, e mia suocera va a letto presto. Per il resto, sta benissimo, capisce, e c' da ringraziare il cielo. Poi c' una vicina che il sabato mattina viene qui per un'ora, cos posso uscire a fare un po' di spesa invece di farmi portare tutto a casa. Serve per cambiare un po' il solito tran tran.
Per immagino - osserv il maresciallo -, che adesso la sua vicina sia in ferie.
 vero, ma agosto sta per finire, no?.
Gi - rispose il maresciallo con fervore -, grazie al cielo, manca poco.
Bevve l'acqua a piccoli sorsi. Era fredda, quindi doveva essere stata in frigo, ma era acqua del rubinetto e aveva un sapore sgradevole. Gli pareva abbastanza evidente che in quella casa circolava ben poco denaro; comprare lo stereo doveva essere stato un evento eccezionale nella vita di quella donna. Senza dubbio si era tormentata per mesi prima di fare il grande passo. Sette anni... Con un sobbalzo gli torn alla mente quel che aveva detto il procuratore, cio che si lasciava coinvolgere nei problemini' della gente. Ma il procuratore non vedeva mai queste persone, salvo nel suo ufficio, dove i loro problemini' non comparivano. Solo per una sorta di sfida Guarnaccia rimase l seduto e lasci che la signora Santoli continuasse il discorso.
Mio marito era italiano - stava dicendo -, ma io sono svizzera. Quando ci siamo conosciuti lavoravo come istitutrice nelle famiglie, qui a Firenze. Purtroppo non abbiamo avuto figli, e per noi  stata una grande delusione, soprattutto per me, perch ero abituata ad avere dei bambini intorno, con il mio lavoro. Be', si deve prendere quello che viene, non crede? E se non sar troppo vecchia quando mia suocera chiuder gli occhi, voglio cercare lavoro come bambinaia. Oggi sono pochi a potersi permettere un'istitutrice, ma le donne giovani che hanno bisogno di continuare a lavorare fuori casa anche dopo la maternit sono tante, sono sicura che potrei trovare da rendermi utile.
Ne sono sicuro.
Vuole che le prenda ancora dell'acqua?.
No. No, grazie.
Allora forse mi dovrebbe dire che cosa vuole sapere di Anna. Non  giusto che le faccia perdere tempo parlando di me.
Voglio sapere tutto quel che lei  in grado di raccontarmi. Vede, io non so niente della sua vita prima che entrasse a San Salvi, solo che aveva marito e una bambina.
Ah, l'Elenina. Era una bambina cos graziosa, e tanto piena di vita. Passava tanto tempo quass con me,  stato attraverso la piccola Elena che ho conosciuto Anna e il marito. Prima, anche se eravamo vicini da tanto tempo, non ci saremo scambiati pi di qualche parola, per educazione, se ci incontravamo nel portone. Loro abitavano al piano terra, dietro il laboratorio del marito. Lui fabbricava borse di pelle, cinture e cose simili, e credo che guadagnasse abbastanza. Sono andata in casa loro soltanto due volte, era piccola e a pianterreno, per lei l'aveva messa cos bene, teneva delle piante nel cortiletto di dietro, cos la sera quando faceva caldo potevano stare fuori.
Ma non stavano un po' allo stretto, in un appartamentino dietro la bottega con una bambina? Se il suo lavoro rendeva bene....
In effetti si stavano costruendo una casa. Erano entrati in una cooperativa. Veramente erano stati proprio bravi a restare qui finch non riuscivano a permettersi di comprare una casa propria.
Vedo che la bottega non esiste pi.
No, infatti. Hanno ristrutturato tutto da cima a fondo e adesso  un appartamentino elegante, che sono sicura deve costare un patrimonio. Lo affittano sempre agli stranieri. Dopo l'alluvione  cambiato tutto in questo quartiere. Quando sono arrivata qui dalla Svizzera, Firenze era la cittadina pi sonnolenta che avessi mai visto. Adesso  tutta turismo e fast food. La vita di una volta non esiste pi, tutti vogliono fare troppi soldi troppo in fretta. L'artigianato di pregio esiste ancora, ma ormai sono tutti articoli di lusso.
Questo  vero.
Il marito di Anna era un artigiano di quelli all'antica. Poverino,  morto che aveva appena quarant'anni. Io non lo frequentavo molto, ma credo che fosse una persona per bene, un gran lavoratore. Ero affezionata soprattutto all'Elenina. Doveva avere un sei mesi quando una sera  venuta Anna a bussare alla mia porta. Era nel panico perch la bambina stava male, e il dottore era gi venuto e le aveva lasciato una medicina, dicendo che non era niente di grave, e lei non aveva il coraggio di chiamarlo di nuovo. Non ci conoscevamo bene, per lei aveva sentito dire che io avevo lavorato con i bambini, e cos era venuta a chiedermi consiglio. Capita spesso che con il primo figlio i genitori si lascino prendere dal panico, e alla fine i bambini diventano isterici. Quando sono scesa da loro l'ho trovata che urlava da ore e loro erano fuori di s, Anna soprattutto. Poi, conoscendola meglio, mi sono accorta che lei aveva davvero la tendenza a perdere la testa, anche per una cosa minima. La ragione l'ho scoperta solo dopo, molto pi tardi. Comunque, neanche a dirlo, appena ha sentito la presenza di una persona tranquilla la bambina si  calmata, e da allora Anna veniva sempre da me quando aveva bisogno di aiuto. In breve tempo ho cominciato a tenere io Elena qui da me, quando Anna stava in bottega ad aiutare il marito. Per me tenerla era una grande gioia e quando  morta mi  mancata tremendamente.  strano pensare che adesso sarebbe una donna, una giovane donna.
 morta insieme al padre?.
Sono morti a distanza di dieci minuti l'uno dall'altra. Lui aveva cercato di salvarla, capisce. Non sapeva neanche questo?.
Niente. Non ero qui, allora, tanti anni fa. Non sono di Firenze.
Ah. Purtroppo, anche dopo aver passato tanti anni in Italia non riesco ancora bene a distinguere gli accenti. Per avrei creduto che di una tragedia simile avessero parlato anche sui giornali nazionali. Anche se  vero che sono successe tante cose tremende, tante persone bruciate... e quel pover'uomo, morto, rimasto appeso al tetto per ventiquattr'ore. Sono cose che non si dimenticano pi.
Per un momento, il maresciallo ebbe la sensazione che parlasse della guerra e non avesse le idee molto chiare. Erano quaranta anni fa, non venti. Ma prima che trapelasse il suo imbarazzo per la presunta confusione di date, gli tornarono in mente le parole del pescivendolo che lo aveva mandato l: Basta che vengano un paio di temporali come quello di ieri e finiremo tutti in barca come nel '66.
L'alluvione... Ma lei aveva parlato di gente che bruciava...
Sono morti nell'alluvione, il marito e la figlia?.
Tutti e due, poverini. Ed  stato un miracolo che non sia morta anche Anna. Si potrebbe dire che in un certo senso  morta, perch dopo non  pi stata la stessa persona. Abitando a pianterreno come loro... Si capisce, quando sono saltati gli argini loro dormivano, erano le prime ore del mattino. La piena  salita talmente in fretta che quando si sono svegliati le porte non si aprivano gi pi. C' una cosa stranissima, spesso ci penso ancora adesso, ma quella notte io avevo sognato che l'acqua scorreva per le scale di questo palazzo, come nelle vasche di quelle grandi fontane. Non ho sognato che si era allagato il palazzo, solo la cascata d'acqua sulle scale.
Forse sentiva la pioggia mentre dormiva.
Pu darsi. Pioveva da giorni e giorni. Per potrebbe anche dipendere dal fatto che la sera prima eravamo andati a vedere un film che si chiamava La Bibbia. Quella sera eravamo usciti perch il 4 era festa, e anche noi, come tutti, contavamo di dormire fino a tardi. Se avessimo saputo... In ogni modo, quando mi sono svegliata mi sembrava di stare ancora sognando. Non so che cosa mi abbia svegliato, se le esplosioni che erano gi cominciate o il rombo dell'acqua che saliva e il marito di Anna che gridava chiedendo aiuto, dalla finestra di sotto. Da principio avevano cercato di passare nel cortiletto, perch l'acqua aveva sfondato la porta, che non era troppo robusta. Ma ottennero soltanto di far entrare ancora pi acqua. Certo, se anche fossero riusciti a uscire dal palazzo in quel momento, sarebbero rimasti uccisi tutti e tre, perch la corrente della piena aveva una velocit di 60 chilometri all'ora e trascinava con s tronchi d'albero, auto e ogni sorta di rottami, infilandosi in queste stradine strette. Per la strada, nessuno sarebbe riuscito a sopravvivere.
Non so se se ne resero conto, comunque si erano arrampicati sul davanzale della finestra e urlavano, con l'acqua che gli scorreva accanto. Noi non avevamo neanche un pezzetto di corda in casa, per mio marito pens di legare insieme dei lenzuoli. Gridava al signor Chiari di legare Elena al capo del lenzuolo. Si capisce, il rischio era enorme, ma che cosa potevamo fare? L'acqua precipitava rombando e continuava a salire di momento in momento, loro sarebbero stati certo spazzati via. Ma mio marito non riusciva a farsi capire. Non era solo per l'acqua, a quel punto erano cominciati anche gli scoppi, e poi c'era il fatto che Anna era in piena crisi di nervi e rendeva tutto pi difficile perch non smetteva di urlare. A ogni esplosione vedevamo grandi colonne d'acqua che salivano in alto. Erano le fognature che scoppiavano, e anche i tubi del gas e le caldaie, ma in quel momento sembrava la fine del mondo, tanto pi che ci aveva colti proprio nel pieno del sonno ed eravamo troppo sbigottiti per capire. Il signor Chiari, avesse capito o no quello che gli dicevamo, cominci a legare il lenzuolo intorno all'Elenina, passandoglielo sotto le ascelle. A dirlo sembra facile, credo. Sono quelle cose che si vedono sempre fare in televisione, no? Ma nella realt era impossibile. La corrente gli passava sui piedi, lui si aggrappava con un braccio alla bambina e con l'altro alla persiana. Come poteva sperare di riuscire a legarle intorno il lenzuolo? Ogni volta che cercava di afferrarlo doveva rinunciare, e tenersi di nuovo stretto alla persiana, con Anna che non faceva altro che urlare e urlare invece di cercare di aiutarlo. Noi ci sentivamo impotenti, lass a guardarlo, e credo che gi allora avessimo capito che non c'era niente da fare, anche se non sapevamo come intervenire e continuavamo a lasciar penzolare quel lenzuolo che non serviva a niente.
Poi ci fu un'esplosione tremenda: era scoppiata la caldaia nella cantina accanto a noi. I vetri della finestra a cui eravamo affacciati andarono in pezzi, e noi ci facemmo dei brutti tagli. Ricordo di esser caduta all'indietro sul pavimento. Quando ci siamo affacciati di nuovo Elena non c'era pi. Anna continuava a urlare e non so nemmeno se si fosse accorta che la bambina era sparita, perch teneva la faccia schiacciata contro il muro. Vedemmo suo marito che si gettava in acqua, chiamando Elena a voce altissima. Scomparve subito, ma poi lo vedemmo tornare a galla pi in gi, vicino a un tavolo che era rimasto incastrato fra il muro e un lampione stradale. Vedemmo che allungava il braccio cercando di aggrapparcisi. Cos forse si sarebbe salvato, ma poi la corrente port un autobus rovesciato che riemp la strada completamente. Quando fu passato anche quello, non si vedevano pi n il lampione, n il tavolo, n il signor Chiari.
Soltanto allora tornammo a guardare la finestra del piano di sotto. Anche Anna era sparita. Eravamo quasi sicuri che l'autobus, passando, l'avesse trascinata via dal davanzale, ma continuammo a chiamarla per un po', se caso mai fosse riuscita a rientrare in casa. A un certo punto rinunciammo, perch anche se fosse rientrata, ormai l'acqua era arrivata fino al loro soffitto e cominciava ad avvicinarsi al nostro davanzale. Dovevamo cominciare a preoccuparci per noi stessi.
Cercammo di medicare alla meglio le nostre ferite e salimmo all'ultimo piano, prendendo con noi tutte le provviste che riuscivamo a portare, insieme a qualche oggetto prezioso e ai documenti importanti. Il nostro terrore pi grande erano le esplosioni. In cima al palazzo c' una terrazza a tetto e tutti ci riunimmo lass. La vista era sconvolgente. Dappertutto si vedevano alzarsi pennacchi di fumo nero oltre a spruzzi altissimi d'acqua, perch le fogne continuavano a scoppiare. E poi continuava a piovere, e noi ce ne stavamo lass, rannicchiati sotto gli ombrelli, avvolti nelle coperte, pensando che era pi sicuro stare fuori che dentro casa, se mai fosse scoppiata anche la nostra cantina. Siamo rimasti cos per delle ore, a tremare di freddo, aspettando un aiuto che non  mai arrivato. Vedevamo altra gente, alcuni che si erano rifugiati sui tetti come noi, altri che guardavano fuori, affacciati alle finestre dell'ultimo piano, come storditi. Certo dovevamo essere bagnati fino alle ossa e gelati, a star fermi all'aperto in novembre, ma non mi ricordo di essermene accorta. Adesso  difficile da spiegare, ma era come se tutto rimanesse come sospeso. Quasi non ci parlavamo neppure fra noi. Aspettavamo e basta. Aspettavamo i soccorsi. Aspettavamo che arrivasse qualcuno a dirci qualcosa, a spiegare. Poi cominciarono a suonare i clacson delle auto, a centinaia, come un grande ululato di dolore e di rabbia che saliva da tutta la citt. Per un momento ci rallegr, perch avevamo l'impressione che intorno a noi ci fosse gente, macchine, movimento, e credevamo che soltanto il nostro quartiere fosse alluvionato, e tutto quel chiasso volesse dire che gli aiuti stavano arrivando. Invece i clacson continuavano, non con un suono intermittente ma continuo, e allora cominciammo a capire che era un po' strano che tante persone si mettessero a suonare in quel modo. Non potevamo indovinare che l'intera citt stava finendo sott'acqua e le centinaia di auto i cui clacson urlavano non avevano nessun guidatore, erano state afferrate dalla piena che travolgendole aveva attivato i circuiti elettrici...
A un certo punto rientrammo in casa, per mangiare qualcosa e per cercare di asciugarci. La fame deve aver avuto la meglio sulla paura. Non c'era gas n elettricit, e nemmeno acqua, e i telefoni non funzionavano pi. Tornammo sul tetto ad aspettare. Verso sera sentimmo passare degli elicotteri, anche se non riuscivamo a vederli, e ricominciammo a sperare. Ma gli elicotteri non si avvicinavano nemmeno. Dopo, abbiamo scoperto che dovevano essere impiegati nelle campagne, dove c'erano persone rimaste intrappolate sui tetti delle case coloniche che erano basse e rimanevano facilmente sommerse. Cos  annegata la maggior parte delle vittime. In citt siamo stati molto pi fortunati, perch i palazzi sono alti.
Quando la corrente cominci a rallentare vedemmo che sull'acqua gialla galleggiava uno spesso strato di nafta nera, e la paura degli incendi aument. Se il palazzo avesse preso fuoco che cosa avremmo potuto fare? Poi cominci a venire buio. Riesce a immaginare l'effetto del buio in una citt dove non si accende neppure una luce? Non faceva solo paura, era una paura strana, l'angoscia della desolazione. Noi che viviamo nella civilt non siamo abituati a un buio simile.  stato allora, mentre ci sforzavamo di rimanere di vedetta, e aspettavamo e speravamo che qualcosa accadesse, qualsiasi cosa, che abbiamo capito quanto la situazione doveva essere grave. Neppure una luce, una sola, maresciallo. E nel buio i cani si erano messi a ululare. Aveva smesso di piovere, le stelle brillavano come non si riesce mai a vederle dalla citt, perch non c'erano luci. Non sapendo che cosa fare, andammo a dormire. Ma nessuno dorm. Ci eravamo sistemati tutti nell'appartamento dell'ultimo piano, un po' arrangiati alla meno peggio, sul tappeto, sulle sedie...
Durante la notte l'acqua scese e si lasci dietro uno strato di melma puzzolente, e quando ci fu luce sufficiente per vedere scendemmo quaggi per verificare i danni. Il mio primo pensiero fu Anna, mi chiedevo se fosse rimasta al piano di sotto, sepolta sotto quel sudiciume.
Ed era cos?.
S, ma noi non la trovammo, non in quel momento. Mio marito scese subito: non perch si pensasse che l'avremmo trovata viva, sperava soltanto di recuperare il corpo, se non era stato portato via dalla piena. Ma non riusc a entrare in casa sua, perch nel ritirarsi l'acqua aveva trascinato degli scaffali e dei mobili contro la finestra rotta, bloccando il passaggio, e la porta si era gonfiata e non si apriva pi. Dalla strada vedeva il segno dell'inondazione, una striscia nera e oleosa che marcava l'altezza a cui era arrivata. Era pi su del soffitto della bottega dei Chiari. Nella strada pass un cingolato e dei soldati chiamarono mio marito per chiedergli di aiutarli. Stavano portando via i feriti dal palazzo dove c'era stato lo scoppio, e i soldati avevano cominciato a puntellare la facciata. Non c'erano stati morti: per fortuna a pianterreno non abitava nessuno, perch il pavimento era sprofondato completamente. Mio marito rimase quasi tutto il giorno fuori a lavorare con i soldati. Noi altri qui cercavamo di togliere un po' di fango usando i secchi.
Era un'impresa disperata, ma noi continuavamo a lavorare, non sapendo che altro fare. Per tutta la strada la gente non faceva altro, tutti con la stessa aria sbalordita. Nessuno parlava o quasi, e nessuno si lasciava sfuggire una parola di lamento. Quando mio marito torn a casa, era quasi sera, port con s degli uomini. Non erano esperti o tecnici, solo persone che avevano un bar all'angolo della piazza, che erano andati in giro a distribuire acqua minerale. Devo dire che la gente  stata meravigliosa: sa, non era per niente facile passare per le strade. Mezzo milione di tonnellate di fango, hanno detto poi i giornali, una tonnellata per ciascun abitante, e tutto contaminato dal gasolio e dalle acque di scolo e dalle carogne di animali...
Anna era l sotto, ed era viva. Da principio sembr un miracolo. Avevamo visto fino a che punto era arrivata l'acqua. Ma quando la portarono via, trovammo il posto... Come in molti di questi vecchi palazzi, c'erano dei controsoffitti, ha presente di che genere, fatti con il canniccio e l'intonaco. Lei era salita su un vecchio armadio all'antica, di quelli alti, che per fortuna rimase in piedi perch era puntellato dal letto, che la corrente aveva spostato, cos quando la piena era arrivata anche alla sua altezza, Anna era riuscita a farsi un buco nel soffitto... Grande appena da passarci la testa, e cos era rimasta, con l'acqua fino al mento. Se fosse salita ancora di due dita, lei sarebbe annegata, bloccata l. Certo lei se ne rendeva conto, mentre stava l ad aspettare, come noi aspettavamo sul tetto. E se  stato terribile per noi, quando  venuto il buio e non  arrivato nessuno, pensi cosa dev'essere stato per Anna. Pensi a lei....
Ma la mattina dopo, non  scesa dall'armadio? Non ha chiamato aiuto? Deve aver sentito le persone che andavano e venivano, suo marito che cercava di entrare.
 scesa ma non ha chiamato nessuno. Le ho detto che quella prima mattina eravamo tutti troppo storditi per riuscire a parlare. Il ricordo pi forte che ho di quel giorno  quello delle altre donne che come me si davano da fare inutilmente a spalare tutto quel fango. Ogni tanto una di loro si fermava un momento per osservare un oggetto, un mobile, rimasto sepolto l fuori nella strada, a controllare se per caso non fosse stato suo. Se non lo era, non facevano altro che ricominciare a spalare, senza dire una parola, senza neppure cambiare faccia. No, Anna non ha chiamato nessuno. Per quanto ne so io, non ha pi parlato. Quando l'hanno trovata,  stato solo per caso.
Da principio non capivo perch mio marito insisteva di volersi accertare se il corpo era rimasto nel loro appartamento, prima di fare qualsiasi altra cosa, quando di certo doveva esserci una quantit di persone ancora vive che avevano urgente bisogno di essere aiutate. Eravamo quasi tutti sotto choc, al punto che a parte il pericolo immediato degli incendi, non pensavamo a nessun altro rischio, per esempio alle infezioni. Lui invece aveva capito subito che nei primissimi giorni il pericolo maggiore era quello di un'epidemia di tifo. Nessuno sapeva con certezza quanti fossero i dispersi, e nello spostare le macerie ogni tanto trovavano un cadavere, ma c'erano tantissimi animali annegati, in citt, cani e gatti, oltre al bestiame proveniente dalle campagne e trascinato dalla piena; senza contare tutta la carne e il pesce conservato nei sotterranei del mercato centrale. Ancora diversi giorni dopo continuavano a sgombrare quei detriti, c'erano delle squadre con le maschere antigas. Dev'essere stato un lavoro spaventoso, perch tutti quelli che passavano nei paraggi dovevano coprirsi il naso e qualcuno aveva addirittura i conati di vomito. E quindi mio marito insisteva per la paura del tifo, e c' da ringraziare Iddio che l'abbia fatto, altrimenti lei sarebbe rimasta l dentro una settimana, fin quando arrivarono le pompe ad aspirare il fango.
La finestra era ostruita da un tale ammasso di roba che decisero di abbattere la porta con un'ascia. Io in quel momento ero qui in casa nostra, cercavo di coprire la finestra rotta prima che facesse buio. Era ricominciato a piovere. Sentivo i colpi sulla porta di sotto, ma non sapevo che cosa stessero facendo finch non venne a chiamarmi mio marito.
Ti dispiace scendere un momento?  per Anna. Ho chiamato un'ambulanza ma vorrei che venissi anche tu...'.
Ma come, non mi dirai che  ancora viva?'.
 viva, s, ma... Per favore, vieni gi con me'.
Quando arrivammo in casa sua, gli uomini che lo avevano aiutato erano ancora l, fermi a guardare, senza sapere che cosa fare. Anna era nel suo cucinino, che a loro doveva servire anche da stanza pranzo e da salottino. Si affondava nel fango fino al ginocchio, tutti i mobili erano rovesciati e sepolti nella melma. Sono passata in mezzo agli uomini e ho visto Anna, che in quel momento si chinava a ripescare qualcosa dal fango, il frammento di una tazza, con il manico ancora attaccato. Quando lei si raddrizz vidi che lei stessa era tutta coperta di fango, perfino nei capelli, e quasi non si riconosceva. Nell'altra mano teneva uno straccio tutto melmoso: a un certo punto cominci, pian piano e con molta cura, a strofinare quel pezzetto di ceramica come se stesse lavando i piatti, nel modo pi normale del mondo. Poi lo pos su uno scaffale fissato al muro, sistemandolo con la massima attenzione, in modo che non cadesse.
Anna'.
Lei non rispose, e quasi subito mi resi conto che non si accorgeva affatto della nostra presenza. Continuava a raccogliere cocci e detriti vari, li strofinava e li sistemava su qualsiasi superficie piana che fosse pi o meno orizzontale. Il suo viso non aveva nessuna espressione, ma gli occhi brillavano in modo innaturale, come se avesse la febbre.
Cerca di farla parlare', mi sussurr mio marito.
Io provai e riprovai, ma non c'era niente da fare. Non l'ho mai pi sentita parlare.
Quando arrivarono quelli dell'ambulanza, lei stava spazzando lo strato di fango con una scopa altrettanto infangata, sempre con gesti lentissimi. Noi avevamo paura che si ribellasse, invece si lasci portare via senza fare resistenza. Non sembrava accorgersi n curarsi del fatto che la trasportavano su un mezzo cingolato, insieme con altri feriti.
L'hanno portata a Santa Maria Nuova?.
Credo di s. Almeno, quando poi sono andata a trovarla era l, ma in quei primi giorni c'era una tale confusione che forse in un primo momento potrebbero averla portata in un altro posto. Gli ospedali erano strapieni. Perci io stessa ho aspettato qualche giorno prima di andarci; per poi ho visto che dovevo farlo, perch il taglio pi profondo che mi ero fatta con i vetri aveva un aspetto che non mi piaceva. Avrebbe avuto bisogno di qualche punto, e sembrava che andasse in suppurazione. Mi ha lasciato una brutta cicatrice, guardi. Alz il gomito per mostrargli un largo segno bianco.
Non saprei dire di preciso quando fu che finalmente andai al pronto soccorso di Santa Maria Nuova. Poteva essere la domenica o il luned, ma purtroppo, nella memoria quei primi giorni si sono tutti confusi insieme.
Lo capisco. Il giorno preciso non importa. And a vedere Anna?.
Sembrava strano chiamarla in quel modo, ma si sarebbe detto che stessero parlando di una persona del tutto diversa, che ancora non era diventata Clementina.
L'ho vista, ma solo per un momento. Dopo che mi hanno medicato e fasciato il braccio - mi dissero che per i punti era troppo tardi - ho chiesto in giro e mi hanno detto che era l, nel settore donne del reparto di medicina. Sono salita di sopra e ho parlato con la suora, ma ho potuto solo vederla da lontano. Avevo visto giusto riguardo alla febbre. Aveva la polmonite e la tenevano sotto la tenda a ossigeno. Per la suora mi disse che secondo lei ce l'avrebbe fatta.
Gli bastava solo sentir nominare l'ospedale. Anche di Bruno avrebbero detto lo stesso? Ce la far.... Ormai dovevano avere finito di operarlo...
Forse la signora Santoli si accorse che si era distratto e ne fraintese il motivo.
Mi dispiace, forse le cose che le racconto non sono quelle che vuole sapere, ma le sto dicendo solo quello che ricordo cos come lo ricordo.
No, no. La prego, vada avanti.  proprio questo che voglio sapere. Comincio gi a capire molto meglio perch Clementina era cos strana.
Che effetto curioso, sentire che la chiama cos. Non sapevo neanche che avesse un altro nome.
Dato che lei non ha parlato per tanto tempo, quelli del manicomio hanno cominciato a chiamarla cos, invece che Anna.
S, dev'essere questa la spiegazione, ma cos sembra di parlare di un'altra persona.
A quel punto era davvero un'altra persona, sotto molti aspetti.
Be', non c' da meravigliarsene, no? Aveva perso tutto, marito, figlia, denaro, propriet, perfino quell'inizio di casa che si stavano costruendo. Tutto spazzato via. Ecco che cosa pensavo mentre uscivo dall'ospedale quel giorno, a che cosa avrebbe dovuto affrontare quando si sarebbe ripresa dalla malattia.
Ma lei non l'ha mai affrontato.
Non mi meraviglio. In fondo, per andare avanti uno ha bisogno di avere qualcosa, anche una cosa minuscola a cui attaccarsi. Lei non aveva niente di niente. Anche tutto quel che aveva, le sue cose, ridotte a pezzi, i vestiti rovinati, tutto venne aspirato dalle macchine, insieme alla melma. Quel giorno, mentre tornavo a piedi verso casa, attraversando quel che restava della citt, pensavo proprio a questo. Mi vedevo intorno una quantit di persone che cercavano di ricomporre i pezzi della loro vita. Un'impresa disperata, ma loro ci provavano. Mi ricordo i negozianti che cercavano di mettere in salvo vestiti, quadri, mobili, recuperandoli da quella poltiglia fatta di fango, acqua di fogna e nafta, e si davano da fare da soli, senza lamentarsi. Perfino camminare era difficile: io cercavo il posto dove in ospedale mi avevano detto che potevo andare, una specie di farmacia che avevano montato all'aperto, dove dovevo comprare antibiotici e altre bende. Mi ricordo dei soldati che stavano sollevando con delle corde la carcassa di una mucca per caricarla su un camion, e un uomo che si trascinava nella melma portando in braccio una statua come se fosse una persona morta, e continuavo a pensare ad Anna. Lei che cosa poteva recuperare? Pensai che arrivata a casa mi sarei messa subito a cercare gi da lei, per vedere se riuscivo a trovare qualche piccola cosa che le potessi restituire: fino a quel momento eravamo stati troppo occupati a lavorare in cantina, per cercare di liberare la caldaia. Speravo magari di poter trovare qualche oggettino, qualche ricordo, da poterle portare in ospedale. Era un'idea sciocca, ma non sapevo che cos'altro avrei potuto fare per lei.
Non era affatto un'idea sciocca. Mi dica, sperava di trovare qualcosa di particolare?.
Pensavo che forse, una foto dell'Elenina....
Ah, ecco - esclam il maresciallo, soddisfatto -. Appunto. Per non l'ha trovata?.
No. E purtroppo, neanche io ne avevo, una cosa che mi dispiacque tantissimo allora e mi dispiace ancora adesso. Purtroppo non trovai niente, e anzi la cosa divent un motivo di forte imbarazzo, perch proprio mentre stavo l a frugare dappertutto arriv la sorella di Anna. Pu immaginare come mi sono sentita, perch capivo che giudicando dalle apparenze... Lei per deve aver accettato la spiegazione che le ho dato, perch  salita su da me ed  rimasta un poco a farmi qualche confidenza.  stata lei a raccontarmi che il corpo di Elena era stato ritrovato nella cantina di una casa, due traverse pi in l. Era appena andata a identificarla.
E il marito?.
Il suo corpo fu ritrovato dopo altri giorni ancora, perch la piena lo aveva trasportato molto pi lontano. Io di lui non parlai neanche, perch non sapevo se lei era al corrente e vedevo che era gi molto addolorata. Ma quasi subito ho capito che era soprattutto addolorata per Anna, non tanto per la bambina, sembrava che prendesse la sua morte con una certa filosofia. Si capisce, perch non l'aveva frequentata molto, meno di me, per esempio. Non veniva spesso a trovare la sorella, tutt'altro. Una volta Anna mi aveva accennato che aveva molti problemi con il marito della sorella, e quindi loro non si vedevano cos spesso come avrebbero voluto, proprio per causa sua. A quanto pare, questa sorella era una vera donna d'affari. Secondo Anna, aveva preso dal padre. Non avevo difficolt a crederlo; quel giorno la vedevo per la prima volta, e nonostante quel che aveva passato mi fece l'impressione di avere un carattere forte e di sapere quel che voleva. Tutta diversa da Anna, che era molto fragile. Poi, era vestita bene: come tutti, per camminare nelle strade aveva dovuto mettersi degli stivali di gomma, per aveva una bellissima pelliccia. Io non posso permettermi certe cose, ma le so riconoscere. Era una persona molto distinta, non il tipo che si confida facilmente, ma senza dubbio quel giorno le faceva piacere potersi sfogare con un'estranea ben disposta ad ascoltarla.
Se c' una cosa di cui ho sempre avuto il terrore', mi disse era che ad Anna capitasse una cosa come questa. Io sono un carattere ben diverso; Dio sa se la mia vita  stata faticosa, per riesco a reggere. Non so quanto lei la conoscesse bene, ma mi creda, bastava il pi piccolo inconveniente per farle perdere la calma'.
Io le dissi che me n'ero accorta.
Ma forse non conosce il motivo. Mia sorella e io siamo cresciute in una famiglia molto benestante, ma abbiamo avuto un'infanzia disgraziata. Nostra madre  morta quando eravamo piccolissime, io avevo nove anni, Anna solo cinque. Naturalmente gi questo basterebbe a dare insicurezza a qualsiasi bambino, anche se allora non si dava tanto peso a queste cose, come si fa oggi. Ma purtroppo, quando accadde la disgrazia, Anna era con la mamma ed erano loro due sole. Fu un attacco di cuore, tutt'a un tratto. Non sappiamo se Anna abbia gridato per chiamare aiuto, quel che sappiamo  che rimase l, in piedi accanto al corpo di nostra madre, finch non torn a casa nostro padre ed entr nella stanza. Anna non piangeva, stava l zitta, pallidissima. Potrebbe anche darsi che avesse chiamato, perch, come pu succedere, non c'era nessuno dei domestici abbastanza vicino da poterla sentire. Io ho saputo della morte di mia madre soltanto il giorno dopo. Ci hanno separate, noi bambine. Immagino che allora pensassero di far bene. Dato che non c'era nessuna parente che potesse o volesse prendersi la responsabilit di due bambine piccole ci mandarono in collegio dalle suore. Io ero la maggiore, e quindi Anna si appoggiava a me come avrebbe fatto con una madre, anche se io non avevo nemmeno dieci anni. Secondo me, non si  mai ripresa del tutto. Forse avrebbe avuto bisogno di cure vere e proprie, ma allora non si usava, e le suore erano piuttosto rigide, per niente affettuose. Da quel giorno ho sempre avuto paura per Anna, ho sempre saputo che non era in grado di affrontare neppure le minime difficolt di una vita. Quando ha conosciuto Chiari e ha voluto sposarlo mio padre era assolutamente contrario. Un artigiano, pu immaginare... Sono stata io a convincerlo. Chiari era una persona cos regolare, tranquilla, proprio quel che ci voleva per Anna. Con i problemi che aveva lei, l'unica cosa che contava secondo me era quello, e non mi sono mai pentita di averla sostenuta in questo. Ma adesso... da una cosa cos non riuscir mai a riprendersi. Per qualunque cosa succeda, ci sar sempre io vicino a lei. Finch vivr non la lascer mai sola e non le far mai mancare niente, lo giuro davanti a Dio'.
Non l'ho mai pi rivista.
E Anna?.
Prima che rivedessi Anna pass molto tempo. Quasi subito dopo l'alluvione sono dovuta partire per la Svizzera perch mio padre si era ammalato gravemente, e sono rimasta con lui alcuni mesi, finch  morto. Quando sono tornata la vita qui era di nuovo quella di sempre.  stato meraviglioso il modo in cui ci hanno aiutato, da tutto il mondo. Per, proprio il fatto che tutto fosse tornato alla normalit mi faceva sentire la mancanza dell'Elenina,  stato anzi allora che davvero l'ho sentita per la prima volta. Forse perch prima c'era troppo trambusto.  stata una piccola cosa che me ne ha fatto rendere conto. Un venerd mattina ero dal pescivendolo qui sotto, e c'era una donna che parlava di una tragedia terribile, accaduta non so dove, mi pare nel Galles. Non ho sentito tutto, quindi non so i particolari, ma a quanto pare erano rimasti uccisi tutti i bambini di un certo villaggio. Doveva essere successo pi o meno all'epoca dell'alluvione, perch quella signora diceva che i genitori avevano mandato ai bambini di Firenze tutti i giocattoli dei loro figli, che ormai non servivano pi. Io stavo proprio per dire: Allora forse l'Elenina...', e invece mi sono morsa la lingua e ho pensato:  morta'.
Le confesso, quella sera mi sono fatta un bel pianto. Il giorno dopo sono andata a chiedere di Anna.
A quel punto era gi stata trasferita?.
Eh, s. Sembra che si fosse ripresa fisicamente, ma, proprio come temeva la sorella, non era pi tornata in s. Chiesi sue notizie a Santa Maria Nuova. Mi dissero che non aveva mai parlato, ma che in diverse occasioni aveva cercato di gettarsi da una finestra, e sempre quando stava per venire buio. Avevano deciso di trasferirla a San Salvi, ma avevano dovuto rimandare per un po' di tempo perch aveva ancora bisogno di cure.
Per la pelle, forse?.
S. Lo sapeva gi? Capisce, dipendeva sempre del fatto di essere rimasta immersa in quell'acqua inquinata per tante ore. Dentro c'erano una quantit di sostanze chimiche. Dicevano che le venivano via intere strisce di pelle, ma poi le  ricresciuta bene, senza lasciare tracce. E dopo l'hanno ricoverata in manicomio.
E cos, lei andava a trovarla a San Salvi?.
Sono andata solo due volte, veramente. Non sembrava che mi riconoscesse e non ha mai parlato. Una suora mi raccont che aveva preso l'abitudine di passare tutta la giornata a spazzare i pavimenti. Verso il crepuscolo, aveva anche cercato di nuovo di buttarsi dalla finestra. Io non ho avuto il coraggio di tornare una terza volta, senza contare che poco dopo la mia seconda visita, mia suocera cominci a star male e si trasfer qui da noi.
L'ultima volta che ho avuto notizie di Anna  stato per il secondo anniversario dell'alluvione. Vedendo in televisione i vecchi telegiornali, ho ricominciato a pensare a lei e ho telefonato a San Salvi. Furono molto gentili, mi spiegarono che non dovevo sentirmi in colpa per non essere andata a trovarla, dato che non riconosceva nessuno, nemmeno la sorella. A quanto pare aveva ricominciato a parlare, ma diceva soltanto cose aggressive e oscene, soprattutto alle suore. Io ho pensato che era comprensibile, ma non ho detto niente. Mi chiedevo come reagiva la sorella. Sono sicura che se non avesse avuto un cattivo rapporto con il marito avrebbe preso Anna in casa, indipendentemente da come lei si comportava. Be', immagino che si sia ripresa almeno in parte, visto che alla fine l'hanno dimessa. Chiss che cosa  successo alla sorella? Il giornale diceva che Anna, quando  morta, abitava da sola.
Sola, s. E in condizioni di grande povert.
Di povert? Questo mi stupisce, dopo quello che mi aveva detto la sorella quel giorno.
E infatti, tenendo conto di quel che lei mi ha appena raccontato,  davvero sorprendente. Forse lei aveva del denaro nascosto da qualche parte, e noi non siamo riusciti a trovarlo.
Il maresciallo si alz. D'un tratto ne aveva abbastanza di starsene in quella stanza buia e impeccabile. Voleva telefonare in ospedale e sentiva il bisogno di rimanere solo per ripensare a tutto quello che la signora Santoli gli aveva appena raccontato. Sebbene fosse preso da tanti altri pensieri si rese conto che a questa donna dignitosa e sola dispiaceva vederlo gi pronto ad andarsene.
Se posso chiederglielo - disse lei -, quando ci sar il funerale?.
Veramente non lo so, ma se vuole, appena lo sapr posso telefonarle.
Grazie. Uscirono nell'ingresso e la signora scrisse il numero sul blocchetto immacolato accanto al telefono.
Mi farebbe molto piacere, aggiunse, mentre il maresciallo chiudeva il foglietto nel taschino, allacciando il bottone, Mi piacerebbe andare al funerale. In fondo, una volta Anna faceva parte della mia vita. Con il passare del tempo ci si attacca alle piccole cose.
S - rispose il maresciallo -, ha ragione. Credo che sia per questo che mi ha fatto un'impressione tanto forte non riuscire a trovare niente in casa sua, n una foto, n un ricordo qualsiasi, come lei dopo quel disastro aveva cercato di trovarne uno ma senza riuscirci.
 proprio vero, tutto il suo passato era stato spazzato via. Una cosa per ce l'aveva, ora che lei me lo fa ricordare, anche se forse non l'avr conservata. La seconda volta che sono stata a San Salvi le ho portato l'articolo del giornale che aveva raccontato la sua storia. Pensavo che la scossa potesse farla riprendere a parlare. In fondo, come facciamo a essere proprio sicuri che la mente rimanga sempre a vagare nell'oscurit? Anche mia suocera mi fa la stessa sensazione. Come faccio a sapere che non abbia qualche sprazzo di lucidit, in cui si rende conto di quel che succede a lei stessa, e anche del fatto che io ci sono e mi occupo di lei? Tante volte  la sola cosa che mi fa andare avanti. Su Anna non c' stato nessun effetto immediato, quando le ho dato la pagina del giornale, per gliel'ho lasciata, perch non si sa mai.
Per caso il giornale riportava anche il nome e l'indirizzo della sorella?.
Sono sicura di s, ma non riesco a ricordarlo, mi dispiace.
Non importa. Posso ricuperarlo dall'archivio del giornale. Non credo che Anna l'avesse gettato via - soggiunse -, ma ormai  andato perduto.
Temo di non esserle stata di grande aiuto.
Lei mi  stata di grandissimo aiuto. Le far sapere per il funerale.
Dopo che la porta si fu richiusa alle sue spalle la sent dire con grande gentilezza: Va bene, va bene. Adesso vengo un po' da te a tenerti compagnia.
Scese le scale e usc nell'aria calda della strada. Adesso aveva qualche idea di chi potesse essere l'uomo che cercava, e non era uno zoppo. L'unica cosa che ancora lo lasciava perplesso era come avesse fatto Clementina a scoprirlo.

10.

Nella minuscola cucina di Clementina era buio. Forse stava per scoppiare un altro temporale. La stanza aveva un'atmosfera talmente viziata, dopo essere rimasta chiusa tanto tempo con quel caldo, che il maresciallo apr la finestrina, lasciando entrare l'aria carica di umidit e l'odore della pioggia imminente. Non per questo divenne pi luminosa, e anche azionare l'interruttore non serv. Dovevano gi aver mandato qualcuno a staccare l'elettricit, in attesa che arrivasse il nuovo inquilino. Il maresciallo si chiese chi potesse essere. Non potevano certo pensare di affittare l'appartamento nello stato in cui era. Il buio dava fastidio, anche se il maresciallo aveva ben poco da fare. Apr il cassetto del tavolo, che allora lo aveva lasciato perplesso, e ormai non aveva pi segreti. Lo apr al massimo, ma non tocc niente; come si aspettava, il foglio di giornale sul fondo era sparito. Non era ben chiaro come mai lei lo avesse conservato per tutti quegli anni: rispondere a questo interrogativo significava stabilire fino a che punto Clementina fosse davvero pazza. Aveva avuto dei momenti di lucidit - come aveva detto Linda Rossi e come sospettava la signora Santoli - in cui ricordava il passato e poteva paragonarlo con il presente? Era meno doloroso pensare che fosse del tutto pazza, e quindi priva di ricordi. Forse anche per lei, durante gli anni trascorsi in manicomio, era stato meno doloroso lasciarsi sprofondare nella follia, finch era diventata un'abitudine. E tuttavia, aveva conservato quella pagina di giornale per quasi vent'anni. Quella, ma anche la foto che la raffigurava nella sua pazzia, mentre brandiva la scopa per far contento un giovane cronista. Qualcuno, dopo averla uccisa, aveva portato via il ritaglio sbagliato, eliminando per errore il suo presente e non il suo passato. Un errore che non avrebbe avuto molta importanza, finch la sua morte sarebbe stata considerata un suicidio.
Anna Franci e Clementina la pazza... Di ritorno da Santa Croce, aveva subito telefonato a Galli per chiedergli di rintracciare la pagina in archivio.
Ci penso io. So dove mettere le mani, perch l'avevo ripescato gi quella sera, quando avevo scritto la prima versione dell'articolo su di lei.
Vorrei che me lo avesse detto.
Vorrei che lei mi avesse detto che era stata assassinata! No, sul serio, gliel'avrei detto se lei mi avesse richiamato quando sono tornato. Dopo non ci ho pi pensato, perch alla fine il pezzo non l'ho scritto cos. Mi ha chiamato un tale da San Salvi e mi ha convinto a scrivere su di lei come paziente del manicomio. Per me era lo stesso, come gli ho detto. Tanto, nessuna delle due storie era la roba giusta per questa stagione. Per vendere il giornale durante le ferie ci vogliono un po' di scandali, una bella storia tutta sesso e violenza, oppure i risultati di una lotteria. E magari lei pensa che il suo sia un lavoro deprimente. Le faccio avere una copia.
Il maresciallo richiuse il cassetto e lentamente fece il giro dell'appartamentino. La camera da letto era ancora pi buia, perch le persiane erano chiuse. Ormai non cercava pi niente, voleva solo appropriarsi per un momento dei luoghi. Finora era sempre successo che qualcuno fosse arrivato prima di lui, come era successo in manicomio, per cancellare ogni traccia di Anna Franci e della sua storia. Qualcuno pi intelligente di lui, che era sempre riuscito ad anticiparlo di una mossa. Soltanto quella mattina il giornale aveva diffuso la notizia dell'assassinio, eppure lui aveva gi preso la precauzione di mandare quass il suo tirapiedi, quella specie di King-Kong, in modo che questa volta fosse eliminato il pezzo di giornale giusto, quello che poteva costituire un elemento di prova. Come aveva fatto a capirlo cos presto? Il maresciallo non riusciva a credere che fosse una coincidenza. Certo, alla stazione centrale si poteva trovare la prima edizione del giornale gi poco dopo la mezzanotte, ma se era cos che l'aveva saputo, voleva dire che andava a cercare il giornale tutte le notti, per sicurezza. La posta in gioco era grossa, ma sembrava tutto un po' troppo complicato...
In ogni modo - disse sottovoce il maresciallo, nel silenzio della piccola camera da letto, al buio -, lo trover. Dette un'ultima occhiata intorno e poi usc, chiudendo a chiave la porta. In qualunque altro momento, se fosse stato di umore diverso, si sarebbe forse fermato a chiedersi come mai il procuratore gli avesse restituito le chiavi. Le aveva trovate sullo scrittoio del suo ufficio tornando da Santa Croce, un messaggio di resa senza parole. Ma non si era soffermato a riflettere su questo, n su nient'altro. Non era pi assillato dai dubbi o dalla rabbia per la propria scarsa intelligenza. La sua mente era occupata da Bruno, immobile e silenzioso nel letto bianco dell'ospedale, da Clementina, gi Anna Franci, chiusa dentro un loculo refrigerato di medicina legale, e da un uomo dai capelli grigi e dall'aria rispettabile, che entro la fine della giornata il maresciallo intendeva catturare. Tutto qui. Mettiamo che lo si possa chiamare livello conscio'. Sua moglie, dopo aver avuto di fronte per tutta la durata del pranzo la mole massiccia e taciturna del marito, aveva provato a dire: Sono sicura che questa sera Bruno si sveglier, dopo l'operazione. Vedrai. Lui non le aveva neppure risposto.
Scendendo le scale, si ferm per suonare dai Rossi. Nessuno gli apr e allora prosegu la discesa, attraversando la piazza per entrare nel bar di Franco. Franco era dietro il bancone, e il sorriso con cui aveva cominciato a salutare il maresciallo gli spar dalla faccia.
Maresciallo, che succede? Ha un'aria un po' strana...  successo qualcos'altro?.
Voglio sapere il nome del proprietario di quella casa.
Dove abitava Clementina? Non glielo so dire. Credo che facciano tutto tramite un'agenzia. I Rossi....
Non ci sono.
Ma  successo qualcosa?.
No.
Il maresciallo gir sui tacchi e usc di nuovo. Aveva la vaga sensazione di avergli fatto uno strano effetto. Per Franco aveva simpatia e stima, gli era stato di grande aiuto e non avrebbe voluto che pensasse che si comportava in modo strano con lui per quella faccenda del gioco d'azzardo dopo la mezzanotte. Sarebbe potuto tornare indietro a spiegarsi, ma procedeva con passo determinato, quelle impressioni vaghe non bastavano a fermarlo. Ormai niente pi sarebbe riuscito a fermarlo, finch non avesse fatto quel che andava fatto.
Sent i primi tuoni mentre saliva le scale della stazione e apriva con la chiave. Di Nuccio si fece subito avanti.
Ho appena telefonato all'ospedale. Lo hanno operato e hanno detto che tutto  andato secondo le previsioni.
 cosciente?.
No. Non ancora... Hanno telefonato per lei: un momento solo. Scomparve nella stanza del piantone e torn con un foglietto. Era l'associazione degli inquilini. Una donna. Ha detto che era importante.
Hmm.
Le cerco il numero?.
No.
Ha detto....
Non importa. Per il momento non poteva occuparsi del problema dei Rossi, ma avrebbe chiamato l'associazione degli inquilini dopo essere stato a trovare l'uomo arrestato, nelle camere di sicurezza del Comando. Era probabile che gli potessero perfino dire chi era il proprietario di quegli appartamenti. Ogni cosa a suo tempo. Adesso non poteva lasciare che gli facessero perdere tempo e loro di certo avrebbero cercato di fargliene perdere. Aveva gi promesso di presentarsi all'udienza in pretura e per il momento doveva bastare.
Devo uscire di nuovo, disse a Di Nuccio.
A che ora torna?.
Non lo so.
Perch era venuta una ragazza che voleva vederla e ha detto che era urgentissimo.
Per il maresciallo c'era una sola cosa urgente: acchiappare un rispettabile signore dai capelli grigi che riusciva sempre a precederlo di un passo.
Dille di tornare domani mattina presto.
Mi scusi, maresciallo, ma non sapevo... le ho gi detto di tornare oggi, verso le sei. Pensavo che sarebbe stato in ufficio.
Be', pu darsi che ci sia. Guard l'orologio. Erano le quattro e dieci. Pu darsi.... Entr nella sua stanza e si sedette alla scrivania, tirando verso di s la macchina da scrivere decrepita. Di Nuccio incombeva sulla soglia.
E adesso cosa c'?. Infil un foglio nel carrello e lo stiracchi per raddrizzarlo.
Quella ragazza. Be', non mi ha voluto dire che cosa voleva, insisteva per vedere lei. Dice che lei la conosce. Volevo dire soltanto che quando ha detto che era urgente io le ho creduto. Piangeva a fiumi... Non ho mai visto nessuno piangere in quel modo.
Ah,  quella l.... Il maresciallo cominci a scrivere a macchina e Di Nuccio rimase a fissarlo perplesso, poi usc e chiuse la porta. Avrebbe sgranato gli occhi ancora di pi se avesse potuto vedere che il maresciallo, con due dita grassocce, stava scrivendo e riscrivendo il proprio nome e indirizzo, a volte intercalandoli con una riga di lettere e numeri a caso. Quando ebbe riempito cinque pagine le timbr qua e l tutte quante con vari timbri presi dal cassetto, e poi, soddisfatto, le infil in una grossa busta.

Sta arrivando il sostituto procuratore per interrogarlo, se vuole aspettare....
No. Ci vado subito.
L'ufficiale chiam un giovane carabiniere. Accompagna il maresciallo gi alle camere di sicurezza.
Signors.
Il maresciallo segu il ragazzo in silenzio, lo osserv mentre apriva la serratura e si faceva da parte, con le chiavi in mano, accanto alla porta aperta. Entr e sent il lucchetto richiudersi alle sue spalle.
L'uomo era disteso sulla brandina e fumava. Non si dette la pena di muoversi, limitandosi a osservare il maresciallo con gli occhi socchiusi, dietro una nube di fumo. Aveva la camicia aperta fino alla vita e il fitto strato di pelo sul petto era lucido di sudore.
Gli occhi del maresciallo, grossi e sporgenti, lo osservavano con altrettanta attenzione e cautela. Non poteva permettersi di fare errori, ancor meno del suo avversario, che adesso sogghignava con aria spavalda. Nella cella c'era una sola seggiola piccola e rigida, e il maresciallo vi si sedette dopo averla sistemata il pi lontano possibile dalla branda. Non parl, continu soltanto a fissare l'energumeno disteso sul letto, cercando di valutarlo. Non era difficile. Di sopra gli avevano mostrato l'incartamento che lo riguardava, ma anche senza leggerlo non c'erano dubbi: era uno che aveva passato pi tempo in prigione che fuori, e per lui il delitto non era tanto un mestiere, quanto un modo di essere. Dalle sue attivit non aveva mai ricavato molto, e non ne avrebbe mai ricavato molto, ma era il solo comportamento che conoscesse. La sua unica difesa sarebbe stata quella di negare tutto, e tutte le astuzie dell'interrogatorio non sarebbero bastate a farlo vacillare, come sarebbe potuto accadere con una persona pi intelligente, capace di valutare i vantaggi e gli svantaggi e di seguire i consigli di qualche avvocato con la speranza di ottenere un trattamento pi favorevole. Era un tipo brutale e probabilmente permaloso. Tanto brutale da tenere la sua posizione nonostante tutto, e tanto suscettibile da essere gi innervosito dall'inatteso silenzio del maresciallo, al punto che fu il primo a romperlo.
Non ho niente da dirle.
Allora stai zitto. Il maresciallo continu a fissarlo.
Ho detto tutto quello che ho da dire. Sono entrato in quella casa perch sapevo che era vuota, e dato che non ho rubato niente....
Non mi interessa.
E allora perch  qui?.
Ho una cosa da dirti. Ma non la disse.
L'uomo, che si chiamava Bruti, dette una tirata all'ultimo mozzicone di sigaretta e si rotol di lato per spegnere la cicca sul pavimento.
Non ha mica da fumare?.
No.
Bruti si rimise sdraiato sulla schiena, gli occhi fissi al soffitto. Una mosca gli si pos sul petto e lui cerc di colpirla con la mano. La mosca fece un giro al di sopra di lui e si pos di nuovo.
In questo buco si soffoca. Quando mi trasferiranno a Sollicciano?.
Non lo so.
Sarebbe stato pi contento di risistemarsi in prigione, con un sacco di vecchi amici intorno e un tran tran quotidiano che gli era familiare. Era fuori solo da otto mesi.
Stronzi!. L'esclamazione sembrava non rivolgersi a nessuno in particolare, ma era probabile che comprendesse sia i carabinieri, sia le mosche.
 l che l'hai conosciuto? A Sollicciano?, chiese il maresciallo.
Pensavo che non le interessasse.
Esatto. Non importa gran che. Tanto lo posso scoprire da solo.
Allora lo scopra.
S, avrei dovuto chiederlo a lui, ma sul momento non ci ho pensato....
Bruti non reag. Se il maresciallo ebbe l'impressione che i muscoli lucidi del petto si fossero contratti, forse fu solo perch era quel che sperava di vedere.
Buffo - riprese -, non avrei mai pensato che tu fossi un tipo che si lascia mettere i piedi in testa tanto facilmente.
A me nessuno mi mette i piedi in testa.
Lui  intelligente, ecco dove sta il guaio. Uno come te dovrebbe starsene con la gente del suo tipo. Con quelli sai dove stai. Invece, quando hai a che fare con uno troppo pi furbo di te, finisce che ti prendi tutte le colpe.
Per che cosa?.
In questo caso per omicidio, tanto per dirne una sola... mi pare che ti abbiano mandato la comunicazione giudiziaria per l'assassinio di Clementina?.
Quello non significa niente.
No. O meglio, non significava niente quando contro di te non c'erano prove vere e proprie, ma adesso diventerai l'accusato principale. Ho pensato che dovevo dirtelo. Poi sta a te decidere che cosa fare, ma a me non sembrava giusto che lui potesse uscirne pulito mentre tu te ne resti dentro finch campi.
Non ho capito di chi crede di parlare.
Come ti pare. Io pensavo solo che era giusto dirtelo. Prima di sera sarai sicuramente incriminato.
Incriminato di che cosa? Contro di me non avete niente, c' solo lo scasso della porta di una casa vuota dove non ho rubato niente perch siete arrivati voi.
S, certo, ma del resto, dentro non c'era niente da rubare, no?.
Lui non rispose.
Bene, come ho detto, fai come ti pare. Se vuoi continuare a raccontare la tua storiella, affari tuoi. Finch non c'erano prove, non c'era movente e non c'erano testimoni, era la cosa migliore da fare. Il guaio, come ho detto prima,  che quel tipo ha cervello e tu no. Il maresciallo dette un colpetto alla grossa busta che teneva sulle ginocchia.  arrivato perfino a dire che eri un ritardato mentale... si vede che ce l'aveva ancora con te per aver preso il ritaglio di giornale sbagliato, la prima volta.  vero che non sai leggere?.
L'accusa di omicidio non gli aveva fatto nessun effetto, ma a questa domanda Bruti si fece scuro in faccia, mentre i suoi occhi mandavano lampi di collera.
Nessuno pu aver detto questo!.
Che sei un ritardato mentale? Lui l'ha detto, eccome. Non dico di avergli proprio creduto, per  vero che non hai preso il ritaglio giusto e comunque lo so che non sai leggere. C' scritto nel tuo fascicolo. Fossi in te non mi preoccuperei per questo. Non  niente rispetto a certe altre cose che ha detto. Voglio essere onesto con te: io gli ho creduto per non pi del cinquanta per cento, ma questa  solo la mia opinione. A te serve poco, perch di certo lui si trover un avvocato di prima classe che non far nessuna fatica a convincere il giudice. Quello che dice lui  piuttosto plausibile, e con i tuoi precedenti... Be', quando tu sarai finito in gabbia lui sar a posto. Non solo avr avuto quel che voleva, non avr neanche bisogno di pagarti il tuo lavoro. Non ti ha mica pagato, no? Ma quello che non hai capito  che lui non ti avrebbe pagato mai. Forse ti ho dato un'impressione sbagliata. Magari pensi che qualcosa  andato storto e che lui si rif su di te per difendere se stesso. Ma non  andata cos.  lui che  venuto da noi per raccontarci tutto. Altro colpetto sulla busta.  cos che aveva progettato la cosa fin da principio, non hai capito ancora? Tu eri proprio il cretino di turno, con una fedina penale lunga un metro. Dopo che hai fatto il tuo lavoretto per lui, lui non doveva fare altro che venire da noi a raccontarci tutto. Cominci a far uscire dalla busta i cinque fogli dattiloscritti e tempestati di timbri, aggrottando la fronte.  proprio un tipo in gamba....
Il successo della manovra fu senz'altro soddisfacente, ma anche preoccupante. Non per nulla il maresciallo aveva sistemato la sedia il pi lontano possibile, e comunque era ben contento che l'uomo fosse analfabeta, perch lo vide raddrizzarsi in un attimo e slanciarsi avanti cercando di afferrare le carte, che il maresciallo ricacci nella busta cos in fretta da stropicciarle tutte.
Bruti si gett di nuovo sulla branda, vomitando una tale scarica di urli e parolacce che il giovane carabiniere rimasto fuori apr lo spioncino per vedere che cosa succedeva.
 tutto a posto. Il maresciallo lo conged con un cenno e lo spioncino si richiuse. Bene, ecco che cosa ero venuto a dirti, per quel che vale. Se ti vuoi difendere, hai bisogno di sapere di che cosa ti ha accusato lui. Lui dice di averti mandato a trovare Clementina per una certa questione, una cosa innocente, riguardante la casa, e tu, quando hai visto che era una mezza pazza e che viveva sola, sapendo che lei aveva tanti soldi nascosti da qualche parte, una notte sei tornato e....
Tutte balle. Non creder mica di cavarsela cos! La vecchia non aveva una lira!.
Vuoi dire che hai dato una bella guardata in giro, dopo aver fatto il tuo lavoretto, e non hai trovato niente? Ma questo non ti salva, perch lei ce n'aveva davvero, di soldi, ne aveva tanti, e allora chi potr mai credere che tu non abbia sperato di trovarli? Sei stato preso in giro, Bruti,  meglio che lo capisci e cominci a inventare qualche storia un po' pi solida. Capisci, lui dice che gli hai raccontato quel che hai fatto, gliel'hai spiegato nei dettagli, e certi dettagli potrebbe averli saputi solo da te. Sul giornale non c'erano. Tu capisci che cosa voglio dire. Con lui che testimonia contro di te non hai nessuna speranza di cavartela, e continuando a tenere la bocca chiusa non ottieni altro che farlo passare come un innocente che ha avuto la buona idea di collaborare con noi. Ti hanno fatto fare la figura del fesso, ma in fin dei conti  proprio quello che ti meriti. Come mai sei arrivato a quel punto? Lo so che sei un violento, ma questa  un'altra cosa. Hai ammazzato a sangue freddo una vecchia indifesa: e per quanto ne sapevi tu, era solo perch lui doveva vendere la casa e non riusciva a mandarla via.
Dovevo pure essere pagato, no? Quello che voleva lui sono affari suoi. Tanto, lei era troppo bacata in testa per capire qualcosa... erano anni che lui non le dava pi tutta la pensione. Le aveva raccontato qualche balla, che c'era una nuova legge e che se si fosse lamentata l'avrebbero rinchiusa di nuovo. Lei credeva che lui le facesse un favore a dargliene mezza, quella vecchia scimunita! Quelli come lei dovrebbero tenerli dentro... Quando sono andato l mi ha perfino sbattuto la scopa in faccia. Sono contento di averla fatta fuori, e se lui cerca di mettermi di mezzo con i suoi signori avvocati, sistemo anche lui! Lasciamo perdere quella stronza vecchia pazza, a me chi ci pensa? Eh?  a me che devo pensare!.
Esatto - rispose il maresciallo -, fai bene a pensare a te, perch sta arrivando il procuratore.
Be', glielo dica! Glielo dica che sono tutte bugie. Glielo dica che  stato lui a mandarmi l per minacciare quella vecchia scema e per cercare di farmi dare i soldi da quei due con la bambina, per pagare i lavori della facciata, che se no non sapeva da dove tirarli fuori! Glielo dica....
Diglielo tu - replic il maresciallo -. A me non interessa. E questa volta diceva la verit. La sola cosa che gli serviva sapere, ormai, era il nome di quell'uomo e dove si trovasse. E dopo tutta la commedia che aveva appena messo in piedi, non poteva pi chiederglielo.
All'uscita incontr il procuratore.
Ah... Allora, gli ha parlato. Ho paura che non ne ricaveremo niente. Ho un mandato per furto con scasso, che almeno dovrebbe permetterci di tenerlo ancora dentro per un po'.
Ne pu preparare un altro - disse il maresciallo -. Per omicidio.
Per...?.
Ha confessato, pi o meno. Per  meglio che lei lasci tutto come sta fino a domani. E poi mi ci vorr un altro mandato.
Non si rendeva conto del fatto che in pratica stava dando degli ordini al procuratore. E se quest'ultimo se ne rendeva conto a sua volta, non si oppose. Dopo aver deplorato il fatto che non capisse niente, ecco che adesso il procuratore si limitava a fissarlo con aria incerta, mentre il maresciallo diceva, quasi parlando a se stesso: Potrebbe anche servirmi stasera, quell'altro mandato....
Ho capito. A che nome?.
Non lo so.
Lei non....
Potrei venire a saperlo domani, quando riapre il catasto, ma lui  sempre riuscito a precedermi, questa volta devo essere io a precedere lui, se no mi scapper di mano. Devo trovarlo stanotte. Lasci stare Bruti fino a domani. Mi far sentire.... Nella sua mente, l'espressione che aveva visto sul viso del procuratore gli rimase collegata con la restituzione delle chiavi, ma non ci pens. E quando il procuratore gli grid dietro: Come va quel ragazzo...?, non lo sent neppure, svolt l'angolo e prosegu per la sua strada. Se qualcuno fosse riuscito a penetrare la sua astrazione e chiedergli dove andava, e in che modo si proponeva di mettere le mani su uno sconosciuto, di cui non sapeva dove si trovasse, non avrebbe saputo rispondere. Ma nessuno era in grado di penetrarla, neppure quando, per qualche ragione non ben chiara, il maresciallo si ritrov di nuovo nella sua stazione e nella sala d'attesa vide la ragazza che piangeva, munita di fazzoletto. La fece entrare nel suo ufficio e si sedette, pronto ad ascoltare con pazienza, mentre i suoi grossi occhi la fissavano senza vederla veramente.
Bastava aspettare altri quindici giorni e sarebbe andato tutto bene... almeno, avrei avuto il tempo di guardarmi intorno per trovare qualcosa, ma Laura dice che devo andarmene subito per non essere coinvolta, e comunque ormai lui mi licenzier di sicuro. Laura se n' gi andata. Appena  tornata dalle ferie, stamattina, ha vuotato i cassetti della sua scrivania e se n' andata, ma lei ha un marito e quindi non ci sono problemi, non ha bisogno del permesso di soggiorno... Io invece, se resto invischiata in questa storia, anche se non  colpa mia, non me lo daranno pi. Se solo fosse successo tra quindici giorni! Il marito di Laura  uno che fa lo stesso lavoro,  cos che ha indovinato che cosa succedeva e le ha fatto dare le dimissioni, ma io che cosa devo fare?
Pian piano, dominando la crescente impazienza, il maresciallo cominci a dipanare la matassa ingarbugliata cercando di individuare i fatti in tutto quel pasticcio. Come sempre, il lamento della ragazza scorreva senza singhiozzi, solo grossi lacrimoni le scivolavano gi per le guance, e il fazzoletto appallottolato fra le mani era zuppo. Guarnaccia gliene porse uno pulito, che ben presto si ridusse nello stesso stato.
Perch quindici giorni?.
Perch allora il mio periodo di prova di due mesi sarebbe scaduto e lui sarebbe stato costretto ad assumermi in modo definitivo.
Ma quel posto non le piace.
Lo so, ma allora avrei potuto licenziarmi.
Lei vuole l'assunzione definitiva per potersi licenziare?.
S. E adesso che cosa faccio? Come far adesso?.
Guarnaccia si frug nelle tasche alla ricerca di un altro fazzoletto. Non lo aveva, ma in un cassetto trov una confezione di fazzoletti di carta e la spinse verso di lei sul piano della scrivania.
Grazie. Lei  il solo che mi pu aiutare. Non so a chi altro rivolgermi.
A quel punto aveva capito. Il problema  il permesso di soggiorno che deve chiedere in questura?.
Si capisce.  quello che dico. Se lui mi prende....
Ho capito. Per avere un permesso di soggiorno di cinque anni lei deve dimostrare di avere un impiego fisso e di essere in grado di mantenersi.
Il permesso temporaneo sta per scadere... me l'hanno dato per il periodo di prova, e dopo devo portare una lettera in questura, firmata da lui, in cui si dice che sono impiegata....
D'accordo. Be', non  la fine del mondo. Deve solo trovare un altro lavoro e procurarsi un altro permesso temporaneo, e ricominciare tutto da capo.
Ma quando questa storia verr fuori non mi daranno pi nessun permesso! E anche se faccio come dice Laura, e me ne vado adesso, la polizia mi trover lo stesso, non crede? Penseranno che c'entro anch'io, mentre invece non sapevo niente, finch il marito di Laura....
Questa Laura - a quanto capisco,  una che lavora nel suo ufficio - che cosa le ha detto di preciso?.
Mi ha spiegato qual  il gioco che lui sta facendo! Quando le ho raccontato che parte mi aveva fatto per la storia delle etichette lo ha raccontato al marito e lui ha capito subito che cosa succedeva, e ha detto che non  di certo l'unico a fare queste cose, e ha sentito dire che ci sono dei creditori che gli stanno alle costole, e se i nodi vengono al pettine verr fuori tutto quanto. Pensare che se l' presa con me in quella maniera,  questa la cosa terribile! Come facevo a sapere la storia di quegli stupidi bottoni? Avevo un ordine per tremila capi da....
Signorina, mi vuole spiegare con precisione che cosa sarebbe, secondo lei, questo gioco' che fa lui?.
Sono le etichette.
Non i bottoni?
I bottoni sono da cambiare, ecco il guaio!  tutto il giorno che mi sento male solo a pensarci. Il dottore mi ha dato gli antibiotici e dice che potrebbe essere un virus, ma lui non sa che cosa sto passando.
Vuole un caff?.
No. S. Mi andrebbe una sigaretta, se a lei non dispiace.
Faccia pure.
Si alz e chiese a Di Nuccio di portare del caff, poi lasci che lei continuasse a divagare, e quando arriv il caff, prov di nuovo.
Qual  di preciso il problema di queste etichette?.
Che c' scritto Made in Italy' quando invece non lo sono.
Le etichette?.
I vestiti. Li fanno a Taiwan, in posti cos. Non so dove. Il marito di Laura dice che  una frode. C' una legge apposta.
 vero.
Allora aveva ragione Laura. E lui crede di potersela cavare facendo rifinire la roba qui in Italia, e per questo fa attaccare i bottoni qui. Solo che stavolta laggi si sono sbagliati e hanno mandato la roba con i bottoni gi attaccati, e io non sapevo che era una cosa grave, come facevo a saperlo? L'ordinazione era gi arrivata in ritardo, e allora....
D'accordo. Beva il caff, che si raffredda.
Adesso che ho fatto cambiare quei maledetti bottoni, l'ordine  talmente in ritardo che i clienti hanno telefonato stamattina dalla Germania per disdire tutto. Lui mi licenzier.
Be', ma per il momento non c', no?.
Telefona tutti i giorni. E non so quante volte  tornato, piombando in ufficio per urlarmi le cose peggiori, e poi precipitarsi di nuovo al mare da quella carogna di sua moglie. Se vuole saperlo, secondo me  tutta colpa sua per questo guaio. Del resto, la ditta  a nome di lei. Le donne cos mi fanno schifo. Se ne stanno con le mani in mano, ma trovano sempre qualcun altro che sgobba per loro. Ma da come si mettono le cose dovr trovare qualche altro scemo che si lasci imbrogliare, perch quest'ordinazione annullata sar l'ultima goccia. Laura tiene i conti, o meglio li teneva, e dice che le cose stanno cos. Se lui fallisce, che cosa mi succeder?.
Niente, signorina.
Se me ne vado come dice Laura, prima del crollo, potrebbe sembrare che sia scappata perch sono anch'io complice della frode, ma se aspetto che lui mi licenzi sar ancora pi difficile trovare un altro impiego, e dunque, che cosa devo fare?.
Niente.
Ma come faccio a non fare niente?.
Vada a casa e si faccia una buona nottata di sonno. Poi vada avanti con il suo lavoro come meglio pu e cominci a cercarsi un altro impiego. Per i prossimi quindici giorni non pu succedere niente, anche se lui dovesse fare fallimento. Se per allora lei avr avuto il suo permesso regolare, tanto meglio. Se no, le scriver io una lettera per la questura che l'aiuter ad averne un altro temporaneo finch le cose si sistemano.
Ma lui potrebbe sempre licenziarmi per via di quest'ordine.
Be', se dovesse succedere....
Vengo subito da lei e glielo dico.
D'accordo... lei viene da me e me lo dice. Adesso deve scusarmi. Si alz.
Glielo dico subito. Ora torno in ufficio per vedere come vanno le cose. Potrebbe essere tornato.
D'accordo.
E poi le telefono.
Il maresciallo riusci a farla uscire e lei se ne and che ancora piangeva.
Di Nuccio!.
Maresciallo?.
Trovami quelli che hanno telefonato prima... l'associazione degli inquilini.
Subito.
Altri problemi della gente. Eppure, nel frattempo, in fondo alla sua mente c'era sempre la stessa idea: entro stasera lo devo trovare.
Prese il ricevitore appena il telefono squill.
Quel numero per lei, maresciallo. E una certa signora Betti.
Pronto? Parlo con il maresciallo Guarnaccia?.
S. Mi dica.
Avevo telefonato prima, ma lei non c'era.
Lo so. Ho gi detto alla signora Rossi che sono disposto....
Oh, non le telefono per i Rossi - si capisce, le sono pi che riconoscente, sono brave persone e meritano di essere aiutate - ma non la disturberei per una cosa simile. Non le hanno riferito il mio messaggio? Avevo lasciato detto che era urgente.
S, me l'hanno riferito. Non sapeva che tutti quelli che telefonavano dicevano che era una cosa urgente, fosse per qualcuno morto assassinato o per un gatto che si era perso?
 per la signora Franci.
Clementina?.
S, Clementina, come la chiamavano. Stamattina, quando ho visto sul giornale che era stata uccisa  stato un colpo terribile. Prima avevano detto che era un suicidio, e sapendo come sono i giornali... bene, per prima cosa,  vero?.
Che  stata assassinata? S,  vero.
Allora ho fatto bene a chiamarla. Credo di poterle essere d'aiuto.
Il proprietario della casa?.
Esatto! Allora lo sa gi.
Mi piacerebbe molto sentire che cosa sa lei, e prima di tutto come si chiama.
Fantechi. Carlo Fantechi.
Grazie. E il suo indirizzo?.
Quello non lo so, purtroppo. Abbiamo trattato con l'agenzia che affitta gli appartamenti. Adesso  chiusa, ma se li chiama domani mattina glielo potranno dire.
Ma il maresciallo era ancora convinto di non avere tanto tempo da perdere.
La cosa che mi preoccupa di pi - prosegu la signora Betti -,  che forse potrei avere qualche responsabilit per quel che  successo.
Lei?.
S, indirettamente, se i miei sospetti sono giustificati. Il guaio  che quando  venuta a trovarmi non sono riuscita a decidere come classificarla. Era molto strana... be', dopo ho letto sul giornale che era stata a San Salvi, ma quando l'ho conosciuta non lo sapevo. Non sapevo come considerare quel che mi diceva, ecco la verit. In certi momenti sembrava proprio pazza, e questo mi faceva dubitare che dicesse la verit, eppure ogni tanto mi dava certe occhiate cos acute che mi lasciava perplessa. Non so se riesco a farmi capire.
Perfettamente.
Be', lei ne sapr pi di me sulla signora Franci. Era possibile che si fosse inventata tutto, oppure potevano essere cose vere ed era lei che accentuava ancora di pi la sua eccentricit. Alla fine ho deciso di non prendere iniziative se lei non mi avesse procurato qualche elemento di prova. A giudicare da quel che le  successo, temo che sia stato un tremendo errore. Tuttavia, era una storia complicata, e ancora adesso non so bene che cosa avrei dovuto fare. Le spiego nel modo pi conciso possibile. Prima di tutto lei venne da me perch era stata minacciata di sfratto, come i Rossi. Quando le chiesi di spiegarmi le condizioni del suo contratto di affitto lei mi disse che non ne aveva. Mi disse che non pagava l'affitto e che aveva il diritto di restare in quella casa per tutta la vita.
Le disse che la casa apparteneva a sua sorella?.
S. Allora era vero? Era una storia talmente strampalata che per me  un gran sollievo sapere che la conosce gi almeno in parte. S, la casa era della sorella, mi disse, ma adesso la sorella era morta, e quindi apparteneva tutto a suo cognato, anche se a lei spettava l'usufrutto vita natural durante. Fin l, poteva essere abbastanza normale, ma il seguito non era tanto credibile. Se mi avesse detto fin da principio che era stata a San Salvi tutta la faccenda avrebbe avuto pi senso, ma lei non me l'ha detto. Invece mi ha raccontato che quest'uomo in pratica la terrorizzava, minacciandola di farla rinchiudere se lei non se ne andava per permettergli di vendere. E quando lei non se n'era andata l'aveva minacciata di farle togliere la pensione.
Mi rinchiuderanno. Se non posso dimostrare che ho la casa e il lavoro mi rinchiuderanno. Ma io non me ne vado!'.
Era evidente che era terrorizzata, ma quel che diceva non aveva alcun senso. Quell'uomo deve aver cercato di farle credere che sarebbe stata riportata in manicomio. Se solo mi avesse parlato di San Salvi mi sarei informata da loro. Se era stata ricoverata tutti quegli anni poteva essere vero che non avesse pi la disponibilit legale del suo denaro, anche della sua pensione. Purtroppo, io semplicemente non le ho creduto, almeno non abbastanza.
Che cos'ha fatto?.
Le ho detto che, se era vero quel che affermava, aveva il diritto di rimanere in quella casa secondo quanto era stabilito dalla sorella nel testamento, che doveva procurarsi una copia di quel testamento e portarmela. Se era vero, in nessun caso avrebbero potuto sfrattarla, e noi l'avremmo difesa. Non l'ho mai pi rivista. Ah... aveva detto anche un'altra cosa: che una volta lui aveva cercato di farla andare via di casa con un trucco, offrendole di mandarla in vacanza in crociera, niente di meno.
Ma io lo conosco, non m'imbroglia con i suoi giochetti! Mia sorella  stata una stupida, a sopportarlo per tutta una vita, ma io non sono mica stupida! Non ci riuscir a farmi rinchiudere!'.
Le sembra strano che io non le abbia creduto?.
Per niente.
Se solo mi avesse detto tutta la verit. Be', quel che  fatto  fatto. Ma adesso sono quasi certa che quell'uomo non solo la minacciava, ma la imbrogliava, voglio dire che se era il suo tutore legale....
S. Penso proprio che le abbia sottratto una cospicua eredit.
E io che l'ho mandata a chiedere una copia del testamento! Noi dovremmo esser qui per aiutare le persone, ma io non faccio che pensarci da oggi pomeriggio, dalla prima volta che ho cercato di chiamarla. Se non fosse stato per me, magari lui l'avrebbe mandata via di casa, ma oggi lei sarebbe ancora viva.
Aiutare le persone non  facile. Clementina non le ha detto la verit. Non lo fa mai nessuno. Non le disse per che anche i Rossi avevano cercato di nascondergli l'esistenza della bambina: in fondo, neppure lui era stato sincero con loro...
Ma in questo caso, le conseguenze... Vede, le ho detto che qui avevamo un avvocato che si sarebbe occupato della cosa. Lei deve avere minacciato Fantechi di fare appunto questo. Quando ho saputo che era morta - anche se dicevano che era un suicidio - mi sono sentita tremendamente in colpa per non averle creduto fino in fondo. Quando poi  venuto fuori che era stata uccisa... lei pensa che sia stato il cognato?.
S e no. Ha mandato a farlo qualcun altro.
Dev'essere in gioco molto denaro, se ha corso un rischio simile.
Non sono sicuro che sia tanto semplice. Non penso che sia un criminale di professione,  solo un disperato.  probabile che abbia gi speso tutto.
Forse ha ragione. Qualunque sia il motivo, non so se riuscir mai a perdonarmelo, anche se averglielo raccontato mi fa sentire un pochino meglio.
Le sono enormemente grato.
Era il meno che potessi fare. Ma voglio essere onesta con lei. Ero un po' in dubbio se farmi avanti o no, ma il caso di Linda Rossi mi ha fatto decidere. Con tutto quello che ha per le mani in questo momento, lei ha trovato il tempo di aiutarli. Mi sarei vergognata di farmi i fatti miei e non darle il mio aiuto. Quando avr bisogno di me per la testimonianza sono pronta.
La donna riattacc.
Adesso il maresciallo sapeva come aveva fatto Clementina scoprire tutto, o a cercare di farlo.
Non me ne vado!. Aveva detto la stessa frase anche a qualcun altro, vero? Il ricordo gli era appena affiorato alla mente quando il telefono squill di nuovo. Se non fosse stato cos distratto dall'idea che gli si stava formando in testa avrebbe impedito a Di Nuccio di passargli la chiamata: invece, prima che si rendesse conto, ecco la voce piagnucolosa, il lamento che ricominciava, e questa volta c'erano anche i singhiozzi. Non c'era speranza di riuscire a farla smettere, e lui non ci prov neppure.
Lui non c', ma l'autista non si  neanche fatto vivo e adesso non ho idea di dove sia andato a finire il carico con quell'ordine. E non  tutto!.
Il ricordo affior alla superficie e le immagini si disposero ai posti giusti. Aspett di cogliere la pausa che gli avrebbe permesso di farsi sentire.
Laura mi ha appena telefonato per dire che ha sentito dire che  in prigione - ecco perch non si  fatto vivo - ma non lui, il nostro autista! E se qui arrivasse la polizia? Lei  la sola persona che mi pu aiutare... le giuro che non lo sapevo, io non sapevo niente! Il fatto che non abbia cambiato quei bottoni  la prova, no? Dunque,  vero o no?.
Signorina, per favore smetta di piangere e si calmi.  tutto finito.
Ma che cosa devo fare?.
Niente. O meglio, per adesso continui ad andare in ufficio tutti i giorni.
E se arriva la polizia?.
Verranno i carabinieri. Verr io. E nessuno la disturber, in questa fase. Capisce?.
La sola risposta fu un singhiozzo, ma pi sommesso.
Adesso, mi ascolti con attenzione: il biglietto da visita della ditta che lei mi ha dato portava il nome... - lo ritrov frugandosi in tasca -, ...il nome Antonella Masolini.
Gliel'ho detto,  a nome di lei....
Esatto. Il suo nome da ragazza, immagino. Il marito si chiama Fantechi?.
S. Carlo Fantechi. Allora lo conosce? Vuol dire che  gi stato in prigione?.
Non  detto, ma secondo me  anche probabile che ci sia stato, e abbia conosciuto l il vostro autista.
Se sapessi che Bruti  stato in prigione non mi meraviglierei affatto,  un vero mascalzone.
Lei mi sa dire da quanto tempo il suo principale  sposato con questa Antonella Masolini?.
Non so con precisione, ma non dev'essere tanto tempo. Forse un quattro o cinque anni.
Mi dia il loro indirizzo, le dispiace?.
Di qui o della casa al mare?.
Tutti e due, se pu. Adesso lui dov'?.
Credo che sia a casa. Ha telefonato di l prima che io venissi da lei e ha detto che sarebbe stato in ufficio domani mattina presto, quindi penso che ci sar ancora.
E le ha telefonato tutti i giorni?.
Tutte le mattine, anche quando era al mare.
Allora lei glielo ha detto che io ero venuto qui?.
Lei aveva detto che dovevo dirglielo, che sarebbe tornato....
Va benissimo. Mi ricordo che cosa ho detto. Adesso, cerchi di ricordare con precisione che cosa ha detto lei... voglio dire, di Clementina. Gli ha raccontato che io avevo detto che era morta assassinata?.
Mi pare di s... Devo averlo fatto... ma che cos'ha a che vedere questo con....
Mi dia quegli indirizzi.
Il maresciallo li annot. Aveva ottenuto quel che voleva, senza aspettare l'indomani. Ma doveva ancora passare a prendere il mandato, e per quanto ne sapeva, quel signore rispettabile dai capelli grigi, che ormai aveva anche un nome ma riusciva sempre a precederlo di un passo, poteva essere al volante di un'auto, diretto al confine pi vicino.

11.

Niente male..., scapp detto a Di Nuccio mentre seguiva il maresciallo nell'atrio spazioso. Di fronte a loro, uno scalone di marmo con una guida rossa nel mezzo, e sul primo pianerottolo un gruppo di grandi piante in vaso. Somiglia piuttosto a un albergo....
Desiderano?.
Alla loro sinistra c'era il finestrino della portineria: una faccia magra si sporgeva a guardarli da sopra un giornale. Il maresciallo si avvicin e disse: Fantechi.
Sono via.
Ignorando la risposta, il maresciallo chiese: L'appartamento in cui abitano  di loro propriet, vero?.
In questo condominio  cos per tutti. Apparteneva alla prima moglie. Il maresciallo fece un segno a Di Nuccio ed entrambi si infilarono nella portineria, dove erano invisibili dall'esterno.
Da quanto tempo lavora qui?.
Io? Quindici anni.... Ripieg il giornale e scrut prima la faccia inespressiva del maresciallo, poi quella aggressiva di Di Nuccio. C' qualche problema?.
S - rispose il maresciallo, senza darsi la pena di dirgli che cosa -. Che piano?.
Sono via, le ho detto. Ma l'espressione del maresciallo non era pi neutra, era diventata minacciosa, e il portiere si interruppe.  al terzo piano... ascolti, io non voglio mettermi nei guai per nessuno.  stato lui a dirmi di non... comunque,  vero che di sopra non c' nessuno.
Dov' andato?.
Solo a prendere le sigarette. Mi ha telefonato, voleva che andassi io, ma non posso lasciare la portineria vuota, mia moglie non c'. Quindi vede, quando ho detto che non c'era nessuno era vero....
Aspetteremo. Com' sua moglie, la seconda?.
Sua moglie? Ascolti, io non posso....
Non pu che cosa?.
Niente. Dicevo solo... Non credo che dovrei dare informazioni senza il consenso degli interessati.
No? Io non le ho chiesto nessuna informazione, le ho chiesto la sua opinione. Com'?.
Be'... giovane.
Quanto giovane?.
Non  pi una ragazzina, per ci scommetto che rispetto a lui  di buoni vent'anni pi giovane. Potrei dire sui trentacinque o trentasei, e anche un tipo vistoso, capisce che cosa voglio dire?.
No.
Be', lui sta attento a non perderla di vista troppo a lungo, e io lo capisco.
Ah s? Per invece l'ha persa di vista. Lei  al mare e lui  qui, anche se le ha detto di dire che non c' e di non far salire nessuno. Se fossi in lei non mi metterei contro la legge per fargli un favore.
Che cosa ha fatto?.
Chi ha detto che ha fatto qualcosa?.
Non ce n' bisogno, no, visto che siete qui voi?. Non aveva detto una parola contro Fantechi, ma il maresciallo, che osservava il suo viso aguzzo e l'occhio fermo, si era fatto l'idea che il portiere sapesse bene chi erano tutti gli abitanti del palazzo, uno per uno, e per Fantechi non avesse un debole particolare.
Lei  sposato, ha detto?.
Chi, io?.
S, lei. Ha detto che sua moglie non c'.
Che cosa c'entra con Fantechi? D'accordo, sono sposato. Soddisfatto?.
Sua moglie dov'? Lavora fuori?.
Lavora qui. Ci sono le scale da pulire, tanto per cominciare. Non  un lavoro da uomini.
Lo fanno in tanti.
Io no. Evidentemente, un lavoro da uomini era stare seduto ore e ore dietro il vetro della guardiola, leggendo il giornale, ascoltando la radio, e tenendo d'occhio chi va e chi viene nel palazzo.
Allora lavorer anche per qualcuno dei condomini.
Due.
Compreso Fantechi?.
S, se lo vuol sapere. Ascolti, ma che cosa ha fatto? Lei non dice niente, ma io non sono mica scemo e ne ho sentite tante. Non mi lascio gettare fumo negli occhi.
Che cosa ha sentito?.
Eh?.
Che genere di cose?.
Non sono mica uno che ficca il naso negli affari degli altri quando non c' motivo, ma se proprio vuole saperlo, ho sentito dire che  stato dentro. Lui diceva che era in viaggio all'estero per affari, ma da quello che ho saputo io, per un po' lo avevano messo sotto chiave, per bancarotta fraudolenta. Dopo che  morta la sua prima moglie... e lei s che aveva classe, non come... Buona sera, signora.
Il maresciallo si volse per vedere una donna anziana, piccolina, pesantemente truccata, vestita con abiti molto costosi, con un mini-cagnolino appeso al guinzaglio. In risposta al saluto del portiere si limit a un lieve cenno del capo. E tuttavia, lui si affrett ad alzarsi e a correre a schiacciare il bottone dell'ascensore. La signora rimase in attesa senza neppure un cenno di ringraziamento per questa piccola cortesia. Al ritorno, il portiere aveva un'aria un po' vergognosa e si strinse nelle spalle. Ultimo piano a destra, quella. Be', perch devo prendermela? Ogni mese mi d una bella mancia.  tutta scena. Lei viene da qualche antica famiglia nobile, ma il capitale  quasi tutto sparito. E per, creda a me, quelli come lei riescono anche a fare a meno dei soldi, ma a essere ossequiati ci tengono. Non sopportano se uno li ignora, o li tratta da esseri umani come tutti gli altri. Sono quasi sicuro che in realt non potrebbe permettersi di darmi la mancia che mi d, per preferisce non mangiare, se  costretta, pur di essere trattata meglio degli altri inquilini del palazzo. Pu immaginare che cosa pensa della moglie di Fantechi, che sembra una donna di strada: se si incontrano,  come se per lei fosse trasparente.
Lei non ha una grande opinione di tutta questa gente, vero?.
Perch, dovrei? Se sapesse che cosa deve sopportare mia moglie. Tutti i gioved deve andare da quella vecchia scema, mettersi un grembiulino frufr, anche la crestina, per servire il t alle sue amiche, con i biscotti a risparmio. Per non parlare della Fantechi, che si d un sacco di arie e fa le smorfie come fosse una contessa, quando invece  una qualunque, e neanche tanto perbene.  una di quelle che trovano sempre qualcuno per pagarle i conti, finch regge la giovent, ma dopo, son dolori. Chi vuole che la sopporti, dopo?. Doveva certo essere una frase presa dal repertorio della moglie. Gi adesso litigano come cane e gatto. La sera prima di partire per il mare si sono presi di brutto. Lui era stato a far festa con i suoi amici in affari e dopo mezzanotte erano tornati qui tutti insieme per finire la serata. Quando mia moglie  andata su la mattina, c'erano piatti e bicchieri sporchi sparsi dappertutto e la principessina tirava degli urli da far venire gi la casa. Lui faceva del suo meglio per tenerle testa.
Che cosa teniamo a fare la donna? Ci penser lei a pulire!'.
Non dev'essere mica la mia cameriera a togliere lo sporco che lasciano quegli schifosi dei tuoi amici!'.
La mia cameriera'! Ma chi  che la paga, la sua cameriera, che poi  mia moglie? Per non parlare delle quattro pellicce e della nuova villa sul mare. Se tanto tanto non riusciva subito a ottenere quel che voleva minacciava di lasciarlo, e sia detto fra noi, per lui sarebbe meglio... Eccolo.  lui. Il portiere si sporse un poco in avanti, come per chiamare, ma il maresciallo gli pos una mano pesante sulla spalla per farlo tacere.
Fantechi attravers l'atrio senza alzare gli occhi. Indossava un completo di seta bianca, ma stropicciato come se non se lo fosse tolto neppure per dormire. I capelli grigi erano spazzolati, ma quel giorno l'uomo non si era fatto la barba e aveva gli occhi sbarrati. Premette il bottone dell'ascensore e rimase ad aspettare che scendesse, voltato di schiena rispetto all'atrio: si vedevano le spalle irrigidite dalla tensione, le mani contratte, che si serravano e si aprivano a tratti.
Il maresciallo e Di Nuccio uscirono dalla guardiola.
Signor Fantechi?.
Il maresciallo aveva pensato che Fantechi si sarebbe precipitato verso l'uscita, dove di certo aveva parcheggiato la macchina, e quindi, quando Fantechi corse verso le scale senza nemmeno voltarsi a guardarli, lui e Di Nuccio furono colti di sorpresa e quindi gli lasciarono un certo vantaggio. Poi si ripresero e si gettarono all'inseguimento, correndo senza quasi far rumore sulla spessa guida. Di Nuccio precedeva il maresciallo, che aveva cominciato quasi subito ad ansimare ma non era preoccupato pi di tanto. Non era probabile che Fantechi fosse armato, e dove sarebbe potuto rifugiarsi se non in casa propria, se anche Di Nuccio non l'avesse raggiunto prima? Di Nuccio non riusc a raggiungerlo. A parte il piccolo vantaggio iniziale, Fantechi era aiutato dal suo terrore. Quando il maresciallo arriv davanti alla porta a sinistra del terzo piano, Di Nuccio aveva il dito sul campanello e non smetteva di pigiarlo.
Nell'interno un cane cominci ad abbaiare a poi a ululare. Un cane molto grosso, si sarebbe detto. Lo sentirono urtare contro la porta. Il suono del campanello era forte e insistente come un allarme, eppure, nonostante fosse accompagnato dagli ululati del cane, nessuno si affacci sul pianerottolo o sulle scale per vedere che cosa succedeva. A parte la vecchia signora dell'ultimo piano, il palazzo doveva essere vuoto. Erano tutti in vacanza. Di Nuccio smise di suonare e cominci a picchiare sulla porta. Dentro casa sentirono una finestra o una porta a vetri che sbatteva e andava in frantumi, mentre il cane si allontan, continuando ad abbaiare. Si aprirono le porte dell'ascensore e comparve il portiere.
Apra, gli disse il maresciallo.
Veramente non dovrei....
Lei ha le chiavi. Apra. La porta sembrava troppo solida perch il maresciallo pensasse di provare ad abbatterla a spallate.
La responsabilit  sua.... Ma tir fuori il suo mazzo di chiavi e li fece entrare.
Il cane arriv a balzi nell'oscurit della casa, con tutte le finestre chiuse e le persiane abbassate, e salt addosso al maresciallo, arrivandogli alle spalle e rischiando quasi di farlo cadere.
Giulio! Gi, da bravo! Giulio! Non si preoccupi, mi conosce. Il portiere afferr la grossa bestia per il collare. Calmati, su, sta' buono. Non c' da preoccuparsi, quando loro partono sono io che gli do da mangiare e lo porto fuori, e quindi... buono, Giulio! Bravo, bravo.
Ma gli altri due si erano gi allontanati a grandi passi, diretti verso un fascio di luce che tagliava in due il buio. Proveniva da una camera da letto, che si apriva sulla sinistra in un largo corridoio. Una porta finestra era aperta. Sul pavimento tutto intorno, vetri rotti, mentre la tenda di mussola si agitava appena nell'aria.
Uscirono sul balcone, che si affacciava su un cortile, con una palma nel centro. Fantechi giaceva a faccia in gi sul lastricato, un braccio era rimasto sotto il corpo, l'altro era steso come per distogliere l'attenzione dei passanti dalla testa fracassata. Ma nessuno si avvicinava al corpo, e nella luce del tramonto la pozza di sangue intorno al cranio si allargava indisturbata.
Chiamo un'ambulanza, disse Di Nuccio.
Il maresciallo non si mosse. Un attimo dopo fu distolto dai suoi pensieri da un lieve scatto; guard in su e vide il volto incipriato di bianco della vecchia signora che si affacciava dall'ultima finestra in alto a destra. Teneva stretto il suo cagnolino e quando vide la scena nel cortile di sotto si affrett a tirarsi indietro e a richiudere le persiane. Il maresciallo continu a fissare il vuoto. Di sotto, il portiere comparve accanto al corpo, si chin su di esso, poi guard in su e gli fece cenno di no, come per dire che non c'era pi niente da fare, ma il maresciallo non gli rispose. Teneva lo sguardo fisso verso il basso, ma non vedeva in realt l'uomo caduto sul lastricato del cortile. Vedeva Clementina, non il suo corpo inanimato, ma lei che piroettava ballando nella piazza, il viso arrossato per aver mangiato e bevuto a saziet, felice nell'ultima serata della sua infelice vita. Vedeva anche Bruno, a momenti, che scattava sull'attenti facendo battere i tacchi ben lucidati.
Per l'amor di Dio, Bruno, non fare cos dietro le mie spalle! Mi farai venire un attacco di cuore!.
Scusi, signor maresciallo.
E non mi chiamare signore!.
Poi gli si present alla mente un'altra immagine, di una persona che non aveva mai visto. Una donna distesa, non a faccia in gi come l'uomo nel cortile, ma supina, il corpo abbronzato e levigato dagli oli, esposto agli ultimi raggi del sole in procinto di immergersi in mare all'orizzonte.

Ah, maresciallo! Buon giorno!.
Guarda chi c'!.
Gran bella giornata, eh?.
Che piacere rivederla, maresciallo. Cosa prende?.
Il maresciallo aveva di fronte Franco, in piedi dietro il bancone. Non si era aspettato un'accoglienza simile. Anche persone che non aveva mai visto gli rivolgevano un sorriso mentre facevano colazione. Forse la gradevole frescura della brumosa mattina di settembre aveva contribuito al buonumore generale. Il trambusto cittadino era ricominciato, come se fosse stato un congegno meccanico a rimetterlo in moto, e i veicoli in transito aggiungevano rumori e odori a quelli del bar affollato. Entr il macellaio, grasso e sorridente con il suo camice bianco: aveva lasciato la moglie in negozio e veniva a mandar gi in fretta un caff. Anche lui salut il maresciallo e gli pos sulla spalla una manona arrossata.
Spero che sua moglie non ci abbandoner, adesso che avranno riaperto i negozi dove si serviva di solito.
Credo di no, le  piaciuto tanto venire qui. Solo che ultimamente passa tutto il tempo libero in ospedale.
Da quel giovanotto? Non si  pi svegliato?.
Non ancora. E quello stesso giorno sarebbero arrivati i suoi genitori. Appena i medici avevano stabilito che poteva essergli utile avere qualcuno vicino che gli parlasse, anche se non mostrava nessuna reazione, la moglie del maresciallo aveva passato ore al suo capezzale. Lui sapeva che le faceva piacere, che cos si sentiva meglio, non stava pi con le mani in mano, mentre i suoi ragazzi erano ancora gi al paese.
Le deve dire - riprese il macellaio -, che ci far sempre piacere vederla. Mi piacciono le clienti che sanno cosa comprano. Prende un caff con me?.
Qualunque cosa voglia il maresciallo, offro io - si intromise Franco, con un sorriso e un cenno della grossa testa -. Il suo caff non lo paga nessuno... che ne dice, ci metto un goccio di...?.
No, no - rispose il maresciallo -. Caff e basta.
Quando lo bevve gli sembr che avesse un gusto migliore di qualsiasi caff che avesse bevuto da mesi.
Il cielo sembrava pi alto, la luce filtrata era vivace e scintillante. Respirava meglio; il traffico, di cui tutti si lamentavano per tutto l'anno, faceva allegria come una banda musicale sotto il sole. Bruno doveva cominciare a stare meglio, non poteva essere diversamente.
Qualcosa da mangiare?, propose Franco, intento a preparare dei toast.
No, no. Sto bene cos.
Era andato a trovare Franco con l'idea di fargli capire in modo garbato che le autorit sapevano quel che succedeva nel suo bar dopo l'orario di chiusura: ma adesso che c'era non se la sentiva di guastare l'atmosfera con un tocco di gelo. Poteva sempre tornare un'altra volta. Non sapeva se sua moglie sarebbe ancora venuta fin quaggi a fare la spesa, ma quanto a lui, se si fosse trovato nei paraggi sarebbe di certo passato a prendere un caff da Franco. Gli piacevano queste persone, in particolare Franco e sua moglie, cos grande e grossa e placida.
E pensare - stava dicendo Franco -, che lei ha scoperto che Clementina aveva perduto il marito e la figlia nell'alluvione, e in tutti questi anni lei non ne aveva mai detto una parola.
Il maresciallo si accorse di avere intorno tutto un cerchio di facce che esprimevano curiosit e aspettativa, e cap che cosa gli veniva richiesto in cambio del caff. Raccont quello che poteva, quanto bastava per farli sentire al corrente dei fatti ma lasciando da parte le questioni ancora sub judice.
 stata proprio un'esperienza - disse in conclusione -, capire quel che ha davvero significato l'alluvione. Allora io stavo ancora in Sicilia: si capisce, vedevamo i telegiornali, ma da lontano non ci si poteva rendere conto.
Meglio per lei che non fosse qui - disse il macellaio, ridendo -, anche se l dove si trova non avrebbe avuto problemi. Palazzo Pitti non  mai stato alluvionato perch sta in alto, sullo sdrucciolo.
Proprio vero - conferm con voce acuta un uomo con la tuta schizzata di vernice -, era il posto da cui distribuivano il pane. Sarebbe stato benissimo.
Comunque - disse il maresciallo -, per me  stupefacente come ve la siete cavata.
Non avevamo molta scelta - osserv Franco -, e in ogni modo, per farci affondare ci vuole ben altro che mezzo milione di tonnellate di fango.
Per Dino son bastate!, esclam il macellaio,  tutti risero.
Chi  Dino?.
Lei non l'ha conosciuto - spieg Franco -. In agosto aveva chiuso.  il titolare della rosticceria, pi avanti, sulla sinistra.
Non l'avevo mai visto piangere prima di allora, e dopo non  mai pi successo - disse il macellaio -, ma il giorno che ha tirato fuori dal fango tutta una costata di manzo intera... era una bellezza, gliel'avevo venduta io e lui mi aveva anche gi pagato, era qui tutto il guaio! La teneva in braccio come se fosse stato un figlio unico. Neanche una fetta', continuava a dire, e intanto sciaguattava nel fango con gli stivali di gomma. Arrostita a regola d'arte, e neanche una fetta'. Alla fine la scaravent di nuovo nella melma e alz le braccia al cielo urlando contro il Padreterno: Questa non te la perdono!'.
Per farlo divertire, sfoderarono un intero repertorio di aneddoti del genere, mentre il maresciallo tenne per s i particolari pi malinconici della storia di Clementina, e alla fine, con riluttanza, lasci la chiassosa compagnia intenta a far colazione.
Aveva da fare altre visite. La prima incombenza della giornata era gi risolta: era andato a trovare Linda Rossi, sbalordita pi che felice per la fortuna che le giungeva sulla scia di tante tragedie.
Allora non dobbiamo andare via? Ne  sicuro?.
Sicurissimo. Per il momento non succeder niente. I finanzieri impiegheranno un sacco di tempo per sbrogliare gli affari di Fantechi. Poi ci saranno un sacco di debiti da pagare e le sue propriet saranno tutte vendute o quasi. Voi, come inquilini, avrete un diritto di prelazione, e quindi, se appena riuscite a farcela... Il prezzo non dovrebbe essere alto, avranno fretta di realizzare.
Forse potrebbe aiutarci mia madre... Non so come ringraziarla. Mi sono sentita tanto in colpa per averla seccata con i nostri problemi quando c'erano tante altre cose di cui doveva occuparsi. Spero che ci possa perdonare, eravamo disperati.
Ha fatto benissimo. Fa parte del mio lavoro.
E lo disse con una certa soddisfazione, perch era vero: faceva parte del suo lavoro, e se un certo sostituto procuratore non era dello stesso parere avrebbe fatto meglio a lavorare con la polizia. I carabinieri non ne avrebbero sentito la mancanza. La polizia doveva preoccuparsi solo dei reati, e non aveva tempo da perdere con i problemini della gente'.
Non che gli fossero arrivate altre osservazioni del genere. Durante il loro ultimo incontro il sostituto era apparso decisamente ridimensionato. Aveva chiesto notizie di Bruno. Non c'era da dubitarne: se il maresciallo avesse potuto occuparsi della faccenda come si deve, quella notte avrebbe avuto in tasca le chiavi dell'appartamento. Il sostituto doveva anche aver capito che se il maresciallo non fosse stato cos attento ai problemini della gente il caso non sarebbe stato risolto mai, e lui stesso non sarebbe stato libero di partire per le ferie alla data stabilita. E tanti auguri anche a lui - borbott il maresciallo -, e speriamo che torni cambiato in meglio. Andava verso Pitti a piedi, perch la sua auto era a riparare. Grazie a Dio era settembre.
Il resto della mattinata pass con le solite scartoffie relative al caso di Clementina, e doveva concludersi con la visita all'ospedale. Se erano arrivati i genitori di Bruno, gli sarebbe toccato di affrontare anche questa.
Trov sua moglie seduta su una seggiolina scomoda fuori della porta della camera di Bruno. Poteva significare soltanto una cosa.
Sono gi qui?.
Vai dentro. Ti stanno aspettando. Cosa aveva da guardarlo in quel modo? Avevano gi detto qualcosa? Si chiese se non sarebbe stato meglio aspettare l che uscissero dalla camera. Gli sembrava che non stesse bene, in qualche modo, parlare con loro con il ragazzo l, nel letto. Ma sua moglie ripet: Vai dentro.
Apr la porta.
Tre paia d'occhi si volsero a guardarlo, e lui si ferm di botto sulla soglia. Ai lati del letto erano seduti un uomo e una donna, e in mezzo a loro c'era Bruno, seduto ben diritto, con un gran sorriso.
Maresciallo!.
Si fece avanti a passi lenti e tese la mano.

Quindi ho deciso, annunci Bruno, dopo un quarto d'ora in cui nessun altro era riuscito a inserirsi neppure con una parola di striscio.
Anche in quel momento, il maresciallo pot a malapena aprire bocca: Be'....
Prima mi manderanno a Roma, vero?.
Io....
Lei potr darmi una lettera di referenze. Per che cosa penseranno di questo pasticcio, ecco che cosa mi chiedo io. Non so decidere se  una cosa che andr a mio svantaggio o se mi daranno una medaglia. Lei che cosa pensa?.
Io....
Una medaglia non mi dispiacerebbe. Comunque riflettevo su tutte queste cose stamani, mentre loro continuavano a picchiettarmi e a esaminarmi e a dirmi che ero un fenomeno, e insomma ho preso la mia decisione. Niente universit. Appena mi rimetto in piedi far il concorso per diventare ufficiale!.
I due genitori rivolsero un'occhiata disarmata e implorante al maresciallo: ma come sempre, Bruno lo aveva lasciato senza parole.

La visita successiva fu l'ultima che il maresciallo fece in quel giorno. L'ultima riguardante l'indagine. Il resto erano solo scartoffie burocratiche.
E non so proprio come riuscir a sbrogliare tutto.... Il passeggero seduto accanto a lui nel pulmino non rispose. Occupava molto spazio, ma non dava nessuna noia: seduto ben diritto, seguiva con lo sguardo il movimento dei veicoli nella strada e il sole calante. Entrarono nel cancello del manicomio e seguirono i cartelli indicatori fino al padiglione degli uffici.
Scendi - disse il maresciallo -. Siamo arrivati.
Mannucci sembrava contento di rivedere il maresciallo, e in segno di benvenuto spinse da parte una montagna di vecchi incartamenti. Getto un'occhiata perplessa al suo accompagnatore, ma non fece commenti.
Si sieda e mi racconti tutto.
Non c' molto da raccontare che lei non abbia gi letto sui giornali. Per devo dire che sono rimasto un po' sorpreso.... Si interruppe, imbarazzato.
Sorpreso di che cosa?.
Be', immagino che avrei dovuto pensarci da solo, ma mi chiedevo come mai, considerando le date, lei non abbia pensato che fosse stato per via dell'alluvione che Clementina  finita qui. Lo specialista  lei....
Esatto, sono lo specialista. Allora io non ero qui, maresciallo, per ho tutti i dati relativi a quel periodo, se le interessa vederli. Non abbiamo avuto mai cos pochi ricoveri come nel periodo successivo all'alluvione. Non mi crede? Posso mostrarglieli.
No, no, se lo dice lei....
Lo dico, s, e le dico anche che per aver reagito in quel modo, la nostra Clementina doveva gi essere molto disturbata, anche se non glielo posso dimostrare,  solo un'ipotesi.
Ha ragione - rispose il maresciallo -. Per l'appunto, so che le cose stavano proprio cos.
Non c' niente come una catastrofe naturale per riportare la gente alla ragione. Un medico che lavorava qui diceva sempre: Prenda uno di questi pazienti, lo metta nel bel mezzo di un deserto o di una foresta tropicale e lo lasci l a sbrogliarsela da solo, e lo vedr ritornare lucido nel giro di qualche minuto, e mettersi a lottare per restare in vita'. Naturalmente, parlava dei pazienti ricoverati per brevi periodi, non di malati come quelli che sono rimasti qui adesso. No, non mi sarebbe mai venuto in mente di collegarla con l'alluvione, dopo che qualcuno si era preso la briga di eliminare tutte le prove documentali. La cosa a cui avrei pensato erano i suoi diritti di propriet... ma non sapendo che era in gioco un qualche patrimonio vero e proprio... Per quanto si pu capire dall'esterno, quella sua sorella doveva essere una stupida, a fidarsi tanto del marito.
Non lo so. In qualche modo, penso che lui non fosse tanto un delinquente, quanto un debole. Finch non  apparsa la seconda moglie non ha fatto nessun male a Clementina. Quella  davvero un osso duro.
Le ha parlato? I giornali dicevano che  sparita.
Appunto. Ecco perch sono andato a prendere il mio amico, qui.... E i suoi grossi occhi sporgenti si posarono sul suo accompagnatore, che se ne stava accovacciato sul pavimento accanto a lui, rivolgendo un paio d'occhi altrettanto grossi dal maresciallo a Mannucci e poi di nuovo al maresciallo. Per questo sono venuto, per portare lui.
Mannucci scoppi a ridere e poi sgran gli occhi, A me sembra piuttosto sano di mente... e anche se non lo fosse, ormai non ricoveriamo pi nessuno.
Ma lui s.
Non parler mica sul serio?.
Certo che parlo sul serio. Lui si chiama Giulio. E prima di darmi una risposta qualsiasi, pensi un momento a come la prenderanno i giornali. Lei dice che non  mai riuscito a ottenere la loro attenzione, e neanche ci riuscir mai, se non comincia a entrare nella loro mentalit. Non li convincer mai a interessarsi delle povere creature delle quali vi occupate qui.
Ma....
Giulio ha appena assistito al suicidio del suo padrone, e la sua padrona l'ha abbandonato. Il padrone era il mandante dell'omicidio di una delle vostre ex pazienti, e pensi un po', per puro caso, Giulio si presenta qui. Non immagina i titoli? cane cerca ricovero in manicomio!' C' l'assassinio, il suicidio, uno scandalo finanziario e tutto l'aspetto sentimentale rappresentato dal cane. Per di pi, Giulio non sar un paziente, qui dentro avr un lavoro, perci spero che lei abbia pronti tutti i suoi dati e le sue cifre per spiegare per filo e per segno quanto siete a corto di personale.
Certo che sono pronto. Quello non  un problema, ma....
Avanti, ora venga con me.

Il sole era molto basso. Le cime degli alberi cominciavano gi ad annerirsi contro il cielo, ma il prato era ancora avvolto in una luce rosea e dorata, e i piedi nudi di Angelo, che spuntavano dai pantaloni troppo corti, si accartocciavano per cogliere l'ultimo residuo di tepore dell'erba. Angelo teneva la testa sulle ginocchia, ma girata da un lato, quindi poteva guardarli, e aveva gli occhi brillanti di gioia.
Giulio si avvicin lungo la panchina e abbass il grosso testone per leccare il viso di Angelo.
Accarezzalo, sugger il maresciallo.
Posso? Lo posso accarezzare?... Lo posso.... Si dondol per rialzarsi e poi si abbass di nuovo, nascondendo la faccia. Poi si tir su ben diritto e con un braccio circond il corpo del bestione, ma senza guardarlo. Giulio gli si spiaccic addosso, ansando felice.
Angelo teneva gli occhi luminosi fissi sul maresciallo.
Lui star qui a tenermi compagnia? Lui star....
S. Star sempre qui a tenerti compagnia, se gli dai da mangiare. Ti ricorderai di dargli da mangiare? Diremo all'infermiera di prepararti il mangiare per lui, per devi essere tu a darglielo. Puoi anche portarlo a camminare con te. Ti lascio questo guinzaglio.
Io... io... io voglio solo che stia con me a tenermi compagnia, a tenermi compagnia... ha paura?.
No, no.  un cane grosso. Non ha paura di niente.
Il cane pos una zampa pesante sul ginocchio di Angelo.
Guardi! Guardi!... Ha....
Angelo non riusciva pi a parlare. Aveva gli occhi cos lucidi che il maresciallo pens che stesse per piangere. Gir sui tacchi e si allontan per raggiungere Mannucci, che lo stava aspettando, fermo sotto la lunga ombra di un cipresso.
...
.
...
FINE.